creare un marchio, come creare un marchio

Creare un marchio equivale a costruire il principale biglietto da visita per la nostra azienda.

Quando nominiamo qualunque nostro conoscente attraverso il semplice uso del nome di persona sottendiamo tutto un insieme di aspetti che lo caratterizzano.

Lo stesso deve avvenire per il marchio: la sola pronuncia del nome deve far balenare nella mente di qualunque consumatore il prodotto o servizio offerto con le sue caratteristiche peculiari.

Hai presente la Nutella? Chi di noi la chiama crema di nocciole? Nessuno!

Il prodotto della Ferrero è un esempio perfetto di costruzione di un marchio efficace. L’azienda piemontese è stata in grado di creare un brand così potente da sostituire il nome comune del prodotto, e attualmente nessuno utilizza terminologie differenti per la Nutella.

Nel marketing questo si chiama essere un marchio “top of mind”, ovvero il primo brand che viene in mente all’utente quando pensa ad una determinata categoria di prodotti.

Come creare un marchio: la differenza fra marchio e logo

Prima di vedere meglio quali sono i passaggi fondamentali per creare un marchio, facciamo un pò di chiarezza sui vocaboli. Poco fa ho utilizzato la parola “brand”. In questo mondo sempre più globalizzato è ormai di uso comune l’impiego di terminologie anglosassoni.

Brand non è altro che la traduzione inglese di marchio. Bisogna invece fare attenzione alla differenza tra marchio e logo. Quest’ultimo è banalmente la rappresentazione grafica utilizzata in riferimento ad un prodotto, un servizio, o anche a qualcosa che non ha nulla a che fare con il mondo aziendale, come ad esempio un gruppo musicale.

Solitamente è costituito da un simbolo, accompagnato nel caso da un lettering ben preciso. Invece per creare un marchio saremo obbligati a tenere in considerazione tutta una serie di variabili e, alla fine di questo particolare iter, sarà compresa anche la creazione di un logo.

Per comprendere meglio questo concetto, iniziamo subito a vedere come creare un marchio e quali sono gli step necessari alla sua realizzazione.

Concedimi allora qualche minuto del tuo tempo, e leggi tutta di un fiato questa breve guida.

1. Trova la tua nicchia di mercato

Spesso fra le proposte di business narrate sul nostro sito, abbiamo individuato come primo elemento fondamentale per l’avvio di un’impresa, la ricerca di una propria nicchia di mercato. Lo stesso procedimento va applicato quando si ragiona su come creare un marchio.

Nel secondo dopoguerra studiosi come il sociologo Francesco Alberoni, introdussero in Italia quelle che vennero definite ricerche motivazionali. Esse prendevano spunto dalle ricerche di mercato di stampo americano: attraverso una serie di questionari si cercavano di capire quali fossero le esigenze dei consumatori.

La pubblicità cambiava radicalmente prospettiva: non si trattava più di creare un bisogno, quanto di capire quali fossero quelli già presenti e come soddisfarli.

Noi dovremmo attuare più o meno lo stesso meccanismo, ma al giorno d’oggi abbiamo la fortuna di avere degli strumenti che ci faciliteranno in quest’azione. Uno su tutti è senza dubbio la rete.

Poi ovviamente è bene anche ottenere informazioni “offline” soprattutto in un paese come l’Italia, agli ultimi gradini della classifica europea sulla disponibilità di connessioni internet, Inoltre la media degli anni degli abitanti del Bel Paese punta terribilmente verso l’alto, perciò è bene captare le sensazioni di quella grossa fetta di popolazione esclusa dall’utilizzo del Web.

Al termine di questa ricerca dovremmo avere ben chiari alcuni punti:

  • Quali sono i consumatori a cui potremmo facilmente vendere i nostri prodotti
  • Quali sono i nostri competitors maggiormente affermati sul mercato
  • Quali sono gli interessi dei consumatori, e quale linguaggio utilizzano per rapportarsi ad essi. Dovremmo parlare la loro stessa lingua!

Per approfondire:

2. Definisci il tuo brand

Nell’intento di creare un marchio dobbiamo avere un’idea del prodotto o servizio ben definito. Guardando il logo della nostra azienda, un potenziale cliente deve saper associare al volo il marchio con il prodotto o servizio offerto. Non sono ammessi né tentennamenti né confusione.

Il marchio ha un proprio focus, e non può distogliersi da esso.

Tornando all’esempio della Nutella. Pensando a questo marchio lo assoceremo esclusivamente alla deliziosa crema di nocciole, e non ad un banale pacchetto di noccioline. Se promuoviamo una particolare tipologia di scarpe, la reazione del cliente alla vista del marchio sarà: “Ah, ma sono quelli che producono quelle scarpe!”

3. Evidenzia la differenziazione

L’obiettivo di un marchio non è solo quello di essere riconosciuto per il bene o servizio offerto, ma anche per il motivo che lo permette di differenziarsi dalla concorrenza.

