contratto apprendistato




Cerchi informazioni sul contratto di apprendistato?

Sei nel posto giusto, dopo aver letto questa guida il contratto di apprendistato non avrà più alcun segreto per te.

Il contratto apprendistato si pone come punto d’incontro tra aziende e giovani, fornendo un ottimo incentivo all’assunzione di quest’ultimi.

Ma iniziamo subito il nostro tour alla scoperta di questo particolare tipo di contratto.

Cosa prevede il contratto di apprendistato?

Prima di tutto diamo una definizione di contratto apprendistato. 

Si definisce così un contratto di lavoro caratterizzato da un contenuto formativo: oltre a pagare la retribuzione del nostro giovane dipendente, dovremo obbligatoriamente garantirgli la formazione necessaria, affinché acquisisca le competenze utili alla mansione che dovrà svolgere.

In sintesi, che cosa garantisce un contratto da apprendista?

  • Il giovane lavoratore potrà svolgere allo stesso tempo il proprio lavoro all’interno della nostra azienda, e frequentare una scuola superiore o l’università al fine di acquisire il titolo di studio. Ovviamente si intende un titolo inerente alla mansione svolta;
  • Al termine del percorso formativo e lavorativo, il giovane avrà raggiunto le competenze utili a svolgere autonomamente le proprie mansioni, e potrà essere inserito definitivamente nella nostra azienda con un contratto a tempo indeterminato;
  • Anche noi datori di lavoro usufruiremo di alcuni benefici: otterremo notevoli sgravi fiscali e contributivi!

LE AGEVOLAZIONI PREVISTE PER IL DATORE DI LAVORO CON IL CONTRATTO APPRENDISTATO

Entriamo nel merito delle agevolazioni di cui ci avvarremo somministrando un contratto di apprendistato:

  • Potremo usufruite di un’aliquota contributiva agevolata pari al 10% in caso di trasformazione del contratto apprendistato in contratto a tempo indeterminato;
  • Nel caso avessimo non più di 9 dipendenti, lo sgravio contributivo sarà del 100%. Ciò nonostante, per qualunque contratto apprendista lo sgravio si attesta al 50%;
  • Potremo assumere un apprendista inquadrandolo con due livelli in meno rispetti a quelli previsti per la mansione svolta.

Job Act e apprendistato: le modifiche introdotte dal governo Renzi

Il Jobs Act, attuato durante la legislatura del primo ministro Renzi, ha introdotto tutta una serie di modifiche relative al contratto apprendista. Nonostante l’approvazione del nuovo Decreto Dignità e tutte le sue correzioni relative al mondo del lavoro, sostanzialmente non sono state apportate nuove modifiche a questa forma contrattuale.

Quali sono le novità introdotte dal Jobs Act?

  • Se la nostra azienda avesse un numero di dipendenti superiore a 50, dovremmo assumere una quota pari al 20% di apprendisti;
  • Nel contratto di apprendistato professionalizzante, dovremo obbligatoriamente fornire al giovane lavoratore sia la formazione professionalizzante che quella pubblica. Una volta stipulato il contratto, la Regione ci invierà entro 45 giorni un piano formativo contenente le sedi e il calendario delle attività formative a cui sottoporre il ragazzo;
  • Nel contratto di apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale, la novità riguarda lo stipendio apprendista. Infatti nelle retribuzioni apprendistato bisognerà conteggiare anche le ore di formazione, le quali dovranno essere pagate almeno nella misura del 35 % rispetto al monte ore complessivo lavorato in azienda.

Quali sono i requisiti per accedere ad un contratto apprendistato?

Leggendo il paragrafo precedente probabilmente ti sarà sorto un dubbio, e ti starai chiedendo: “ma quante tipologie di contratto d’apprendistato esistono?” Ottima osservazione!

La legge italiana prevede tre differenti modalità di contratti da apprendista.

1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale

Si tratta di un contratto di lavoro che permette di conseguire una qualifica professionale o un diploma professionale alternando scuola e lavoro.

Possono accedervi i giovani compresi tra i 15 anni fino al compimento del 25simo anno di età, che non abbiano ancora una qualifica o un diploma professionale.

2. Apprendistato professionalizzante

Si tratta di un contratto di lavoro finalizzato all’ottenimento di una qualifica professionale attraverso semplicemente una formazione professionalizzante svolta sul luogo di lavoro.

È rivolta a coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 29 anni. Possono accedervi anche i diciasettenni che abbiano già conseguito una qualifica professionale.

3. Apprendistato di alta formazione e ricerca

Si tratta di un contratto di lavoro che consente di conseguire diversi livelli di titolo di studio. Nella fattispecie si fa riferimento al diploma di scuola secondaria superiore, diploma professionale di tecnico superiore, diploma di laurea, master e dottorato di ricerca.

