business plan vincente




“Se stai temporeggiando per perfezionare con minuziosa attenzione un business plan vincente, e convincerti così che il modello della tua azienda sia sano e ti porterà al successo, fermati!” Queste sono le parole di William Hsu, co-fondatore e managing partner presso l’acceleratore di start-up MuckerLab.

Hsu, in passato imprenditore di successo e dirigente di AT&T e eBay (qui una guida su come funziona), dice che startuppare una società è “una carriera per persone veramente irrazionali. Con tutta probabilità, qualunque sia l’idea, fallirà. Gli imprenditori però auto-convincono se stessi ed i propri dipendenti grazie alla costruzione di una realtà immaginaria fatta di documenti powerpoint e fogli di calcolo”.

Detto questo, ci da alcuni consigli:

1. Pensa alle persone, non alle idee.

Formare una grande squadra è più importante che avere una grande idea, sempre. “Nessuno di noi è perfetto, e gli imprenditori sono di solito molto bravi a fare due cose: avere visione e correre dei rischi”.

Gli imprenditori, sopratutto nel settore della tecnologia, sono ad uno di questi due gusti: O sono come Steve Jobs, visionari che riescono veramente a comprendere il mercato, ma non tecnicamente abili, o sono come Steve Wozniak, geni della tecnica che non capisco né i clienti né il mercato.

In entrambi i casi, i membri del team devono essere in grado di colmare le aree in cui l’imprenditore non eccelle. “Cerchiamo tre cose in una potenziale strartup: il mercato, la squadra e l’idea. La squadra è di gran lunga l’elemento più importante, seguita dal mercato. L’idea in se è sicuramente la componente meno importante”.

2. Mira alla rapidità, non alla perfezione.

Qualunque ipotesi si faccia sul mercato, è probabilmente sbagliata per definizione. Solo una startup su 30 ha successo, e questo ovviamente è possibile solo se questa sturtup viene effettivamente fondata.

Significa che gli imprenditori hanno bisogno di mettere un prodotto sul mercato il più velocemente possibile, in qualsiasi forma, anche se rispetta solo al 10% la Vision originale. Bisogna testarlo per valutare come viene accolto dal mercato, se ai clienti va a genio e se è qualcosa per cui siano disposti a spendere.

Poi, dice, ci si può fermare a riconfigurare il tutto in funzione della risposta del mercato. Il concetto è che più prove fai, più possibilità hai di avere successo.

Proprio per questa necessità di operare velocemente, Hsu consiglia di costruirsi un team interno che abbia tutte le competenze di design, tecniche, e di prodotto di cui si può avere bisogno. “Esternalizzare queste funzioni comporterebbe una costante fuoriuscita di capitali ad ogni nuova versione del tuo progetto. Ogni evoluzione dovrebbe portarti più vicino al successo, non al fallimento”.

3. Pensa alla visione, non al piano.

“Un sacco di imprenditori hanno un perfetto corredo di slide, un perfetto business plan e un perfetto modello economico.

Ma questo è spesso tutto quello che hanno”, afferma Hsu. “Pensano che avviare un’impresa e avere un business plan sia la stessa cosa. Ma essere un imprenditore significa anche creare il futuro un passo per volta”.

Vuol dire che non si dovrebbe mai guardare in avanti? Non proprio, dice. “Quando i fondatori sono due o più, è importante mettere giù su un pezzo di carta o su una lavagna i punti fermi su cui tutti sono d’accordo.

E’ necessario trovarsi d’accordo sulla Vision dell’azienda e sul modello che renderà possibile il raggiungimento del successo. Ma non è necessario spendere un sacco di tempo provando a metterlo per iscritto su un documento di 40 pagine.

Sarebbe molto più proficuo utilizzare quel tempo per parlare con 10 clienti in più, piuttosto”.

Per approfondire, leggi il nostro metodo che spiega come fare un business plan in 30 minuti.





Anna Porello
Imprenditrice digital e cuore pulsante di Intraprendere. Fonda la sua prima startup di entertainment geolocal nel 2006 venduta a una nota azienda italiana. Dopo anni come consulente nei processi di digitalizzazione di grandi imprese, decide di dedicarsi a Intraprendere.net, che co-fonda nel 2016.

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