Rosellina Achinto biografia imprenditrici




Io non vedo mai il bicchiere mezzo vuoto. Lo vedo sempre mezzo pieno

Le 3 pillole intraprendenti di Rosellina Archinto

  1. Passione: Rosellina dedicò la sua vita ai libri perché adorava leggere e fece della cultura la propria missione.
  2. Tempismo: creò, fece crescere, vendette e ricomprò diverse case editrici sempre con successo..
  3. Diversificazione: Rosellina si concentrò sempre su nicchie di mercato nel campo dell’editoria dai libri per l’infanzia ai saggi.

Qualcuno disse che le donne sono sognatrici. La loro fantasia spesso si accende attraverso le pagine di un libro narrante amori e avventure. E così il loro pensiero vola verso mondi altrove.

Ci sono donne che poi si accontentano della semplice estasi dell’immaginazione, e altre che da quel viaggio fiabesco non vorrebbero mai ritornare.

Purtroppo fantasia non fa rima con realtà. E allora che fare? L’unica possibilità è fare in modo che un pò di quel fantastico prende forma nella nostra vita quotidiana.

Rosellina Archinto volle fare di quel mondo di carta fatto di narratori e poeti la propria vita: un’esistenza anticonformista, al di fuori della prassi, all’inseguimento della propria passione, e un pò anche dei propri sogni.

Biografia di Rosellina Archinto

Rosellina Archinto, all’anagrafe Rosellina Marconi, nacque nel 1933 a Genova. Sovente si dice che già dal nome si comprendono molte cose, e sicuramente la particolarità del suo ben si associa al personaggio.

In un’intervista di qualche tempo fa, la stessa Rosellina Archinto affermò che derivava da Maria Rosa, la nonna paterna, ma la madre non amando il nome e non volendo far troppo un torto alla suocera, lo trasformò nel più caratteristico “Rosellina”.

Una volta terminato il liceo, Rosellina Archinto proseguì gli studi universitari presso la facoltà di economia e commercio, frequentando in seguito anche un prestigioso master presso la Columbia University negli States.

Nonostante i buoni risultati accademici e l’ottenimento di titoli di prestigio, in merito all’economia affermò seccamente: “Non mi piaceva”. 

Sarà per questo motivo che una volta rientrata in Italia, nel 1963 decise di dedicarsi a tutt’altro.

Rosellina era buon’amica di Giangiacomo Feltrinelli e di Giovanni Enriques . Entrambi erano editori, e consigliando la loro giovane amica, come si suol dire, cercarono di tirare l’acqua al proprio mulino.

Rosellina Archinto fin dalla tenera età fu una divoratrice di libri. Erano la sua grande passione, e perciò stimolata dai suoi noti amici editori si convinse a fondare la propria casa editrice: la Emme Edizioni

Nel frattempo, durante gli anni dell’università Rosellina aveva fatto la conoscenza del conte Alberico Archinto Rocca Saporiti, con il quale convogliò a nozze nel 1958. Dal loro matrimonio nacquero ben 5 figli.

La Emme Edizioni: una storia di successi.

Rosellina Archinto scelse il nome “Emme” in onore del suo cognome da nubile, ovvero Marconi. Era un pò un modo per rimarcare sottovoce la propria personalità, la propria essenza di donna imprenditrice, aldilà del cognome altisonante del marito.

Gli anni ’60 erano un periodo dal punto di vista letterario, in cui la narrativa per ragazzi era bistrattata, e considerata di poco spessore. Rossellina Archinto invece decise di puntare proprio su essa, e da qui costruì il suo successo.

Diffuse in Italia i più grandi disegnatori stranieri come Maurice Sendak, Leo Lionni, Tomi Ungerer, Eric Carle, Guillermo Mordillo e molti altri ancora. Allo stesso tempo lanciò a livello internazionale i migliori disegnatori italiani dell’epoca: Enzo e Iela Mari, Bruno Munari, Emanuele Luzzati, Flavio Costantini.

Rosellina Archinto spesso ama ricordare che per vent’anni la Emme  fu la casa editrice maggiormente all’avanguardia nel campo della letteratura per l’infanzia.

I riconoscimenti iniziarono a fioccare. Tantissimi quelli ricevuti durante le fiere del libro per l’infanzia a Bologna, ma soprattutto a livello internazionale, dove ricevette svariati premi per il miglior libro per bambini in Giappone, Germania e Francia.

Mentre la Emme Edizioni andava a gonfie vele, all’interno delle mura domestiche il matrimonio con il conte Archinto si andava lentamente frantumandosi in tanti pezzi.

Conobbe in quel periodo Leopoldo Pirelli, figlio del fondatore del gruppo omonimo, e con esso iniziò una relazione lunga oltre 40 anni.

