rischio d'impresa
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Un imprenditore nella sua azienda deve necessariamente essere in grado di gestire ogni tipo di rischio d’impresa e non può certo fermarsi davanti all’ipotesi che qualcosa possa andare storto.

Esistono rischi ignorabili o minori che hanno un impatto molto moderato, e che possono essere eliminati con azioni mirate, purché ovviamente si abbia la capacità di rilevarli.

C’è il rischio di finire il toner della stampante e non si possa stampare dei documenti importanti, ma con una semplice procedura questo rischio può essere eliminato così come il non grave impatto che può avere se si manifesta.

Altri rischi possono essere gestiti con soluzioni assicurative. Come ad esempio un infortunio a un manager che sta gestendo un importante progetto.

Poi ci sono i cosiddetti “company killers”, ossia quei rischi che possono effettivamente mettere a repentaglio l’esistenza stessa dell’azienda. Rischi che hanno bisogno di una strategia pensata per mitigarli nel loro insieme.

Anche se è possibile pensare di gestire un rischio a livello individuale, il vero problema è rappresentato dalla sommatoria di tutti questi rischi.

Questo per una banale questione matematica. Poniamo infatti di aver identificato i seguenti rischi e che siamo in grado di eliminare la loro manifestazione al 90%:

  1. Abbiamo il 90% di possibilità di aver identificato un mercato cui rivolgersi;
  2. C’è il 90% di possibilità che la dimensione di questo mercato sia sufficiente per sviluppare l’azienda;
  3. Abbiamo il 90% di possibilità di avere tracciato una strategia di pricing adeguata al mercato;
  4. C’è il 90% di possibilità che il team che abbiamo reclutato sia all’altezza del progetto;
  5. Abbiamo il 90% di possibilità di aver progettato un prodotto adeguato alle esigenze dei clienti;
  6. C’è il 90% di possibilità che non riceveremo denunce legali;
  7. Abbiamo il 90% di possibilità che non avremo problemi con i regolatori;
  8. C’è il 90% di possibilità che non avremo problemi di cashflow;
  9. Abbiamo il 90% di possibilità che i nostri soci finanziatori non abbandonino il progetto;
  10. C’è il 90% di possibilità che non succeda nessun’altra cosa negativa.

Se da una parte possiamo sentirci più rilassati visto che c’è solo il 10% di possibilità che un rischio d’impresa si verifichi, dall’altra però questi rischi sono statisticamente indipendenti e se valutiamo il rischio combinato lo scenario non appare più cosi favorevole:

90% × 90% × 90% × 90% × 90% × 90% × 90% × 90% × 90% × 90% = 35%

Un rischio combinato del 35% presuppone che c’è una possibilità su tre che qualcosa vada storto e che ciò risulti fatale, ed è per questo che ogni imprenditore dovrebbe adottare una strategia di “risk management”.

Rischio d’impresa: come identificare i 7 rischi fatali per mitigarli

Finire la cassa è uno dei rischi più pericolosi per una start-up e in generale molte tecniche di risk management vertono a mitigare questo. Ma in realtà esistono molti rischi altrettanto minacciosi che devono essere identificati e associati alle seguenti categorie:

  • Rischi di mercato;
  • Rischi competitivi;
  • Rischi tecnologici e operativi;
  • Rischi finanziari;
  • Rischi riguardanti le risorse umane;
  • Rischi legali e legati al contesto regolatorio;
  • Rischi sistemici.

Queste categorie aiutano semplicemente a definire i rischi e un evento può certamente appartenere a più categorie contemporaneamente:

A) Rischi di mercato

Molti grandi inventori sono morti in povertà proprio perché la loro invenzione ha anticipato troppo i tempi o non esisteva un mercato cui proporla. Persino aziende globali come Google o Facebook lanciano prodotti che finiscono in flop clamorosi.rischio d'impresa

Motivo per cui il “go to market” deve essere gestito con grande meticolosità. È fondamentale impostare un’adeguata attività di ricerca di mercato e proporre un “minimum viable product” che possa servire da test per apprezzare il grado di soddisfazione del cliente target.

Per mitigare questo rischio d’impresa è indispensabile non pensare che il successo dipenda dalla perfezione del prodotto. Prima acquisisci feedback e genera un cashflow positivo e poi evolvi il tuo prodotto allineandoti con la tua vision.

