Apicoltura diventare apicoltore
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Se ami la natura, compresi gli insetti, l’apicoltura è un’attività che ti potrebbe darti grandi soddisfazioni.

Diventare un allevatore di api infatti, è un lavoro che esiste da secoli e che, nonostante i cambiamenti tecnologici intercorsi, mantiene ancora le caratteristiche del passato.

Il ruolo dell’apicoltore, ancora oggi non compreso a pieno, è in verità molto importante: le api, infatti, non vengono allevate solo per produrre e vendere lo squisitissimo miele, ma anche per svolgere quella che è poi la loro funzione principale, l’impollinazione entomofila (ossia portata avanti da insetti) di orti e alberi da frutto.

Ci spiega Giuseppe Cefalo presidente dell’Unaapi in questa intervista rilasciata a Intraprendere cosa significhi realmente essere apicoltori e come diventarlo.

Si stima ad oggi che circa un terzo della produzione agricola mondiale sia frutto dell’impollinazione svolta da api impollinatrici allevate dagli apicoltori: ecco, dunque, che affiancando il servizio di impollinazione a quello di produzione e vendita del miele, allevare api può dare davvero risultati più che apprezzabili dal punto di vista dei ricavi.

Così come sono cresciuti i servizi di impollinazione, negli ultimi anni anche il consumo e la richiesta di miele da parte del mercato nazionale sono andati aumentando.

Vengono esportati ogni anno 4 mila tonnellate di miele italiano.

Il miele italiano infatti, oltre che dai consumatori finali tramite la vendita diretta, viene acquistato anche dalle industrie alimentari come ingrediente per dolci, biscotti e merendine e trova facilmente allocazione anche sui mercati esteri tramite l’esportazione.

Dati del FAI, la Federazione Italiana Apicoltori, riportano che quasi 4.000 tonnellate di miele italiano vengono ogni anno esportate all’estero: i principali importatori, oltre all’Europa, sono la Svizzera, gli Stati Uniti, il Giappone e i Paesi Arabi.

Il costo di vendita sui mercati esteri è inoltre molto più elevato rispetto a quello di altri paesi: in particolare, nel Sol Levante, un kg di miele italiano viene pagato in media 5 €, essendo ritenuto di qualità molto più elevata, ma al dettaglio si può in media a 8 € al kg!

Tieni, inoltre, presente che l’apicultura oltre al miele consente di produrre anche il propoli e la pappa reale, usati nella preparazione di farmaci per il mal di gola, e la cera d’api, impiegata per la realizzazione di candele e di detersivi per la pulizia di mobili e pavimenti in legno.

Perfino il veleno d’api può rappresentare una risorsa in quanto utilizzato per produrre pomate e lozioni per l’artrite.

Infine, un allevatore di api può trarre ulteriori guadagni allevando nelle sue arnie api regine da vendere ad altri allevatori.

Ma com’è strutturato il settore dell’apicoltura in Italia?

Ce lo spiega Giuseppe Cefalo, Presidente Unaapi, in un’intervista rilasciata in esclusiva su Intraprendere:

In Italia ci sono 55-57 mila apicoltori in Italia. Attenzione però! Apicoltore ai sensi della legge 313 di Dicembre 2004 è chiunque detiene alveari, anche uno solo. Chi svolge questo lavoro con finalità commerciali sono circa 18mila e detengono quasi 1 milione di alveari, qui sta il grosso del patrimonio apistico italiano. L’apicoltura spesso rientra ad un’attività agricola più grande ma non è connessa al possesso del suolo: si può essere grandi apicoltori senza possedere neanche un terreno”.

Vediamo dunque di seguito come intraprendere un’attività nel campo dell’apicoltura, come iniziare e quali sono le prime cose da fare per avviare un allevamento di api.

Apicoltura: come iniziare

Indubbiamente se non sai nulla di come nascono e si riproducono le api, la cosa migliore è frequentare un Corso di Apicoltura, in modo da apprendere le nozioni base che ti consentiranno a far proliferare questi insetti all’interno del tuo allevamento.

In genere, questo tipo di attività richiede un investimento iniziale non troppo elevato da destinare all’acquisto delle prime famiglie o colonie di api, dell’ape regina,  della stessa casa delle api o arnia e, ovviamente, di tutta l’attrezzatura necessaria sia per prendersi cura delle api che per raccogliere e immagazzinare il miele e tutti gli altri prodotti dell’alveare.

