Linguaggio del corpo maschile femminile

Come leggere il linguaggio del corpo, vale a dire quella parte di comunicazione non verbale che accompagna, rafforza e spesso modifica il significato di un messaggio trasmesso verbalmente?

Questa parte della comunicazione è infatti molto importante nelle relazioni umane, sia quelle che si realizzano in ambito lavorativo che quelle che avvengono nella vita privata. In particolar modo, essa assume una parte rilevante nel rapporto fra uomo e donna, in quanto il linguaggio del corpo femminile è diverso dal linguaggio del corpo maschile.

Per effettuare al meglio l’interpretazione del linguaggio del corpo un aiuto può venire dalla prossemica, disciplina che studia appunto le distanze all’interno delle relazioni di vicinanza.

Avresti mai pensato che il flirtare potesse essere oggetto di studio di una disciplina scientifica?

Questo articolo non vuole essere altro che una guida pratica alla lettura del linguaggio del corpo, segnali di attrazione e, più in generale, al linguaggio non verbale: se stai annuendo con la testa e stai seduto col corpo proteso in avanti, è assai probabile che  l’argomento ti interessi, dunque continua a leggere.

1. Come leggere il linguaggio del corpo

La prima cosa da dire, quando si parla di comunicazione non verbale, è che essa è molto difficile da decifrare in quanto il linguaggio del corpo non è una scienza esatta. Tuttavia esistono alcuni segnali che, in modo abbastanza certo, possono essere associati ad un significato ben preciso.

Per comodità, gli studiosi di solito raggruppano i segnali del linguaggio del corpo in gruppi e sottogruppi che si richiamano alle parti del corpo cui appartengono; anche noi, nella nostra guida pratica al linguaggio del corpo, faremo ricorso a questo tipo di suddivisione. Le parti del corpo che analizzeremo sono le seguenti: occhi, bocca, testa, braccia, mani, strette di mano, gambe e piedi, spazio personale.

Se stai muovendo velocemente la testa probabilmente sei piuttosto impaziente di leggere quello che segue e allora…. andiamo.

1.1. Occhi

Gli occhi hanno un’enorme importanza nel nostro linguaggio del corpo: ti basti pensare che l’essere umano è capace di stabilire un contatto visivo con un altro essere umano anche a 30/ 40 metri di distanza. Esiste inoltre una stretta relazione fra occhi e cervello: guardare a destra è tipico di chi è in una fase creativa, mentre guardare a sinistra ha di solito a che fare con la memoria. Ecco una possibile lettura di alcuni segnali che inviamo agli altri (o che gli altri inviano a noi) attraverso gli occhi:

  • Guardare a destra indica creare, fabbricare con l’immaginazione (anche nel senso di mentire); se in basso può voler dire che la persona sta attingendo dalle sue sensazioni interiori o che nutre dei sentimenti;
  • Guardare a sinistra significa usare la memoria, ricordare, recuperare fatti; se verso l’alto, indicano sicurezza e certezza;
  • Contatto visivo diretto quando si parla indica onestà, ma può essere anche ostentato dai bugiardi che sanno di mentire; durante l’ascolto indica invece interesse, attenzione, talvolta attrazione fisica;
  • Sgranare gli occhi è segnale di interesse anche di tipo sessuale;
  • Sfregarsi gli occhi o un occhio indica stupore, incredulità, turbamento, in taluni casi noia o bisogno di dormire;
  • Alzare gli occhi al cielo può voler dire rassegnazione e/o frustrazione;
  • Dilatare le pupille può indicare in alcuni casi eccitazione o desiderio;
  • Sbattere le ciglia può indicare eccitazione o agitazione; se gli occhi sono fissi questo può indicare concentrazione oppure, quando rivolti verso qualcuno, ostilità;
  • Alzare le sopracciglia (o uno solo sopracciglio) corrisponde ad un segnale di saluto amichevole quando l’azione è di breve di breve durata (sopracciglio flash); se le sopracciglia rimangono sollevate più a lungo questo indica sorpresa, paura, perplessità;
  • Fare l’occhiolino indica complicità.

