Lettera di dimissioni con preavviso
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La lettera di dimissioni con preavviso è uno strumento che può essere utilizzato dal lavoratore per lasciare il lavoro prima della fine del contratto.

Il rapporto di lavoro, infatti, anche se a tempo indeterminato può essere interrotto in qualunque momento dal lavoratore anche senza una valida ragione grazie alla lettera di dimissioni con preavviso o senza.

Ad esempio, si possono dare le dimissioni perché ci si deve trasferire in un’altra città, oppure perché si è ricevuta un’offerta più allettante da un’altra azienda. O ancora si può scegliere di dimettersi perché non si desidera più lavorare per quell’impresa o azienda per motivi personali.

I motivi di una lettera di dimissione volontaria da parte di un dipendente possono essere diversi. Ma vediamo insieme come dimettersi correttamente dal lavoro e un fac-simile lettera di dimissioni con preavviso.

Lettera di dimissioni con preavviso: come darle

La lettera di dimissioni è un atto con il quale il dipendente può comunicare in modo formale al datore di lavoro di non voler più proseguire con il contratto.

Le dimissioni devono essere fatte pervenire al datore di lavoro con un preavviso, la durata di questo dipende da alcuni fattori come:

  • Anzianità di servizio;
  • Inquadramento del lavoratore;
  • Appartenenza a uno specifico contratto collettivo di categoria.

La lettera di dimissione a partire dal 2006 dev’essere fatta pervenire al datore di lavoro per via telematica. Questa può essere compilata in modo diretto dal lavoratore che vuole porre fine al rapporto di lavoro.

La procedura telematica può essere fatta da soli, oppure ci si può avvalere dell’aiuto di un ente come ad esempio il CAF, il Patronato o il proprio sindacato, l’ente bilaterale oppure una commissione di certificazione.

Se ci si affida ad un ente di questo tipo, non ci sarà bisogno di scrivere personalmente nessuna lettera di dimissione. In quanto se ne occuperà direttamente il consulente.

Quando si sceglie di compilare da soli il modulo di dimissioni per il recesso dal rapporto di lavoro si deve andare sul sito del Ministero del Lavoro e provvedere alla sua compilazione diretta.

Sul sito del Ministero sono presenti diversi modelli che cambiano a seconda della regione questi possono essere Unilav, Vardatori, Uniurg, Unisomm. Tutti i modelli lettera di dimissioni per giusta causa sono composti comunque da 5 sezioni. Le prime tre sezioni sono compilate in automatico, grazie alle informazioni presenti nel sistema all’interno del portale delle comunicazioni obbligatorie.

La quarta sezione del modello invece la deve compilare il lavoratore. Una volta compilata, la quinta sezione viene aggiornata dal sistema in modo automatico.

Completata la compilazione di ogni sezione il sistema attribuisce una data di trasmissione del modulo, mediante una marca temporale che contiene un codice d’identificazione.

Infine, il modulo dev’essere inoltrato alla casella di posta elettronica certificata o di posta elettronica del datore di lavoro. La direzione territoriale del lavoro competente, lo visualizza successivamente mediante un sistema apposito.

La procedura è considerata valida anche se le dimissioni sono comunicate non tramite pec ma con una mail ordinaria. Nonostante ciò, ci sono dubbi in merito al caso in cui l’azienda potrebbe affermare di non aver ricevuto la comunicazione. Bisogna considerare infatti, che se il datore di lavoro non visualizza la mail e non certifica l’avvenuta ricezione queste non sono valide.

Lettera di dimissioni in forma cartacea: quando si possono fare?

La forma tradizionale per inviare le dimissioni è la procedura telematica. Esistono però dei casi in cui le dimissioni volontarie hanno valore anche se queste vengono presentate, come prima del 2006, con un modello compilato in forma cartaceo.

Sono esclusi dalla comunicazione telematica per le dimissioni:

  • Lavoratori domestici come le badanti e le colf
  • Gli impiegati nel settore pubblico
  • I lavoratori che sono ancora nel periodo di prova
  • I lavoratori in ambito marittimo
  • I tirocinanti

Chi può dimettersi senza lettera di dimissioni cartacea o telematica

Oltre a questi soggetti, ci sono anche alcuni che non devono usare né la procedura di tipo telematico né la lettera cartacea di dimissioni.

Questi casi sono previsti dalla normativa sul lavoro e sono dedicati alle lavoratrici in gravidanza e alle lavoratrici o ai lavoratori con un bambino di 3 mesi. Questi soggetti devono procedere alla convalida delle dimissioni presso l’Ispettorato del lavoro mediante un accordo di conciliazione in sede stragiudiziale.

Esempio dimissioni cartacee

Nel caso in cui si rientri nei settori che permettano la presentazione delle dimissioni cartacee è necessario compilare in modo corretto la lettera. In questo modello lettera di dimissioni cartacee è necessario riportare:

  • I dati anagrafici: nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza
  • Indicazione di decorrenza del preavviso, richiesta di esonero dall’espletamento del periodo di preavviso
  • La data dell’ultimo giorno di lavoro effettivo

La lettera poi dev’essere firmata e consegnata a mano al responsabile del personale oppure al datore di lavoro. La lettera cartacea si può inviare anche con una raccomandata AR oppure mediante una PEC o con un fax.

