Apicoltura Arnie

Se ami la natura, compresi gli insetti, l’apicoltura è un’attività che ti potrebbe darti grandi soddisfazioni.

Diventare un allevatore di api infatti, è un lavoro che esiste da secoli e che, nonostante i cambiamenti tecnologici intercorsi, mantiene ancora le caratteristiche del passato.

Il ruolo dell’apicoltore, ancora oggi non compreso a pieno, è in verità molto importante: le api, infatti, non vengono allevate solo per produrre e vendere lo squisitissimo miele, ma anche per svolgere quella che è poi la loro funzione principale, l’impollinazione entomofila (ossia portata avanti da insetti) di orti e alberi da frutto.

Si stima ad oggi che circa un terzo della produzione agricola mondiale sia frutto dell’impollinazione svolta da api impollinatrici allevate dagli apicoltori: ecco, dunque, che affiancando il servizio di impollinazione a quello di produzione e vendita del miele, allevare api può dare davvero risultati più che apprezzabili dal punto di vista dei ricavi.

Così come sono cresciuti i servizi di impollinazione, negli ultimi anni anche il consumo e la richiesta di miele da parte del mercato nazionale sono andati aumentando.

Il miele italiano infatti, oltre che dai consumatori finali tramite la vendita diretta, viene acquistato anche dalle industrie alimentari come ingrediente per dolci, biscotti e merendine e trova facilmente allocazione anche sui mercati esteri tramite l’esportazione.

Dati del FAI, la Federazione Italiana Apicoltori, riportano che quasi 4.000 tonnellate di miele italiano vengono ogni anno esportate all’estero: i principali importatori, oltre all’Europa, sono la Svizzera, gli Stati Uniti, il Giappone e i Paesi Arabi.

Il costo di vendita sui mercati esteri è inoltre molto più elevato rispetto a quello di altri paesi: in particolare, nel Sol Levante, un kg di miele italiano viene pagato in media 5 €, essendo ritenuto di qualità molto più elevata.

Si tenga, inoltre, presente che l’apicultura oltre al miele consente di produrre anche il propoli e la pappa reale, usati nella preparazione di farmaci per il mal di gola, e la cera d’api, impiegata per la realizzazione di candele e di detersivi per la pulizia di mobili e pavimenti in legno.

Perfino il veleno d’api può rappresentare una risorsa in quanto utilizzato per produrre pomate e lozioni per l’artrite.

Infine, un allevatore di api può trarre ulteriori guadagni allevando nelle sue arnie api regine da vendere ad altri allevatori.

Vediamo dunque di seguito come intraprendere un’attività nel campo dell’apicoltura, come iniziare e quali sono le prime cose da fare per avviare un allevamento di api.

Apicoltura: le prime cose da fare

Indubbiamente se non sai nulla di come nascono e si riproducono le api, la cosa migliore è frequentare un Corso di Apicoltura, in modo da apprendere le nozioni base che ti consentiranno a far proliferare questi insetti all’interno del tuo allevamento.

In genere, questo tipo di attività richiede un investimento iniziale non troppo elevato da destinare all’acquisto delle prime famiglie o colonie di api, dell’ape regina,  della stessa casa delle api o arnia e, ovviamente, di tutta l’attrezzatura necessaria sia per prendersi cura delle api che per raccogliere e immagazzinare il miele e tutti gli altri prodotti dell’alveare.

Scopriamo allora di seguito quali sono i preliminari cui ti dovrai attenere per impiantare un allevamento di api redditizio.

1. Scelta del luogo in cui collocare gli alveari

Il primo passo in assoluto è quello di individuare il luogo giusto dove collocare il tuo allevamento di api: questi insetti, infatti, si nutrono del nettare dei fiori, dunque è necessario che collochi la tua apicoltura in campagna o in una zona in cui ci sono molti fiori e prati.

Inoltre dato che come sai bene le api pungono, è necessario che il luogo in cui impianterai gli alveari sia ben riparato, in modo da non avere problemi con eventuali passanti.

Se sei fortunato da avere già un piccolo appezzamento del genere su un terreno di tua proprietà, potrai abbattere almeno questa spesa iniziale, altrimenti dovrai provvedere a comprarne o ad affittarne uno.

