Teresina Negri




Sono nata in riva al mare. La prima idea del movimento e della danza mi è venuta di sicuro dal ritmo delle onde.

Isadora Duncan

Le 3 pillole intraprendenti di Teresina Negri

  1. Coraggio: a soli 16 anni è scappata di casa pur di non rinunciare al suo sogno di danzatrice.
  2. Intuizione: ha saputo anticipare i gusti e le tendenze del suo tempo, sia nel suo percorso artistico che in quello imprenditoriale con il suo intimo e i suoi costumi da bagno modellanti.
  3. Lungimiranza: essendo consapevole della brevità del suo percorso come danzatrice non ha lasciato nulla al caso e ha approfittato della sua notorietà per creare un progetto imprenditoriale.

La distanza tra sogno e realtà è spesso coperta da un ponte fatto di determinazione. Non si tratta certo di un ponte solido costruito con acciaio e cemento come quello di Brooklyn.

Parliamo di un ponte instabile, come potrebbe essere un ponte tibetano, fatto semplicemente di corde. Su una tale struttura ci sono solo alcuni filamenti a separarci dal vuoto, e la possibilità di cadere va presa seriamente in considerazione.

Per raggiungere l’altro capo del ponte dovremmo superare le nostre paure, combattere le vertigini e soprattutto non guardarci indietro.

La danza è certamente un’arte caratterizzata dalle cadute. Lo sanno bene le ballerine che nascondono sotto le fasce i loro piedi spesso tumefatti.

Non sono solo cadute a livello pratico, ma soprattutto a livello emotivo. Emergere in un ambito con così tanta concorrenza non è per nulla facile, e si è perennemente in bilico come sul nostro ponte tibetano.

Serve determinazione. Questa qualità sicuramente non mancava alla protagonista della nostra storia di oggi: Teresina Negri.

Ho aperto questo articolo con una citazione di Isadora Duncan. Non è stata una scelta casuale. Così come tutti noi da adolescenti abbiamo avuto nella nostra stanzetta un poster di uno dei nostri idoli, così per Teresina Negri, Isadora, ballerina famosissima durante la Belle Epoque, rappresentava il modello da imitare ed eguagliare.

Biografia di Teresina Negri

Teresina Negri nacque nel 1879 a Torino. Suo padre Costanzo era un falegname, mentre la madre Angela svolgeva la professione di cuoca.

Alla fine del’800 parlare di scalata sociale era piuttosto utopico, e perciò le famiglie cercavano di indirizzare i propri figli verso l’apprendimento di professioni che avrebbero permesso loro un sostegno economico.

Seguendo la prassi dell’epoca, Costanzo ed Angela indirizzarono Teresina Negri e la sorella minore Margherita verso una formazione per sarte.

Le due sorelle condividevano entrambe la stessa passione per la danza, e di nascosto dai propri genitori frequentarono dei corsi di danza classica.

All’epoca la danza non era ancora considerata una vera e propria arte, e i genitori di Teresina Negri vedevano in questa passione una banale velleità.

L’abbandono della casa paterna

All’età di 16, Teresina e la sorella furono scoperte. Per non rinunciare alla danza, Teresina Negri decise di scappare di casa e si trasferì a Roma, la capitale, un luogo dove le sue ambizioni avrebbero potuto sicuramente trovare più spazio.

Per realizzare i propri sogni a volte bisogna anche essere un po’ folli. Così, Teresina Negri lasciò le certezze del suo ambiente familiare per un destino ignoto.

Non si hanno troppe informazioni sul suo periodo romano, così un pò come per tutta la sua vita. Non esistono neanche delle biografie su Teresina Negri.

Quello che vien fuori dagli archivi della famiglia Negri, racconta di una Teresina che durante gli anni nella capitale, riuscì nel suo intento di diventare una ballerina professionista.

In molti forse non conosceranno Teresina Negri, ma sicuramente molti altri ricordano una ragazza danzante in uno dei primi film dei fratelli Lumière. Il titolo di quel corto era “La Danza Serpentina del Trewer Theater di Londra“, e l’interprete era proprio Teresina Negri.

La danza serpentina fu una danza molto famosa ideata da un’altra grande ballerina del periodo, Loie Fuller. Questo particolare ballo si caratterizzava per il fluttuare sulla scena di ampi tessuti di seta, che creavano grazie a lanterne colorate disposte nello spazio, giochi di luci e colori.

Dopo aver lavorato alcuni anni nei teatri romani, Teresina Negri si trasferì a Napoli, per poi essere successivamente ingaggiata dal Gran Teatro di Monte Carlo.

Teresina Negri: il grande salto sui palcoscenici francesi.

Il trasferimento in Francia segnò la consacrazione di Teresina Negri. Ottenne un primo ingaggio nel ruolo di Tersicore, la musa protettrice della danza nella mitologia greca, nella riproposizione dell’opera “Les Fêtes d’Hébé” del compositore Rameau.

