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In un periodo di crisi economica come quello attuale ha ancora senso parlare di un’agricoltura composta da campi e allevamenti redditizi?

Consultando gli ultimi dati economici, la risposta che ne risulta è: “Assolutamente sì!”.

Non ci credi? Allora continua a leggere per saperne di più.

Gli allevamenti redditizi esistono davvero?

Nonostante la recessione abbia prodotto una flessione dei consumi interni, durante l’anno precedente si è registrato un boom delle esportazioni del settore agroalimentare. La bilancia dei pagamenti ha superato quota 41 miliardi, e il “made in Italy” enogastronomico si è confermato prepotentemente anche sui mercati d’oltreoceano, e su quelli dei nostri colleghi europei, in particolare Germania e Francia.

Non solo, i nostri prodotti si diffondono a macchia d’olio anche dall’altra parte del globo, in particolar modo in Cina, Russia e Giappone.

Inoltre, avviare un business in campo agricolo significa anche ottenere tutta una serie di vantaggi in materia di finanziamenti e sgravi fiscali.

Diamoci una rapida occhiata:

  • Il piano per lo sviluppo rurale promosso dall’Unione Europea per il periodo 2014-2020 prevede lo stanziamento di numerosi fondi, ai quali si potrà accedere attraverso i bandi promossi dalle singole regioni.
  • Le aliquote a cui sono sottoposte le aziende agricole sono più basse rispetto agli altri settori economici. Basti pensare che un’azienda che fatturi meno di 7.000 euro annui è completamente esentata dall’emissione di fatture.
  • Gli sgravi fiscali per la previdenza sociale dei lavoratori agricoli sono numerosi. I contributi Inps e Inail sono unificati, e grazie al “bonus agricoltori 2018” i giovani imprenditori tra i 18 e i 40 anni saranno esentati dalla contribuzione per i primi 3 anni.

Dopo aver assodato che il comparto agricolo è un settore appetitoso per sviluppare un’attività, oggi ci concentreremo su quelli che possono essere definiti come allevamenti redditizi.

Sei pronto? Allora concedimi qualche minuto del tuo tempo, ed iniziamo immediatamente!

1. Avicoltura

Con questo termine un po’ particolare si intende l’insieme delle cure dedicate al pollame. E’ sicuramente classificabile tra gli allevamenti redditizi, in quanto con uno sforzo contenuto si possono ottenere buoni profitti. In particolare il business più proficuo nel contesto è dato dall’allevare galline.

Allevamento galline ovaiole

Sul mercato agroalimentare, i consumatori pongono sempre maggiore attenzione alla scelta di prodotti bio. Dare vita ad un allevamento di galline ovaiole secondo i cosiddetti parametri biologici potrebbe rivelarsi un business interessante. I costi iniziali sono relativamente contenuti, e riguardano:

  • Terreno sufficiente per sviluppare un allevamento a terra
  • Mangiatoie
  • Celle frigorifere per la conservazione delle uova
  • Abbeveratoi
  • Mangime

Una gallina ovaiola produce una media di 300 uova all’anno, le quali possono essere immesse sul mercato ad un prezzo unitario che si aggira intorno ai 25 centesimi. Insomma con poco sforzo, potremmo ottenere un business dalle uova d’oro!

Inoltre questo genere di animale si adatta facilmente alle temperature presenti nelle diverse stagioni dell’anno.

Allevamento polli ruspanti

Rimanendo fedeli al filone biologico, possiamo annoverare tra gli allevamenti redditizi quelli di polli ruspanti. Il suffisso “ruspante” sta ad indicare un pollo cresciuto all’aria aperta, ed è senza dubbio un’immagine in contrapposizione agli allevamenti intensivi, i quali continuano a proliferare.

Bada, la normativa vigente sul benessere degli animali, indica il limite dei numeri di polli in un dato spazio basandosi sul numero di chili presenti per metro quadrato, e non effettivamente sul numero di polli per metro quadrato.

I polli ruspanti uscendo da questo “loop” intensivo, ed essendo nutriti con mangimi biologici, offrono una carne qualitativamente migliore rispetto a quella dei polli standard, e quindi commercializzabile ad un prezzo superiore.

Va ricordato che la cosiddetta carne bianca è una delle carni più vendute, e risulta una valida alternativa alla carne rossa anche grazie alle sue qualità alimentari.

2. Allevamento bovini

Il bestiame di natura bovina è probabilmente, tra gli allevamenti redditizi, quello in grado di generare maggiori profitti. Le grandi possibilità d’incasso sono controbilanciate anche dalle spese per il mantenimento di questi animali.

Già solo l’acquisto di una semplice mucca da latte può variare tra i 500 e i 5.000 euro, mentre per i bovini da carne i prezzi salgano ulteriormente a seconda della qualità.