Dato che quasi tutti gli insetti prediligono gli ambienti umidi e caldi, è preferibile infine che il luogo dove installerai le arnie delle api sia orientato a sud/ est per godere la pieno del benefico effetto del sole.

Per lo stesso motivo, se il luogo che hai scelto fosse molto ventoso, sarà necessario creare una barriera frangivento utilizzando dei teloni o delle balle di fieno che limitino, ma non impediscano del tutto il passaggio dell’aria.

Assicurati inoltre che il terreno su cui si trovano gli alveari non sia eccessivamente umido: le arnie per api non devono infatti affondare nel pantano, ma essere appoggiate sulla terra asciutta.

È inoltre indispensabile che l’allevamento sia posto in una zona facilmente accessibile in modo da rendere agevole la raccolta e il trasporto del miele, cosa che potrebbe essere difficile se gli alveari si trovano sulla cima di una collina o a molta distanza dalla strada.

2 Acquisto dell’attrezzatura

Oltre al terreno e alle arnie usate per le api, di quali attrezzi avrai bisogno per iniziare la tua nuova attività di apicoltore? Eccoli di seguito:

  • Velo di protezione per il viso e la testa
  • Guanti rinforzati
  • Tuta e stivali da apicoltore
  • Un affumicatore, vale a dire uno speciale attrezzo costituito da un cilindro in metallo collegato ad un soffietto da cui esce del fumo, il quale, una volta gettato contro le api, le indurrà a nutrirsi diventando più docili e tranquille.
  • Alveari, costituiti, di solito, da una scatola suddivisa in 9 o 10 celle, di cui alcune riservate ad alloggiare le larve ed i piccoli, altre a depositare il polline e conservare il miele.
  • Attrezzature per l’estrazione del miele (pennelli e smielatori).

3 Preparazione delle arnie

Una volta che ti sarai dotato di tutto il materiale apistico necessario, finalmente potrai iniziare la tua attività.

Uno dei primi lavori che dovrai svolgere sarà la preparazione delle arnie: dovranno infatti accogliere le api, dunque è necessario che nessun aspetto venga lasciato al caso.

Di sicuro ti starai chiedendo “ma dove vado a pescare le mie prime api?”. Ecco cosa puoi fare:

  • Acquistare una colonia interna o più famiglie da un altro apicoltore
  • Raccogliere uno sciame
  • Prendere le api in natura da alberi e pareti

Ovviamente, dato che sei alle prime armi, ti consigliamo vivamente di scartare la seconda e la terza opzione, acquistando direttamente un pacchetto di api da un collega.

La regola d’oro in questo caso è di affidarsi a venditori certificati, in quanto acquistando una colonia o famiglia intera, potreste acquistare anche eventuali malattie in essa contenute, col rischio di vedere morire tutte le vostre api nel giro di poche settimane.

Per impiantare la tua colonia, è preferibile attendere la stagione calda, in quanto le api non tollerano molto il freddo.

Se non vuoi rischiare, ti consigliamo di acquistare inizialmente almeno due colonie, dunque due api regine, qualora qualcosa vada storto in uno degli alveari e una delle regine dovesse morire avrai almeno una seconda opportunità.

Durante l’inverno, assicurati che le tue api abbiano sempre il cibo a sufficienza per poter vivere dentro l’alveare.

In caso di climi particolarmente rigidi, sarà inoltre necessario proteggere ulteriormente le api dalle basse temperature e dagli agenti atmosferici usando dei materiali isolanti con cui avvolgere le arnie.

4.  Raccolta e conservazione del miele

Per raccogliere il miele prodotto dalle api, la prima cosa da fare è separare il miele stesso dalle api: per farlo dovrai tirare via le api dalle celle dell’alveare con uno strumento apposito, il pennello, oppure con delle particolari sostanze chimiche che, avendo un odore sgradevole, spingono fuori le api in modo spontaneo.

Una volta che le api sono uscite, è possibile estrarre il miele a mano o ricorrendo a degli smielatori, vale a dire dei dispostivi meccanici in grado di gestire molto più velocemente le operazioni.

Sarà inoltre necessario l’uso di un coltello riscaldato elettricamente per rimuovere i tappi di cera dal favo di miele.