B) Rischi competitivi

Sei proprio certo di possedere i vantaggi competitivi necessari a soddisfare i tuoi clienti? I tuoi concorrenti la fuori sono agguerriti quanto te, potrebbero copiarti e migliorare il tuo prodotto semplicemente sottraendoti le risorse migliori.

Il business è uno sport di contatto e molti tuoi competitor potrebbero giocare duro, se non addirittura sporco, e per tal motivo non ti devi limitare a conoscerli ma devi anticiparli e batterli sul piano dell’innovazione e su quello dei canali commerciali.

Rivaluta continuamente i tuoi punti di forza e di debolezza, le opportunità e le minacce. Non smettere mai di elaborare strategie mirate a ottenere la leadership sui tuoi concorrenti.

C) Rischi tecnologici e operativi

Il tuo team è in grado di elaborare il prodotto con il budget assegnato? Il tuo prodotto o servizio è in grado di portare i benefici ipotizzati ai tuoi clienti? Ti sei organizzato per distribuirlo in modo efficace? Hai gestito la customer experience e il supporto? Sei in grado di produrre assicurando la marginalità? Ti sei accertato di saper gestire eventuali incidenti che possono compromettere la produzione?

Quando si parla di execution è necessaria l’esperienza e l’accuratezza delle scelte.

Si può mitigare gli errori operativi solo attraverso le azioni di chi ha già commesso errori e imparato dagli stessi. Da questo punto di vista accertarsi di avere risorse competenti ed esperte è essenziale.

D) Rischi finanziari

Come abbiamo accennato prima, finire le risorse finanziarie è l’incubo di tutti gli imprenditori. Soprattutto l’incubo prende forma se non si ha un piano B e se eventuali finanziatori dicono NO.

Un imprenditore in erba può sottovalutare la necessità di reperire fondi con il giusto anticipo. Il rischio di incorrere in rifiuti è più elevato se il business non ha generato fatturato e se non c’è una curva di crescita sufficientemente inclinata verso l’alto.

Essere prudenti è consigliabile se si ha una strategia per penetrare il mercato una volta provata la sostenibilità del modello di business e lanciato un prodotto apprezzato dai clienti.

In generale è consigliabile generare più business plan rispondenti a scenari diversi per evitare la sorpresa di non avere più risorse economiche e comprendere in quale scenario ci si trova.

Anche una volta consolidato il business, il rischio finanziario non scompare. Molti sono i fattori che possono impattare negativamente sul tuo cash flow. Grandi clienti che non pagano le fatture, i costi delle materie prime che vanno alle stelle, le fluttuazioni nelle valute, i tassi d’interesse che uccidono i costi dei tuoi capitali operativi e tanto altro ancora.

Non aspettare di avere bisogno di risorse finanziarie ma cerca di mitigare il rischio assicurandoti i fondi quando sono disponibili.

Cerca di rispettare il modello di business nel giusto scenario e tieni sempre una riserva per i periodi peggiori.

E) Rischi riguardanti le Risorse Umane

Un elemento difficile da prevedere è sicuramente il personale. Può trattarsi di un attività di reclutamento sbagliata o di difficoltà relative alla motivazione e al co-ordinamento delle risorse chiave.

Una delle principali responsabilità dell’imprenditore è quella di stabilire una visione chiara e di impostare la cultura aziendale che tutti i collaboratori devono metabolizzare. È fondamentale che le persone remino nella stessa direzione e tutti devono tollerare la pressione e facilitare il lavoro di squadra.

Evita di impostare il management in base alle relazioni personali e sii obiettivo nella scelta del team. Se un manager non è performante devi agire con tempestività!

F) Rischi legali e legati al contesto regolatorio

Gli avvocati servono a tenerti fuori da guai. Cosi come gli esperti di compliance o altri specialisti, specie se sei in un settore pesantemente regolato.

I rischi che ricadono sotto quest’ombrello sono infiniti. La parte fiscale, le dinamiche che regolano i tuoi aspetti societari, gli accordi con fornitori e partner, la GDPR e tutto ciò che concerne la privacy, la protezione delle tue proprietà intellettuali e dei segreti industriali, i rapporti contrattuali con i tuoi collaboratori e molto altro ancora.

Per mitigare questo rischio d’impresa non è importante solo avere un team legale e di specialisti di cui ti fidi, ma soprattutto approfondire e conoscere la materia dal punto di vista regolatorio.