Scopriamo allora di seguito quali sono i preliminari cui ti dovrai attenere per impiantare un allevamento di api redditizio.

1. Scelta del luogo in cui collocare gli alveari

Il primo passo in assoluto è quello di individuare il luogo giusto dove collocare il tuo allevamento di api: questi insetti, infatti, si nutrono del nettare dei fiori, dunque è necessario che collochi la tua apicoltura in campagna o in una zona in cui ci sono molti fiori e prati.

Inoltre dato che come sai bene le api pungono, è necessario che il luogo in cui impianterai gli alveari sia ben riparato, in modo da non avere problemi con eventuali passanti.

Se sei fortunato da avere già un piccolo appezzamento del genere su un terreno di tua proprietà, potrai abbattere almeno questa spesa iniziale, altrimenti dovrai provvedere a comprarne o ad affittarne uno.

Dato che quasi tutti gli insetti prediligono gli ambienti umidi e caldi, è preferibile infine che il luogo dove installerai le arnie delle api sia orientato a sud/ est per godere la pieno del benefico effetto del sole.

Per lo stesso motivo, se il luogo che hai scelto fosse molto ventoso, sarà necessario creare una barriera frangivento utilizzando dei teloni o delle balle di fieno che limitino, ma non impediscano del tutto il passaggio dell’aria.

Assicurati inoltre che il terreno su cui si trovano gli alveari non sia eccessivamente umido: le arnie per api non devono infatti affondare nel pantano, ma essere appoggiate sulla terra asciutta.

Come diventare apicoltoreÈ inoltre indispensabile che l’allevamento sia posto in una zona facilmente accessibile in modo da rendere agevole la raccolta e il trasporto del miele, cosa che potrebbe essere difficile se gli alveari si trovano sulla cima di una collina o a molta distanza dalla strada.

2 Acquisto dell’attrezzatura

Oltre al terreno e alle arnie usate per le api, di quali attrezzi avrai bisogno per iniziare la tua nuova attività di apicoltore? Eccoli di seguito:

  • Velo di protezione per il viso e la testa
  • Guanti rinforzati
  • Tuta e stivali da apicoltore
  • Un affumicatore, vale a dire uno speciale attrezzo costituito da un cilindro in metallo collegato ad un soffietto da cui esce del fumo, il quale, una volta gettato contro le api, le indurrà a nutrirsi diventando più docili e tranquille.
  • Alveari, costituiti, di solito, da una scatola suddivisa in 9 o 10 celle, di cui alcune riservate ad alloggiare le larve ed i piccoli, altre a depositare il polline e conservare il miele.
  • Attrezzature per l’estrazione del miele (pennelli e smielatori).

3 Preparazione delle arnie

Una volta che ti sarai dotato di tutto il materiale apistico necessario, finalmente potrai iniziare la tua attività.

Uno dei primi lavori che dovrai svolgere sarà la preparazione delle arnie: dovranno infatti accogliere le api, dunque è necessario che nessun aspetto venga lasciato al caso.

Di sicuro ti starai chiedendo “ma dove vado a pescare le mie prime api?”. Ecco cosa puoi fare:

  • Acquistare una colonia interna o più famiglie da un altro apicoltore
  • Raccogliere uno sciame
  • Prendere le api in natura da alberi e pareti

Ovviamente, dato che sei alle prime armi, ti consigliamo vivamente di scartare la seconda e la terza opzione, acquistando direttamente un pacchetto di api da un collega.

La regola d’oro in questo caso è di affidarsi a venditori certificati, in quanto acquistando una colonia o famiglia intera, potreste acquistare anche eventuali malattie in essa contenute, col rischio di vedere morire tutte le vostre api nel giro di poche settimane.
Quindi come allevare api?

Per impiantare la tua colonia, è preferibile attendere la stagione calda, in quanto le api non tollerano molto il freddo.

Se non vuoi rischiare, ti consigliamo di acquistare inizialmente almeno due colonie, dunque due api regine, qualora qualcosa vada storto in uno degli alveari e una delle regine dovesse morire avrai almeno una seconda opportunità.

