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Vorresti aprire un’azienda? Sei nel posto giusto!

Questa breve guida nasce per condurti passo dopo passo nel traffico delle scartoffie amministrative, e spiegarti semplicemente come aprire un’azienda.

Ricordi quando frequentavamo le elementari, e la professoressa di geografia ci ammorbava con la storia dei settori economici. Bene, nel 2018 gli ambiti economici non sono cambiati, e dobbiamo decidere in quale di essi aprire un impresa per mettersi in proprio.

Ripassiamoli, insieme! I tipi di aziende saranno inerenti al:

  • Settore primario. Tutte le attività legate direttamente alla sfera naturale. Sto facendo riferimento in particolar modo all’agricoltura, alla selvicoltura, alla zootecnia e alla pesca.
  • Settore secondario. Tutte quelle attività che si fondano sullo sfruttamento di materie prime. In questo caso parliamo dell’industria manifatturiera, estrattiva e anche il campo delle costruzioni.
  • Settore terziario. Tutte quelle attività correlate all’offerta di servizi. Tra queste è compresa anche la Pubblica Amministrazione

Bene una volta delineato il nostro campo d’azione non ci resta che buttarci in quel misterioso terreno chiamato “burocrazia italiana”, e capire qualcosa in più su come aprire un’ azienda.

Come aprire un’azienda, il primo step: la partita iva

Come aprire un’azienda? Il primo passo da fare per avviare un’impresa è l’apertura della partita iva. Anche questa sembra spesso un oggetto misteriosa, ma in realtà consiste semplicemente in una serie numerica di 11 valori che viene rilasciata dall’Agenzia dell’Entrate.

I primi 7 numeri servono ad identificare il contribuente, ovvero colui che richiede l’apertura della partita Iva, mentre i 3 successivi indicano l’Ufficio delle Entrate di competenza. L’ultimo numero è banalmente una funzione di controllo.

Quando si richiede l’apertura della partita Iva bisogna anche comunicare il codice Ateco, il quale specifica la categoria della libera professione inerente alla nostra attività. I codici Ateco sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ma se non sei pratico, è consigliabile rivolgersi ad un commercialista.

Se sei interessato ad approfondire l’argomento, ti consiglio di dare un’occhiata alla nostra guida su come aprire una partita Iva.

Una volta aperta la partita Iva possiamo percorrere due strade: puntare sull’apertura di una ditta individuale o di una società.

Impresa individuale

Nel caso dell’impresa individuale, come già fa intendere la stessa denominazione, ci sarà un unico soggetto, il quale sarà titolare della piena gestione dall’azienda.

Per creare un’impresa individuale saranno necessarie anche le apposite licenze da affiancare alla partita Iva. Nel caso volessimo aprire un ristorante, dovremmo essere in possesso della licenza per la somministrazione di alimenti e bevande alcoliche.

Qui trovi la guida passo passo alla creazione di una impresa individuale con i suoi pro e i contro.

Le tipologie di società

Come già accennato poche righe sopra, la seconda strada percorribile è la fondazione di una società. Ho usato il termine “fondazione” perché in questo caso parliamo di una costituzione tramite un atto di una vera e propria organizzazione.

Se aprissimo un vocabolario e cercassimo la definizione di “società” otterremo questo risultato:

Organizzazione di persone che si riuniscono per cooperare a un fine comune.

Questa visione d’insieme può essere di carattere commerciale o sociale, e in quest’ultima accezione si parla di società non profit, ovvero senza fine di lucro. Nella pratica una non profit è obbligata a non distribuire utili tra i soci, in quanto essi devono essere utilizzati tassativamente per perseguire le finalità sociali preposte.

Le differenze sono presenti anche in base all’organizzazione delle società stesse. Per comprendere come aprire un’azienda, bisogna avere ben chiare queste distinzioni. Le imprese si distinguono in società di persone e di capitali.

La prima fattispecie comprende:

La seconda invece è composta da:

Società in nome collettivo

Come aprire un’azienda basata su una S.n.c? Per costituire una società in nome collettivo bisogna produrre un atto scritto da un notaio e registrarlo presso l’ufficio delle imprese. Questa prassi costitutiva è valida per qualunque tipo di società.