Riprendiamo nuovamente un esempio nel mondo delle calzature. Tutti conosciamo le “Geox” e il famoso slogan dell’azienda: “le scarpe che respirano”. In sostanza il marchio di questa compagnia ci riconduce immediatamente ad un tipo di scarpe, ma al tempo stesso le riconosciamo per la particolare caratteristica di far “respirare” i piedi, qualità che i competitors non posseggono.

Per approfondire:

4. Scegli un nome per il tuo business

Il primo tratto per cui viene riconosciuto un marchio è sicuramente il suo nome. La scelta dovrebbe ricadere su qualcosa di semplice, ma al tempo stesso particolare, in grado di rimanere impresso nella mente dei consumatori.

Ritorniamo ancora una volta all’esempio principe della nostra amata Nutella. Tutto proviene da una geniale trovata del signor Ferrero.

Accomunò la parola “Nut”, nocciola in inglese, con il vezzaggiativo “ella”. In pratica italianizzò un termine inglese rendendolo facilmente comprensibile, e facendolo entrare nel linguaggio comune di ogni italiano.

Per approfondire:

5. Scegli il font e i colori

Quando ci si appresta a creare un marchio è importante porre attenzione anche all’utilizzo dei font e dei colori. Esiste una vera e propria psicologia dei colori da utilizzare in base al messaggio che vogliamo trasmettere. Potremmo riassumerla così:

  • Giallo per trasmettere ottimismo e calore
  • Arancione per trasmettere confidenza e socialità
  • Rosso per trasmettere esaltazione e eccitazione
  • Viola per trasmettere creatività e immaginazione
  • Blu per trasmettere fiducia e forza
  • Verde per trasmettere pace e salute
  • Bianco e nero per trasmettere calma ed equilibrio

Per quanto riguarda la scelta del font è consigliabile sceglierne due tipi: uno che caratterizzi il nome del marchio e l’altro lo slogan di accompagnamento.

Per approfondire:

6. Scrivi uno slogan

Lo slogan si ricollega al discorso di differenziazione del proprio brand. Proprio attraverso questa frase ogni consumatore potrà imprimere meglio nella sua memoria un marchio.

Se pronunciassi “Just do it” automaticamente il pensiero ricadrebbe sulla Nike, oppure se dicessi “Nothing is impossile” l’accoppiamento sarebbe diretto all’Adidas. Gli slogan ovviamente possono cambiare con gli anni. Basti pensare ad un’azienda come la Pepsi che ha cambiato oltre 30 slogan nel corso della sua attività.

Uno slogan efficiente deve essere quindi corto, orecchiabile e trasmettere una certa impressione. Ci sono diverse tecniche dedicate alla sua creazione:

  • Esaltare la qualità del prodotto. “Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello”: slogan del pennello “Cinghiale”
  • Fare una metafora. “Redbull ti mette le ali”: slogan del famoso energy drink.
  • Giocare sulla similitudine del nome con altri eventi. “Non avrai altro jeans all’infuori di me”: slogan dei “Jesus jeans”
  • Utilizzare una rima. “Crema e gusto, ogni momento è quello giusto”: slogan del caffè Lavazza.

7. Crea un logo

Eccoci arrivati all’ultimo step per creare un marchio, di cui avevamo già accennato in apertura di questo articolo: la scelta del logo. Costituisce la rappresentazione visiva del nostro marchio, e anche in questo caso bisogna seguire una logica ben precisa.

Deve essere semplice, e soprattutto facilmente ricordabile. Osserviamo ad esempio il logo della Nike: un semplicissimo baffo bianco su sfondo nero.

La struttura del logo può assumere diverse caratteristiche, e le più comuni sono:

  • Astratto. Non comunica un significato esplicito, ma può ad esempio essere una semplice forma geometrica colorata. Uno degli esempi più famosi è il logo di Google Chrome.
  • Mascot. Un personaggio di fantasia riconduce al prodotto o al servizio offerto. Un esempio di questo genere di logo è la pila della Duracell.
  • Emblema. Di solito di forma circolare, dà una sorta di tono “regale” al prodotto offerto. Uno degli esempi più comuni è Starbucks.
  • Lettering. È una semplice rappresentazione grafica delle lettere che compongono il nomo del marchio. Un esempio di questa tipologia di logo è l’Hp.
  • Icona. È una metafora visiva. L’esempio più lampante è l’uccellino di Twitter (che significa cinguettio!).
  • Combinato. È un misto tra il lettering e l’icona. Un’ esempio di questo genere di logo è Mc Donald’s, dove è presenta l’icona dei due monti che simboleggiano la “M” accompagnata dalla scritta in stampatello minuscolo del nome dell’azienda.

Per approfondire:

Spero che questa guida abbia fatto “impazzire” i tuoi neuroni e acceso la tua fantasia per creare un marchio vincente. La costruzione di un brand è anche sinonimo di crescita per un’impresa, e per questo motivo ti consiglio di dare anche un’occhiata a questo interessante articolo su come fare branding vincente!





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