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Una delle professioni più ambite e ricercate oggi è quella del manager aziendale. Tuttavia, pochi sapranno dirti come diventare un manager: se leggi, infatti, le storie di alcuni manager di successo ti renderai conto che ognuno ha seguito un iter personale nel proprio percorso di studi e carriera.

Se quello di occuparti di management aziendale è anche il tuo sogno, ecco di seguito una vera e propria guida su come diventare un manager.

Buona lettura!

Chi è il manager

Innanzitutto, occorre capire bene chi è e cosa fa un manager. La prima cosa da dire è sicuramente che i manager sono figure chiave di un’azienda il cui compito è quello di coordinare e integrare le attività di altre persone all’interno dell’organizzazione.

Per differenziare il ruolo del manager da quello del leader, gli esperti di economia manageriale affermano:

I leader fanno la cosa giusta, mentre i manager fanno le cose per bene.

Questa affermazione ti aiuta senza dubbio a comprendere quale sia l’importanza rivestita dai manager all’interno di un contesto aziendale: il loro compito è infatti quello di “far quadrare il cerchio”, di lavorare per conseguire gli obiettivi perseguiti dall’azienda utilizzando le risorse a disposizione in modo efficiente ed efficace.

Occorre anche dire che non esiste uno ma più tipi di manager a seconda della tipologia di mansioni affidate e della posizione occupata all’interno dell’azienda. In particolare, nelle organizzazioni tradizionali, si distinguono queste figure:

  • Il Top Manager
  • Il Middle Manager
  • Il  First Line Manager

Il Top Manager, chiamato anche Chief Executive Offer o CEO, è colui che sta al vertice della piramide ed è responsabile dell’intero processo produttivo di un’azienda; ha dunque un ruolo fondamentale per il successo di un’organizzazione aziendale, poiché elabora le strategie aziendali di medio e lungo termine.

Il Middle Manager, anche detto project manager, si colloca fra il Top manager e il First Line, e il suo compito specifico è quello di guidare e gestire i First Line manager.

Il First Line Manager, chiamato anche supervisore, si trova a un livello inferiore rispetto Middle Manager e il suo compito è quello di supervisionare il lavoro delle risorse non manageriali.

Tutte le tipologie di manager devono generare efficienza in termini di produttività e controllo dei costi. È necessario infine che abbiano doti di leadership e assertività in quanto, con le loro funzioni, contribuiscono a determinare l’attaccamento e la dedizione al lavoro di coloro che lavorano sotto di loro.

Come diventare un manager: le 10 skill necessarie

Vediamo ora più da vicino quali skill e competenze deve avere un manager, fornendoti le indicazioni pratiche su quali devono essere le capacità che ogni dirigente aziendale deve avere per riuscire nel suo lavoro.

1. Comunicazione

Un manager deve essere prima di tutto un abile comunicatore. Deve, infatti, comunicare con ciascuno dei suoi dipendenti, i colleghi, i capi ed i clienti.

Ecco dunque che una delle competenze più importanti che deve avere un professionista che si chiede come diventare un manager è quella di saper comunicare in modo efficace con gli altri.

Per approfondire:

2. Capacità di ascolto

Oltre a saper comunicare, un bravo manager deve anche essere capace di ascoltare. In realtà, la capacità di ascolto non è altro che la seconda faccia della medaglia:

non si può comunicare bene se non si è capaci di ascoltare bene.

È l’unico modo per scoprire davvero cosa sta succedendo nella tua azienda e per riuscire ad gestire gli altri in modo eccellente.

3. Empatia

Vuoi sapere come diventare un manager? Al di là di quello che le persone ti dicono e le informazioni che ricevi, cerca di capire sempre come si sentono le persone, perché si sentono in quel modo e cosa puoi fare per farle sentire diversamente.

L’empatia è particolarmente importante sia quando hai a che fare con i tuoi dipendenti, sia quando tratti con i clienti. Cerca di scavare sempre sotto la superficie, non fermarti alle apparenze, anche se, facendo questo, dovessi scoprire qualche verità scomoda.

