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Aspiri a diventare un commerciante e vuoi saperne di più sul POS, lo strumento che permette i pagamenti con carta?

Allora sei nel posto giusto, scopriremo insieme tutto quello che riguarda questo dispositivo elettronico, dai costi all’analisi delle diverse tipologie esistenti.

Continua a leggere e lo scoprirai.

Prima di tutto risparmia sul POS: niente spese di commissioni con Axerve

Axerve, il primo Hub dei pagamenti in Italia, non ha costi di attivazione e un canone mensile di 15 €.

Con Axerve Easy hai:

  • L’accredito diretto sul tuo conto corrente;
  • Una SIM gratuita con traffico dati inclusa;
  • Una connessione GPRS per poter utilizzare il POS ovunque;
  • La garanzia di poter accettare i principali metodi di pagamento, anche Apple Pay, Google Pay, Samsung Pay, Hype;
  • La possibilità di stampare lo scontrino senza aver bisogno di collegare la stampante;
  • Assistenza tecnica dedicata 7 giorni su 7;
  • Un canone mensile fisso senza alcuna sorpresa sui costi.

Richiedere Axerve Easy è semplice:

  1. Prepara 2 documenti identificativi e un documento intestato al richiedente (come una bolletta o la busta paga); se hai una ditta individuale o sei un libero professionista la visura camerale, l’iscrizione all’albo o il numero di P.IVA; se si tratta di una società sono necessari anche i documenti dei soci;
  2. Vai sul sito e clicca di “Richiedi Easy per registrarti. Il POS ti verrà spedito all’indirizzo indicato già attivo e pronto all’uso.

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Cosa significa?

Il termine “POS” deriva dall’inglese “Point of sale” e significa letteralmente “punto vendita”, anche se una traduzione più realistica è senz’altro quella di “terminale di pagamento”.

Il POS infatti altro non è che è un dispositivo elettronico che consente di effettuare pagamenti mediante moneta elettronica, ovvero tramite carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

Come funziona il POS

Il POS è, a tutti gli effetti, un lettore carte di credito.

Per funzionare, il dispositivo deve essere collegato tramite rete telefonica ad un centro di elaborazione dati della banca che ha abilitato il servizio.

Il passaggio di dati che avviene attraverso il terminale consente di autorizzare, in tempo reale o differito, l’addebito del pagamento POS effettuato dall’utente sul conto corrente dell’esercente.

Per capire bene come funziona un POS occorre prima di tutto dire che non esiste un unico tipo di lettore carte di credito ma ce ne sono di diverso tipo:

  • POS fissi, detti anche da banco, dotati al loro interno di un modem che si connette direttamente alla linea telefonica: questo genere di dispositivi può essere utilizzato solo se nelle vicinanze si trova il router del telefono; spesso dispongono anche di un tastierino numerico aggiuntivo, detto PIN Pad, connesso via filo al corpo centrale, sul quale si digita il PIN senza accedere alla tastiera principale;
  • POS cordless o PocketPos, del tutto assimilabili a dei telefoni cordless, che possono funzionare anche a qualche decina di metri di distanza dalla base: la connessione, in questo caso, è consentita tramite un collegamento bluetooth con la base oppure, nel caso di router senza fili, grazie alla rete wireless;
  • POS GSM/GPRS: si tratta di un tipo particolare di pos portatile che funziona anche in assenza di linea telefonica fissa;
  • POS Mobile, detto anche Mpos: come il precedente non si avvale della linea telefonica ma il trasferimento dei dati avviene tramite collegamento ad un dispositivo di telefonia mobile; tuttavia, a differenza del POS GSM che è comunque dotato di carta SIM, questa tipologia di POS non è in realtà un vero hardware in quando funziona solo se sul tablet o sullo smartphone collegato è stata installata l’App di pagamento corrispondente;
  • POS Virtuale: si tratta del POS utilizzato nelle vendite online, in cui non è previsto il contatto diretto con la carta, ma nella maggior parte dei casi è richiesto solo l’inserimento a distanza di alcuni codici alfanumerici di sicurezza.

Come si usa il POS

Dopo aver visto come funzionano i principali tipi di terminale in circolazione, vediamo anche come si usa nella pratica, vale a dire cosa deve fare l’acquirente per garantire il corretto trasferimento delle informazioni dalla propria carta di credito o debito al lettore e, di qui, al circuito di pagamento collegato.

