Schema Ponzi Lyoness

Lo schema Ponzi, quella che dalle nostre parti si chiamava Catena di Sant’Antonio, è un sistema che si è fatto sempre più evoluto e sofisticato. Se prima erano materiale per allocchi, organizzato alla buona e capace di rendere all’ideatore qualche migliaia di euro, oggi questi schemi riescono per mimetizzarsi anche all’interno del mondo degli investimenti e della finanza, con vittime molto eccellenti anche in Italia.

Imparare a riconoscere gli schemi di Ponzi è importante: chi partecipa anche di rado a feste e ambienti sociali di qualunque tipo, potrebbe trovarcisi coinvolto prima che se ne accorga. Ed oggi c’è anche Internet a permettere agli abili organizzatori di questi tipi di schema di raggiungere sempre nuovi potenzialiclienti“.

Nella guida di oggi impareremo a conoscere e a riconoscere gli schemi di Ponzi. Si tratterà di una sorta di manualetto da portare sempre con te, e tramite il quale riuscirai a giudicare ogni opportunità di investimentonon convenzionale” che dovesse esserti proposta.

“Genio Italiano” al servizio del sogno americano

Prima di addentrarci insieme nelle specifiche più tecniche degli schemi di Ponzi, sarà il caso di parlare, per qualche minuto, della storia e del nome di questo tipo di truffe.

Nel primo ‘900 spedire una lettera all’estero era relativamente complicato, almeno agli Stati Uniti. Il modo più comune era quello di acquistare non un francobollo, ma un coupon che avesse incluso anche il costo dell’eventuale risposta.

Questo sistema era il più diffuso per le comunicazioni tra i due lati dell’Atlantico, e qualcuno, con una fantasia molto fervida, vi individuò una possibilità di business.

Charles Ponzi, immigrato italiano negli Stati Uniti, cominciò a comprare i coupon di ritorno all’estero, dove erano più economici, per poi rivenderli negli Stati Uniti, per farci un profitto. Prometteva a tutti gli investitori nella sua nuova impresa ritorni impressionanti, intorno al 50%, in meno di 90 giorni.

In molti cominciarono ad investire, non tenendo conto del fatto che tra il profitto millantato da Ponzi e la realtà c’erano costi di gestione enormi per l’acquisto, lo smistamento, lo spostamento e la consegna dei coupon in questione.

Ponzi tenne la notizia per sé, cominciando a pagare agli investitori gli interessi promessi. E a quel punto tutti volevano investire con Ponzi: ritorni del 50% erano fuori mercato allora come adesso e la fila di persone che volevano mettere i loro risparmi in mano al geniale Ponzi era semplicemente interminabile.

Ma come poteva Ponzi pagare gli investitori, se l’azienda, come abbiamo detto, non era affatto remunerativa?

Pagava gli interessi ai vecchi investitori con i capitali che venivano versati dai nuovi investitori

L’avventura di Ponzi non durò che pochi mesi: il suo nome diventerà però leggenda, rappresentando ancora oggi uno schema-truffa che, sebbene non sia stato inventato da Ponzi, fu da lui portato a livelli di organizzazione molto complessi e remunerativi.

Se sei agli inizi e vuoi davvero diventare ricco con gli investimenti, lascia perdere gli investimenti truffa, e segui questa guida.

Le basi di ogni schema di Ponzi

Ponzi è finito in carcere, ma continua ad “ispirare” ancora oggi l’azione di truffatori di ogni genere e sorta. Lo schema Ponzi è diventato un genere di truffe a sé stante, che continua a truffare decine di migliaia di persone ogni anno soltanto in Italia. È semplice da mettere in pratica ed attrae gli investitori perché, almeno all’inizio, paga gli interessi incredibili promessi.

Lo schema di base della (come per Organo Gold) truffa Ponzi, con qualche minima correzione, può essere applicato in ogni contesto finanziario, impacchettato in ogni tipo di falso investimento e venduto praticamente a chiunque.