Oltre all’esborso economico per la compravendita degli animali sarà necessaria la presenza di una fattoria idonea con i terreni annessi per il pascolo. Nel caso volessimo anche produrre del latte, dovremmo attrezzarci di tutta la strumentazione necessaria per la mungitura e per la pastorizzazione.

Tuttavia i guadagni sono notevoli, in quanto le carni rosse nostrane sono particolarmente pregiate. Questo genere di allevamenti, come possiamo facilmente immaginare, sono in grado di produrre anche tutta una serie di prodotti collaterali da immettere sul mercato, a partire dal già citato latte fino alla produzione casearia.

I bovini, come anche altre specie animali, sono utili anche al ciclo vitale dei terreni agricoli. Grazie alle loro feci producono fertilizzanti naturali che permetteranno al suolo di rigenerarsi.

3. Elicicoltura

Non facciamoci ingannare da questo termine poco comprensibile perché abbiamo a che fare con uno degli allevamenti redditizi ritornati in voga nell’ultimo decennio. Stiamo semplicemente parlando di un allevamento di lumache.

È uno dei settori più promettenti. A partire dal 2004 il mercato è costantemente cresciuto, infischiandosene della crisi economica globale.

Sarà grazie anche a trasmissioni come Masterchef, ma negli ultimi anni c’è stata una rivalutazione di alcune antiche tradizioni culinarie regionali dell’area mediterranea, in particolare Italia, Spagna e Grecia.

E indovina chi è uno dei protagonisti di queste ricette? Le lumache! Il giro d’affari si sviluppa prevalentemente attraverso la vendita dell’animale ancora vivo.

Parliamo di cifre senza girarci troppo intorno. L’investimento iniziale è compreso tra i venti e i trentamila euro. Purtroppo dovremmo acquistare un terreno piuttosto grande per sviluppare l’allevamento. Bisogna tener conto che un metro quadro di terreno contiene massimo 20/25 lumache.

Oltre all’attrezzatura necessaria per la lavorazione del terreno, sarà anche necessario creare tutta una serie di recinzioni: alcune saranno dedicate alle chiocciole riproduttrici, e le altre saranno finalizzate all’ingrasso delle lumache. Sarà anche necessario un impianto di irrigazione, in quanto l’allevamento richiede la presenza di un terreno umido.

Nonostante l’importante investimento iniziale, il tempo da dedicare alla cura delle lumache è contenuto: 18 ore settimanali sono più che sufficienti.

Per saperne di più in merito all’elicicoltura, ti consiglio d’immergerti nella lettura di questa guida approfondita.

4. Apicoltura

Ogni anno in Italia vengono esportate 4 mila tonnellate di miele italiano. Questo dato serve per comprendere l’entità del mercato legato all’allevamento delle api. Inoltre apicoltura non è solo sinonimo di miele, ma anche di produzione di propoli, pappa reale e cera d’api.Come diventare apicoltore

Il primo step per avviare uno di questi allevamenti redditizi è seguire un corso da apicoltore necessario per imparare a gestire le api, e non incappare in brutte esperienze. Il nostro allevamento andrà situato in un terreno ricco di fiori, possibilmente poco pendente e in una zona poco ventosa.

Le api infatti, non servono solo per la produzione del miele, ma sono un elemento fondamentale dell’ecosistema, in quanto attraverso esse avviene il processo di impollinazione dei fiori.

Una volta trovato il terreno adatto, dovremo provvedere  all’attrezzatura necessaria:

  • Arnie, ovvero le case delle api
  • Tuta protettiva
  • Attrezzatura per l’estrazione del miele

L’investimento iniziale per il nostro allevamento non supererà i 1.500 euro. Ah, stavo dimenticando di indicarti come recuperare le api. Hai sostanzialmente due opzioni: recuperarle in natura, o acquistare una o più colonie da altri apicoltori.

Se non sei un esperto, ti consiglio vivamente la seconda opzione. Se il miele attrae la tua voglia di business, ti consiglio di approfondire l’argomento con questo articolo.

Se stai pensando a come sfruttare un terreno agricolo, ricorda che gli allevamenti non sono l’unica strada percorribile. Esistono alcune coltivazioni molto fruttuose. Sei incuriosito? Allora non perdere questa nostra guida su cosa coltivare per guadagnare!


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Anna Porello
Imprenditrice digital e cuore pulsante di Intraprendere. Fonda la sua prima startup di entertainment geolocal nel 2006 venduta a una nota azienda italiana. Dopo anni come consulente nei processi di digitalizzazione di grandi imprese, decide di dedicarsi a Intraprendere.net, che co-fonda nel 2016.

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