lean thinking
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Hai mai sentito parlare di lean thinking? Se hai l’ambizione di diventare un buon manager ti consiglio di seguire attentamente questa breve guida.

Il maggior produttore mondiale di automobili attualmente è Toyota. La casa automobilistica giapponese a partire dal dopoguerra ha iniziato a scalare le vendite nel settore automotive.

Questo successo fu dovuto principalmente ad una tecnica di produzione rivoluzionaria, il cosiddetto “toyotismo”. Facendo proprie le tecniche di razionalizzazione produttiva previste dal taylorismo e applicate nella propria fabbrica da Henry Ford, la Toyota stravolse il modo di pensare la produzione.

Mise in pratica il concetto del “just in time”, ovvero il quantitativo di macchine prodotte doveva dipendere dalle richieste di mercato. Così facendo si evitavano gli sprechi, e soprattutto la presenza di lotti invenduti. Il sistema Toyota è l’applicazione pratica del lean thinking.

Testualmente la filosofia del lean thinking equivale alla filosofia del pensiero snello.

Che cosa significa nello specifico?

Il metodo lean è una strategia operativa che consiste nella progettazione della produzione in ogni sua fase curando nel minimo dettaglio ogni aspetto, minimizzando gli spechi e riducendo le tempistiche.

Le metodologie di lean thinking furono applicate inizialmente solo al settore automobilistico, per poi successivamente essere estese ad ogni campo di applicazione.

L’approccio lean si basa su 5 principi. Concedimi pochi minuti del tuo tempo, e te li mostrerò qui di seguito. Buona lettura!

1. Il primo principio del lean thinking: il valore

Ogni volta che un bene viene immesso sul mercato bisogna essere in grado di determinare il suo valore. Nel lean thinking l’individuazione del valore è il primo step per ridurre gli sprechi.

Probabilmente ti starai chiedendo in base a cosa si determina il prezzo di un prodotto. La risposta è molto semplice: in base a ciò che un potenziale cliente è disposto a pagare.

Facciamo un esempio pratico per spiegare meglio il concetto.

Mettiamo che tu debba inviare una lettera. Rivolgendoti ad una qualunque posta potrai constatare che con meno di 1 euro il tuo desiderio sarà soddisfatto. Da prassi essa sarà consegnata nel giro di 3-4 giorni lavorativi, oppure in un lasso di tempo maggiore a seconda della distanza della destinazione.

Facciamo però finta che tu voglia assolutamente recapitare la tua lettera il giorno successivo. Pagando una cifra dieci volte superiore rispetto ad un invio classico potrai veder soddisfatta la tua richiesta attraverso il servizio di posta prioritaria.

Magari storcerai il naso per il sovrapprezzo, ma comunque anche tu sposerai l’opinione che sia giusto pagare una somma più alta per un servizio più rapido e efficiente. In questo caso la tua percezione della spesa per un invio di posta prioritario sarà allineato all’effettivo prezzo del servizio, e per tale motivo sarai spinto ad usufruirne.

Ecco il lean thinking punta a stabilire un valore che sia il più vicino possibile al valore percepito nell’opinione comune di chi domanda un determinato bene. Così facendo, si eviterà lo spreco di merce invenduta perché non compatibile con le richieste di mercato.

2. L’analisi del flusso di valore

Il secondo principio del lean thinking risiede nel flusso di valore. Viene analizzata ogni fase del processo di produzione partendo dalle materie prime fino al prodotto completo.

Le attività che riguardano il flusso sono essenzialmente la progettazione, la gestione degli ordini e la produzione dei beni.

Per comprendere dove si insinuerà lo spreco nel processo produttivo, è utile suddividere le attività in specifiche categorie:

  • Attività il cui costo potrà essere trasferito direttamente al cliente;
  • Attività il cui costo non potrà essere trasferite al cliente, ma che risultano necessarie per il compimento del processo produttivo (ad es. la gestione degli ordini);
  • Attività inutili che determinano spreco di tempo e capitali.

3. Il flusso

Nel lean thinking con il termine flusso si intende una linea diretta in grado di collegare la produzione con il consumatore. Facciamo un breve ripasso di geometria.

Qual è il metodo più veloce per raggiungere due punti distanti tra loro? Attraverso una linea retta. Se il flusso è continuo, non è soggetto a pause, e di conseguenza a sprechi. In campo economico ciò significa evitare la presenza di intermediari: sarà l’azienda che si occuperà sia della produzione che della vendita.

4. Tirare il flusso

Il quarto principio del lean thinking consiste nel tirare il flusso, o per meglio dire, sarà il cliente a determinare il flusso.

Ricordi quando in apertura di questo articolo ti ho parlato di “just in time” in riferimento al caso Toyota? Bene! La produzione dovrà seguire le richieste di mercato, ed evitare di sforare nello spreco della sovrapproduzione.

I cosiddetti lotti invenduti determinano gravi perdite per un’azienda, e proprio per questo motivo sono assolutamente da evitare.  Il mercato può essere soggetti a sbalzi repentini e non controllabili.

E allora come tutelarsi da queste anomalie? Il lean thinking si basa anche sulla capacità di auto attivazione del lavoratore, ovvero la sua capacità di intervenire in situazione di anomalia, e sul lavoro per squadra, il quale responsabilizza il gruppo di lavoro, e lo motiva ad autogestirsi e a puntare sulla qualità.

5. Perfezione

La perfezione probabilmente è solo di natura divina, ma chi sposa la filosofia del lean thinking cerca di tendere ad essa il più possibile. Solo garantendo al cliente una qualità perfetta e costante sia sull’efficienza che sulla consegna del prodotto, si potrà fidelizzarlo, e spingerlo a risceglierci in futuro.

Se il pensiero snello ha destato la tua attenzione, ti consiglio la lettura del libro “Lean thinking” di Womack. Nonostante sia stato pubblicato più di venti anni fa rimane uno dei pochi long seller della letteratura manageriale ancora in grado di riscuotere così tanto successo.

Nell’opera vengono discussi largamente i principi del lean thinking, ed il testo è diventato una sorta di Bibbia per tutti coloro interessati a migliorare i processi produttivi esistenti o a disegnarne di nuovi.

Non a caso il lean thinking si è adatto facilmente anche alle nuove sfide dell’economia digitale. Tuttavia, per tornare a quello che Toyota definiva il “gemba”, il luogo dove si produce valore, occorre passare almeno una volta dalla lettura di questo libro.

Qualunque business tu voglia intraprendere durante la tua carriera fai tuoi i cinque principi del lean thinking. Una volta interiorizzati, non dovrei far altro che iniziare a pensare veloce!

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Redazione di Intraprendere.net
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