I recenti Governi hanno introdotto numerose misure a sostegno delle famiglie, le più note sono il bonus bebè, che tocca un’ampia fetta di popolazione, e il bonus babysitter o contributi nido, che interessano nello specifico le mamme lavoratrici.

In questo articolo vi forniremo tutte le informazioni per accedere a questi benefici. Termineremo la trattazione con una breve panoramica per il futuro degli aiuti alle famiglie.

Non ci resta che iniziare!

Bonus bebè

Tecnicamente si chiama assegno di natalità ed è disciplinato dalla l. 190 del 2014 e dal Decreto Ministeriale del 27 febbraio 2015. Spetta per ciascun figlio nato tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019, compresi i bambini adottati o in affidamento preadottivo.

Il bonus bebè consiste in un assegno accreditato con cadenza mensile, il cui importo viene calcolato a seconda del valore dell’ISEE.

  • Per ISEE non superiore a 25mila euro l’anno, spetta un totale annuale di 960 euro (80 euro mensili)
  • Per ISEE non superiore a 7mila euro l’anno, spetta una somma totale annuale di 1.920 euro (160 euro mensili).

Quest’anno vi sono inoltre delle novità, infatti è previsto un aumento del +20% dal secondo figlio in poi.

Requisiti

Sono ammessi a godere del bonus bebè:

  • Tutti i nuclei familiari in cui sia presente un bambino anche adottato o in affidamento preadottivo;
  • I cittadini italiani, quelli di uno stato dell’Unione Europea o di uno stato extracomunitario con regolare permesso di soggiorno;
  • I soggetti residenti in Italia (i cittadini italiani residenti all’estero non hanno diritto al beneficio);
  • Il figli e genitori che abitano insieme;
  • Le famiglie che presentano ISEE inferiore a 25 mila euro (dal 5° figlio in poi non ci sono limiti di reddito);
  • Le famiglie che presentano la Dichiarazione Sostituiva Unica.

Domanda bonus bebè

Per ottenere l’assegno di natalità, va presentata domanda per via telematica tramite uno seguenti canali:

  • Sito istituzionale Inps dopo aver ottenuto pin dispositivo, vanno seguiti questi passaggi:
  1. Servizi Online
  2. Servizi per il cittadino
  3. Autenticazione con pin dispositivo
  4. Domanda di prestazioni a sostegno del reddito

Terminata la procedura l’Inps invia un sms di conferma.

Con questa modalità si possono allegare in qualsiasi momento documenti in formato elettronico.

Accedendo alla voce “Consultazione domande” è possibile verificare, se la richiesta è stata accolta o rigettata.

Se viene inserita Pec, si può ricevere direttamente nella propria mail di posta certificata, il provvedimento di accoglimento o rigetto della domanda.

Il canale del sito dell’Inps è quello preferito e più comodo. Tuttavia la domanda può essere presentata anche tramite:

  • Contact center intergrato al numero verde gratuito da rete fissa 803.164 o dal numero a pagamento da rete mobile 06 164.164
  • Servizi telematici dei patronati

Le domande sono sottoposte ad un’istruttoria centralizzata, una volta verificata la presenza dei requisiti, vengono liquidate in maniera automatica. Solo se sono necessari ulteriori approfondimenti, interviene l’ufficio Inps territorialmente competente, al quale ci si può rivolgere per chiarimenti.

La domanda va presentata una sola volta per ciascun figlio, entro 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del bambino adottato o in affidamento. Il bonus decorre dal mese di nascita o da quello in cui è entrato in famiglia.

E’ possibile presentare la richiesta dopo il termine di 90 giorni.  In questo caso il bonus viene concesso a far data dal mese di presentazione della richiesta  e non si possono richiedere gli arretrati.

Dal momento in cui è stata presentata la domanda sono necessari almeno 90 giorni per sapere l’esito di accoglimento o rigetto.

Isee

La domanda va presentata una sola volta, ma è necessario ricordare di presentare tutti gli anni l’Isee aggiornato, perchè l’Inps vuole conoscere i mutamenti della situazione reddituale.