L’atto dovrà contenere:

  • Nome, cognome, data di nascita dei soci;
  • La ragione sociale della società;
  • Indicazioni dei soci amministratori ai quali spetterà rappresentare la società nelle sedi in cui è richiesto;
  • Oggetto sociale;
  • Indicazione della sede;
  • La quota conferita da ogni socio;
  • Prestazioni a cui tutti i soci sono obbligati;
  • Durata della società;
  • Come verranno distribuiti gli utili e le perdite.

Ma cosa significata “ragione sociale“, citata nel punto 2 degli elementi obbligatori di un atto? Genericamente si intende la denominazione dell’azienda.

Viene utilizzata per identificare una società di persone e deve essere seguita dal nome e cognome di almeno uno dei soci. Ad esempio se la nostra S.n.C. si chiamasse “Intraprendere” e uno dei soci fosse Mario Rossi, la ragione sociale equivarrebbe a “Intraprendere” di Mario Rossi. Detto brutalmente, non è altro che il nome della società.

Tornando alla nostra S.n.c, i soci saranno anche responsabili per le obbligazioni sociali, quelle che in diritto vengono definiti come debiti di tipo pecuniario assunti dalla società.

Società in accomandita semplice

La S.a.S. è costituita su due “livelli” differenti. Al piano inferiore risiedono i soci accomandatari, i quali rispondono alle obbligazioni solidali, cioè a quelle spettanti ad ogni socio, solo limitatamente alla quota conferita.

Al più alto troviamo invece i soci accomandatari. Questi rispondo alle obbligazioni illimitatamente, ma in compenso sono gli unici rappresentanti della società, e solo il loro nome può essere presente nella ragione sociale.

Società a responsabilità limitata

Ed eccoci giunti alle società di capitali. Come aprire un’azienda organizzata attraverso una S.r.l?

Nella S.r.l gli obblighi spettano direttamente all’impresa.

Mi spiego meglio. Mettiamo il caso che l’impresa incappi in disguidi finanziari. Di questi ne risponderà solo il patrimonio dell’azienda, e non i soci attraverso i propri beni personali.

In questo tipo di società, che va sempre costituito attraverso un atto notarile, viene individuato un amministratore, il quale sarà responsabile della gestione del patrimonio societario.

Esistono due forme di Srl: semplificata e ordinaria. Le differenze sostanziale stanno nel capitale versato nel momento fondativo.

Quanto costa aprire una S.r.l?

  • Da 1 a 9.999 euro per la S.r.l semplificata;
  • Da 10.000 a 120.000 per la S.r.l ordinaria.

Un’altra differenza sta nello statuto, il documento che accompagna l’atto costitutivo e rappresenta le norme di funzionamento societarie sottoscritte da ogni membro. Nella S.r.l semplificata, lo statuto deve per legge necessariamente seguire un modello prestabilito, mentre in quella ordinaria è strutturato secondo il volere dei soci.

Società per azioni

L’ultimo modello da tenere a mente nella riflessione su come aprire un’azienda, è la S.p.a.

Come per la S.r.l, anche in questa fattispecie, la società sarà dotata di autonomia patrimoniale e in caso di problematiche risponderà direttamente il patrimonio.

Per entrare a far parte di questo genere di società bisogna acquistare delle azioni.

Più alto sarà il numero di azioni in possesso, e di maggior rilievo sarà il socio azionario.

La S.p.a è utilizzata solitamente dalle imprese che generano un volume di investimenti di un certo spessore. Proprio per questo motivo, il capitale sociale iniziale non può essere inferiore ai 120.000 euro.

La responsabilità dei soci è limitata alla sola quota di partecipazione, e anche i dividendi degli utili sono distribuiti in base ad essa.

Inoltre i partecipanti ad una S.p.a. non hanno diritto a prendere visione della documentazione societaria, e possono unicamente partecipare all’assemblea quando convocata dall’amministratore delegato. Questo è obbligato a convocarla quando il capitale si riduce di oltre un terzo.

La cooperativa

La cooperativa è una forma di società particolare che merita una nota a parte. Rientra a far parte delle non profit, quindi si prefigge un utilità sociale.

Nello specifico offre ai propri soci delle occasioni di lavoro. Deve essere costituita per atto pubblico e i soci fondatori devono essere almeno 9.

Spero che questa breve guida su come aprire un’azienda ti abbia fatto apprezzare, per quanto possibile, la burocrazia italiana. Insomma, anche le scartoffie non sono un ostacolo insormontabile, e non resta altro che far emergere da tutte queste pratiche anche il tuo business vincente.

Ma prima fai il Quiz di Intraprendere per trovare il business davvero adatto a te





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