Vorresti intraprendere una impresa familiare e ti piacerebbe saperne di più?

Sei nel posto giusto, di seguito andremo ad analizzare tutte le caratteristiche di questo istituto giuridico.

Soprattutto nel nostro Paese, che vanta una tradizione di piccole e medie imprese, è frequente che l’imprenditore si trovi a coordinare anche la propria famiglia, che lo aiuta con il disbrigo di alcune attività quotidiane.

Se la collaborazione tra l’imprenditore e i suoi familiari è stretta e continuativa, si può parlare di una impresa familiare.

Sappiamo anche però che quando il lavoro diventa faticoso, le relazioni tra i collaboratori (o i colleghi, nelle aziende tradizionali) possono diventare tesi: come salvaguardare i rapporti familiari all’interno dell’impresa? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa scelta imprenditoriale? Quali sono i p mantra mantra quotidiani assaggi necessari per la costituzione dell’impresa familiare?

Vedremo insieme qualche risposta a queste domande, e alcune strategie utili per mandare avanti un’impresa familiare senza problemi.

Cos’è un’azienda familiare?

L’azienda familiare è quel tipo di impresa in cui l’imprenditore viene aiutato dai propri parenti, continuativamente e prevalentemente.

I familiari che lo aiutano sono detti “collaboratori”.

I collaboratori dell’imprenditore possono essere scelti tra il coniuge, i parenti entro il terzo grado (nonni, genitori, fratelli, figli, zii, nipoti) e gli affini entro il secondo grado (fratelli e altri parenti del coniuge).

Potrà ovviamente assumere anche personale esterno, non collegato alla famiglia.

L’azienda familiare, in ogni caso, è un’impresa a membro unico: solo il titolare ha la qualifica di imprenditore.

Diverso invece è il caso se due congiunti decidono di aprire una società insieme: in questo caso saranno detti soci, e non sarà possibile definire l’azienda familiare.

Come funziona un’impresa familiare?

Ci sono norme specifiche che regolare il lavoro delle imprese familiari.

Per prima cosa, il familiare collaboratore che si presta regolarmente nell’aiuto dell’imprenditore ha diritto di partecipazione agli utili, proporzionalmente a quanto e come ha lavorato.

I processi decisionali interni dell’azienda sono regolati dal principio di maggioranza.

Tutte le scelte da fare in azienda, siano riguardanti il bilancio, la gestione dei guadagni, le scelte di produzione dovranno essere votate dai familiari che partecipano al lavoro.

Il diritto di votare le decisioni è intrasferibile, salvo che il beneficiario non sia uno dei familiari stessi (ma in ogni caso sarà necessario l’esplicito consenso di tutti i lavoratori, titolare e collaboratori).

Se la persona non ha piena capacità di agire, per malattia o per età, viene rappresentata nelle votazioni dal tutore legale o dai genitori, fino al raggiungimento del momento appropriato per inserirsi in azienda.

Impresa familiare: costi, spese e burocrazia

L’apertura di un’impresa familiare è normata dalla redazione di una scrittura privata o di un atto pubblico, curato dal notaio.

L’atto di costituzione deve esplicitare i dati sull’azienda (nome, sede, partita IVA, oggetto di interesse), i dati di tutti i collaboratori e i loro vincoli di parentela, le firme dei partecipanti e un’espressa manifestazione di volontà.

Prima dell’apertura dovrai quindi considerare il costo di queste attività, dall’apertura della partita IVA alla parcella del notaio.

La regolamentazione degli introiti

Dal punto di vista gestionale, l’impresa familiare è sottoposta a una particolare regolamentazione degli introiti.

Il reddito è diviso tra l’imprenditore e i collaboratori, secondo il consuntivo di fine anno.

Ogni collaboratore deve indicare nella dichiarazione dei redditi di aver lavorato presso l’azienda di un familiare in veste di collaboratore in modo continuativo e prevalente per il periodo esaminato.

Non c’è un’autorità esterna che decide come dividere l’intero guadagno: sono il titolare e i familiari a scegliere, sulla base della quantità e qualità del lavoro svolto.

L’unica deroga a questo principio di divisione è da applicarsi in caso di cessione: il reddito prodotto dalla cessione sarà interamente a disposizione del titolare.

In generale, ai collaboratori può essere ceduto il 49% del reddito totale; la restante parte, il 51% deve rimanere del titolare.

Impresa familiare: vantaggi e svantaggi

Le imprese familiari sono realtà aziendali generalmente economicamente vantaggiose: si è riscontrata infatti una maggiore solidità rispetto ad altre aziende, in tutti i settori.

I principali vantaggi delle imprese familiari sono:

  • I membri partecipanti si conoscono, sanno già come relazionarsi uno con l’altro.
  • Il fine dell’azienda è comune a tutti i partecipanti.
  • Nei momenti di difficoltà si può cercare di venirsi incontro, anche emotivamente.

Dall’altra parte, però, ci sono anche degli svantaggi importanti da considerare prima dell’apertura. Si sente sempre più spesso di famiglie distrutte da dispute, emotive e legali, interne.

Valuta attentamente tutti i seguenti svantaggi:

  • Potrebbe crearsi competizione per i guadagni tra i tuoi familiari e il personale esterno assunto. Più tratterai tutti con equità, meno questa possibilità si renderà concreta.
  • Potresti non riuscire a mantenere le redini dell’azienda perché viene fatta leva sul rapporto familiare: le decisioni prese in modo emotivo possono causare squilibri personali e professionali, cerca il più possibile di evitarle.
  • I problemi che si innescano sul lavoro potrebbero venire portati a casa, e viceversa. Questo comportamento inficia sia il rapporto professionale che quello affettivo e familiare.

Qualche strategia per far funzionare al meglio un’impresa familiare

Prima di aprire la tua azienda familiare, cerca di analizzare le strategie più efficaci per risolvere dispute e problemi che possono innescarsi.

Sarà facile infatti che, facendo leva sui rapporti personali, qualcuno cerchi di pilotare le scelte dell’azienda o la ostacoli nella sua crescita.

Sii onesto con te stesso e con i tuoi collaboratori, imparando a valutare preventivamente tre fattori:

  1. Processo di assunzione: valuta le capacità e le esperienze diverse dalle tue. Ogni partecipante dovrebbe poter collaborare mettendo a disposizione il meglio di sé. Se temi che un membro della famiglia lavori contro il percorso scelto, non sentirti obbligato ad assumerlo.
  2. Equità di trattamento: pur essendo i tuoi familiari, non puoi creare un ambiente di favoritismo o nepotismo nella tua azienda. Stabilisci lo stipendio dei collaboratori equamente, paragonandolo a quello del personale esterno alla famiglia assunto per gli stessi ruoli. Se devi dividere l’eredità della tua azienda, cerca di essere saggio ma equo, senza escludere violentemente nessuno dagli affari, ma neanche facendoti convincere di scelte di cui non sei sicuro.
  3. Compilazione di un regolamento: stabilisci quali sono gli obiettivi, le strategie da adottare per perseguirli e i ruoli di ogni familiare. Mostra queste regole, spiegale ai tuoi familiari: saranno più propensi ad accettarle.

Per approfondire leggi i nostri 9 mantra quotidiani per diventare un vero team leader.





Anna Porello
Imprenditrice digital e cuore pulsante di Intraprendere. Fonda la sua prima startup di entertainment geolocal nel 2006 venduta a una nota azienda italiana. Dopo anni come consulente nei processi di digitalizzazione di grandi imprese, decide di dedicarsi a Intraprendere.net, che co-fonda nel 2016.

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