Durante l’inverno, assicurati che le tue api abbiano sempre il cibo a sufficienza per poter vivere dentro l’alveare.

In caso di climi particolarmente rigidi, sarà inoltre necessario proteggere ulteriormente le api dalle basse temperature e dagli agenti atmosferici usando dei materiali isolanti con cui avvolgere le arnie.

4.  Raccolta e conservazione del miele

Per raccogliere il miele prodotto dalle api, la prima cosa da fare è separare il miele stesso dalle api: per farlo dovrai tirare via le api dalle celle dell’alveare con uno strumento apposito, il pennello, oppure con delle particolari sostanze chimiche che, avendo un odore sgradevole, spingono fuori le api in modo spontaneo.

avviare un'attività da apicoltoreUna volta che le api sono uscite, è possibile estrarre il miele a mano o ricorrendo a degli smielatori, vale a dire dei dispostivi meccanici in grado di gestire molto più velocemente le operazioni.

Sarà inoltre necessario l’uso di un coltello riscaldato elettricamente per rimuovere i tappi di cera dal favo di miele.

Il miele estratto dovrà essere raccolto in una garza e conservato in un luogo caldo all’interno di un contenitore dotato di fondo: in questo modo le impurità rimarranno in superficie, mentre il miele raffinato scenderà in basso.

Sarà pertanto necessario adibire un’area del terreno dove è collocato il tuo allevamento a magazzino o deposito per lo stoccaggio del miele raccolto.

Se non vi è lo spazio necessario, dovrai organizzarti con delle macchine agricole per trasportare il tuo miele in un luogo più lontano.

Come allevare le api? Le api e il loro ciclo di vita

L’apicoltura è una delle più antiche forme di allevamento. Si narra che i primi apicoltori allevassero le loro api in cilindri di corteccia e canne di bambù.

È dunque un’attività che richiede davvero pochi strumenti e poco spazio, questo però non significa che non debba essere svolta con grande scrupolo.

Le api sono, infatti, insetti molto suscettibili agli sbalzi di temperatura e, nonostante il veleno e l’aculeo, sono facili prede di insetti più grandi, uccelli e altri animali.

Inoltre le colonie di api possono talvolta contrarre delle malattie o aggredire da parassiti come gli acari, tali da far morire la sola regina, le larve o tutto l’alveare.

Se ben trattata però una colonia di api può arrivare a produrre oltre 40 kg di miele all’anno. Le api operaie vivono dalle 3 alle 6 settimane, durante le quali riescono a raccogliere fino ad un kg di nettare.

La raccolta del nettare da parte delle api operaie inizia quando hanno circa 20 giorni, epoca in cui ognuna di loro abbandona l’alveare per andare alla ricerca di fiori da cui estrarre il cibo: l’ape penetra nei petali e succhia lo squisito nettare con la lingua.

Durante questa fase, il polline presente sul fiore si attacca alle gambe e ai peli dell’ape per andare poi ad attaccarsi ai fiori successivi che vengono così impollinati.

Quando l’ape operaia ha nettare a sufficienza dentro l’addome, torna all’alveare e lo deposita nelle cellule vuote dell’alveare.

Altre api che vivono nello stesso alveare iniziano ad ingerire e secernere il nettare, aggiungendo gli enzimi necessarie per far maturare il miele. Una volta maturo, il miele viene di nuovo depositato nella cella e ricoperto con un sottile strato di cera d’api.

Analisi economico finanziaria e aspetti burocratici

Innanzitutto sappi che con la nuova legge di Bilancio varata nell’anno corrente sono stati stanziati per tutto il 2019 e il 2020 un milione di euro per la realizzazione di progetti a sostegno della produzione apistica.

Più precisamente, è previsto un contributo del 50% sulle spese sostenute dall’apicoltore nell’avvio dell’attività.

Per poter avviare un’attività di apicoltura, avrai bisogno di elaborare un business plan (qui trovi delle linee guida semplici ed efficaci) comprensivo dei costi e dei risultati attesi per i primi anni di attività.

Basandoci sulle indicazioni forniteci da Giuseppe Cefalo, presidente Unaapi, in questo articolo proveremo a stilare un principio di business plan per avviare un’attività da apicoltore.

