L’automazione è uno dei capisaldi in ambito informatico.

Automatizzare ci può permettere di superare i nostri limiti produttivi, di liberarci del tempo e alle volte anche di scalare, cioè riuscire ad erogare il nostro servizio ad una base utenti più ampia di quella che potremmo servire manualmente.

Sappiamo che, l’ecosistema Web, è composto da fin troppe applicazioni e presto si è incominciato a capire che, solo se queste applicazioni “parlano” tra loro possono davvero aumentare sia la loro utilità che il loro impiego.

Nel mondo delle tecnologie Web infatti, due o più software possono collaborare, scambiandosi dati e delegandosi attività da svolgere.

Dal punto di vista tecnico ciò è reso possibile dalle API, che non sono altro che un’interfaccia con cui un software comunica con l’esterno.

Bene, quando abbiamo in mano le API di un software e abbiamo le competenze di sviluppo software, possiamo utilizzare quel software sia per sfruttarne le funzionalità pubbliche che per ottenere le informazioni che possiede sotto forma di dati.

Come far comunicare i software senza avere competenze tecniche?

Ormai sentiamo parlare di API Economy e di BigData da lungo tempo ma, come possiamo incominciare, a sfruttare tutti questi dati e queste funzionalità sparse per la rete senza avere le competenze tecniche per farlo?

Come possiamo far comunicare un’applicazione con l’altra? Insomma, come possiamo automatizzare buona parte delle attività che dobbiamo svolgere?

Se lo sono chieste una tipologia di applicazioni come IFTTT e ZAPIER.

IFTTT

IFTTT, che sta per IF This Then That, permette di far comunicare centinaia di applicazioni tra loro. All’interno della piattaforma tu vedi una serie di Applets (così le chiamano), che non sono altro che automazioni.

Ad esempio vuoi che mentre carichi le tue foto su Instagram vengano salvate in automatico anche su Dropbox? Vuoi che quando aggiungi un meeting a calendario venga attivata una notifica su un servizio di chat aziendale?

Mi spiego meglio: quello che fa IFTTT è essenzialmente di volta in volta connettere 2 applicazioni tra loro permettendoti di poter automatizzare l’attività, che altrimenti dovresti compiere manualmente.

Immagina l’esempio precedente dove stai aggiungendo un meeting nel Google Calendar e vuoi che in automatico, senza alcun intervento umano, questa comunicazione (o reminder) venga inviata ad una chat aziendale come il famoso Slack.

Basta attivare l’apposito applet nella piattaforma di IFTTT impostando prima il proprio Google Calendar e poi il canale di Slack dove deve arrivare il reminder.

Quando attiverai l’applet, IFTTT lavorerà per te!

Ogni volta che inserirai un evento nello stesso calendario da te impostato, Google Calendar avvertirà IFTTT che c’è un nuovo evento e IFTTT si incaricherà di compiere tutte le azioni relative alle applet attive nel tuo account.

Potrai automatizzare molte attività time-consuming, che avresti dovuto comunque fare o delegare, ma che non portano particolare valore al tuo business.

Quindi in pochi click puoi fare in modo che le applicazioni con cui dovresti interagire manualmente, possano condividere dati tra loro senza il tuo intervento.

Questa informazione che passa da un’applicazione all’altra crea un workflow, un flusso di lavoro di fatto, che Zapier chiama Zap.

Zapier

Zapier di fatto è costituito da trigger e azioni.

Uno zap è un modello di causa ed effetto, la causa sarebbe il tuo innesco e l’effetto è l’azione.

Quindi se ti arriva un’email da uno specifico indirizzo email, questo potrebbe essere l’innesco per attivare una specifica azione, ad esempio quella di salvare l’allegato in una cartella in uno dei servizi di file management disponibili (Dropbox, Google Drive etc).

Molte applicazioni ormai hanno la possibilità di farsi conoscere o entrare in altri flussi di lavoro e comunicare con altre applicazioni grazie a questi strumenti.

Ad esempio Typeform, che è uno strumento per creare sondaggi online, in una specifica sezione di amministrazione, ha un’area interamente dedicata a Zapier.

Perchè non inviare i risultati del tuo sondaggio direttamente nel tuo foglio di lavoro su Google Drive?

Oppure salvare i dati di ogni compilazione direttamente su un tuo database MySQL?

Ecco come diventa possibile creare catene di task consecutive.

Gli zaps multi-step di Zapier sono esattamente ciò che ci si aspetterebbe dal loro nome: una serie di eventi che è possibile impostare al verificarsi di un singolo trigger.

Immaginate che vi arrivi una richiesta di assistenza da un form, che avete creato con Typeform, i dati inseriti possono diventare un record su un foglio excel e poi quegli stessi dati inseriti su Zendesk diventano un ticket e, dulcis in fundo, venga aggiunta un’attività nella to do list

dell’operatore di turno; e tutto questo con una sola impostazione!

Dei due software presentati IFTTT è più semplice da imparare e si focalizza sulla semplicità di utilizzo. Zapier è più potente per creare automazioni più complesse ma rimane più difficile da padroneggiare.

Una cosa da non sottovalutare è che non sono richieste competenze tecniche e nessun codice da scrivere. Insomma le integrazioni sono importanti ed automatizzarle senza scrivere codice è un lusso che oggi si può permettere chiunque.





Riccardo Mancinelli
Metto al servizio la mia formazione tecnica e la mia esperienza nel settore IT per aiutare Aziende e Startup.
Il mio pallino è comprendere quale sia la strategia migliore per combinare l'Imprenditoria e lo Sviluppo Tecnologico, perché uno e l'altro sono fondamentali per la buona riuscita di un progetto Digitale.
Occupo ruoli da CTO, Tech Leader e Senior Developer e amo condividere cosa imparo ogni giorno a contatto con chi affronta le sfide del Business Online. La mia casa sul Web è refacturing.it

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