Il miele estratto dovrà essere raccolto in una garza e conservato in un luogo caldo all’interno di un contenitore dotato di fondo: in questo modo le impurità rimarranno in superficie, mentre il miele raffinato scenderà in basso.

Sarà pertanto necessario adibire un’area del terreno dove è collocato il tuo allevamento a magazzino o deposito per lo stoccaggio del miele raccolto.

Se non vi è lo spazio necessario, dovrai organizzarti con delle macchine agricole per trasportare il tuo miele in un luogo più lontano.

Le api e il loro ciclo di vita

L’apicoltura è una delle più antiche forme di allevamento. Si narra che i primi apicoltori allevassero le loro api in cilindri di corteccia e canne di bambù.

È dunque un’attività che richiede davvero pochi strumenti e poco spazio, questo però non significa che non debba essere svolta con grande scrupolo.

Le api sono, infatti, insetti molto suscettibili agli sbalzi di temperatura e, nonostante il veleno e l’aculeo, sono facili prede di insetti più grandi, uccelli e altri animali.

Inoltre le colonie di api possono talvolta contrarre delle malattie o aggredire da parassiti come gli acari, tali da far morire la sola regina, le larve o tutto l’alveare.

Se ben trattata però una colonia di api può arrivare a produrre oltre 40 kg di miele all’anno. Le api operaie vivono dalle 3 alle 6 settimane, durante le quali riescono a raccogliere fino ad un kg di nettare.

La raccolta del nettare da parte delle api operaie inizia quando hanno circa 20 giorni, epoca in cui ognuna di loro abbandona l’alveare per andare alla ricerca di fiori da cui estrarre il cibo: l’ape penetra nei petali e succhia lo squisito nettare con la lingua.

Durante questa fase, il polline presente sul fiore si attacca alle gambe e ai peli dell’ape per andare poi ad attaccarsi ai fiori successivi che vengono così impollinati.

Quando l’ape operaia ha nettare a sufficienza dentro l’addome, torna all’alveare e lo deposita nelle cellule vuote dell’alveare.

Altre api che vivono nello stesso alveare iniziano ad ingerire e secernere il nettare, aggiungendo gli enzimi necessarie per far maturare il miele. Una volta maturo, il miele viene di nuovo depositato nella cella e ricoperto con un sottile strato di cera d’api.

3. Analisi economico finanziaria e aspetti burocratici

Per poter avviare un’attività di apicoltura, avrai bisogno di elaborare un business plan (qui trovi delle linee guida semplici ed efficaci) comprensivo dei costi e dei risultati attesi per i primi anni di attività.

1. Costi di avvio dell’attività

Per quello che riguarda i costi, un’ipotesi plausibile è la seguente:

  • Acquisto dell’attrezzatura di base (tuta, guanti, stivali, velo di protezione e affumicatoio e combustibile): 300 €
  • Acquisto e sistemazione delle arnie: 500 €
  • Acquisto due colonie di api: 260 €
  • Farmaci e nutrimento per le api: 150 €
  • Acquisto di smielatori e contenitori per il miele: 120 €
  • Corso di Apicoltore (facoltativo): 250 €

La spesa complessiva dunque per la messa in piedi di un piccolo allevamento di api (esclusi i costi di affitto del terreno e dei locali ad uso magazzino, che variano a seconda delle zone e delle dimensioni) è di circa 1.600 €, cifra più che ragionevole.

Indubbiamente per apicolture di più ampie dimensioni i costi tenderanno ad aumentare, anche perché probabilmente non potrai fare tutto da solo e avrai bisogno di manodopera.

Quello di cui naturalmente non potrai fare a meno una volta che avrai avviato la tua attività sarà inoltre una cosa chiamata “marketing” necessaria a farti vendere i tuoi prodotti o a trovare agricoltori interessati a sfruttare i tuoi servizi di impollinazione.

2. Piano di marketing

Tutte le imprese, comprese quelle agricole, devono avere una strategie di marketing per far sì che la loro idea decolli.

In generale, ogni piano di marketing che si rispetti, prende in considerazione 4 leve fondamentali che sono definite come le 4 P del marketing, vale a dire:

  • Product (prodotto)
  • Price (Prezzo)
  • Place (posizionamento o distribuzione)
  • Promotion (strategie di vendita e promozione)

Il “prodotto” che fa capo ad un allevamento di api è dato, non solo dal miele, ma anche da altri prodotti come la cera d’api, il propoli e la pappa reale; ci sono poi le api stesse, in qualità di insetti impollinatori.