Secondo la circolare n. 4255, se non si presenta Isee aggiornata, il beneficio resta sospeso perdendo il diritto agli arretrati. Per il 2019 il termine per presentare Isee è il 31 dicembre 2019. Le stesse regole valgono per il 2018.

Dichiarazione Sostitutiva Unica

La Dichiarazione sostitutiva unica è condizione necessaria per ottenere l’Isee, e va presentata ogni anno. Con circolare l’Inps ha precisato che la DSU deve essere presentata entro il 31 dicembre 2019 da tutti coloro che hanno avuto un figlio nel 2018 a pena di decadenza dal beneficio, altrimenti si perdono le mensilità e non si ha diritto agli arretrati.

Ricordati anche di compilare il Modulo sr163.

Pagamento

Il bonus viene corrisposto direttamente dall’Inps con modalità indicata nella domanda (es. bonifico, accreditamento su conto corrente bancario o postale, libretto postale, carta prepagata).

Il pagamento parte dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Se viene rispettato il termine di 90 giorni dalla nascita o adozione del bambino, il primo pagamento comprende tutte le mensilità maturate fino a quel momento.

L’erogazione dell’assegno termina:

  • Al compimento dei 3 anni di vita del bambino
  • Raggiunti i tre anni dall’ingresso in famiglia del bambino adottato o in affidamento e non oltre il compimento dei 18 anni
  • Quando il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge (per es. ISEE superiore a 25 mila euro)
  • Quando si verifica una causa di decadenza ( es. decesso del figlio, revoca dell’adozione)

Il richiedente è tenuto a comunicare all’Inps entro 30 giorni, il verificarsi di una delle cause anzidette. Se uno degli eventi riguarda il richiedente, è possibile che possa presentare domanda l’altro genitore, a condizione che ci siano tutti i requisiti di legge.

Il bonus bebè non va confuso con il bonus alle mamme, che consiste in un sussidio di 1.000 euro all’anno in buoni acquisto, concessi alle famiglie che hanno più di 4 figli e un’Isee che non superi 8.500 euro.

Il bonus bebè si somma al bonus Irpef, ovvero agli 80 euro in busta paga accreditati ai lavoratori dipendenti per ciascun figlio.

Le somme incassate a titolo di bonus bebè, non contribuiscono a formare il reddito imponibile del genitore richiedente, quindi non vanno dichiarate ai fini fiscali.

ATTENZIONE: per il 2019 non sono stati previsti i bonus babysitter e i contributi.

Assegno maternità Inps

L’assegno di maternità Inps è una misura riconosciuta alle mamme residenti in Italia, comprese quelle adottive e affidatarie. L’assegno è di 338,89 euro mensili e viene corrisposto per 5 mesi per un totale di euro 1.694,45. L’Isee non deve essere superiore ai 17.142,46 euro.

Categorie ammesse

  • Lavoratrici dipendenti che hanno versato almeno 3 mesi di contributi per maternità negli ultimi 18 mesi e 9 mesi prima del parto o dell’ingresso in famiglia del bambino adottato o in affidamento.
  • Iscritte a Gestione Separata Inps che hanno versato 3 mesi di contributi nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo obbligatorio.
  • Lavoratrici  disoccupate comprese quelle in mobilità o in cassa integrazione purchè tra la perdita del lavoro e la data del parto non trascorrino più di 9 mesi.
  • Lavoratrici licenziate o che hanno rassegnato le dimissioni, in quest’ultimo caso è necessario dimostrare di aver versato 3 mesi di contributi nel periodo che va da 18 a 9 mesi prima del parto.

La domanda va presentata entro 6 mesi dal parto o dalla data d’ingresso del bambino adottato o preso in affidamento. Le modalità di trasmissione sono quelle già più volte esaminate (sito Inps, contact center, patronati).

Se vuoi scoprire le possibilità per le famiglie leggi “Come Funziona e Come Richiedere il Congedo Parentale e la Maternità Facoltativa.





Redazione di Intraprendere.net
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