cosa non deve fare un imprenditore

Cosa non deve fare un imprenditore per evitare un possibile fallimento?

Non è mai facile dare l’impulso vitale ad una start-up e la tensione può prendere il sopravvento, d’altronde, se fosse facile, saremmo tutti start-uppers. Talvolta, l’apprensione è dovuta alla mancanza di esperienza, che può generare confusione e dubbi di ogni genere.

In altri casi, gli errori possono essere dovuti ad un eccesso di confidenza, alla stima del mercato di riferimento, all’entità dell’investimento effettuato o alla scelta dei collaboratori. Commettere errori per un imprenditore è lecito purché vi sia la capacità di prenderne atto rapidamente impostando i necessari allarmi e di trovare le giuste contromisure.

Cosa non deve fare un imprenditore: ecco i 5 errori che devi evitare assolutamente

Naturalmente, le tipologie di errore possono variare molto in base al contesto e alle circostanze in cui si opera, ma ci sono alcuni errori basici che solitamente sono comuni a tutte situazioni in fase di start-up.

1. Non hai elaborato un piano B

Questo è un tipico errore che viene fatto dagli imprenditori giovani che, nonostante il talento e gli eccellenti titoli accademici, hanno maturato un’esperienza di azienda limitata.

Hai progettato ogni dettaglio della tua impresa e hai realizzato un meraviglioso business plan che ti ha permesso di attrarre investitori ma non hai messo in conto che potresti venire tradito dal tuo innato ottimismo o anche solo restare vittima di circostanze avverse.

Sei semplicemente convinto di essere in grado di generare business, credi di aver preso in considerazione ogni aspetto organizzativo e pianificato in dettaglio il “go to market”, ma non hai proiettato il tuo progetto in uno scenario negativo.

A titolo esemplificativo: che succede se la tua divisione marketing non riesce e posizionare correttamente il prodotto o se arriva un nuovo concorrente che decide di applicare una politica di prezzi insostenibile per te? 

Se non hai un piano B, andrai lentamente verso una situazione di sofferenza che può diventare catastrofica se i tuoi fondi non avevano previsto questa circostanza.

Se, al contrario, avevi formulato un piano di back-up, puoi pensare banalmente di dare il marketing in outsourcing per assicurarti il supporto migliore o produrre un prodotto semplificato per poi conquistare quote di mercato attraverso una strategia di up-selling.

È ovvio che un piano di back-up è un’operazione di salvataggio da mettere in pista quando le cose non vanno come previsto, ma è anche vero che per avere successo deve essere adeguatamente pianificata e il management deve avere i mezzi per poter mettere in pratica una strategia flessibile.

2. Non hai predisposto dei fondi di emergenza

Errore molto comune e analogo al precedente. Semplicemente sei talmente certo di aver previsto tutto che non ti sei preoccupato di accantonare dei fondi da dedicare ad eventuali emergenze, crisi o imprevedibili situazioni di recessione. 

Specie se non hai finanziato il tuo business con del denaro tuo, ma ti sei affidato a banche o istituzioni finanziarie, la mancanza di liquidità conseguente a un imprevisto può impedirti di reperire finanziamenti addizionali, e questa è la prima causa di crisi di una start-up.

I fondi di emergenza servono proprio a coprire eventuali perdite dovute a insoluti, a danni subiti al proprio magazzino o a circostanze sfavorevoli di ogni tipo che possono avere effetti negativi sul cashflow. 

3. Ti sei concentrato troppo sui risultati

L’imprenditoria consiste nel saper progettare e mantenere un flusso di business del modo desiderato, seguendo una visione e un piano industriale. Un imprenditore dotato deve anche saper focalizzare la sua impresa sui risultati, sulla performance, sulla produttività e sulla marginalità.

Per raggiungere i risultati economici è però indispensabile lavorare per i risultati e non semplicemente pensare agli stessi. A volte uno start-upper preferisce pensare ai risultati immediati senza badare troppo ai fondamenti della sua impresa. Così si preferisce guardare al profitto nel breve termine e si sottovaluta l’importanza di condurre un business verso la sostenibilità.

Qualsiasi tipo di business deve quindi poggiarsi su delle solide fondamenta che includono la giusta infrastruttura, un management all’altezza e la capacità di implementare le strategie in ogni ambito. Focalizzarsi troppo sul profitto senza avere costruito le basi può solo portare a un rallentamento della crescita e a una perdita di competitività.

4. Ti manca la stabilità quando implementi una strategia

Gli start-upper sono sempre meticolosi quando si tratta di pianificare le prime mosse di un’impresa. Si sono dotati di risorse e strumenti per accertarsi di implementare la propria strategia, ma purtroppo, capita che qualcosa vada storto e faccia vacillare la loro sicurezza.

La conseguenza è cambiare approccio e andare a cercare nuove strade.

Una scelta che presto genererà caos e, anziché risolvere il problema, ti porterà a navigare a vista con una bussola che non funziona.

Cambiare approccio in una fase di start-up non è mai una buona idea e implica che l’imprenditore non ha svolto correttamente i suoi compiti prima di lanciarsi nel business.

Qualsiasi strategia ha bisogno di essere prima testata e ogni metodo necessita di un tempo di apprendimento. Farsi prendere dal panico e modificare il proprio approccio al mercato in corsa a causa di un evento imprevisto è un altro errore molto comune che può comportare effetti collaterali devastanti. 

5. Ti fai guidare da troppe opinioni

Non è sbagliato cercare opinioni, ma è importante evitare di dare troppo credito a quelle non richieste. L’imprenditore deve avere la consapevolezza che l’azienda è sua ed è lui che deve dargli l’impronta, che ha il dovere e la responsabilità di guidarla e deve condurla al successo.

È probabile che ascoltare troppe opinioni provenienti da volontari che non conoscono la tua impresa in profondità produca incertezza e smarrimento.

Ciò può procurare danni specie quando sei chiamato a prendere una decisione in poco tempo e sotto pressione, perché è normale che opinioni diverse siano conflittuali e che tu possa essere portato ad ascoltare qualcuno in particolare solo per una questione di fiducia personale. Le decisioni di business sono fatte grazie all’istinto e alla conoscenza, ma quest’ultima non si può ottenere soltanto ascoltando gli altri. 

Ascoltare può essere saggio la ma la conoscenza si crea solo grazie all’esperienza sul campo. Per questo motivo è consigliabile, qualora occorra un supporto esterno, affidarsi a dei partner o a dei consulenti esperti che sappiano affiancarti nel tuo percorso e seguire le tue azioni su base giornaliera.

Chi sa adottare un approccio consulenziale ed è coinvolto nei processi aziendali, se ha la tua fiducia, non si limiterà a fornirti consigli, ma discuterà e analizzerà con te la convenienza di una scelta o di una decisione.

Bene, a questo punto, dopo aver analizzato i 5 errori che un imprenditore dovrebbe evitare voglio farti scoprire quali sono i 4 errori più frequenti da evitare quando si lancia una start-up.

Alessandro Cirinei
Alessandro Cirinei Commercial Solutions Manager Italy, Balkans, CEE, Turkey & Middle East di Experian. Fonda la sua prima azienda nel 2007, Xool e contribuisce successivamente al lancio di UrbanPost, Sercanto e Via Calzabigi. Collabora con fondi di venture ed acceleratori in qualità di "mentor" e temporary manager all'interno di numerose start-up, oggi è Commercial Solutions Manager Italy, Balkans, CEE, Turkey & Middle East di Experian

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