Helena rubinstein biografia imprenditrici




Bellezza è potere. Il più importante di tutti.

Le 3 pillole intraprendenti di Helena Rubistein

  1. Spirito d’osservazione: la prima crema fu creata perché Helena aveva notato che le rughe sui volti delle donne australiane erano più precoci.
  2. Conoscenza del mercato: in Australia le vendite avvenivano per corrispondenza, così per far conoscere la propria crema Helena così pubblico moltissimi annunci sui giornali per rendere.
  3. Qualità: Helena fu la prima a classificare i tipi di pelle (secca, mista, grassa) e a creare prodotti specifici, nel corso della propria carriera si avvalse di medici e chirurgi per migliorare le sue creme.

Le apparenze spesso ingannano. Non servono grandi uomini per compiere grandi imprese. Hai presente Napoleone? Era un piccolo uomo, poco più alto di 150 cm, che attraverso una lunga trafila nell’esercito partendo dalla sua isolata Corsica, riuscì a diventare imperatore e a soggiogare tutta l’Europa.

La tradizione popolare ci ricorda che nella botte piccola si trova il vino buono. Helena Rubistein era una piccola donna di appena 147 centimetri che fu in grado grazie alla sua intraprendenza di costruire una delle maison di bellezza più importanti al mondo.

Biografia di Helena Rubinstein

Helena Rubinstein nacque a Cracovia nel 1870. La sua famiglia era piuttosto numerosa: era la prima di otto sorelle.

Si sa nel ‘800 l’emancipazione della donna era ancora lungi da venire. Per una giovane ragazza di una famiglia numerosa era importante uscire al più presto possibile dal proprio nucleo originario per non gravare troppo sull’economia domestica. C’erano purtroppo solamente due alternative: il matrimonio e il convento.

Insomma il ventaglio delle opzioni non era troppo ampio. Anche il padre di Helena Rubinstein progettò un matrimonio combinato per la propria figlia maggiore.

Helena Rubinstein aveva 24 anni, e non riusciva in alcun modo ad accettare una pratica così retrograda. Non le mancava di certo il coraggio e decise di percorrere l’unica via possibile: la fuga.

Comprò un biglietto di solo andata per l’Australia. Lasciò la fredda Polonia per accasarsi nella torrida Melbourne.

Portò nella sua valigia i suoi pochi averi, e tredici vasetti di crema preparati dal farmacista di famiglia. Sua mamma ogni sera l’applicava sul viso di Helena e delle sorelle per proteggerle dal freddo.

Dal sole australiano alle toilette di ogni donna: il successo di Helena Rubinstein

Per creare qualcosa di rivoluzionario bisogna essere in grado prima di tutto di osservare nel dettaglio la realtà circostante. Ad Helena Rubinstein certamente non mancava questa dote.

Si accorse che sui visi delle donne australiane comparivano precocemente le rughe. Comprese che la causa di tutto ciò era dovuta alla continua esposizione ai raggi del sole. Pensò allora che avessero bisogno prima di tutto di una crema idratante.

Affidandosi a degli esperti cercò di ritrovare la formula delle sue amate creme che le avevano fatto compagnia durante la traversata dell’oceano. Dopo numerosi tentativi, raggiunse il risultato sperato.

Prese vita così la crema Valaze, che in ungherese significa “dono del cielo”. Era composta da lanolina, cera vegetale, olio minerale e sesamo.

All’epoca esistevano già creme di bellezza, ma Helena Rubinstein fu la prima a produrle in Australia. Come amava ricordare Madame Rubinstein: “Se non l’avessi fatto io, altre l’avrebbero fatto”.

Un prodotto con ottime qualità non è sinonimo di vendita assicurata. Helena Rubinstein sapeva bene tutto ciò, e perciò mise in pratica un marketing mirato. Domandò ad attrici e cantanti di citare i suoi prodotti nelle pubblicità.

In un paese vasto come l’Australia una delle principali tecniche di vendita era quella per corrispondenza. Per riuscire nel suo intento, Helena Rubinstein iniziò a pubblicare annunci sui giornali, fino a quando non la notò il principale giornale australiano dell’epoca, il Sydney Morning Herald, definendo “la crema di madame Rubinstein una risposta alle preghiere delle donne australiane”.