Il successo di Teresina Negri venne confermato nel 1912: le venne assegnato il ruolo di étoile presso il teatro nazionale dell’Opera comica a Parigi.Teresa Negri

Qui prese parte a produzioni storiche memorabili come “Les Petits Riens” di Mozart, e “La danzatrice di Pompei” di Jean Nougues, dove interpretava il ruolo della protagonista “Amore”.

Nel 1913 disertò l’Opera Comica per rivestire il ruolo di protagonista in un altro dei successi del tempo: “il trionfo di Bacco” che andò di scena al teatro Marigny.

Teresina Negri non fu solo una grande interprete, ma fu anche un’anticipatrice di nuove tendenze. Nel 1914 insieme ad un’altra étoile, Dirthy Darling, fece approdare a Parigi per la prima volta la danza furlana.

Questo stile di danza, come dice il nome stesso, è un ballo popolare proveniente dal Friuli, che attraverso la sua diffusione a Venezia, divenne popolare in tutta Italia nel XVII secolo.

Le due ètoile vennero notate da Madame Rasimi, la direttrice del famoso teatro parigino del Bataclan, che volle Teresina Negri per una tournée a Londra.

Il nome di Teresina Negri cominciò a risuonare in tutti i teatri europei.

Teresina Negri: oltre la danza la caparbietà imprenditoriale

Teresina Negri era consapevole che non avrebbe potuto danzare per tutta la sua esistenza, ma al tempo stesso sapeva di poter sfruttare la sua notorietà per promuovere un’attività imprenditoriale.

In quale settore operare allora? Tornò ai tessuti di sartoria da cui era fuggita in tenera età per danzare sulle note delle opere di mezzo mondo.

Nel 1920 con l’amata sorella Margherita, aprì a Parigi un laboratorio di moda, che prese il nome di “Grisina“.

Il laboratorio, che prestò aprì diversi punti vendita anche sulla Costa Azzura, si specializzò nella creazione di lingerie e costumi da bagno che divennero particolarmente in voga tra la borghesia parigina.

Teresina Negri da ètoile si trasformò in “Madame Grisina” capace di offrire ai propri clienti “costumi da bagno che ben aderivano al corpo delle signore nascondendo le loro imperfezioni […] ideali per la piscina e il mare”.

Teresina Negri non si accontentò di produrre costumi, ma decise anche di brevettare le sue creazioni, rendendole indelebilmente associate al suo nome.

Cessò l’attività nel 1962. La Grisina aveva raggiunto ormai una fama internazionale. Teresina Negri non si accontentò di realizzare il suo sogno di danzatrice, ma fu anche un’abilissima imprenditrice.

Morì ultra novantenne nel Principato di Monaco nel 1974. Qui aveva deciso di trascorrere gli ultimi anni di vita nella sua sontuosa villa chiamata Unda Maris.

Libri su Teresina Negri

Come già accennato nei paragrafi riguardanti la biografia di Teresina Negri non esistono libri dedicati alla sua avventurosa e straordinaria vita.

Per il suo contributo al mondo della danza nel periodo della Belle Epoque, troviamo alcune citazioni in diverse opere. Qui di seguito ti indicherò alcuni titoli:

  • Giovanni Lista, Loïe Fuller, danseuse de la Belle Époque, Éditions Stock-Somogy, Paris, 1994
  • Giovanni Lista, Balla, catalogo generale dell’opera, vol. I, Edizioni della Galleria Fonte d’Abisso, Modena, 1982

Le frasi più belle intorno al mondo di Teresina Negri: la danza

Il critico d’arte Gillo Dorfles elogiava l’eccezionalità della danza come arte, in quanto “unica tra tutte le arti, si serve del corpo stesso dell’uomo (animato ed ammantato di tutte le sue qualitàestetiche, plastiche, ritmiche), quale ‘materiale da costruzione’, quale mezzo unico e sovrano e insostituibile, che dia espressione alla primitiva immagine intuitiva del danzatore.”

Ripercorriamo allora l’unicità di quest’arte anche attraverso le frasi più celebri di alcuni suoi interpreti:

  • Rudolf Nureyev. La danza è tutta la mia vita. Esiste in me una predestinazione, uno spirito che non tutti hanno. Devo portare fino in fondo questo destino: intrapresa questa via non si può più tornare indietro. È la mia condanna, forse, ma anche la mia felicità. Se mi chiedessero quando smetterò di danzare, risponderei “quando finirò di vivere.”
  • Carla Fracci. La danza è una carriera misteriosa, che rappresenta un mondo imprevedibile ed imprendibile. Le qualità necessarie sono tante. Non basta soltanto il talento, è necessario affiancare alla grande vocazione, la tenacia, la determinazione, la disciplina, la costanza.”
  • Anna Pavlova. Un ballerino danza, perché il suo sangue danza nelle vene.




Anna Porello
Imprenditrice digital e cuore pulsante di Intraprendere. Fonda la sua prima startup di entertainment geolocal nel 2006 venduta a una nota azienda italiana. Dopo anni come consulente nei processi di digitalizzazione di grandi imprese, decide di dedicarsi a Intraprendere.net, che co-fonda nel 2016.

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