Oltrechè seguire con attenzione i consigli dei tuoi legali, dedicando una voce del budget di investimento, è importante anche tenerli aggiornati ed interpellarli con costanza prima che i problemi diventino fuori controllo.

G) Rischi sistemici

I rischi sistemici sono quelli che coinvolgono un intero mercato, non solo la tua azienda.

Ad esempio l’enorme crescita del costo del carburante che ha messo a rischio l’intera industria dei trasporti aerei. La disponibilità di manodopera a basso costo in paesi emergenti, che invece ha messo a repentaglio l’industria manifatturiera nei paesi maturi.

O magari vi ricordate la sindrome della mucca pazza, che per molti mesi ha scosso il mercato della vendita di carne bovina.

Preveni il rischio d’impresa: come fare un piano di risk management

Creare un piano di risk management pragmatico è un concetto semplice in termini di esecuzione. Innanzitutto prepara una tabella con 7 colonne:

  1. Fattore di rischio: Elenca qualsiasi cosa che potrebbe potenzialmente danneggiare il tuo business. 
  2. Tipo: Assegna il fattore di rischio ad una delle categorie citate in precedenza (rischio di mercato, rischio finanziario ecc.). Assegnando il tipo di rischio puoi ipotizzare chi può gestirlo al meglio (es: il direttore marketing o il direttore finanziario).   
  3. Probabilità: Pensa alla probabilità relativa che si possa manifestare il rischio. Indica il grado di probabilità con una semplice indicazione descrittiva come “alto”, “moderato” e “basso”. 
  4. Consequenze: Descrivi cosa può accadere all’azienda se il rischio si manifestasse.
  5. Tattiche di mitigazione: Elenca le cose che puoi fare per ridurre o minimizzare la probabilità che il rischio si manifesti. Nota che il fatto che una tattica sia possibile non significa che puoi adottarla. 
  6. Costi della mitigazione: Per ogni azione relativa alla mitigazione indica un costo indicativo per implementarla. 
  7. Status: Quando hai assemblato le prime sei colonne, devi decidere quale tattica devi implementare, nel caso sia necessaria. Le tue scelte dipenderanno dalla tolleranza al rischio. Qualsiasi azione intraprenderai, dovrai documentarla nella colonna “status” del tuo piano di “risk management”. 

Nello sviluppo del piano devi avere un contributo da tutti i membri del tuo management, incluso il consiglio di amministrazione e i consulenti che hai ingaggiato. Il piano infatti non può fornire garanzie o risposte certe e per tal motivo è fondamentale lavorare con prospettive diverse.

Non si tratta di un mero documento statico, ma di uno strumento che deve evolversi e che va aggiornato con cura a seconda dei mutamenti che la tua azienda incontra.

Ossessionarsi però è inutile. Potrebbe essere impossibile anticipare un fattore di rischio d’impresa così come è utopico pensare di poter prevedere tutte le minacce.

Le start-up che ottengono fondi significativi dagli investitori sono solitamente guidate da imprenditori lungimiranti e visionari, sono dotate di solidi modelli di business che mostrano grandi prospettive e sono rinforzate da manager comprovati e consiglieri di esperienza. Nonostante tutto la maggior parte delle start-up finanziate da fondi di venture falliscono.

La gestione pragmatica del rischio non riguarda solo l’anticipazione e la mitigazione di ogni potenziale fonte di rischio, ma riguarda bensì:

  • L’utilizzo del buon senso per riconoscere e mitigare i rischi più evidenti in modo efficace, usando le tecniche descritte sopra facendo attenzione ai costi;
  • Lo sviluppo di una cultura che sappia rispondere agli imprevisti in modo razionale e controllato.

Il rischio non deve mai paralizzare un imprenditore, che tra le proprie qualità deve avere quella di sapere come assumersi tali rischi. Certamente avere un piano pragmatico di “risk management” è certamente un’arma addizionale per poter creare un business profittevole!


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Alessandro Cirinei
Alessandro Cirinei fonda la sua prima azienda nel 2007, Xool e contribuisce successivamente al lancio di UrbanPost, Sercanto e Via Calzabigi. Collabora con fondi di venture ed acceleratori in qualità di "mentor" e temporary manager all'interno di numerose start-up.

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