Fu uno scandalo per l’epoca. Lei era una donna divorziata con 5 figli: un fatto inconcepibile per l’Italia moralista e bigotta di quegli anni.

Nonostante tutto Rosellina Archinto ripensa alle sue scelte sentimentali senza troppi indugi: “Può immaginare che scandalo scoppiò: avevo cinque figli piccoli e avevo tutto il mondo contro. Ho conosciuto mio marito all’università. Eravamo due ragazzi che si divertivano a fare cose insieme. Con Leopoldo invece ho trovato l’amore della maturità. Lui era una persona davvero speciale”.

La casa editrice Archinto e una nuova “maturità” letteraria.

Proprio sul più bello, Rosellina Archinto decise di vendere la sua Emme Edizioni. Correva l’anno 1985. Si chiudeva una stagione magnifica, ma senza troppi rimpianti.

Aveva dato alla letteratura per ragazzi ogni sua energia, ed era arrivato il momento di nuovi stimoli. Lo stesso anno in cui vendette l’Emme Edizioni fondò la casa editrice Archinto.

La nuova casa editrice si contraddistinse per il suo spirito anticonvenzionale, il quale si rispecchia tutt’oggi nella scelta delle pubblicazioni: epistolari letterari, lettere d’amore e di viaggio di artisti, musicisti e autori di tutto il mondo.

A chi le chiede come mai non contempla i romanzi, Rosellina Archinto risponde con estrema sincerità: “Mi annoiano. Preferisco i saggi, gli epistolari.”

Venditti cantava: “Certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano”. E così l’amore per la letteratura per l’infanzia riemerse anche per Rosellina Archinto. 

Nel 1999 fondò la BabaLibri con la figlia Francesca, la quale pubblica in co-edizione con la casa editrice francese “L’école des loisirs”.

Nel 2003 Rosellina decise di cedere la casa editrice Archinto a RCS, ma nel 2015 quando la Mondadori stava per subentrare nel gruppo, volle riacquistarla. Non ci stava ad osservare impassibile lo snaturamento della propria creatura.

Non accettò mai l’idea di pubblicare semplicemente per vendere. I libri dovevano essere un veicolo per la cultura. A chi le chiese come mai a 82 anni riacquistò la casa editrice, rispose: “Qualcuno dirà che sono una vecchia pazza, ma l’ho fatto solo perchè voglio continuare a fare libri a modo mio.”

Nel 2015 arrivò anche il riconoscimento più grande: in Francia venne nominata Cavaliere dell’Ordine Nazionale della Legion d’Onore. Ripensando al premio ricevuto commentò amaramente: “Solo un paese come la Francia mi ha dato una soddisfazione come questa. Io in Italia ho avuto pochissime soddisfazioni per il mio lavoro.”

Rosellino Archinto è tutt’oggi nella giuria del premio “Strega”, uno dei  principali premi letterari a livello nazionale.

I libri su Rosellina Archinto

Rosellina Archinto di libri ne ha pubblicati a migliaia, ma i libri che parlano di lei sono rari. Ti consiglio in particolare il seguente libro:

  • L. Farina, La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, TopiPittori, 2013

I pensieri di Rosellina Archinto.

Rosellina Archinto, nonostante gli 85 anni d’età, resta ancora una donna in grado di osservare la società al di fuori degli schemi, riconoscendo con un velo di nostalgia il venire meno della potenza dei libri come strumento di cultura.

Vediamo alcune delle sue riflessioni:

  • La cultura è un bene universale che non dovrebbe avere colori. “Una cosa ha saputo fare la politica. Occupare gli spazi di potere. E questo è un male: la cultura dev’essere apolitica”
  • Il dibattito perde lo spessore e la sua carica culturale. “Ora si va solo in tv per fare pettegolezzi. Oggi nelle discussioni private prevalgono l’imbecillità, la vanità e il pettegolezzo. E poi c’è la tv. Il salotto si è spostato da Costanzo.”
  • La cultura forma le nostre menti. “Non sempre la politica si rende conto del valore, anche sociale della cultura. E così vengono a mancare i buoni esempi”
  • La scrittura va svuotandosi. “Faccio parte della giuria del Premio Strega e del Bagutta. Leggo una quantità gigantesca di autori contemporanei, me se devo dirle che qualche libro mi abbia segnato, non posso dirlo”




Anna Porello
Imprenditrice digital e cuore pulsante di Intraprendere. Fonda la sua prima startup di entertainment geolocal nel 2006 venduta a una nota azienda italiana. Dopo anni come consulente nei processi di digitalizzazione di grandi imprese, decide di dedicarsi a Intraprendere.net, che co-fonda nel 2016.

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