posizioni yoga
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Startup e Yoga sono due fenomeni culturali diventati molto popolari nel corso degli ultimi decenni. C’è il 20% di probabilità che voi vi siate avventurati in una startup, il 40% che abbiate provato a seguire qualche lezione di Yoga ed il 100% che conosciate qualcuno che abbia provato l’uno o l’altro.

Personalmente sono rimasto colpito dai parallelismi che è possibile individuare le startup e lo Yoga. Per portare avanti entrambe in maniera ottimale dovete concentrarvi sul vostro centro e costruire la vostra flessibilità. Questo crea un paradosso nel mondo delle startup. Due imperativi delle startup: concentrarsi sul core business mentre si costruisce la propria flessibilità, sembrano essere in conflitto.

Il paradosso. Radicalmente focalizzati sulla mission, core della vostra startup? Potreste perseguire il target di mercato errato o spendere troppo tempo a pianificare il vostro prossimo step. Potreste danneggiarvi perchè non pronti a ruotare sul corretto perno nel rispondere alle dinamiche di mercato in maniera sufficientemente rapida.

Mantenere la flessibilità della vostra startup? Potreste perdervi nell’esplorazione di nuove vie di possibile sviluppo e non spingere a sufficienza su un singolo prodotto di mercato su cui investire per assicurare il successo e la stabilità della vostra startup.

La letteratura sulle startup è piena di esempi di aziende che non sono mai riuscite a sviluppare sufficiente presa sul mercato, o che ci sono riuscite ma poco dopo si sono spente perchè troppo focalizzate sul loro core business o viceversa troppo flessibili e dispersive nell’utilizzo delle risorse. Andare maggiormente a fondo nella comprensione della natura dello Yoga può aiutarci a risolvere questo paradosso delle startup.

Il termine Yoga deriva dalla radice sanscrita “yuj,” unire, aggiogare. Proprio come due buoi aggiogati insieme possono tirare un carico pesante, che non sarebbero in grado di spostare singolarmente, lo Yoga unisce mente e corpo per raggiungere un obiettivo. Nello Yoga lo sforzo della disciplina mentale accresce le capacità del corpo, portando ad uno stato di maggiore salute, longevità e ad un senso di appagamento.

Lo Yoga insegna che la centralità fisica e mentale, ossia l’obiettivo principale che perseguiamo, è il punto di partenza. Prestando molta attenzione alla respirazione, l’attività centrale del nostro corpo, possiamo inziare a sbloccare maggiori capacità nei nostri muscoli e nei tessuti connettivi. Lo Yoga comincia dal nostro centro come punto di partenza per costruire forza e flessibilità.

La disciplina della flessibilità. Lo stesso principio si applica sia al praticante di Yoga di successo che ad una startup di successo. Focalizzare sul core consente lo sviluppo della flessibilità. Per Rob Bernshteyn, CEO della Coupa, una startup di ormai affermata nel campo del management aziendale e delle applicazioni finanziarie in cloud, il vostro core non significa solamente la vostra linea di business, ma anche “l’insieme dei valori fondamentali che mantiene la vostra cultura intatta. Se una startup definisse l’agilità come uno dei valori core, potrebbe evolvere la propria linea di business senza perdere di vista il successo dei clienti.”

La scelta dell’agilità come valore core è in linea con i principi del metodo di Lean Startup, che insegnano che le startup arrivano al successo imparando il più possibile dai loro clienti, utilizzando a questo scopo dei cicli iterativi il più brevi possibili ed al costo minore possibile. Così come è possibile arrivare al perfetto equilibrio nell’esecuzione di una posizione Yoga, attraverso una serie di tentativi ed errori (spesso la forza di gravità ha la meglio), allo stesso modo una startup può assumere un approccio disciplinato nello sperimentare ed imparare, costruendo flessibilità nei processi.

La startup nell’occhio della vostra mente.  Lo Yoga e le startup fanno leva entrambi sul potere della visione. Nello Yoga viene spesso usato uno stato meditativo per indurre una visione. Gli studenti vengono incoraggiati a visualizzare qualcosa “nell’occhio della loro mente.” Le startup sono spesso legate ad una visione, tipicamente quella del loro fondatore. John Foley, fondatore e CEO dell’innovativa startup Peloton, per l’indoor cycling, ritiene che la coscienza superiore di un fondatore arrivi dall’accettazione che la realtà di una startup, almeno inizialmente, possa calzare stretta alla visione del suo creatore.

“Paragonato al punto in cui un fondatore vede arrivare il suo business a regime, è quasi sempre deludente lanciare una versione 1.0 del prodotto,” dice Foley. Lo Yoga insegna ai suoi praticanti a perseguire un’intenzione senza scoraggiarsi per il divario esistente fra la visione e la realtà presente. Questa è una capacità di critica importanza per gli imprenditori che si devono misurare con vincoli nelle risorse e nei capitali.

Muovendosi fra gli importanti parallelismi fra Yoga e startup sembra che l’intuizione per gli imprenditori sia che non esistono paradossi dopo tutto. Potete rimanere focalizzati senza sacrificare la flessibilità, questo comunque richiede disciplina e la capacità di mettere la propria visione nella giusta prospettiva. Se l’apprendere dai propri clienti è l’ossigeno per una startup, allora l’avere presa sul mercato rappresenta per una startup la padronanza delle posizioni, ognuna guidata dall’intenzione e raggiunta attraverso una pratica disciplinata, che porta alla salute del business, alla sua longevità e ad un senso di realizzazione per il team.


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