Iniziò il successo per la crema Valaze e per Helena Rubinstein. Ad inizio ‘900 le donne australiane avevano ottenuto il diritto di voto, e volevano sottolineare la propria emancipazione anche attraverso l’aspetto estetico.

Nel 1908 aprì il suo primo salone di bellezza a Melbourne. Si distinse dalla concezione contemporanea di centro estetico. Divenne un luogo intimo, un salottino da conversazione per donne.

Anche l’arredamento abbandonò l’austerità tipica del periodo vittoriano, per lasciare posto a sobrie pareti bianche e mobili in bambù.

Helena Rubinstein elargiva alle sue clienti consigli non solo sulle creme e sulla loro applicazione, ma teneva anche dei corsi pseudo-scientifici sulla pelle, sul derma e l’epidermide.

Dava molto importanza al connubio “estetica-medicina”, e per tale motivo si avvalse della collaborazione di dermatologi e chirurgi durante la sua lunghissima carriera.

Helena Rubinstein alla conquista dell’America.

I prodotti di Helena Rubinstein varcarono i confini dell’Australia: in Francia le sue clienti più affezionate le affibbiarono l’epiteto di “Madame”.

Nel 1915 decise di varcare nuovamente l’oceano. Questa volta la direzione non era la Vecchia Europa, ma il Nuovo Mondo a stelle e strisce.

Prima di sbarcare negli States ottenne nuovi frutti nella ricerca cosmetica. Nel 1905 mise appunto insieme alla dottoressa Emmie List la tecnica del peeling. Cinque anni più tardi, precisamente nel 1910, fu la prima a classificare le pelli in tre categorie: grasse, secche e miste.

Sbarcata in America, Helena Rubinstein consolidò il suo successo. Furono aperti nuovi saloni di bellezza a New York, San Francisco, Boston, Philadelphia e Chicago. I suoi prodotti diventarono  di uso comune ed iniziarono ad essere commercializzati nei drugstore e nei grandi magazzini.

Le creme di Helena Rubinstein erano ormai un prodotto trasversale: conquistavano le semplici commesse, così come le snob e altolocate signore borghesi.

Helena Rubinstein fu instancabile fino alla fine dei suoi giorni, e cercò costantemente di innovarsi. Nel 1939 lanciò il primo mascara waterproof, e nel 1958 quasi novantenne ideò il primo mascara automatico in tubetto.

Morì poco prima di compiere 95 anni nel 1965. Aveva costruito un maestoso impero inespugnabile composto da 14 stabilimenti e decine di saloni sparsi in 30 paesi nel mondo.

I libri su Helena Rubinstein

  • Michèle Fitoussi, Helena Rubinstein. La donna che inventò la bellezza, Cuzzolin editore, 2017
  • Helena Rubinstein, My life for Beauty, Simon and Schuster, 1966
  • Mason Klein, Helena RubinsteinBeauty is Power, Yale University Press, 2014

Gli insegnamenti di Helena Rubinstein.

Come avrai già intuito attraverso la biografia di Helena Rubinstein, al centro del suo pensiero c’è la bellezza, come forma estrema di esaltazione dell’unicità della donna.

E’ una bellezza non intesa come canone da seguire, ma come un invito ad ogni donna a prendersi cura di sè. Riscopriamo la bellezza attraverso alcune delle sue frasi più celebri:

  • Non trascurarti e non trascurare le tue ambizioni. “Non esistono donne brutte, ma solo donne pigre”
  • Ogni età nasconde la propria bellezza. “Ho sempre pensato che una donna ha diritto di trattare l’argomento età con una certa ambiguità”
  • Cerca sempre la naturalezza. “La luce del giorno rivela i colori. La luce artificiale li svuota”
  • La bellezza non ha età. ” Se sei sedicenne o ultrasessantenne, ricordati di minimizzare: è la regola essenziale per un make up artist”
  • La bellezza non è una questione di genere. ” Gli uomini sono vanitosi quanto le donne, e a volte anche di più”




Anna Porello
Imprenditrice digital e cuore pulsante di Intraprendere. Fonda la sua prima startup di entertainment geolocal nel 2006 venduta a una nota azienda italiana. Dopo anni come consulente nei processi di digitalizzazione di grandi imprese, decide di dedicarsi a Intraprendere.net, che co-fonda nel 2016.

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