microimpresa

“Gestisco una microimpresa”, “lavoro in una microimpresa”. Difficilmente si sentono affermazioni di questo tipo, poiché in genere quando si parla di “imprese” non si fa distinzione, almeno a livello verbale, fra “micro” impresa, “piccola” impresa o “media” impresa.

Tuttavia è evidente che le differenze ci sono, anche e soprattutto nel momento in cui c’è la necessità di richiedere finanziamenti. Andiamo quindi subito a vedere la definizione di microimpresa.

Cosa significa microimpresa

Per micro impresa si intende, nello specifico,un’impresa che ha meno di 10 dipendenti e un fatturato annuale (o in alternativa il totale attivo in bilancio) inferiore a 2 milioni di euro. Pertanto, prendendo questa microimpresa definizione, si evince subito che per poter rientrare in questa categoria, un’impresa deve possedere alcuni requisiti.

Quali sono quindi i requisiti della microimpresa? Eccoli riepilogati qui:

  • Numero di dipendenti inferiore a 10 unità
  • Fatturato (oppure totale attivo in bilancio ) non superiore a 2 milioni di euro

Tale definizione di microimpresa è stata introdotta in Italia da un decreto governativo siglato il 18 aprile 2005, il quale a sua volta ha recepito una raccomandazione CE del 6 maggio 2003 con il Decreto Ministeriale del 18 aprile 2005.

Come puoi facilmente intuire ricadono nella categoria di “micro imprese” soprattutto le ditte individuali e le partite Iva che aderiscono al regime forfettario, che hanno anch’esse limiti di bilancio/ fatturato.

Come funziona la microimpresa

Qualcuno potrebbe obiettare che la micro impresa è in realtà un’impresa come tutte le altre ma con particolari limiti. In verità, le cose stanno diversamente. Le micro imprese possono godere infatti anche di particolari incentivi, come, ad esempio, l’esenzione dalla redazione di rendiconto finanziario, nota integrativa e relazione di gestione (redazione del bilancio super semplificata).

Occorre però tenere presente che la stesura abbreviata del bilancio non è un obbligo per la microimpresa, ma una facoltà, quindi se preferisci puoi anche utilizzare la modalità ordinaria.

Qual è la differenza tra microimpresa e piccola impresa

Come abbiamo appreso dalla definizione di microimpresa, ci sono requisiti ben precisi da rispettare per poter rientrare in questa categoria. Questo vale anche nel caso di una piccola o media impresa. Una piccola impresa in particolare deve rispondere a queste particolari condizioni:

  • Numero di dipendenti inferiore alle 50 unità ma superiore a 10
  • Fatturato o un bilancio annuo non superiore ai dieci milioni di euro

È evidente, quindi, che anche se i termini micro impresa e piccola impresa potrebbero sembrare sinonimi, in realtà fanno riferimento ad aziende con caratteristiche diverse fra loro.

Da notare, infine, che sia la piccola che la media impresa rientrano nella definizione più generale di PMI, che sta infatti ad indicare realtà aziendali con fatturato compreso fra i 10 e 50 milioni e numero di occupati tra i 10 e 250. Le microimprese, invece, non rientrano in questa categoria poiché hanno limiti dimensionali ancora inferiori.

Come aprire una microimpresa domestica

Mettiamo tu abbia la passione per la cucina e ti piaccia preparare cibi pronti da regalare agli amici. Qualora tu volessi trasformare questa tua passione in una vera e propria attività ricavandone così un guadagno, potresti aprire una microimpresa domestica o per meglio dire una “IAD”, “Impresa Alimentare Domestica”.

La procedura per avviare questo tipo di attività è uguale a tutti gli altri tipi di impresa: dovrai infatti prima di tutto aprire la Partita IVA optando preferibilmente per il regime fiscale forfettario, registrarti alla Camera di Commercio ed iscriverti alla gestione separata del l’INPS per poter procedere al versamento dei contributi.

Dopodiché, per poter procedere senza problemi alla commercializzazione e vendita dei tuoi prodotti, soprattutto se si tratta di alimenti, dovrai verificare quali sono le normative locali vigenti in fatto di igiene e sicurezza.

È bene sapere, a tal proposito, che non esiste una legislazione unificata ma occorre fare riferimento alla normativa regionale laddove presente oppure alle direttive dell’ASL competente.

Infine, anche per avviare una microimpresa domestica è sempre consigliabile, come per tutte le altre attività in proprio, realizzare un business plan o piano aziendale. Tale documento ti sarà utile anche qualora avessi bisogno di cercare finanziamenti e/o investitori.

