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Vuoi sapere quando è necessario lavorare con partita iva?

Sappi che quando si sceglie di aprire un’attività, uno studio professionale, un e-commerce o si desidera diventare un libero professionista è necessario aprire una partita iva.

Per lavorare con partita IVA è necessario seguire il processo burocratico per aprirne una, ma non solo, bisogna anche essere pronti a fare questo passo, infatti non è insolito che ci si chieda se: lavorare con partita IVA convenga o meno.

Aprire partita IVA sicuramente conviene a coloro che non vogliono lavorare più come dipendenti e desiderano invece guadagnare attraverso la vendita dei propri prodotti e servizi con l’obiettivo di ottenere dei profitti maggiori rispetto a quelli dati dallo stipendio fisso.

Il lavoro autonomo oggi è una scelta che molti intraprendono per ottenere una maggiore libertà lavorativa e al contempo gestire al meglio le proprie capacità impiegandole in un lavoro in proprio.

Se sei interessato a lavorare con partita iva, vediamo insieme come funziona, come aprirne una e quali sono i costi da sostenere.

Come funziona la partita iva

La partita IVA è un codice alfanumerico che serve ad un professionista, un negozio o e-commerce a vendere un servizio o prodotto, a rilasciare scontrini e fatture, e, soprattutto, è necessaria a fini fiscali per dichiarare gli incassi, pagare le tasse e versare i contributi dovuti allo stato.

In Italia le Partite IVA possono essere legate a varie attività professionali e commerciali e a diversi codici ATECO.

Il codice ATECO è un numero identificativo dell’attività commerciale, artigianale, imprenditoriale o professionale che si vuole svolgere.

Questo codice è essenziale al fisco e alla Camera di Commercio per sapere a quale categoria professionale appartiene il richiedente con la relativa partita IVA. Oltre alle differenze del codice Ateco, ci sono anche delle variazioni sui codici in base al tipo di partita IVA che si desidera aprire.

Le tipologie di p.iva

Le tipologie di Partita IVA che si possono aprire in Italia sono:

Liberi Professionisti: questa è dedicata a tutti coloro che svolgono una libera professione come: avvocati, ingegneri, medici specialisti, architetti ecc…Le varie professioni poi sono identificate con il codice ATECO e tramite l’iscrizione all’Albo Professionale, necessaria per aprire questo tipo di Partita IVA.

Ditta Individuale: una ditta individuale è dedicata a coloro che devono registrare la loro attività nel Registro delle Imprese in Camera di Commercio. Questa P.IVA dunque è necessaria per chi vuole aprire un’attività dedita al commercio di beni e servizi, agli artigiani o ai liberi professionisti non iscritti all’Albo.

Regime Forfettario (Ex Partita Iva regime dei minimi): il regime forfettario è dedicato ad artigiani, professionisti, commercianti e libere imprese che raggiungono un determinato introito massimo durante l’anno fiscale. Questo è fissato a 30 mila euro per i professionisti, le imprese, gli artigiani e gli ambulanti. A 40 mila euro per gli ambulanti di bevande e alimenti, a 50 mila euro per alberghi, ristoranti e commercianti.

In questo caso, il reddito imponibile è determinato per via forfettaria, e le tasse vengono pagate attraverso un’imposta sostitutiva pari al 15% del fatturato annuale.

Partita IVA società (S.r.l; Snc, Sas, Srls): questa partita IVA funziona come quella per una ditta individuale, l’unica differenza è che invece di essere intestata a una persona sola è intestata a un gruppo di persone, ossia a tutti i soci attivi della società. Questa può essere utilizzata da commercianti, liberi professionisti e artigiani.

Quanto costa?

Quanto costa aprire una Partita IVA? Il costo apertura Partita IVA in sé è nullo, ossia andando all’Agenzia delle Entrate è possibile scegliere di procedere all’apertura di un numero di partita IVA senza dover pagare nulla.

