cash flow




Il cash flow, in italiano “flusso di cassa”, è una delle misure finanziarie più importanti per l’imprenditore in quanto è ciò che davvero determina il fallimento o il successo del suo progetto imprenditoriale.

Per molti economisti, questa grandezza conta molto di più del fatturato e nei paragrafi che seguono ti spiegherò il perché: resta dunque con noi per scoprire tutto ma proprio tutto sul cash flow operativo.

Cash flow: cosa significa

Volendo dare di cash flow la definizione semplice e comprensibile a tutti, potremmo dire che corrisponde alle risorse finanziarie nette prodotte da un’impresa in un determinato periodo di tempo (di solito, un anno).

In altre parole, per cash flow si intende la differenza fra tutte le entrate e tutte le uscite realizzate negli ultimi 12 mesi di attività, cioè l’ammontare di denaro che ti rimane in cassa alla fine dell’anno.

Il flusso di cassa operativo si differenzia dall’utile netto perché, nel considerare la differenza fra ricavi e costi, prende in considerazione solo gli effettivi incassi da parte dei clienti e gli effettivi pagamenti nei confronti dei fornitori avvenuti nel periodo considerato.

Di fatto, quindi, se non esistessero dilazioni entro il pagamento delle fatture, sia nel caso dei costi che in quello dei ricavi, utile di esercizio e cash flow sarebbero praticamente la stessa cosa.

Capisci benissimo, quindi, perché il cash flow è una misura così importante: essa rende, infatti, conto della buona o cattiva gestione dell’impresa, cioè di quanto il titolare o i titolari dell’attività siano in grado di avere flussi di cassa sufficienti per onorare tutti i propri impegni economici, comprendendo ovviamente il pagamento dei vari oneri fiscali, la possibilità di fare investimenti e la remunerazione dei propri dipendenti.

Come si calcola il cash flow

Il calcolo cash flow non è una cosa così semplice.

Per fartelo capire bene, ricorro ad un esempio: mettiamo che tu abbia un negozio di articoli sportivi e in un anno tu abbia venduto prodotti per un totale di 120.000 €, sostenendo costi pari a 80.000 €.

Se tutto quello che hai venduto fosse stato già saldato e tu avessi già pagato tutti i tuoi fornitori, il tuo utile coinciderebbe con quello che ti rimane in cassa, cioè 40.000 €.

Purtroppo, però, nella realtà le cose non stanno quasi mai così, in quanto sicuramente avrai fatto credito ad alcuni tuoi clienti e rimandato ad un periodo successivo il saldo di alcuni tuoi fornitori, ecco quindi che il calcolo del tuo flusso di cassa si complica.

Per non generare confusione, possiamo comunque dire che il calcolo del cash flow di un’impresa corrisponde alla differenza fra le variazioni finanziarie in entrata (cash inflow) e le variazioni finanziarie in uscita (cash outflow), includendo in queste due voci ogni tipo di operazione monetaria e non, come ad esempio gli ammortamenti in caso di erogazione di prestiti ai propri clienti e l’accantonamento del TFR dei propri collaboratori.

Un modo molto semplice per calcolare il cash flow di un’impresa consiste nel prendere in considerazione il reddito operativo, aggiungendo eventuali ammortamenti e quote di TFR, sommando poi la differenza fra crediti e debiti registrata nel periodo considerato.

Come costruire un flusso di cassa?

Come avrai ben compreso monitorare il cash flow è un’attività da cui un imprenditore non può esimersi se vuole gestire al meglio la sua azienda e risultare sempre solvibile dal punto di vista finanziario.

Per costruire un cash flow basta realizzare un semplice foglio excel in cui da una parte di sono tutte le entrate aziendali o cash inflow e, dall’altra, tutte le uscite, o cash outflow, comprendendo in questo caso non solo le spese per i fornitori, ma anche i costi sostenuti per il pagamento di tasse e bollette e per il saldo degli stipendi.

È bene precisare a questo punto che, per costruire un cash flow davvero efficace, occorre tenere di conto non solo del flusso di cassa operativo, vale a dire le effettive entrate/ uscite di denaro, ma anche del cash flow extra operativo, vale a dire il flusso netto economico derivante da tutte le attività finanziarie dell’azienda, (come ad esempio la maturazione di interessi da investimenti, il pagamento o la vendita di azioni, la distribuzione di dividendi).

Come migliorare il flusso di cassa

Una corretta gestione della propria azienda passa attraverso un flusso di cassa o cash flow positivo, perché questo permette di avere la liquidità necessaria per onorare tutti i propri impegni; anche un aumento improvviso del giro di affari può talvolta generare un saldo negativo nel proprio cash flow perché comporterà un aumento delle uscite.

Che fare allora per migliorare il proprio flusso di cassa e assicurarsi che gli esborsi siano sempre inferiori agli introiti?

Chiaramente la soluzione sta nell’abilità dell’imprenditore nel prendere gli opportuni provvedimenti, prevedendo per tempo eventuali cambiamenti.

In questo caso, una delle regole fondamentali è quella di monitorare costantemente il proprio cash flow, inserendo dati il più possibile aggiornati e realistici e, nei casi più gravi, ricorrendo ad aumenti di capitali al fine di fare fronte alle difficoltà di gestione.

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Redazione di Intraprendere.net
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