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Certamente gli effetti della crisi generata dall’epidemia del Coronavirus possono essere devastanti, specie per una start-up che si è appena affacciata al mercato.

Oltre al cambiamento radicale nelle abitudini degli individui, ci sarà un generale impoverimento con un conseguente decremento dei consumi in molti settori e ciò avrà un impatto significativo su intere filiere produttive.crisi coronavirus

Certamente alcuni settori, come “viaggi e turismo”, “cultura e tempo libero” o “mobilità e trasporti” vedranno una forte contrazione del volume d’affari, stimata dal 20% fino anche al 40%.

Evidentemente nessun imprenditore poteva prevedere un evento cosi epocale e tremendamente distruttivo e una riduzione drammatica del business proprio quando si sta pianificando il lancio del proprio prodotto o servizio, e dopo aver investito nello sviluppo e nel marketing.

Poi c’è l’incertezza che può attanagliare sia l’imprenditore e sia i propri collaboratori, per non parlare degli investitori. Il contraccolpo psicologico, la perdita di sicurezza e la confusione che può condizionare le scelte è infatti un altro elemento disastroso che potrebbe mettere in pericolo il futuro del progetto.

5 Dritte per non lasciarsi abbattere dalla crisi Coronavirus

Detto questo, vogliamo però parlare in modo un po’ più ottimistico, sebbene ovviamente i nostri argomenti sono generici e vanno calati nella dimensione della propria impresa.

1. Dopo la tempesta c’è sempre una quiete

Lo dice la storia. Quando c’è un evento distruttivo, persino una guerra, tutto viene raso al suolo.

Quando tutti finisce e la polvere si sedimenta a terra, magicamente nascono nuove opportunità proprio grazie alle mutate condizioni dei mercati.

È importante avere coscienza che non solo niente è compromesso, e soprattutto nulla sarà più come prima. La strategia migliore, quando c’è una tempesta, è quella di cercare un riparo sicuro e uscire solo quando tutto è passato. 

Al tempo del Covid-19, il lavoro passa in secondo piano rispetto alla salute, ma comprendere come il tuo cliente reagirà a sua volta per adattarsi al nuovo scenario è la priorità. Se tu saprai andare incontro alle sue nuove esigenze, anche se ridotte, potrai goderti la quiete. 

2. Le start-up si muovono più veloci

Tanto per cominciare, lo smart working non è un problema per una start-up abituata a lavorare in modo destrutturato. Presumibilmente i tuoi dipendenti sono fidelizzati e non hai da gestire problemi con sindacati o associazioni varie.

Devi avere la consapevolezza che puoi muoverti più rapidamente e gestire le cose in maniera più agile rispetto ad aziende più consolidate. Ad esempio, contenere i costi può essere più semplice per una startup che per un’azienda già matura, che fatica a sbloccare risorse già impegnate.

Se saprai gestire la crisi come se la tua impresa fosse un polmone in grado di trattenere il respiro, maggiore sarà la tua capacità di prendere decisioni mirate ad adattarsi al momento e maggiore sarà la probabilità di uscirne danneggiato si, ma non finito!

3. Anche i tuoi concorrenti devono affrontare gli stessi problemi

Non sei l’unica impresa nel tuo settore a vivere una crisi senza precedenti. Tutte le aziende sono nelle tue condizioni, non solo in Italia, ma in Europa e probabilmente nel mondo.

Evidentemente questo messaggio non mira a trovare il modo di consolarti grazie alle disgrazie altrui. Al contrario, mai come in questo periodo è importante capire come si muovono i concorrenti, che cosa puoi riconvertire per sfruttare eventuali opportunità e come pianificare la ripresa delle attività.

La contrazione dei ricavi riguarderà tutti ma un eventuale recupero, riguarderà solo le imprese che avranno saputo accelerare.

4. È un buon momento per costruire i processi

Se i clienti non prendono decisioni per chiudere un contratto e se è difficile aprire nuove trattative, non significa che si debba rassegnarsi a stare con le mani in mano.

Per accelerare è necessario oliare gli ingranaggi e fare il pieno del giusto carburante. Motivo per cui durante la tempesta può essere saggio dedicare maggior tempo alla parte organizzativa e alla definizione di processi che mirano all’ottimizzazione dell’efficienza e della produttività.

5. Può essere l’occasione per fare fund raising

Può sembrare paradossale cercare di ottenere fondi in tempi di crisi, ma i tuoi investitori non vogliono certo vedere la tua start-up crollare sotto i colpi del Covid-19.

È nel loro interesse cercare di preservare il loro investimento e, se sarai persuasivo con la tua strategia di ripresa, se saprai rimodellare il tuo business per perseverare quando arriverà la quiete, puoi anche pensare di sfruttare questo per ottenere un nuovo round di finanziamenti.

Per concludere, se i tuoi affari sono compromessi perché ti trovi in un settore particolarmente colpito dalla crisi, perseverare diventerebbe diabolico. Saper uscire da una situazione irrimediabile limitando i danni è un’altra operazione da pianificare che necessità di grandi capacità di concentrazione.

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Alessandro Cirinei
Alessandro Cirinei Commercial Solutions Manager Italy, Balkans, CEE, Turkey & Middle East di Experian. Fonda la sua prima azienda nel 2007, Xool e contribuisce successivamente al lancio di UrbanPost, Sercanto e Via Calzabigi. Collabora con fondi di venture ed acceleratori in qualità di "mentor" e temporary manager all'interno di numerose start-up, oggi è Commercial Solutions Manager Italy, Balkans, CEE, Turkey & Middle East di Experian

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