Sei insoddisfatto del ruolo che ti è stato assegnato in azienda, temi che la tua società stia per chiudere o non vai d’accordo col tuo capo e quindi hai deciso di cambiare lavoro?

Qualunque sia la motivazione per cui desideri cambiare vita lasciare il lavoro, mi raccomando: discrezione.

E ti do subito due buoni motivi per mantenerla.

  1. Un datore di lavoro quando ricerca di personale preferisce sempre assumere persone che stiano ancora lavorando.
  2. Se il tuo attuale datore di lavoro scopre che un suo dipendente è alla ricerca di un nuovo impiego, potrebbe cambiare anzitempo il suo atteggiamento nei tuoi confronti.

Ovviamente questo non significa che dovrai mollare il tuo impiego da un giorno all’altro (non sarebbe corretto e lascerebbe un pessimo ricordo di te), ma che se hai raggiunto la consapevolezza di voler cambiare, dovrai comunicarlo quando i tempi saranno maturi, ovvero quando avrai una  proposta concreta fra le mani su cui poter ragionare.

Oggi cambiare lavoro ad un certo punto di una carriera è abbastanza comune e non molto difficile da fare: ecco di seguito una guida pratica su come cambiare lavoro che ti aiuterà ad affrontare il cambiamento nel modo più sereno e lineare possibile.

Se seguirai alla lettera i 7 passi che sto per raccontarti, alla fine la ricerca di un nuovo lavoro non solo ti apparirà meno stressante ma otterrai anche più velocemente i risultati sperati.

1. Scrivi (e pensa) in positivo

Se sei davvero intenzionato a cambiare lavoro allora è probabile che tu abbia già aggiornato il tuo curriculum e abbia iniziato ad inviarlo alle aziende che ti interessano o che ritieni possano essere interessate al tuo profilo.

Questo è senza alcun dubbio il primo dei passaggi obbligati ed è molto importante che il tuo CV sia ben scritto e formulato in modo da illustrare bene le esperienze di lavoro presenti e passate, il percorso formativo e tutte le altre informazioni necessarie a comprendere le tue skill e competenze.

Tuttavia, oltre al curriculum, quando sei a caccia di un nuovo impiego dovresti anche pensare ad una lettera di presentazione efficace.

Ma qual’è in questo caso il modo migliore per scrivere una lettera che ti faccia fare bella figura col tuo nuovo datore di lavoro?

Parlare in negativo della propria azienda, o del lavoro che attualmente svolgi, non è di certo il metodo più intelligente per metterti in mostra col nuovo capo. La cosa migliore è scrivere una dichiarazione del tipo “voglio cambiare lavoro perché desidero fare nuove esperienze e migliorare la mia carriera” in cui spieghi, in positivo, i motivi per cui vorresti trovare una nuova occupazione.

Parlando invece di quanto ti trovi male nella tua attuale società e di come non vai d’accordo coi colleghi, rischieresti di apparire come un lavoratore frustrato che salta dalla nave non appena ne ha l’opportunità.

Esprimendo le tue ragioni in positivo, anziché in negativo, mostrerai di essere una persona sicura di sé e che sa quello che vuole, oltre naturalmente a non lasciarti prendere da pensieri negativi che non fanno altro che peggiorare la situazione. (Qui gli approfondimenti di cui hai bisogno per scrivere il CV e la Lettera di Presentazione)

2. Metti bene in evidenza le tue motivazioni per cambiare lavoro

Hai appena terminato di scrivere la tua lettera di presentazione come indicato al paragrafo sopra? Bene, ora non devi far altro che sintetizzare quello che hai scritto in poche righe e inserirle all’interno del tuo curriculum nel campo “Obiettivi e Carriera”.

Il motivo è semplice: coloro che si occupano di risorse umane vogliono essere messi al corrente del perché un candidato intende lasciare il lavoro per iniziarne subito un altro, se questo aspetto del tuo percorso professionale dovesse apparire poco chiaro questo potrebbe essere un motivo valido per essere lasciato alla porta.

Ti pare o no una ragione convincente per riportare le motivazioni che ti portano a cambiare lavoro in primo piano nero su bianco?

3. Evita di inserire i contatti della tua azienda attuale

A meno che non sia strettamente necessario, evita di inserire i contatti della tua attuale azienda nella lettera di presentazione e nel curriculum, scrivendo esplicitamente che desideri essere contattato sui tuoi recapiti privati.