Anche se la partita IVA in sé non costa nulla, bisogna comunque considerare i costi che derivano da altri documenti necessari per avviare correttamente la propria attività.

Ad esempio, chi deve fare l’iscrizione alla camera di Commercio deve considerare un costo di 100 euro, e poi è necessario aprire le varie posizioni all’Inps, all’Irpef e all’Irap. Per fare le iscrizioni e l’apertura della Partita IVA in modo corretto è necessario chiedere l’aiuto di un commercialista, quindi sarò necessario pagare anche il suo onorario.

Andando dal commercialista l’apertura di una P.IVA e delle varie posizioni ha un costo che va da un minimo di 200 euro (per l’apertura di una posizione nel Regime Forfettario) sino a circa 2000 mila euro (per l’apertura di una partita IVA e le relative posizioni per una società).

Come si apre una partita iva

Come aprire una Partita IVA? Per aprire la Partita IVA direttamente allo sportello dell’Agenzia delle Entrate è necessario presentarsi alla sede di competenza nel luogo dove desideri aprire la tua attività commerciale o professionale e portare con te il documento d’identità per compilare il modulo che ti verrà consegnato dagli addetti.

Il modulo per essere completato correttamente richiede innanzitutto il tipo di attività che si desidera aprire, e bisogna poi determinare anche il regime fiscale ossia se vuoi aprire una ditta individuale, una società oppure operare nel regime forfettario.

Infine, si dovrà scegliere anche il giusto codice ATECO che andrà a identificare in maniera precisa la tua attività.

Se non vuoi procedere a effettuare la scelta del regime fiscale, del codice ATECO e non vuoi compilare il modulo da solo, il consiglio è quello di affidarsi a un commercialista. Il commercialista infatti sarà in grado di consigliarti il miglior regime fiscale e al contempo ti potrà aiutare nell’apertura delle varie posizioni all’INPS, IRPEF e all’IRAP.

Per aprire una Partiva Iva dal commercialista, devi semplicemente rivolgerti a uno studio e portare con tè il documento d’identità e avere ben chiaro quale sia l’attività che vuoi aprire.

Quando conviene aprire la partita iva

Aprire una Partita IVA conviene ed è obbligatoria nel momento in cui si apre un’attività imprenditoriale, commerciale, uno studio professionale o un e-commerce. Se stai pensando di avviare un’attività del genere allora devi andare da un commercialista o direttamente all’Agenzia delle Entrate e richiedere la Partita IVA in base all’attività e al regime fiscale nel quale desideri operare.

Ci sono alcuni casi in cui però è possibile evitare di aprire la Partita IVA, sfruttando la possibilità di lavorare con la ritenuta d’acconto.

Ad esempio, nel momento in cui offri un servizio o vendi dei beni prodotti da te in modo artigianale, non avrai bisogno di aprire una Partiva IVA sino a quando non superi i 5.000 euro all’anno, ma potrai rilasciare un documento che certifichi la tua prestazione, ossia la ritenuta d’acconto.

Se prospetti di guadagnare più di 5.000 euro all’anno e non vuoi essere accusato di evasione fiscale, allora conviene aprire la Partita IVA.

In questo modo potrai guadagnare liberamente quanto più puoi e avrai anche il vantaggio di versare i contributi, infine potrai versare le giuste tasse allo stato senza il rischio di essere tacciato di evasione.

In ogni caso, prima di aprire un’attività e lavorare con partita IVA fai bene i conti, organizza un business plan per la tua futura attività qualunque essa sia, prospetta le spese che dovrai sostenere e i probabili introiti, studia la concorrenza e segna le spese fisse per le varie iscrizioni e posizioni contributive, e per le tasse.

Una volta fatto questo prospetto avrai più chiaro se nel tuo caso specifico, conviene aprire la Partita IVA e procedere con l’avvio di un’attività di beni o servizi.

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Redazione di Intraprendere.net
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