Come consiglia lui stesso, se non si ha esperienza è meglio iniziare con 10 o meno alveari.

Fino a 10 alveari, infatti, l’attività di apicoltura è considerata per autoconsumo e non con fini commerciali, così non avremo spese burocratiche.

In questo caso, l’investimento sarà contenuto e potrai capire davvero se la strada dell’apicoltore è quella che vuoi intraprendere senza avere costi eccessivi.

Al netto di tutte le spese, un’arnia completa ha infatti un costo medio di 295€.

Ma come abbiamo ottenuto questa cifra?

Seguici nella creazione del business plan per apicoltori e capirai bene tutte le spese da affrontare.

Naturalmente, nello stilare un business plan utilizzeremo l’esempio di un apicoltore con un numero elevato di arnie (300) e non un apicoltore con 10 o meno arnie utilizzate per autoconsumo.

Un’ultima cosa prima di dare le cifre: in questo articolo noi parleremo dell’attività principale dell’apicoltore, ovvero la produzione di miele ma prima di avviare quest’attività bisogna essere al corrente di alcune informazioni.

L’apicoltura spesso è una dei modi con cui un’azienda agricola diversifica la sua attività: ti rimandiamo quindi a questo articolo sulle colture più redditizie.

Sono molti i servizi accessori che un apicoltore può effettuare, uno su tutti l’impollinazione. Per impollinazione si intende un processo fondamentale svolto dalla api per far riprodurre le piante e si tratta di una pratica molto richiesta dagli agricoltori per i propri frutteti.

Nel mondo, il mercato dell’impollinazione vale 14 miliardi di dollari ma è sviluppato soprattutto in America.

L’Italia sta poco a poco prendendo consapevolezza di quest’opportunità che offre il mercato ma solo il 31% degli apicoltori offre servizi di impollinazione.

Manca, inoltre, una linea guida chiara sul prezzario: alcuni apicoltori  sono disposti ad impollinare gratis ma questo può portare danni alle loro api se l’agricoltore utilizza pesticidi.

Un fattore da considerare è che le api vanno a cercare nutrimento in un raggio di 3km, una distanza superiore può comportare uno stress per l’animale.

Ecco perché gli agricoltori che offrono servizi di impollinazione professionale chiedono un compenso in base alla distanza da coprire al netto dei rischi che lo loro api corrono.

Ma quanto costa l’impollinazione?

Mediamente si parla di 22€ ad arnia per distanze inferiori ai 20km, 25€ ad arnia per distanze tra i 20 e i 60km e 30€ ad arnia per distanze maggiori di 60km.

Quanto costa avviare un’attività di apicoltura?

Come ti abbiamo già anticipato, il costo complessivo ad arnia è circa 295€. Da cosa è composta questa cifra? Scopriamolo.

Innanzitutto avremo bisogno di uno sciame d’api con regina per arnia, il costo va da 70 a 100€ per sciame in base alla qualità. Prendiamo quindi come riferimento 80 € a sciame come costo medio, creando un’azienda agricola con 300 sciami dovremo affrontare una spesa di 24.000 € solo di api.

Il prezzo degli sciami varia da anno in anno, il nostro consiglio è contattare l’associazione di zona per avere informazioni sui prezzi praticati sul nostro territorio e per farsi indicare i fornitori più affidabili.

Naturalmente però abbiamo bisogno di dare una casa a questi 300 sciami di api: avremo bisogno dunque di 300 arnie. Il prezzo delle arnie si aggira tra i 50 e i 70€ per arnia, con una media di 60€ ad arnia spenderemo così 18.000€.

Queste sono le spese più cospicue da affrontare.

Non spaventarti: si tratta di costi affronterai solo una volta, le arnie hanno una stimata durata di 10 anni (ma possono durare anche di più con la giusta manutenzione). Inoltre, come vedremo dopo, ogni regione mette a disposizione un contributo del 50% sulle spese sostenute per avviare l’attività! Ti verrà restituito dunque la metà di quello che spenderai e il resto lo ammortizzerai a 10-15 anni.

Per completare le arnie abbiamo ora bisogno dei telaini da nido, 10 per arnia e si trovano ad un prezzo di 0,80 € l’uno: la spesa da affrontare per i 3000 telaini sarà dunque 2.400€ in totale.