In genere esistono tre diverse modalità di utilizzo a seconda del tipo di tecnologia presente sulla stessa card:

  • Nel caso di una carta con banda magnetica, questa viene fatta passare (in termine tecnico “strisciare”) all’interno di un’apposita fessura;
  • Se invece la carta è dotata di microchip, non deve strisciare ma viene semplicemente inserita frontalmente in una fessura: se si tratta di una carta di debito o bancomat all’intestatario viene anche chiesto di digitare il PIN segreto, mentre se si tratta di una carta di credito è richiesta solo la firma;
  • Se infine la carta funziona in modalità Contactless, non deve né strisciare né essere inserita materialmente nel terminale, ma il suo detentore si limita ad avvicinarla al lettore che procede alla sua scansione tramite onda radio.

È bene sapere che oggi la gran parte delle carte di credito o debito non possiede più la banda magnetica ma solo il microchip; anche la tecnologia Contactless, che consente di effettuare pagamenti sotto il 25 € senza inserimento del PIN o firma del titolare, è allo stato attuale sempre più diffusa.

C’è da dire anche che oggi anche molti i distributori automatici (ad esempio quelli per l’acquisto del carburante auto) incorporano, al loro interno, un dispositivo POS. In genere, per effettuare transazioni in questo tipo di apparecchi, è sufficiente inserire la carta nella fessura e digitare il proprio codice di sicurezza.

Per quanto riguarda i circuiti di pagamento, alcuni terminali sono abilitati solo per alcuni, altri invece accettano più o meno tutti i circuiti.

Per quanto riguarda le carte di debito, in genere i circuiti di pagamento accettati sono PagoBancomat, Maestro, Debit MasterCard e V-Pay.

Per quello che concerne invece le carte di credito, di norma sono accettati MasterCard, Visa/Visa Electron, Diners e American Express.

Quando è obbligatorio il POS

Una legge del 30 giugno 2014 ha introdotto nel nostro Paese l’obbligo per tutti i commercianti, artigiani, professionisti, sia come ditte individuali che come imprese, di accettare in ogni caso il pagamento pos quando richiesto dal cliente.

Tale obbligo pos scatta però per importi superiori ai 30 €.

Questo vale sia nel caso i clienti siano persone fisiche, sia che si tratti di soggetti con partita IVA.

Questo ha comportato la necessità di adeguamento da parte di tutti quegli esercenti ancora sprovvisti di POS.

Tuttavia non sono previste sanzioni pos per coloro che ancora non si siano adeguati.

Quanto costa il pos?

Il costo del pos, nonostante alcuni tentativi di abbassarlo, rimane oggi piuttosto elevato per gli esercenti e questo è uno dei motivi per cui molti sono ancora così riluttanti ad utilizzarlo soprattutto per le piccole transazioni.

I pos tradizionali, in particolare, sono quelli più onerosi in quanto il loro costo è formato da più voci di spesa da versare all’istituto di credito con cui è stato attivato.

In particolare i costi previsti sono:

  • costo di attivazione in quanto è richiesto l’intervento di un tecnico per la sua installazione;
  • costo o canone di locazione in quanto l’apparecchio viene preso in comodato di uso;
  • commissioni pos su ogni transazione come previsto da contratto;
  • costo dell’abbonamento telefonico alla linea fissa.

Sommando tutte insieme queste voci il costo di un terminale fisso oscilla fra i 1.000 e 2.000 € l’anno escluse le commissioni.

Un’alternativa per risparmiare è rappresentata sicuramente dai pos portatili o Mobile POS i quali non hanno né costi di attivazione né canoni di locazione in quanto l’esercente li acquista direttamente e li installa da solo da remoto.

Gli unici costi da sostenere in questo caso sono il prezzo di acquisto, che è di solito inferiore ai 30 €, e le commissioni pos al fornitore.

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Dove richiederlo?

Trattandosi di un servizio bancario, il terminale deve essere richiesto dall’esercente presso la propria banca o altro istituto di credito in grado di erogare questo tipo di servizio.

Questo a patto di non avvalersi di Pos portatili o Mobile Pos, che possono essere acquistati anche su internet da società specializzate. Qui trovi la guida completa ai Mobile Pos!





Redazione di Intraprendere.net
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