Quali sono i requisiti di una microimpresa

Sei hai letto con attenzione fino a qua già sai che una micro impresa per essere definita tale deve rispettare determinati requisiti relativi al numero di dipendenti e al fatturato.

Tali requisiti (numero di dipendenti inferiore a 10 e fatturato non superiore a 2 milioni di euro) sono stabiliti da una normativa europea cui tutti gli stati membri compresa l’Italia si sono dovuti adeguare.

Tuttavia, volendo scegliere più nel dettaglio, alla microimpresa sono associati, in base all’art. 2435-ter del codice civile parzialmente modificato dal D.Lgs. n. 139/2015, anche altri tipi di requisiti. In particolare, secondo tali riferimenti normativi, una società o una ditta individuale per essere definita “micro impresa” deve anche:

  • Non emettere titoli;
  • Avere uno stato patrimoniale attivo inferiore o uguale a 175 mila euro;
  • Possedere un ammontare complessivo dei ricavi da vendite e erogazione di prestazioni non superiore a 350 mila euro;
  • Disporre di una media di dipendenti occupati inferiore o uguale a 5.

Tali limiti dimensionali vanno ad aggiungersi a quelli precedenti, più generici, ed è bene anche sapere che per poter mantenere la qualifica di “microimpresa” è necessario non superare almeno due delle precedenti condizioni patrimoniali, desumibili dal prospetto economico o bilancio annuale della società.

Tuttavia, altra cosa importante da sapere, è che il  passaggio di dimensione avviene solo quando la microimpresa supera le soglie prefissate per due esercizi consecutivi oppure in caso di acquisizione o di fusione.

Come faccio a sapere se la mia impresa è una microimpresa

È evidente che per rispondere a questa domanda occorre conoscere il fatturato annuo inteso come somma dei ricavi e il numero dei dipendenti. Al posto del fatturato, è possibile anche fare riferimento al proprio bilancio annuo, inteso in questo caso come somma delle attività e passività inserite nello stato patrimoniale.

Si ricorda, pertanto, che la redazione del bilancio da parte delle microimprese risulta super semplificata allo scopo di facilitare l’attività di questa tipologie di aziende che non devono movimentare grossi capitali.

Per quanto riguarda infine il conteggio dei dipendenti, occorre tenere presente che i lavoratori part time equivalgono a metà unità mentre stagisti e apprendisti non sono conteggiati. Anche le donne in maternità, comprese quelle che fanno parte dell’organico a tempo indeterminato, sono momentaneamente escluse dal conteggio del numero dipendenti.

Pertanto, una micro impresa può avere ad esempio 10 dipendenti e altre risorse come apprendisti, stagisti e donne in maternità che non sono compresi nel conteggio dipendenti.

Come ottenere un prestito microimpresa

Veniamo infine ad un argomento che di sicuro desterà il tuo interesse: come ottenere un prestito microimpresa. A tal proposito, è evidente quindi sottolineare che essere in grado di individuare le microimprese in base a requisiti specifici permette anche a questa categoria di imprese di accedere a particolari benefici  per l’accesso a bandi di finanziamento regionali, statali oppure europei.

In particolare, esistono per la microimpresa finanziamenti a fondo perduto che, come puoi intuire, costituiscono una grande opportunità per poter avviare o consolidare la propria attività in quanto non sarai tenuto alla restituzione del capitale prestato e degli interessi.

Tali bandi sono in genere rinnovati annualmente da parte di enti nazionali quali Stato, Regioni, Camere di Commercio e Comuni oppure enti sovranazionali. Nella maggior parte dei casi, il prestito a fondo perduto però non copre tutte le spese, ma solo quelle ammissibili in base al contenuto del bando.

Inoltre è in genere previsto un tetto massimo relativamente all’importo erogabile e una soglia di copertura, in altre parola una percentuale massima oltre la quale le spese sostenute dovranno essere coperte direttamente dall’azienda.

Oltre ai finanziamenti a fondo perduto, le microimprese possono ovviamente accedere anche a prestiti a tasso agevolato (microcredito) da parte di istituti finanziari, business angels altre aziende disposte a finanziare il loro progetto di impresa.

Tutto quello che hai letto fino a qui dovrebbe farti comprendere che la microimpresa è una forma di impresa per molti, ma non per tutti. Necessita infatti di sottostare a determinati requisiti, superati i quali si passerà alla tipologia di impresa successiva, ossia la piccola impresa.

Tuttavia, godendo di alcuni incentivi sia per quanto riguarda alcune incombenze burocratiche quali la stesura del bilancio, sia per quanto riguarda l’accesso a prestiti e finanziamenti, avviare una microimpresa rappresenta senza alcun dubbio un’opportunità interessante per chi ha un piccolo progetto imprenditoriale a carattere familiare o domestico.

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