1.2. Bocca

La bocca è associata a molti segnali del linguaggio del corpo, in presenza o meno di comunicazione verbale. Sorridere è senza dubbio uno dei primi segnali di apertura verso il prossimo, ma ci sono molti tipi di sorriso, alcuni dei quali possono anche indicare rifiuto. Scopriamo il significato di vari segnali associati a questa parte del nostro corpo:

  • Sorridere solo con la bocca indica un sorriso falso, non sincero;
  • Sorridere a denti stretti significa rifiuto, antipatia o diffidenza;
  • Sorridere in modo asimmetrico, con una sola parte del viso, indica sarcasmo o contrasto;
  • Sporgere il labbro inferiore indica che si è irritati o commossi (in procinto di piangere);
  • Ridere a bocca aperta indica, accompagnando la risata con dei movimenti del corpo, che ci sentiamo a nostro agio;
  • Mordersi le labbra indica nervosismo o tensione (in alcuni casi però mordicchiarsi le labbra può essere anche un invito di sessuale);
  • Digrignare i denti indica preoccupazione, ansia, paura;
  • Masticare una penna o una matita ha una funzione auto-rassicurante come succhiarsi il pollice e in taluni casi fumare una sigaretta;
  • Mettere la lingua al centro della bocca indica rifiuto, è infatti il gesto che facciamo quanto mettiamo in bocca qualcosa che non ci piace;
  • Tapparsi la bocca con una o due mani è un gesto inconsapevole di autoregolamentazione che indica shock, stupore, talvolta imbarazzo, in quanto è come se volessimo bloccare le parole per non esprimere qualcosa di sbagliato;
  • Mangiarsi le unghie è il risultato di una situazione di stress, ansia e frustrazione, per taluni rappresenta una forma di aggressione verso sé stessi.

1.3. Testa

La testa tende a determinare la direzione generale del corpo, ma è anche una parte molto vulnerabile in quanto contiene il cervello. Dal momento che appoggia su una struttura molto flessibile (il collo) la testa può muoversi praticamente in tutte le direzioni e a tutti questi i movimenti sono associati dei significati del linguaggio del corpo:

  • Annuire con la testa significa che si è d’accordo con il nostro interlocutore, ma se lo si fa troppo lentamente potrebbe essere in realtà un segno di falsità, troppo veloce di impazienza;
  • Sollevare la testa verso l’alto indica superbia, arroganza ma in taluni casi anche coraggio, vigilanza;
  • Inclinare la testa da un lato indica sottomissione, l’esposizione del collo è segno di fiducia;
  • Tendere la testa in avanti comunica interesse, positività, se invece verso il basso può indicare rimprovero o disapprovazione;
  • Scuotere la testa, soprattutto se in modo vigoroso, indica disaccordo;
  • Chinare la testa sul petto indica vergogna, abbandono, sconfitta.

1.4. Braccia

Le braccia sono indicatori abbastanza affidabili dello stato d’animo di una persona: serrare le braccia ad esempio indica difesa, mentre aprire le braccia, mantenendo i palmi aperti avanti a sé, comunica sicurezza e apertura. Vediamo altri segnali che puoi comunicare tramite il linguaggio del corpo associato alle braccia, anche in combinazione con altre parti del corpo:

  • Incrociare braccia e gambe è un segnale di difesa, se i pugni sono chiusi anche di ostilità;
  • Cingere un braccio con l’altro, gesto tipico delle donne, indica nervosismo o auto protezione;
  • Portare le braccia dietro la schiena con le mani giunte, tipico invece degli uomini, indica forza, autorità, sicurezza di sé;
  • Appoggiare un braccio sul tavolo con un oggetto dal lato opposto può indicare nervosismo, così come grattarsi un braccio o la spalla con la mano opposta;
  • Tenere il braccio davanti il corpo, soprattutto se con la mano vicino ai genitali, indica difesa, auto protezione (è tipico delle donne che tengono la borsa a tracolla sul davanti come a voler creare un’ulteriore barriera).

1.5. Mani

Il linguaggio del corpo che coinvolge le mani è davvero ampio, anche perché esse tendono ad interagire con molte altre parti del corpo; inoltre la gestualità manuale solo in parte risponde ad un’azione di tipo volontario, il più delle volte si tratta di movimenti involontari. Esempi di segnali coscienti sono fare l’okey con il pollice in su oppure salutare; talvolta usiamo le mani in modo volontario anche per comunicare ad esempio le dimensioni di un oggetto. Di seguito riportiamo la possibile interpretazione di alcuni segnali con le mani:

  • Alzare il palmo aperto verso l’alto è un segnale di sottomissione, onestà e pace dato “che non si ha nessun’arma in mano”;
  • Alzare le mani davanti al volto con le dita aperte è una posizione difensiva, talvolta offensiva così come portare le mani o i pugni verso il basso;
  • Mettere la mano sul cuore indica sincerità, volontà di essere creduti;
  • Puntare il dito verso una persona è un segnale di minaccia, aggressione; se il dito invece è puntato verso l’alto è tipico di una persona che vuole aggiungere enfasi a ciò che sta dicendo;
  • Muovere l’indice da un lato all’altro comunica rifiuto;
  • Appoggiare le punta delle dita di una mano su quelle dell’altra mano formando un triangolo è tipico di chi sta riflettendo o spiegando qualcosa di complesso; muovendo i polpastrelli gli uni sugli altri come a imitare un ragno su uno specchio aumenta concentrazione e riflessione;
  • Muovere i palmi delle mani rivolti verso il basso su e giù verso corrisponde all’incitazione di mantenere la calma (gesto usato spesso dagli insegnanti per tenere a bada una classe);
  • Strofinare le mani insieme indica un’aspettativa positiva, assaporare in anticipo una vittoria o un risultato piacevole;
  • Toccarsi o grattarsi il naso con le mani mentre si parla indica che si sta mentendo o esagerando il contenuto di un’informazione.
  • Tapparsi le orecchie con le mani è un gesto di rifiuto, invece tirarsi il lobo di un orecchio può indicare indecisione;
  • Accarezzarsi il mento con le mani, gesto raro nelle donne ma frequente negli uomini, indica che si sta pensando a qualcosa; se la mano sorregge il mento significa che si sta ponderando il da farsi su qualcosa, ma se l’azione è prolungata può anche indicare stanchezza, noia;
  • Grattarsi il collo indica solitamente dubbio, incredulità;
  • Stringere il polso con una mano può indicare ansia, preoccupazione, soprattutto se il polso è fatto ruotare dentro la mano più volte.
  • Mettere le mani in tasca indica disinteresse, noia, rifiuto di mettersi in azione.

1.6. Strette di mano

La fermezza di una stretta di mano, un tempo riservata solo al genere maschile, ma oggi estesa anche a quello femminile, non è un indicatore affidabile di fermezza di carattere ma molti credono lo sia. Tuttavia la stretta di mano è in grado di dire molte cose su di noi e sul nostro rapporto con gli altri:

  • Stretta di mano con il palmo verso il basso indica dominanza, volontà di prendere il sopravvento;
  • Stretta di mano con il palmo verso l’alto comunica apertura, ospitalità;
  • Stretta di mano a due mani in alcuni casi indica onestà, affidabilità, affetto, in altri paternalismo o tentativo di controllare la persona che si ha di fronte (anche quando la seconda cinge il braccio opposto);
  • Stretta di mano vigorosa indica entusiasmo, vigore, tentativo di trasferire energia al prossimo;
  • Stretta di mano debole  non necessariamente è collegata ad un carattere sottomesso, spesso dipende da altri fattori come l’umore, l’appartenenza di genere, l’età, la professione (i musicisti o i chirurghi possono avere strette di mano delicate perché le mani sono il loro strumento di lavoro quindi da trattare con cautela);
  • Stretta di mano ferma anche in questo caso evitare di associare ad un carattere forte, potrebbe invece trattarsi di un tentativo di mascherare la propria debolezza oppure delle intenzioni sbagliate come la volontà di nascondere o far del male.

1.7. Gambe e piedi

Gambe e piedi possono fornire buoni indizi su sentimenti e stati d’animo, a patto di riuscire a decifrarne i segni. Tieni comunque sempre presente che sulla posizione delle gambe incidono anche il genere (i maschi tendono di solito a tenere le gambe più aperte delle donne), l’educazione e l’età (gli anziani sia per problemi alle articolazioni che per educazione tendono a tenere le gambe più strette quando solo seduti):

  • Gambe incrociate da seduto indicano prudenza, riservatezza (in alcuni casi se ostentate anche disinteresse), quelle aperte disponibilità, apertura;
  • Gambe parallele con le ginocchia ben chiuse da seduti sono tipico atteggiamento femminile che indica buona educazione o timore;
  • Puntare le ginocchia verso qualcuno con le gambe incrociate indica interesse verso quella persona;
  • Chiudere le gambe a croce tenendo le gambe indipendenti è una postura sicura che denota un carattere aperto, non convenzionale; se invece le gambe sono cinte dalle braccia la posizione indica autoprotezione;
  • Gambe aperte da seduti (soprattutto nei maschi) indicano arroganza, fiducia in sé stessi, in alcuni casi interesse sessuale generalizzato (le ginocchia non solo puntate verso un solo soggetto ma verso un pubblico più ampio);
  • Gambe intrecciate da seduti (nella femmina) possono indicare interesse sessuale in quanto si espone la parte interna della coscia oppure insicurezza, ricerca di protezione (soprattutto se con le mani posate sull’interno);
  • Stringere le ginocchia con le mani da seduti con le gambe parallele indica un atteggiamento difensivo, oppure che si è a disagio.