Per approfondire:

4. Persuasione

Comunicazione, capacità di ascolto ed empatia sono fondamentali anche per sviluppare la quarta abilità di un bravo manager: la persuasione.

Alcuni intendono questo come “vendere te stesso” ma in realtà non è così.

Si tratta piuttosto di riuscire a persuadere qualcuno a fare qualcosa che vuoi che faccia. Sia che tu stia cercando di convincere i tuoi dipendenti a impegnarsi di più, il tuo capo a darti un budget maggiore o i tuoi clienti ad essere d’accordo su qualcosa che vuoi fare per loro, le tue capacità di persuasione dovranno essere sempre al massimo.

Per approfondire:

5. Leadership

Avere capacità di leadership significa avere la capacità di convincere altre persone a seguirti nella direzione in cui vuoi andare.

Attento, però, questa abilità comporta anche delle rinunce: dato che si presume che il leader marcerà in battaglia a capo dell’esercito, sii sempre pronto a fare gli stessi sacrifici che stai chiedendo di fare ai tuoi dipendenti.

Per approfondire:

6. Focus

Se vuoi essere un manager e un leader devi essere sempre focalizzato sui tuoi obiettivi. La chiave per una leadership di successo è l’attenzione.

Guidare in cento direzioni diverse contemporaneamente alla fine porta allo sbando e la tua decisione di impostare una direzione di leadership efficace dipende dalla tua decisione di non guidare anche nelle altre direzioni.

Per approfondire:

7. Divisione del lavoro

Si tratta dell’abilità di suddividere attività di grandi dimensioni in attività secondarie che possono essere assegnate a singoli dipendenti.

Non sottovalutare questa competenza: comporta, infatti, la capacità di raggiungere un grande obiettivo suddividendolo in tanti obiettivi minori che siano più gestibili. Non tutti i manager sono capaci di farlo.

Le persone che lavorano su ogni blocco devono essere il più autonome possibile per far sì che le attività non si impantanino; al tempo stesso però i vari blocchi devono essere interdipendenti. E devi valutare attentamente punti di forza, punti di debolezza e interessi di ciascun dipendente in modo da poter assegnare a ciascuno la sotto attività più adatta.

Per approfondire:

8. Rimozione degli ostacoli

Non esiste organizzazione in cui non si verifichino dei problemi e se vuoi sapere come diventare un manager ne devi essere cosciente.

La tua capacità di risolverli è fondamentale per il suo successo: parte del tuo lavoro consiste infatti prima di tutto nel rimuovere gli ostacoli che impediscono ai tuoi dipendenti di fare del loro meglio.

Al tempo stesso però devi anche essere consapevole che non tutti i problemi possono essere risolti. In questo caso, quello che devi fare è assorbire la tensione che viene dai tuoi superiori per evitare che raggiunga i tuoi dipendenti.

È, infatti, responsabilità del manager soddisfare gli obiettivi e se gli obiettivi non vengono raggiunti, dovrai fartene carico informando il tuo superiore il prima possibile e adottando tutte le misure esistenti per minimizzare i danni.

In ogni caso, occorre sempre evitare che il problema influenzi le prestazioni o il morale dei dipendenti.

Per approfondire:

9. Rimozione dell’incertezza

Anche rimuovere l’incertezza quando l’alta direzione non è in grado di darti una direzione coerente è un’abilità che spetta a te.

È, infatti, un tuo compito proteggere i tuoi dipendenti dalla confusione, rimuovere l’apparente incertezza e guidare il tuo team in una direzione coerente al fine di garantire la massima produttività.

10. Competenze amministrative e finanziarie

Un bravo manager deve essere in grado di premiare i dipendenti meritevoli assicurandosi sempre che abbiano tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per svolgere bene il loro lavoro.

Tutto questo comporta la necessità di gestire al meglio il budget che ti viene assegnato in modo di avere sempre le persone giuste al posto giusto.