Il principio di funzionamento di base è sempre lo stesso: convincere persone a investire, attirandole con interessi fuori mercato, rinforzando la propria proposta con l’attrattiva che almeno i primi investitori abbiano ricevuto gli interessi promessi.

Importantissima è anche la proposta: viene sempre o quasi pubblicizzata direttamente, faccia a faccia, e viene proposta come occasione della vita, per pochi fortunati, che poi in poco tempo smetterà di funzionare.

Una volta attirati i primi investitori, potrai cominciare a far lavorare la tua “macchina“.

Il prossimo passo è quello di utilizzare il denaro investito per acquistare beni di lusso o migliorarsi l’ufficio. Il gioco si fa più complicato e bisogna proiettare un’immagine di successo per attirare nuovi investitori. Trovare il secondo giro di investitori diventa fondamentale per mantenere la promessa fatta ai primi investitori.

I soldi che arrivano dai nuovi investitori vengono utilizzati per pagare gli interessi promessi ai primi. Ora però l’organizzazione del metodo Ponzi è già diventata di due livelli, e avrai bisogno di nuovi capitali per pagare gli interessi sia ai primi investitori, sia ai secondi.

Il ciclo continua all’infinito aggiungendo nuovi investitori alla catena, con due tipi di problemi:

  • Più va avanti lo schema più è difficile trovare nuovi clienti.
  • Più va avanti lo schema e più dovranno essere ingenti i capitali per pagare gli interessi degli investitori precedenti.

Non si può interrompere il ciclo degli alti interessi pagati, perché sarà proprio quello il motore che ti permetterà di farti pubblicità e di attrarre nuovi investitori.

Ad ogni giro di nuovi investitori il giochino diventa più difficile ed è prima o poi destinato a saltare.

Le differenze tra gli schemi di Ponzi e gli schemi a piramide

Gli schemi a piramide sono un’altra tipologia di truffa molto diffusa, e che almeno parzialmente assomiglia allo schema Ponzi:

  1. In entrambi c’è una struttura “a piramide“, con al vertice l’organizzatore dello schema, nonché l’unico, sul lungo periodo, a guadagnarci.
  2. In entrambi i sistemi c’è necessità, per andare avanti, di trovare nuovi investitori, perché è da loro che arrivano i capitali per pagare chi è al vertice dello schema e nei primissimi anelli.

La differenza sostanziale tra il sistema Ponzi e gli schemi a piramide sta nel comportamento di chi si trova al di sotto e al vertice. Negli schemi a piramide, tipicamente, è consentito reclutare nuovi investitori anche per conto proprio, mantenendo una parte del guadagno per sé stessi e lasciando il resto a chi ha organizzato lo schema.

La differenza non è da poco, anche se potrebbe sembrarlo: gli schemi a piramide possono essere in qualche particolare configurazione anche delle idee di business legittime.

Non sono poche le aziende che utilizzano uno schema a piramide per la propria distribuzione e per il proprio marketing, senza che questo sia necessariamente organizzato come se fosse una reale truffa. Qui puoi approfondire l’argomento e scoprire le società più serie.

Lo schema Ponzi invece è sempre illegale: non può essere organizzato secondo questi canoni nessun tipo di business legale e comunque vantaggioso per chi vi partecipa.

Qualcuno ci fa i soldi, tanti

C’è sicuramente da sottolineare il fatto che lo schema Ponzi possa essere vantaggioso per i primi investitori nel sistema.

Immaginiamo uno schema Ponzi che offra il 20% di interessi sulla somma depositata ogni anno, che vengono pagati a scadenza annuale. Se lo schema riesce a reggere per più di 5 anni dal nostro ingresso, avremo sicuramente conseguito un guadagno, anche nel caso in cui non dovessimo più rivedere il capitale versato all’inizio.

Queste opportunità capitano però soltanto ai primissimi che entrano nello schema, e gli schemi di Ponzi finiscono per fallire quando la stragrande maggioranza degli investitori è in fortissima perdita.

Partecipare inoltre ad uno schema Ponzi, essendone consci, può essere considerato come concorso di reato ed aprirci le porte del carcere.