Può essere anche utilizzato come forma contrattuale per i praticantati obbligatori per le professioni ordinistiche, come ad esempio gli avvocati.

Hanno la possibilità di accedere a questa tipologia contrattuale i giovani compresi tra i 18 e i 29 anni.

Come fare un contratto di apprendistato?

Per ognuna delle tipologie di contratto apprendista viste fin ora, dovremo attenerci a dei parametri standard in merito alla sua stipula. Vediamoli nel dettaglio!

  • Il contratto di assunzione deve essere obbligatoriamente redatto in forma scritta e firmato da entrambe le parti: datore di lavoro e apprendista. Bisognerà inoltre indicare obbligatoriamente la mansione che il giovane andrà a ricoprire, la durata del periodo di prova e formazione, il livello di inquadramento (crescerà nell’arco della durata del contratto), e il titolo che il ragazzo conseguirà al termine del rapporto contrattuale;
  • Al contratto apprendistato dovremo tassativamente allegare il cosiddetto Piano Formativo Individuale (PFI), ovvero il piano formativo che il giovane dovrà seguire per ottenere il proprio titolo o qualifica;
  • Nel caso del contratto di apprendistato professionalizzante dovremo indicare le modalità di svolgimento ed erogazione all’interno dell’azienda;
  • dovremo infine indicare la durata della formazione e di conseguenza del contratto. Le tempistiche sono regolate direttamente dalla legge, e le vedremo dettagliatamente più avanti per ogni tipologia di contratto apprendistato.  Tuttavia, la durata della formazione non potrà mai essere inferiore alle 400 ore annue. Fa eccezione solo il contratto apprendistato professionalizzante che prevede un massimo di 120 ore per tutta la durata del rapporto lavorativo.

E a quanto ammonterà la retribuzione di un’apprendista?

CONTRATTO di APPRENDISTATO: la RETRIBUZIONE

Il Jobs Act ci dà la possibilità di ridurre i costi in merito alla retribuzione dell’apprendistato. Potremmo inquadrare il giovane con una posizione retributiva inferiore di due livelli rispetto a quella effettiva prevista per la mansione svolta.

Bisogna tenere ben presente che durante il contratto l’inquadramento andrà salendo di livello, fino al raggiungimento di quello effettivo alla scadenza dell’apprendistato.

Gli importi ovviamente variano a seconda del settore in cui si opera. Per sapere nello specifico il costo di un apprendista bisogna far riferimento alle tabelle stabilite dal CCNL (contratto nazionale di lavoro) per ogni settore.

Quando scade contratto apprendistato?

La durata del contratto d’apprendistato nuovamente varia in base alla tipologia scelta. Guardiamole una ad una!

  • Apprendistato per qualifica e diploma professionale: la durata del contratto non può superare i 3 anni. E’ prevista un’eccezione per il conseguimento del diploma professionale tecnico, il quale ci permetterà di stipulare un contratto di 4 anni;
  • Apprendistato professionalizzante: il contratto ha una durata minima di 6 mesi ed una massima di 3 anni. Per le professioni artigiane può arrivare fino a 5 anni;
  • Apprendistato di alta formazione e ricerca: la durata di questa particolare tipologia è regolata direttamente dalle singole regioni, in base agli accordi stipulati con gli istituti e le università della zona.

Contratto apprendistato: come licenziare?

Premettiamo che il contratto di apprendistato è un contratto a tempo indeterminato, nonostante abbia una durata. Mi spiego meglio.

Al termine del contratto se nessuna delle due parti – datore di lavoro e apprendista – esprime una volontà di recessione, questo automaticamente si tramuterà in contratto a tempo indeterminato.

Nel caso decidessimo di licenziare un nostro apprendista, potremo farlo solo al termine del contratto d’apprendistato.

Saremo obbligati a dare un preavviso, ma non ci sarà alcun obbligo di motivazione.

Nonostante ciò, bisognerà dimostrare che il licenziamento non sia stato effettuato semplicemente per sostituire gli addetti e rimpiazzarli con nuovi apprendisti in maniera tale da usufruire nuovamente degli sgravi fiscali.

I giorni di preavviso che dovremo dare al nostro apprendista sono in riferimento a quelli previsti per il livello contrattuale con cui è stato inquadrato.

Il preavviso decorre dal momento della comunicazione, ed è temporaneamente sospeso solo se nel lasso di tempo interessato sopraggiungano le ferie.

Se sei incappato in questo articolo, significa che probabilmente il mondo aziendale rientra nei tuoi interessi. Nella gestione aziendale non bisogna però tener conto solamente delle forme contrattuali per i propri dipendenti. Scopri le 7 strategie infallibili per migliorare la tua gestione delle risorse umane.





Redazione di Intraprendere.net
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