elevator pitch
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È venuto il momento di spiegare la tua idea agli altri. Soprattutto diventa necessario persuadere potenziali investitori o partner che il tuo progetto imprenditoriale è straordinario e vale la pena investirci. Per far ciò potrà venirti in aiuto l’elevator pitch.

Questo genere di presentazione è di fondamentale importanza per il futuro della tua impresa ed è un’operazione che molto probabilmente farai molte volte, anche in un arco temporale piuttosto lungo.

Si chiama, per l’appunto, “elevator pitch” ed è semplicemente un discorso che può durare da 30 secondi a 1 minuto e mezzo in cui hai la possibilità di catturare degli interlocutori che potrebbero cambiare le sorti di quello che intendi fare.

È evidente che il dono della sintesi è essenziale ed e la sfida è riuscire a comunicare efficacemente in un tempo cosi limitato. In effetti la parola “elevator” proprio perché il discorso dovrebbe poter essere fatto durante una chiacchierata in ascensore.

Le 7 Dritte per preparare un elevator pitch davvero efficace

Bene, a questo punto vorrai sapere come creare un elevator pitch che lasci davvero il segno nei potenziali finanziatori. Ho raccolto per te le 7 regole che dovrai assolutamente seguire per preparare un discorso sintetico, chiaro e d’effetto.

1. Cattura subito l’attenzione 

Il primo impatto è fondamentale, specie i primi 10 secondi. Catturare l’attenzione immediatamente non è banale e per questo motivo è consigliabile aprire con una frase efficace che possa generare curiosità.

Sapevate che tra 5 anni l’intelligenza artificiale potrà sconvolgere la grande distribuzione organizzata? Vi spiego come noi di XXX srl anticiperemo i trend per generare profitto…”.  In una frase del genere si definisce il mercato a cui ci si rivolge, si accenna all’innovazione e si generà curiosità sul fatto che il progetto sarà profittevole.

2. Crea un rapporto, coinvolgi (rispondi alle domande, passione)

La tua audience si appassionerà se parlerai in modo genuinamente appassionato. 

È importante saper coinvolgere chi ascolta esternando il proprio entusiasmo e utilizzando un tono al contempo rassicurante e sincero.

La regola richiede di saper osservare attentamente i propri interlocutori, il loro atteggiamento e il loro linguaggio del corpo; e quindi “specchiarsi” (mirroring). Se nell’audience c’è qualcuno che sorride, sorridi anche tu e probabilmente la viralità del sorriso coinvolgerà anche chi era serio.

Se noti qualcuno che assume un atteggiamento di chiusura (braccia incrociate, sguardo distratto..), rivolgiti a lui cercando di coinvolgerlo maggiormente magari gesticolando con le braccia aperte.

L’attenzione si può conquistare ma ha una durata limitata ed è bene non perdere mai di vista le reazioni e i segnali che vengono inviati durate il tuo discorso. La sintonia con un’audience c’è se si riesce stare sulla stessa lunghezza d’onda e sapersi allineare dipende dalla capacità di capire cosa si aspetta il tuo interlocutore da te. 

3. Cura la comunicazione non verbale

Può sembrare scontato ma una comunicazione efficace, specie durante l’esposizione di un “elevator pitch” passa attraverso quella non verbale. Ciò che si dice è evidentemente importante ma il modo in cui si appare, il tono della voce, la mimica facciale e la gestualità sono elementi essenziali per creare un rapporto con chi ascolta.

Avere un look curato e allineato al tipo di persona a cui ci si presenta è consigliabile.

Utilizzare un tono di voce troppo piatto o troppo basso implica non esprimere la propria personalità e la propria passione. Al contrario scandire bene le parole e interpretare ogni frase cercando di essere chiaro può fare la differenza.

Usa le mani e le braccia per aiutare la tua spiegazione, senza ovviamente esagerare. Rivolgiti alla tua audience anche fisicamente, come se stessi cercando il contatto, ma senza apparire impositivo. Il segreto è apparire rilassato, naturale e propositivo a prescindere da quello che dici.

4. Esercitati per rispettare i tempi dell’elevator pitch

60 secondi sono davvero pochi. Non correre il rischio di non completare il tuo pitch.

Struttura bene la tua presentazione ed esercitati con amici o colleghi. Nel farlo considera che potrebbero esserci delle domande a cui devi assolutamente rispondere in modo esaustivo ma sintetico.

5. Presenta te stesso ma focalizza sui benefici della tua idea

Molto spesso nei “pitch” che ho osservato ho notato troppo tempo speso dagli speaker a presentare se stessi e a descrivere le caratteristiche dei prodotti o servizi… tempo sprecato!

La presentazione di se stessi è dovuta, ma è più importante parlare del proprio ruolo e soprattutto esporre i benefici che la tua azienda procura ai proprio clienti e i problemi che risolve.

Ciò che conta è parlare dei cosiddetti USP (unique selling points), un cenno alla vision e alla missione, una breve spiegazione riguardante il proprio posizionamento rispetto alla concorrenza, l’eventuale innovazione e una sintesi della propria strategia commerciale.

6. Spiega perché investire nella tua idea genererà un ritorno

Ho messo questo paragrafo a parte per evidenziare la sua importanza. In un pitch è necessario concludere con un minimo di numeri, generare un’aspettativa sui risultati finanziari e far percepire che un investimento nella tua impresa è un affare eccellente.

Troppe volte ho ascoltato pitch in cui questa parte era totalmente omessa. Grave errore dato che i tuoi interlocutori ti ascoltano per capire se vale o meno la pena investire!

7. Non usare termini tecnici o equivocabili

In un “elevator pitch” non ha senso sfoggiare termini troppo tecnici.

Spesso agli speaker piace ostentare la loro conoscenza tecnica e descrivere l’innovazione scendendo sul piano tecnico, senza considerare che chi ascolta potrebbe non capire e perdere l’attenzione.

Lo stesso vale per termini che potrebbero generare equivoci. Se una certo inglesismo è di uso comune va benissimo, ma a volte l’uso di parole poco chiare può rendere difficoltosa la comprensione di un discorso.

Meglio stilare una lista di parole chiave e focalizzare su quelle. Se parole come “profittabilità”, “produttività”, “innovazione” e via dicendo sono piuttosto scontate, anche altre come “responsabilità sociale” e “attenzione all’ambiente” possono risultare utili.

Adesso che sai come valorizzare agli occhi dei potenziali finanziatori la tua idea clicca qui perché voglio darti ancora qualche consiglio che ti aiuterà ad essere il CEO ideale per la tua start up.


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Alessandro Cirinei
Alessandro Cirinei fonda la sua prima azienda nel 2007, Xool e contribuisce successivamente al lancio di UrbanPost, Sercanto e Via Calzabigi. Collabora con fondi di venture ed acceleratori in qualità di "mentor" e temporary manager all'interno di numerose start-up.

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