Il “prezzo” in questo caso è costituito dal prezzo dei singoli prodotti e servizi: evidentemente il costo del miele al kg per la grande distribuzione o l’industria sarà nettamente inferiore a quello applicato ad un consumatore occasionale nella vendita diretta o ad altri commercianti nel commercio al dettaglio.

La “distribuzione” del miele e degli altri prodotti realizzati da un apicoltore sarà per forza di cose multicanale: i tuoi potenziali acquirenti saranno sia consumatori diretti (in tal caso dovrai allestire uno spaccio di vendita presso il tuo allevamento) che commercianti della grande e piccola distribuzione e altri agricoltori (nel caso delle api per impollinazione). Potrai infine vendere il tuo miele, il propoli e la pappa reale alle industrie alimentari, cosmetiche e farmaceutiche e ai buyers stranieri per la parte destinata al mercato estero.

Per quello che concerne la “promozione”, anche in questo caso le attività da fare sono molteplici; le più significative sono:

All’inizio è probabile che la tua strategia di marketing sarà limitata alle prime 3 attività. Successivamente, però, sarà opportuno destinare un budget sempre più ampio anche alle attività di marketing online che rappresentano oggi un valido supporto alla vendita in qualunque settore.

3. Aspetti burocratici

Per finire, diamo uno sguardo alla burocrazia necessaria ad avviare un allevamento di api.

Parte degli adempimenti burocratici che dovrai sostenere per aprire il tuo business potranno essere fatti gratuitamente sfruttando le sedi locali delle associazioni di categoria, altre invece comporteranno delle spese che saranno ammortizzate entro il primo e secondo anno di attività.

Come per ogni altra attività di tipo imprenditoriale, oltre all’apertura della Partita Iva e all’iscrizione della tua azienda al Registro delle Imprese presso la sezione locale della Camera di Commercio,  dovrai rispettare tutte le norme igienico sanitarie legate alla produzione e vendita di alimenti, sia per il mercato nazionale che per quello estero.

Per ottenere, ad esempio, la delibera alla produzione e vendita di miele è necessario essere in possesso di un libretto di idoneità sanitaria, adempiere a tutte le norme di sicurezza sanitaria ed essere al corrente circa tutte le direttive per le etichettature.

Prima di avviare la tua attività, accertati inoltre che nella tua regione o comune non siano previsti incentivi per l’avvio di attività agricole o l’imprenditoria giovanile, come ad esempio l’esenzione del versamento dell’Iva o dei contributi per i primi anni.

Alcune direttive nazionali prevedono ad esempio che ai piccoli produttori sia consentito di produrre miele all’interno di un locale della loro abitazione, purché idoneo sotto il profilo sanitario, mentre per le grandi produzioni è necessario avere un laboratorio attrezzato.

Conclusioni

L’apicoltura può essere non solo un hobby affascinante ma anche una fonde di reddito non trascurabile.

A conferma di ciò, il fatto che, secondo un’indagine condotta dall’Università di Reading (Regno Unito) e diffusa nel nostro paese dalla FAI, il nostro paese vanta un livello di autosufficienza per quanto riguarda gli alveari da impollinazione fra il 75 e 90%, laddove invece in altre nazioni, come Francia e Germania, questo livello non supera il 25/50%.

Questo significa che già molti italiani hanno compreso come i servizi d’impollinazione collegati all’agricoltura e alla coltivazione di alberi da frutto possano rappresentare uno sbocco molto redditizio per chi già opera nel campo dell’apicoltura o è interessato ad entrarvi.

I neo imprenditori spesso esitano a seguire i loro sogni di business perché credono che il settore in cui si vogliono inserire sia già saturo e non ci sia spazio per assorbire nuovi competitor.

Tuttavia, la chiave del successo del tuo business non dipende dalla ricerca di un campo completamente vuoto, ma da come la tua attività riesce a ritagliarsi un posto in un mercato che già funziona.

E ora che hai verificato costi, attività, strategie per diventare apicoltore mettiti subito a lavoro! Qui troverai passo passo cosa bisogna fare dopo aver redatto un Business Plan per avviare l’attività.

 

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