Un’altra spesa da considerare sono gli “escludi regina”, ne serve uno per arnia. A questo punto possiamo scegliere se prenderli con cornice o senza cornice, costano 10€ i primi, 5€ i secondi. Il consiglio è di optare per i primi per facilitare il passaggio delle api, avremo dunque una spesa di 3.000€ in escludi regine.

Avremo inoltre bisogno di due melari per arnia utilizzati per la raccolta del miele: in media possiamo trovarli a 10€ l’uno e ne servono 2 per arnia, dobbiamo tenere in conto una cifra di 6.000€ per l’acquisto dei melari per arnie.

A loro volta i melari hanno bisogno di 9 telaini cadauno, il prezzo di mercato è 70 centesimi (3780€ per i telaini per melari).

Nei telaini da nido e da melario è opportuno inserire i fogli cerei. Il prezzo della cera negli ultimi anni è salito e quindi oggi ci troviamo a pagare i fogli cerei da 1€ di qualche anno fa a 1,5€ l’uno, il prezzo medio ordierno. Questo significa che per le 300 arnie avremo una spesa di 9.900€ in fogli cerei.

Altri strumenti necessari per comporre le arnie: trasformatore e pinze per inserire i fogli cerei nei telaini ad un presso medio di 100€.

A fine stagione, prima del ritiro dei melari, bisogna liberarli dalle api e quindi servono svariati apiscampi. Per 300 arnie sono necessari almeno 150 apiscampi, che ad un prezzo di mercato di 7€ l’uno ci fanno preventivare una spesa di 1050€.

È necessaria inoltre l’attrezzatura per la raccolta del miele: se vogliamo fare un investimento anche per il futuro compreremo un banco per disopercolare in inox (300€)e uno smielatore manuale da 20 telaini in inox (500€) oppure motorizzato (1000€).

Non meno importante la protezione per l’apicoltore: possiamo trovare guanti, maschera e tuta adatti intorno ai 500€. Per la stessa cifra dovremo comprare inoltre l’affumicatore che ci permetta di visitare le arnie.

Queste cifre sono calcolate per un’azienda agricola da 300 arnie ma avendo fornito in questo articolo i prezzi degli strumenti necessari, si può calcolare l’investimento iniziale in base a quante arnie decidiamo di acquistare.

Mettere in piedi dunque un’azienda agricola che conta 300 arnie produttive costa circa 70.480€.

Come accennato prima, nella maggior parte delle regioni italiane è previsto un contributo del 50% sulle spese sostenute (e dimostrabili) come sostegno all’apicoltura.

Di questi 70.000€, quindi, la metà saranno coperti dai contributi, ovvero 35.000€.

Rimane così un investimento di 35.000€ da spalmare su 10anni (la durata stimata dell’attrezzatura). L’ammortizzamento annuale in bilancio dell’investimento iniziale sarà 3.500€/annui.

Ci sono puoi una serie di costi annui da considerare.

Ogni anno infatti dovremmo eseguire un trattamento anti-varroa per proteggere le nostre api da questo acaro parassita, il costo è di circa 10€ ad arnia, ovvero 3.000€ nel caso in esempio.

Un’altra spesa ricorrente è il nutrimento delle api, calcoliamo 1.800-2.000€ annui per 300 arnie.

Anche il lavoro dell’apicoltore richiede adempimenti burocratici: 300€ di iscrizione alla CCIA e 1500€ di contributi INPS per ottenere in futura la pensione come apicoltore.

Quello di cui naturalmente non potrai fare a meno una volta avviata la tua attività sarà inoltre una cosa chiamata “marketing” necessaria a farti vendere i tuoi prodotti o a trovare agricoltori interessati a sfruttare i tuoi servizi di impollinazione.

Quanto Guadagna un Apicoltore?

Ci addentriamo ora in un calcolo meno preciso, ovvero il fatturato.

Come abbiamo spiegato prima, sono diversi i proventi che può generare l’attività di apicoltore. Non solo miele, infatti. Propoli, pappa reali, cera d’api, veleno d’api e servizi di impollinazione: questi sono i principali servizi accessori che un apicoltore può offrire.