Mettendo invece i riferimenti aziendali, un membro delle risorse umane troppo zelante potrebbe mettersi anche in contatto col tuo capo attuale per avere notizie su di te e questo, oltre che metterti in cattiva luce con il tuo vecchio datore di lavoro, potrebbe crearti problemi anche col nuovo.

Meglio specificare sempre in tutte le domande di lavoro che non si desidera che la società che si sta lasciando sia contattata da quella in cui si sta per andare a lavorare prima che eventualmente sia tu stesso a diffondere la notizia del cambio di lavoro.

4. Prendi tempo

Durante un qualunque colloquio di lavoro, l’intervistatore, sapendo che stai lavorando in un’altra azienda, ti chiederà di quanto tempo hai bisogno per iniziare il tuo nuovo impiego.

Non dare risposte frettolose e non apparire impaziente di scappare da un’altra parte: comportati sempre in modo corretto nei confronti dell’azienda che ti appresti a lasciare.

Questo, fra l’altro, ti farà apparire senza dubbio come un lavoratore leale e professionale anche agli occhi del tuo nuovo capo e al tempo stesso ti permetterà di prendere tempo qualora il tuo vecchio capo a seguito della tua comunicazione (voglio cambiare lavoro),  fosse intenzionato a formulare una controfferta per farti cambiare idea.

5. Fai pulizia

Ora che ce l’hai fatta a cambiare lavoro, è venuto il momento di fare il grande passo: informare il tuo attuale capo. Dipende molto dal tipo e dalle dimensioni dell’azienda, ma dirgli che hai accettato un nuovo incarico potrebbe essere per lui un vero trauma, soprattutto se non se l’aspetta e ancor di più se ricopri una posizione chiave all’interno dell’organigramma aziendale.

Fatti coraggio e fissa un appuntamento per parlargli apertamente. Vedrai che una volta che lo avrai informato ti sentirai molto più sollevato. Non pensare però che una volta recapitato il messaggio la cosa sia finita lì: anche qualora tu abbia in mente di dare un preavviso di 3/4 settimane, il tuo vecchio capo potrebbe volerti fuori dall’azienda immediatamente, e in tal caso potresti non avere più libero accesso al tuo computer e al tuo ufficio. E soprattutto se hai lavorato per molto tempo per la tua vecchia società, dentro i cassetti e sul tuo pc potresti aver conservato di tutto: vuoi allora un consiglio?

Rimuovi tutti i tuoi file e documenti personali non appena sarai sicuro di andartene e in ogni caso prima di parlare col tuo vecchio capo.

6. Usa la diplomazia

Probabilmente ora ti starai chiedendo quali siano le parole giuste da usare con il tuo vecchio capo per informarlo della tua decisione di cambiare lavoro. Anche se sarai tentato di dirgli tutto quello che pensi, cerca anche in questo caso di agire in modo intelligente, usando il massimo della diplomazia.

Sai qual è il modo migliore per andarsene senza fare danni? Dosare bene le reali motivazioni, dando ai vecchi colleghi e al datore di lavoro una spiegazione sincera ma, per l’appunto, diplomatica. Essere troppo diretti non solo non servirà a nulla ma potrebbe impedirti di riallacciare rapporti con la tua vecchia azienda in futuro.

7. Non parlare a nessuno del tuo nuovo lavoro

Se sei davvero in procinto di cambiare lavoro potresti essere tentato di dirlo a tutti: amici, conoscenti e colleghi compresi. Niente di più sbagliato: la notizia si diffonderà a macchia d’olio molto rapidamente e ci metterà davvero un attimo ad arrivare all’orecchio del tuo capo.

Questo non significa ovviamente che non potrai parlare mai della tua nuova opportunità, ma accertati di farlo rispettando le regole: controlla il tuo contratto di lavoro, le scadenze e le modalità con cui dovrai dare le dimissioni al tuo vecchio datore e se è richiesto un periodo minimo di preavviso prima di andare via.

Dillo prima al tuo capo e, mi raccomando, aldilà del periodo di preavviso previsto dal contratto mettiti nei suoi panni e se possibile accertati di avere tempo a sufficienza per un efficace passaggio di consegne.

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