Cosa fa il manager

Come abbiamo visto nel paragrafo iniziale, “Manager” non è altro che un titolo che viene utilizzato per indicare un profilo professionale che ha determinati doveri e responsabilità nel guidare dipendenti e/o reparti dell’azienda stessa.

In generale possiamo riassumere le mansioni principali di un dirigente aziendale in questo modo:

  • Pianifica attività e funzioni entro il reparto di cui è responsabile.
  • Organizza lo svolgimento del lavoro delle persone che stanno sotto di lui, assegnando per ogni attività le risorse necessarie.
  • Individua i dipendenti migliori per ogni funzione e procede all’assunzione di nuove risorse o allo svolgimento di corsi di formazione per qualificare il personale già esistente.
  • Fornisce incentivi economici e supporto morale e materiale ai propri dipendenti affinché siano in grado di fare al meglio il loro lavoro.
  • Monitora costantemente lo svolgimento delle attività della propria area per garantire il pieno raggiungimento degli obiettivi.
  • Valuta i progressi e interviene con azioni correttive quando i subordinati commettono degli errori.
  • Riferisce costantemente ai propri superiori circa l’andamento delle attività facendo da filtro fra i propri dipendenti e la proprietà.

Questa descrizione va però declinata a seconda dell’organizzazione e del settore di appartenenza.

In alcune organizzazioni, ad esempio, il titolo di manager è assegnato solo ai dipendenti che hanno il compito di coordinare e gestire altri dipendenti. In altre, è necessario che i manager siano anche responsabili di un’area funzionale come produzione, sviluppo, assistenza clienti, marketing, finanza, risorse umane e così via.

Inoltre, nelle organizzazioni più piccole, un manager può anche avere funzioni di direttore o vicepresidente, mentre in quelle più grandi è necessario che queste figure siano distinte.

Considera, infine, che come molte altre cose nella nostra era di cambiamento, ruolo e funzioni del manager stanno evolvendo. Se prima le mansioni principali erano quelle di controllare e supervisionare il lavoro degli altri, oggi un dirigente è senza dubbio qualcosa di più.

Racchiude, infatti, in sé funzioni di leader, allenatore, stratega, capo progetto, sviluppatore di team e persino membro del team.

La nozione di manager come semplice gestore è, quindi, di fatto superata dalla recente evoluzione dei contesti aziendali.

5 consigli su come diventare un manager

Ora che abbiamo visto definizione, abilità e cosa fa il manager veniamo alla domanda cruciale di questo articolo: come diventare manager? Bene, di seguito ti dirò tutto quello che serve.

Tranquillo, non si tratta di trucchi e segreti, ma di consigli pratici su quello che devi fare per superare e gli altri candidati e ottenere il tuo primo lavoro di gestione.

1. Sii bravo nel tuo lavoro

Come diventare un manager? Il primo passo per diventare manager all’interno di un contesto aziendale è quello di eccellere nel ruolo che già hai. Non è necessario che tu sia il migliore, ma devi essere bravo.

Il miglior programmatore di una società non è detto che abbia tutte le carte in regola per diventare Development Manager, magari perché preferisce scrivere codici piuttosto che assumersi le responsabilità della gestione. Tuttavia, puoi stare certo che chi occupa il Development Management è stato prima un buon programmatore.

2. Impara cosa fanno i tuoi superiori

Se desideri diventare manager non stare con le mani in mano: la formazione è importante a tutti i livelli, ma a livello di management lo è ancora di più. E non parlo solo di formazione attraverso i libri: oltre a leggere testi che parlano di gestione e leadership guarda anche cosa fanno e come lo fanno i manager della tua organizzazione.

Puoi anche fare domande dirette ai dirigenti che conosci: mostrandoti interessato al loro lavoro non potrai che ottenere un feedback positivo.

3. Sviluppa la capacità di gestire altre persone

L’abilità più importante per ogni manager è quella di saper gestire il lavoro di altre persone.