Nella stesura del nostro business plan per apicoltori terremo conto solo dei proventi generati dalla produzione del miele: da un lato per semplificare la comprensione dei calcoli, dall’altro lato perché si tratta di cifre che variano molto da territorio a territorio e da azienda ad azienda.

Per quanto sia anche difficile prevedere un guadagno preciso dalla produzione di miele, sapendo quanto produce in media un arnia e il prezzo di vendita medio del miele italiano possiamo preventivare dei guadagni che si avvicinano il più possibile alla realtà.

Piano di marketing

Tutte le imprese, comprese quelle agricole, devono avere una strategie di marketing per far sì che la loro idea decolli.

In generale, ogni piano di marketing che si rispetti, prende in considerazione 4 leve fondamentali che sono definite come le 4 P del marketing, vale a dire:

  • Product (prodotto)
  • Price (Prezzo)
  • Place (posizionamento o distribuzione)
  • Promotion (strategie di vendita e promozione)

Il “prodotto” che fa capo ad un allevamento di api è dato, non solo dal miele, ma anche da altri prodotti come la cera d’api, il propoli e la pappa reale; ci sono poi le api stesse, in qualità di insetti impollinatori.

Il “prezzo” in questo caso è costituito dal prezzo dei singoli prodotti e servizi: evidentemente il costo del miele al kg per la grande distribuzione o l’industria sarà nettamente inferiore a quello applicato ad un consumatore occasionale nella vendita diretta o ad altri commercianti nel commercio al dettaglio.

La “distribuzione” del miele e degli altri prodotti realizzati da un apicoltore sarà per forza di cose multicanale: i tuoi potenziali acquirenti saranno sia consumatori diretti (in tal caso dovrai allestire uno spaccio di vendita presso il tuo allevamento) che commercianti della grande e piccola distribuzione e altri agricoltori (nel caso delle api per impollinazione). Potrai infine vendere il tuo miele, il propoli e la pappa reale alle industrie alimentari, cosmetiche e farmaceutiche e ai buyers stranieri per la parte destinata al mercato estero.

Per quello che concerne la “promozione”, anche in questo caso le attività da fare sono molteplici; le più significative sono:

All’inizio è probabile che la tua strategia di marketing sarà limitata alle prime 3 attività. Successivamente, però, sarà opportuno destinare un budget sempre più ampio anche alle attività di marketing online che rappresentano oggi un valido supporto alla vendita in qualunque settore.

Per creare un business plan in pochi minuti ti consiglio di utilizzare il Business Model Canva, qui ti spieghiamo bene come compilarlo e ti diamo il format per farlo gratuitamente. Ti consiglio comunque di ascoltare anche il nostro podcast in cui ti spieghiamo a fondo come riuscire a creare in pochi passi il tuo business plan vincente:

Parte 1 del business plan

Parte 2 del business plan

Aspetti burocratici

Per finire, diamo uno sguardo alla burocrazia necessaria ad avviare un allevamento di api.

Parte degli adempimenti burocratici che dovrai sostenere per aprire il tuo business potranno essere fatti gratuitamente sfruttando le sedi locali delle associazioni di categoria, altre invece comporteranno delle spese che saranno ammortizzate entro il primo e secondo anno di attività.

Come per ogni altra attività di tipo imprenditoriale, oltre all’apertura della Partita Iva e all’iscrizione della tua azienda al Registro delle Imprese presso la sezione locale della Camera di Commercio,  dovrai rispettare tutte le norme igienico sanitarie legate alla produzione e vendita di alimenti, sia per il mercato nazionale che per quello estero.

Per ottenere, ad esempio, la delibera alla produzione e vendita di miele è necessario essere in possesso di un libretto di idoneità sanitaria, adempiere a tutte le norme di sicurezza sanitaria ed essere al corrente circa tutte le direttive per le etichettature.

Prima di avviare la tua attività, accertati inoltre che nella tua regione o comune non siano previsti incentivi per l’avvio di attività agricole o l’imprenditoria giovanile, come ad esempio l’esenzione del versamento dell’Iva o dei contributi per i primi anni.

Come già detto in precedenza, inoltre, nella maggior parte delle regioni è previsto un contributo del 50% sull’investimento iniziale per chi intraprendere l’attività di apicoltore.

