ETC Exchange Traded Commodities

Mai sentito parlare di ETC? ETC è l’acronimo di Exchange Traded Commodities, uno strumento finanziario molto particolare, legato tipicamente al mondo delle commodities energetiche.

Gli ETC oggi rappresentano una forma di investimento sempre più comune tra gli investitori ormai stanchi del mercato obbligazionario e di quello borsistico.

Come avremo modo di vedere più avanti si tratta in questo caso di un mercato che permette di scambiare le materie prime energetiche proprio come se fossero azioni.

Ma vediamo assieme nel dettaglio di cosa si tratta e quando sono convenienti.

Cosa sono gli ETC?

Gli ETC sono una tipologia di investimento che permette di impegnare il proprio capitale in uno strumento che replica 1:1 l’andamento di mercato di una determinata commodity.

Assomigliano molto agli ETF, tipologia di fondo che permette sempre di investire in modo mediato sul mercato. Rispetto agli ETF però, gli ETC permettono all’investitore di intervenire anche su una sola materia prima.

Gli ETC sono titoli che sono emessi da una società veicolo contro l’effettivo possesso della materia prima trattata, oppure, in ulteriori casi, contro il possesso di titoli diretti di proprietà delle materie prime.

Gli ETC vengono gestiti tramite due mercati:

  • Il mercato primario, al quale hanno accesso esclusivamente gli operatori istituzionali, che possono su base giornaliera scambiare l’ETC per il suo valore ufficiale.
  • Il mercato secondario: all’interno del quale avvengono invece gli scambi tra gli investitori. In questo mercato tutti gli investitori possono comprare e vendere titoli al prezzo di mercato, senza alcun obbligo di seguire quelle che sono le eventuali quotazioni del mercato primario.

I titoli vengono negoziati sul mercato ETFplus, stesso mercato che viene utilizzato per lo scambio degli ETF, strumenti simili, ma comunque diversi, per investire su commodities.

Quali sono le caratteristiche più interessanti degli ETC?

Ci sono moltissime caratteristiche interessanti che riguardano il mercato degli ETC:

  • Replicano in modo perfetto la performance della commodity di riferimento.
  • Permettono di investire avendo come sottostante anche una sola commodity, senza che sia necessario investire in un pacchetto in un certo senso diversificato. Assicurano dunque più controllo a chi vuole investire gestendo direttamente il proprio capitale, senza affidarsi alla diversificazione delle agenzie e delle società di gestione.
  • Hanno una liquidità molto elevata: ne sono scambiate tantissime ogni giorno e chiunque volesse liberarsi delle “azioni” (anche se questo termine è improprio) non dovrà fare altro che affidarsi al mercato secondario e vendere, perdendo solo la differenza tra il prezzo di vendita e quello medio.
  • Sono costantemente allineati alle performance delle materie prime: non sono richiesti margini, non c’è necessità di rinegoziare future e non c’è necessità di rivolgersi ad una clearance house per la gestione dell’investimento. I soldi sono soltanto quelli che sono presenti sul contratto e non ci sono “magie” della leva che rendono i calcoli molto più complicati.

Come si investe in ETC? In cosa si può investire?

Sono disponibili sul mercato ETFplus diversi tipi di ETC:

  • ETC su singola materia prima: si possono portare a casa ETC che abbiano come sottostante non solo le materie prime energetiche, ma anche quelle alimentari e metalliche. Sono attualmente disponibili sul mercato ETC su Oro, Suini, Bestiame, Frumento, Soia, Argento, Nickel, Gas, Zucchero, Platino, Palladio, Petrolio, Petrolio raffinato, Cotone, Benzina.
  • ETC  riferiti a panieri detti omogenei, ovvero a quelli che sono organizzati per tipologia di merce: sono attualmente disponibili panieri ETC su Energetici, Cereali, Prodotti Agricoli, Bestiame, Preziosi, Metalli Industriali.
  • ETC legati a degli indici globali di commoditiy.
  • ETC legati agli indici forward che riguardano le commodities.

Gli ETC sono uno strumento molto flessibile, in quanto l’investimento sulla modalità della borsa li rende istantanei e dunque permettono anche, con piccoli capitali, di intervenire su un mercato costantemente in evoluzione, potendo intercettarne quelle che sono le tendenze in maniera quasi istantanea.

Il modo perfetto di investire in materie prime per chi non ha enormi capitali a disposizione

Chi non ha grossi capitali a disposizione, quelli che per intenderci sono richiesti nel caso in cui volessimo appunto investire in materie prime, può rivolgersi proprio al mercato degli ETC per avere accesso ad investimenti che siano completamente basati sull’andamento delle commodity di riferimento, avendo inoltre la possibilità di avere a disposizione:

  • Un investimento molto liquido: si può aumentare o diminuire il capitale investito con enorme facilità, cosa che non si può dire degli altri investimenti “derivati” che hanno come sottostante le materie prime.
  • Un investimento dalle commissioni estremamente basse: si spende molto meno rispetto a quanto andremmo a spendere in future o in altri titoli derivati.
  • Un investimento che si può scambiare su mercati regolamentati: i mercati regolamentati sono di gran lunga una migliore opportunità per chi ha bisogno di investimenti liquidi e per chi non vuole rischiare il fallimento di eventuali intermediari.
  • Un investimento dinamico e che permette di scommettere su mercati che tipicamente sono difficili da raggiungere dall’Italia, come quello del bestiame, del frumento e dei suini magri.

Cosa sono gli ETC fisici o physically-backed?

Gli ETC fisici sono degli ETC che vengono garantiti dalle materie prime che vengono fisicamente depositate nei caveau delle banche.