Esempio di Fac Simile Lettera di dimissioni con preavviso

Luogo e data della lettera

Oggetto: dimissioni dal lavoro con preavviso

Io sottoscritto Mario Rossi, nato a Roma il 07/11/1977 e Residente in via Cavallotti 77 a Roma con la presente lettera rassegna in modo irrevocabile le dimissioni volontarie dall’azienda____con un preavviso di 10 giorni ai sensi dell’art.____del CCNL____.

Vogliate considerare quindi come termine ultimo di lavoro la data del XX/XX/XXXX

Distinti saluti.

Mario Rossi

Firma del lavoratore __________________

PER ACCETTAZIONE

Firma del Datore di lavoro _________________

Il datore di lavoro

Dimissioni con preavviso: perché bisogna darlo?

Il preavviso è il periodo che intercorre dalla lettera di dimissioni al giorno effettivo in cui non si va più al lavoro. Il periodo di dimissioni è obbligatorio per quasi ogni rapporto di lavoro e serve a dare il giusto tempo all’azienda per sostituire il lavoratore.

La durata del preavviso cambia a seconda del contratto collettivo di categoria, a seconda dell’anzianità e dell’inquadramento. Il preavviso dev’essere lavorato, quindi il lavoratore si deve recare sul posto di lavoro e svolgere come sempre le sue mansioni sino a quando non avverrà la cessazione del contratto.

Durante il periodo per il preavviso questo non dev’essere lavorato, non potendo il lavoratore fruire delle ferie. In caso di malattia durante il preavviso, ad esempio, questo s’interrompe e si ricominciano a contare i giorni del preavviso nel momento in cui si ritorna al lavoro.

Cos’è l’indennità sostitutiva del preavviso per le dimissioni

Ci sono casi in cui è possibile accedere all’indennità sostitutiva del preavviso. Questo comporta il licenziamento in tronco, quindi non ci sarà bisogno di andare a lavorare durante il periodo di preavviso.

L’indennità sostitutiva di preavviso è una somma di denaro pari all’importo della retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore durante il periodo di preavviso al lavoro.

L’indennità sostitutiva che viene pagata dal lavoratore, può essere anche evitata, se si procede ad un accordo con l’azienda per la cessazione immediata del rapporto di lavoro, con pagamento dell’indennità solo per il residuo del periodo non lavorato.

Quando si possono dare le dimissioni con effetti immediati senza preavviso?

Le dimissioni con effetto immediato senza preavviso possono essere date al lavoratore nel momento in cui questo si dimette per giusta causa. Le dimissioni per giustificato motivo possono essere date in alcuni casi come:

  • Mancato pagamento degli stipendi
  • Mobbing sul lavoro
  • Minacce sul lavoro
  • Mancato versamento dei contributi
  • Molestie sessuali sul posto di lavoro
  • Variazioni delle condizioni di lavoro
  • Trasferimento in una sede di lavoro diversa da quella precedente senza giustificato motivo

In tutti questi casi, il lavoratore può dare le dimissioni per via telematica o cartacee immediate.

Quindi è autorizzato a non recarsi più al lavoro dal giorno stesso in cui il datore di lavoro riceve la lettera di dimissioni.

Inoltre, in questo caso non c’è bisogno né del preavviso né si perde l’indennità. Infatti, sarà il datore di lavoro a pagare l’indennità di preavviso al lavoratore dato il licenziamento per giusta causa.

Cosa succede se si danno le dimissioni senza preavviso?

Come abbiamo visto le dimissioni senza preavviso si possono dare solo per giustificato motivo, in tutti gli altri casi è necessario dare al datore di lavoro i giorni di preavviso prima di poter definitivamente smettere di lavorare.

Ma cosa succede se si danno le dimissioni senza preavviso?

Il preavviso è essenziale in quanto serve a tutelare il datore di lavoro dalle dimissioni del dipendente. A differenza di quanto avviene quando si è licenziati, le dimissioni si possono presentare anche senza un motivo valido, per questo motivo per limitare il danno che si può provocare al datore di lavoro dalla perdita di un dipendente è necessario dare il preavviso.

Il periodo in cui il dipendente lavora durante il preavviso offre al datore di lavoro la possibilità di trovare un sostituto e assumere un nuovo lavoratore che assurga ai compiti svolti da chi ha dato le dimissioni.

Per questo motivo, se si danno le dimissioni senza preavviso e non ci si presenta più a lavorare da un giorno all’altro, il datore di lavoro si potrà rifare economicamente. Il lavoratore quindi subirà una trattenuta nell’ultima busta paga per un importo pari a quella dell’indennità sostitutiva calcolata a seconda delle giornate di preavviso.

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