Cerca di sviluppare questa capacità mentre lavori a stretto contatto con loro: studia il comportamento di quelli che lavorano con te e impara a capire cosa pensano e come reagiscono quando si trovano in determinate situazioni. Col tempo, imparerai anche ad influenzare le loro decisioni.

Nessuno ti promuoverà in una posizione dirigenziale se non sai fare questo. E chiunque riceva una posizione dirigenziale senza essere in grado di gestire le persone è destinato a fallire.

Clicca qui per scoprire le 7 strategie per gestire con successo le risorse umane.

4. Mostra iniziativa

Mi sembra di avertelo già detto poco fa, se vuoi diventare manager la cosa peggiore che puoi dare è sederti dietro la tua scrivania e rimanere ad aspettare che qualcuno ti dia un incarico di amministrazione.

Una delle cose più importanti da fare è, infatti, quella di mostrare iniziativa.

Come? Ad esempio, proponendoti nel raccogliere le informazioni necessarie per aiutare il tuo capo a preparare il budget annuale oppure offrendoti come volontario se all’interno del tuo ufficio stanno cercando qualcuno cui affidare la pianificazione del pranzo aziendale o di qualche altra attività extra.

5. Fai la prima mossa

Infine, se davvero vuoi essere considerato per una posizione dirigenziale, non ti resta che fare una cosa: chiedilo.

Sii sempre tu a fare la prima mossa, non aspettare che qualcuno venga a offrirti quel posto che tanto desideri. Alla prima occasione, avvicinati al tuo capo e digli che vorresti seguire il suo esempio passando alla gestione.

Quando si presenta l’opportunità, offriti per dirigere una piccola squadra: in questo modo i tuoi capi sapranno che sei interessato e ti terranno d’occhio. Vedendoti determinato e capace di gestire attività più piccole, inizieranno ad affidarti anche quelle più grandi, promuovendoti a supervisore e poi a manager.

Quanto guadagna un manager

Definire quanto guadagna un manager non è una cosa semplice da fare.

Proprio come nel caso delle mansioni svolte dai dirigenti aziendali, anche il livello retributivo viene definito da più fattori quali ad esempio se si tratta di un’azienda nazionale o multinazionale e se la società è di piccole, medie o grandi dimensioni.

Anche la funzione cui è assegnato il manager e il numero di persone a lui subordinate possono influire sull’ammontare complessivo del suo stipendio.

Tuttavia, se ti aspetti cifre da capogiro dovrai ricrederti: il livello medio di retribuzione annua per i manager di prima linea è infatti di circa 30 mila euro, che sale a 50 mila euro nel caso dei middle manager e a 100 mila euro per i top manager.

Anche osservando la categoria merceologica di riferimento si osservano differenze sostanziali fra i dirigenti del settore industriale rispetto al settore dei servizi e del commercio: i più retribuiti sono quasi sempre quelli appertenenti al primo tipo, fanalino di coda sono, invece, i manager dei servizi.

Certo la dimensione aziendale conta: multinazionali e aziende di dimensioni maggiori garantiscono quasi sempre una retribuzione più elevata, anche se negli ultimi anni alcune micro imprese hanno superato, per livello retributivo ai propri manager, aziende di piccole e medie dimensioni.

Analizzando poi i settori specifici, i comparti in cui i compensi manageriali sono maggiori sono quello metallurgico e siderurgico, seguito dal settore moda e lusso e quello cibo e bevande, mentre in fondo alla classifica ci sono i servizi alla persona e i servizi integrati alle imprese.

Bne, questa guida ha lo scopo di darti tutte le informazioni più importanti su come diventare un manager. Gli ultimi consigli? Impara il più possibile, non dare nulla per scontato e concentrati a dare sempre il meglio di te. Non scoraggiarti di fronte agli sbagli e impara anche da quelli. E, quando puoi, chiedi dei feedback per capire se la direzione che hai preso è quella giusta.

Vuoi sapere se hai la stoffa giusta per diventare un manager? Allora leggi quali sono le 3 caratteristiche per capire se sei un leader naturale!





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