Il loro valore in questo caso non può che essere dunque 1:1 rispetto all’andamento spot della materia prima sui principali mercati.

Il risultato è un investimento che permette di avere lo stesso identico rendimento che si avrebbe detenendo in casa fisicamente la materia prima, pur senza avere gli inconvenienti legati alla sicurezza della stessa.

Gli ETC fisici diventano dunque il miglior modo di investire per chi volesse intervenire su mercati di materie prime che hanno un elevatissimo valore intrinseco (può essere il caso dell’oro, o anche dell’argento in misura minore, ma anche del platino) e che dunque si potrebbero teoricamente tenere in casa, anche se la cosa ci esporrebbe ad altissimi rischi.

Gli ETC physically backed sono comunque scambiati su un mercato primario, animato dai soggetti istituzionali che possono chiedere il rimborso in natura, e un mercato secondario, che è invece il posto dove l’investitore anche con piccoli capitali a disposizione può investire sugli ETC.

Quali sono i vantaggi degli ETC rispetto ai fondi di investimento?

Nonostante il loro funzionamento possa sembrare molto simile, esistono in realtà differenze piuttosto radicali tra il funzionamento degli ETC e il funzionamento dei fondi di investimento:

  • I fondi di investimento sono una forma di risparmio collettivo, e devono dunque rispondere alla normativa vigente in materia; gli ETC non sono in alcun modo equiparabili al risparmio collettivo e dunque seguono altra normativa.
  • I fondi sono composti, in misura variabile, da più strumenti, di questi strumenti inoltre una parte si dedicano ad una determinata commodity, un’altra ad un’altra commodity e così via. L’ETC può fare riferimento anche ad una sola materia prima, cosa che rende lo strumento molto più interessante per chi vuole magari concentrare i propri sforzi su una risorsa in particolare.
  • Non essendo dei fondi, gli ETC non prevedono delle società di gestione. Non essendo presenti società di gestione, non andremo a pagare le importantissime commissioni di settore, ovvero: commissione di sottoscrizione o ingresso, commissione di gestione, commissione eventuale sul guadagno. Si tratta dunque di una forma di investimento che finisce per essere molto più conveniente per chi è in grado di gestire il proprio patrimonio e i propri investimenti da solo; al contrario, sia che si tratti di SICAV, sia che si tratti di altro tipo di fondo, le commissioni si devono pagare per tutte le forme di gestione comune del risparmio e possono mangiarsi anche tutto il guadagno che avevamo portato a casa.
  • gli ETC tendono ad essere molto più liquidi dei fondi.

Occhio: non ci sono dividendi

Va comunque sottolineato che gli ETC, al contrario di altri strumenti derivati che interessano il mercato azionario (qui ulteriori informazioni sui derivati), non distribuiscono dividendi, in quanto le materie prime non sono in grado di generare profitti di tipo “aziendale”.

Chi ha bisogno di uno strumento di investimento che permetta di avere cedole periodiche oppure dividendi dovrebbe rivolgersi verso altro strumento.

Si può anche vendere allo scoperto – a volte è anche disponibile leva finanziaria

Su moltissimi ETC di nuova generazione è inoltre possibile investire anche short, ovvero vendendo allo scoperto, andando a scommettere sul ribasso del prezzo di una determinata commodity.

In questo caso tra i meno esperti si parla di speculazione, mentre di altro non si tratta che di un investimento in senso contrario: quando si crede che una determinata materia prima, che si tratti di oro, argento, di preziosi, di materie prime energetiche, oppure anche di materie prime agricole, scenda di valore, si procederà semplicemente piazzando un ordine short, e dunque di vendita.

In questo caso non possono che operare i classici meccanismi di investimento “al margine” che siamo abituati a vedere sugli altri mercati di tipo derivato.

Su molti degli ETC che sono attualmente disponibili nella Borsa Italiana, è possibile anche investire al margine, ovvero andando a coprire soltanto la differenza che eventualmente si sta perdendo in un determinato istante, avendo così la possibilità di investire capitali molto più grandi di quelli che si hanno effettivamente a disposizione.

In questo caso gli ETC possono essere utilizzati anche per fare Hedging, ovvero per tutelarsi da eventuali rialzi o ribassi di una materia prima che potrebbero attaccare il nostro core business o investimento principale.

Occhio al rischio di cambio: sono quasi sempre quotati in dollari

In chiusura, per chiunque volesse investire sugli ETC, sarà necessario ricordare il fatto che questi, come avviene d’altronde per le materie prime di riferimento come sottostanti, sono quotati in dollari e dunque oltre al rischio dell’investimento in sé si dovrebbe tenere in debita considerazione anche il rischio di cambio.

EUR/USD è una coppia valutaria molto stabile, ma sul medio e lungo periodo può comunque modificare i valori in gioco in modo sostanziale.

Come cominciare ad investire in ETC?

Per investire in ETC sarà necessario aprire un conto deposito titoli in una delle molte banche del nostro paese che lo offrono.

L’accesso al mercato è consentito esclusivamente tramite di investitori istituzionali e dunque non è possibile intervenire sul mercato, come avviene d’altronde per il grosso dei mercati regolamentati, direttamente con l’acquisto.

La nostra banca farà da intermediario e dovremo, in misura relativa a quanto contenuto nel contratto stipulato, pagare direttamente a lei le commissioni.

Se ti interessa il mercato delle materie prime qui puoi trovare ulteriori informazioni, per valutare altri strumenti finanziari invece ti consigliamo di visitare la nostra sezione dedicata agli investimenti.

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