Per non avere problemi burocratici e legali, ci sono una serie di obblighi a cui dobbiamo adempiere nell’esercizio dell’attività di apicoltore:

  • Nella scelta del luogo dove sistemare le nostre arnie, dovremo rispettare una distanza di 10-20 metri da strade e ferrovie ed una distanza di 3km da altri alveari con più di 50 sciami;
  • Denunciare il numero degli alveari all’ASL e al Comune di Residenza;
  • Nel caso in cui pratichiamo la transumanza (migrazione delle arnie) dobbiamo comunicare gli spostamenti all’ASL;
  • Tenere a registro i numeri della vendita di miele e derivati.

Alcune direttive nazionali prevedono, ad esempio, che ai piccoli produttori sia consentito di produrre miele all’interno di un locale della loro abitazione, purché idoneo sotto il profilo sanitario, mentre per le grandi produzioni è necessario avere un laboratorio attrezzato.

Il regime fiscale dell’apicoltore

Come avrai già potuto leggere in altri articoli sulle nostre idee di business, il regime fiscale dell’imprenditore agricolo è particolarmente vantaggioso in Italia.

Come detto in precedenza, sotto le 10 arnie l’attività di apicoltura viene considerata autoconsumo. Sotto i 20 alveari, invece, se l’attività è condotta da apicoltori residenti in zone considerate montane, essa non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Esiste inoltre un’agevolazione particolare per gli imprenditori agricoli: sotto i 7.000€ di volume d’affari annuo si entra nel regime di esonero IVA.

Invece con un fatturato sopra i 7.000€ annui, il regime IVA è comunque vantaggioso: non è possibile detrarre l’IVA dagli acquisti ma limita anche il versamento dell’IVA sulle vendite.

Il reddito imponibile di chi risulta imprenditore agricolo (secondo l’art 2135 cc) non è calcolato sul fatturato generato dall’attività ma dal reddito fondiario dei terreni su cui l’attività è esercitata.

Non tutti però possono usufruire di queste agevolazioni, bisogna infatti rientrare nella dicitura dell’art.2135 del Codice Civile.

Oltre a quelle di cui abbiamo già parlato, ci sono altre agevolazioni per gli imprenditori agricoli.

Dal 2016, infatti, l’imprenditore agricolo è esente dal pagamento dell’IRAP e, per gli imprenditori Under 40, è prevista inoltre l’esenzione del pagamento dei contributi agricoli per i primi 3 o 5 anni.

Non solo, sempre dal 2016, l’imprenditore agricolo è esente dal versamento dell’IMU sui terreni posseduti e sugli immobili strumentali utilizzati per l’esercizio dell’attività (come capannoni, capanni per gli attrezzi, magazzini, ecc…).

Le legge italiana, dunque, nell’ultimo periodo sta venendo incontro alle esigenze del settore primario per tutelare le eccellenze Made in Italy come, ad esempio, il miele.

Conclusioni

L’apicoltura può essere non solo un hobby affascinante ma anche una fonde di reddito non trascurabile.

A conferma di ciò, il fatto che, secondo un’indagine condotta dall’Università di Reading (Regno Unito) e diffusa nel nostro paese dalla FAI, il nostro paese vanta un livello di autosufficienza per quanto riguarda gli alveari da impollinazione fra il 75 e 90%, laddove invece in altre nazioni, come Francia e Germania, questo livello non supera il 25/50%.

Questo significa che già molti italiani hanno compreso come i servizi d’impollinazione collegati all’agricoltura e alla coltivazione di alberi da frutto possano rappresentare uno sbocco molto redditizio per chi già opera nel campo dell’apicoltura o è interessato ad entrarvi.

I neo imprenditori spesso esitano a seguire i loro sogni di business perché credono che il settore in cui si vogliono inserire sia già saturo e non ci sia spazio per assorbire nuovi competitor.

Tuttavia, la chiave del successo del tuo business non dipende dalla ricerca di un campo completamente vuoto, ma da come la tua attività riesce a ritagliarsi un posto in un mercato che già funziona.

E ora che hai verificato costi, attività, strategie per diventare apicoltore mettiti subito a lavoro! Qui troverai passo passo cosa bisogna fare dopo aver redatto un Business Plan per avviare l’attività.

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Redazione di Intraprendere
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