1.8. Spazio personale

Lo studio dello spazio personale, cioè della distanza che le persone prendono le une dalle altre, si chiamo prossemica. La prossemica è uno degli aspetti più importanti del linguaggio del corpo e della sua interpretazione. In linea generale, lo spazio personale viene definito come la quantità di spazio che la gente trova comoda tra sé e gli altri; questa quantità di spazio o distanza ovviamente dipende da molti fattori legati all’educazione, alla cultura, alla situazione e al tipo di relazione. Nella cultura occidentale si distinguono 5 zone di spazio personale:

  1. Spazio intimo ristretto (distanza 0-15 cm), è lo spazio riservato agli amanti, difficilmente coloro che non intrattengono una relazione intima superano infatti i 6 cm di distanza gli uni dagli altri;
  2. Spazio intimo (distanza 15-45cm) tipico di chi ha rapporti intimi ma anche degli amici stretti, o da chi fa sport insieme ad altre persone (in taluni casi come sui mezzi pubblici o nei locali molto affollati si possono raggiungere tali livelli di distanza con persone sconosciute, ma senza che lo spazio diventi intimo);
  3. Spazio personale (45-120 cm) è quello riservato alla famiglia e agli amici intimi;
  4. Spazio sociale (1.2-3.6 m) riguarda la sfera delle nostre relazioni sociali e professionali, dove c’è interazione ma non contatto fisico fra le persone eccetto in alcuni casi strette di mano, pacche sulle spalle;
  5. Spazio pubblico (oltre i 3.6m) è la distanza minima che prendiamo dagli altri quando non vogliamo interagire (quando qualcuno viola questo spazio questo crea confusione e disagio se non viene stabilita subito un’interazione).

2. Linguaggio del corpo nelle relazioni intime

Come fare a capire se un uomo è interessato ad una donna o viceversa? Anche in questo caso può esserti di aiuto la prossemica. Quando infatti due persone del sesso opposto stanno flirtando, il loro linguaggio del corpo si modifica per mandare segnali ben precisi al partner: è quello che comunemente chiamiamo corteggiamento. Ecco dunque che attraverso l’interpretazione del linguaggio del corpo femminile e del linguaggio del corpo maschile è possibile comprendere se ci sia o meno un interesse reciproco. I più comuni segnali femminili di interesse verso un maschio sono:

  • Stabilire il contatto visivo e poi distogliere lo sguardo verso il basso (soprattutto se ripetuto più volte);
  • Sgranare gli occhi;
  • Sbattere le ciglia;
  • Dilatare la pupilla (indica anche eccitazione);
  • Abbassare leggermente la testa su un lato mostrando il collo;
  • Sorridere ripetutamente;
  • Umidificarsi o schiudere le labbra;
  • Arricciare le labbra come per dare un bacio o fare il broncio;
  • Lisciarsi o toccarsi i capelli;
  • Mostrare il polso interno o l’avambraccio (zone erogene come il collo);
  • Raddrizzare la postura (in particolare il petto);
  • Toccarsi le cosce o altra parte del corpo sessualmente attraente;
  • Sporgersi in avanti verso la persona che interessa;
  • Puntare il piede o il ginocchio verso il partner;
  • Muovere il piede a destra e sinistra (o fuori e dentro la scarpa);
  • Sincronizzare i gesti e le posizioni con il partner come nello specchio (mirroring).

L’interesse maschile verso una donna (o in generale verso tutte le donne in quanto il maschio è per sua natura meno selettivo) si manifesta attraverso questi segnali di comunicazione non verbale:

  • Assumere una posizione eretta con il petto in fuori e la pancia in dentro;
  • Divaricare le gambe (in piedi o seduti) per aumentare le dimensioni;
  • Mettere i pollici nei passanti dei pantaloni con le dita rivolte verso la zona genitale (posizione del cowboy);
  • Parlare a voce alta o fare altri gesti come dimenare la testa o battersi il petto per attirare l’attenzione;
  • Ispezionare la stanza con gli occhi (alla ricerca di prede o per misurare gli avversari);
  • Aggiustarsi i vestiti (ad esempio la cravatta, il bavero o i polsini).

Sia nel caso del linguaggio del corpo femminile che di quello maschile, occorre ovviamente fare sempre molta attenzione a non trarre conclusioni affrettate sulla base di un singolo segnale: sempre meglio affidarsi ad un insieme di segnali coerenti per evitare di prendere abbagli e cantonate!

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