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Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”. Non c’è niente di più vero quando si parte con una iniziativa imprenditoriale ed è un assunto di cui devi tenere conto se vuoi sapere come fare una startup.

L’errore può capitare ma non bisogna abbattersi, è sufficiente identificarlo per tempo e semplicemente non esitare a cambiare ciò che non sta funzionando.

Come fare una startup: ecco cosa devi evitare

Ma quali sono gli errori più comuni che possono pregiudicare il successo di una start-up? Scopriamo insieme quali trappole devi evitare se vuoi sapere come fare una startup.

1. Errata valutazione del mercato di riferimento

Spesso l’imprenditore si lascia affascinare da un’idea senza valutare adeguatamente le condizioni del mercato al momento del lancio.

L’idea in se può essere meravigliosa e contenere una reale innovazione ma se il mercato non la recepisce nel modo giusto o se non si identifica il posizionamento corretto sono guai!

Il presupposto fondamentale per fare impresa è evidentemente quello di creare un prodotto che risolva un problema del proprio potenziale cliente ma può essere che il cliente non sia ancora pronto a comprendere la soluzione che proponi.

Può essere persino che la tua idea sia troppo innovativa, oppure, magari, il valore aggiunto che genera non corrisponde alle aspettative di chi ne usufruisce.

Che si tratti di un’idea trasformativa che ambisce a creare un nuovo mercato, o a un’idea evolutiva che si rivolge a un mercato esistente, potresti aver sbagliato il timing di lancio.

Per approfondire:

2. Hai sbagliato a costruire il tuo team

Anche questo è un errore molto comune. Hai sottovalutato le skill necessarie a dar vita alla tua impresa e questo ha eroso le tue risorse.

Troppo spesso ci si affida all’amico sviluppatore perché si conosce bene senza aver valutato attentamente l’affidabilità. Oppure ci siamo affidati a un presunto guru del marketing che però non si è trovato bene a lavorare in una squadra. Ancora, hai costruito una forza vendita sbagliando il target e ci si trova rapidamente senza una presenza commerciale. 

Scegliere le proprie risorse umane con la giusta accuratezza accertandosi che i team funzionali siano coperti da profili all’altezza con il corretto background è spesso un errore fatale.

Per approfondire:

3. Il prodotto che hai sviluppato non è qualitativamente all’altezza

Un errore che ha tante sfaccettature. Puoi aver sbagliato durante la progettazione, oppure hai sottovalutato le complessità della sua realizzazione.

Capitano anche errori riguardanti la “compliance” legale, oppure sei andato troppo lungo con i tempi e la mancanza di fondi ti ha costretto a lanciare un prodotto incompleto.

L’idea può essere fantastica, ma trasformarla in realtà è spesso un processo irto di ostacoli dove l’errore è dietro l’angolo.

4. Il modello di business si è rivelato sbagliato

Questo è un errore che spesso è dovuto sia a causa di mancanze in termini di controllo di gestione, sia perché si è stati superficiali nel valutare le assunzioni su cui si fonda il proprio business e sia, soprattutto, perché ci sono stati degli sbagli nel valutare costi, investimenti e ricavi.

Non si è validato il modello in modo adeguato e le risorse sono terminate prima del dovuto. Oppure la marginalità stimata era sovrastimata, o ancora, il ritorno dagli investimenti in marketing non ha rispettato le previsioni.

A tutti gli errori si può rimediare se si ha un metodo per identificarli.

La tempestività con sui si riesce a individuare il problema è importante ma non è sufficiente se non si ha la forza di pianificare il giusto correttivo senza intestardirsi.

Ad esempio, è inutile cercare di migliorare i ricavi e disinvestire per generare dei margini accettabili se il vero rimedio è quello di reperire nuovi investitori e concentrarsi sul fundraising.

Il miglior antidoto però resta la “prevenzione” e questo perché, osservando attentamente gli errori più comuni, è facile comprendere come questi abbiano come comune denominatore la mancanza di pianificazione.

Un modello di business si affina in base ai feedback del mercato e non si decide a tavolino. Deve essere uno strumento che si deve adattare alla realtà e questo necessita adeguati test. 

Per effettuare test probanti, non è importante buttare tutte le risorse nello sviluppo di un prodotto finito ma realizzare un MVP (minimum valuable product) da evolvere assieme ai clienti e grazie ai loro riscontri.

Effettuare dei “proof of concept” per generare quelle metriche che servono a evitare di realizzare un prodotto di scarsa qualità e a pianificare al meglio le risorse per ottimizzare i propri sforzi.

Creare una demo e un prototipo e pianificare il “go to market” attraverso il dialogo con i clienti permette di ridurre i margini di errore, creare un modello di business basato su dati reali, favorire la scalabilità della tua impresa e non bruciare le risorse finanziarie.

Accertarsi di aver verificato e smarcato gli aspetti legali del tuo business e di agire con determinazione qualora le tue risorse umane si rivelino inefficaci, possibilmente affidandosi a un consulente esperto, è altrettanto importante al fine di limitare i danni.

Per approfondire:


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Alessandro Cirinei
Alessandro Cirinei fonda la sua prima azienda nel 2007, Xool e contribuisce successivamente al lancio di UrbanPost, Sercanto e Via Calzabigi. Collabora con fondi di venture ed acceleratori in qualità di "mentor" e temporary manager all'interno di numerose start-up.

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