Investire non è facile ed è altrettanto difficile avere dei rendimenti interessanti: non fidarti mai di chi ti propone soluzioni troppo facili, perché come ebbe a dire un famoso premio nobel:

Non esistono pasti gratis in economia

Questo per sottolineare come investire in questo tipo di schemi, anche se si dovesse avere la ragionevole certezza di recuperare quantomeno il capitale investito, non è mai una buona idea.

Se ti interessano guadagni cospiqui, prova a giocare in borsa.

Come riconoscere uno schema Ponzi – la guida

A questo punto dovrebbe essere chiaro che gli schemi di Ponzi sono delle truffe a tutti gli effetti. Imparare a riconoscerle è dunque di fondamentale importanza, dato anche il fatto che gli emuli di Ponzi e di Madoff (ne parleremo più avanti) sono sempre di più.

Ci sono delle caratteristiche sempre identiche tra le diverse tipologie di schema Ponzi, che possono aiutarti a riconoscere la truffa:

  • Se avverti pressioni: non si deve investire mai, soprattutto in prodotti che non siano particolarmente chiari o che siano proposti da promotori indipendenti, se avverti pressioni nell’investire; quando la richiesta di far parte del gruppo di investitori diventa troppo insistente, meglio darsela a gambe levate.
  • Gli interessi sono fuori mercato: non esistono le galline dalle uova d’oro, così come non esistono investimenti segreti capaci di rendere percentuali altissime su base annua; anche i migliori investitori del mondo difficilmente arrivano alla doppia cifra percentuale per i loro investimenti; mai fidarsi di chi propone il 20%, il 30% o addirittura di più; quando l’opportunità che ti viene proposta sembra fantastica, meglio controllare in modo ancora più dettagliato.
  • Gli investimenti fluttuano, gli schemi di Ponzi meno: i mercati fluttuano ed è praticamente impossibile avere dei rendimenti stabili per un periodo medio o lungo. Avere rendimenti fissi ogni mese deve essere un campanello d’allarme importante; se ti propongono una quota fissa di guadagni a scadenze regolari, ci sono ottime probabilità che si tratti di una truffa.
  • Mancanza di materiale informativo: difficilmente gli organizzatori degli Schemi di Ponzi producono documentazione adeguata per i loro investimenti; quando l’organizzatore dell’investimento non ci propone un piano dettagliato, c’è spesso qualcosa che non va.

Il caso Madoff: il Ponzi Scheme perfetto che ha truffato moltissimi milionari

Il caso di Ponzi Scheme più eclatante degli ultimi anni è stato sicuramente quello organizzato da Madoff, esperto di finanza di Wall Street che riuscì a mettere in piedi uno schema funzionante e funzionale, portato avanti per diversi anni, fino all’inevitabile crollo.

Tra le caratteristiche dello schema di Madoff che lo hanno reso uno di quelli con più successo degli ultimi decenni troviamo:

  • Un piano di ritorni modulare e contenuto: i ritorni garantiti erano comunque non fissi, e non eccessivi rispetto ai migliori investimenti sul mercato.
  • I piani di investimento erano documentati in modo dettagliato: non c’era nulla che facesse pensare ad un investimento-truffa.
  • Il passaparola ha svolto il ruolo fondamentale: sono stati tantissimi a investire nello schema di Madoff, guadagnando bene per periodi anche lunghi e attirando, tramite le loro storie di successo, altri investitori.

Occhio – uno schema Ponzi ben organizzato può durare per anni

Non fidarti di proposte di investimento soltanto perché sono ormai sul mercato da diversi anni. Ci sono schemi di Ponzi molto ben organizzati che riescono a rimanere sul mercato per tantissimi anni, continuando ad attirare nuovi investitori.

Per riconoscere la legittimità e l’onestà di una proposta di investimento, segui le linee guida che ti abbiamo fornito poco sopra, l’unico modo per evitare davvero sorprese spiacevoli che possono far volatilizzare il tuo capitale.

Ma non temere, abbiamo preparato una guida completa sugli investimenti sicuri, leggila subito!





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