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Abbiamo spiegato in precedenza come le emozioni possono impattare nel momento immediatamente successivo alla generazione di un’idea imprenditoriale.

Adesso è venuto il momento di parlare di ciò che succede quando cominciamo a porre le basi di una delle possibili strategie d’impresa attuabili.

Infatti l’euforia e il senso d’infallibilità possono facilmente essere rimpiazzati dalla depressione e dal senso d’impossibilità se non si lascia sedimentare l’idea e non si attraversa un processo logico che deve guidarci verso la realizzazione di un “business plan”.

 

L’abbandono di un progetto imprenditoriale avviene proprio nel momento in cui si redige il business plan e il motivo è semplice: ci si è messi a creare un piano industriale prematuramente, senza affrontare il giusto percorso!

Il business plan è uno strumento operativo fondamentale ma costruirlo senza prima aver fatto delle adeguate verifiche e senza disporre di dati e informazioni affidabili è un grave errore che potrebbe portarti a compiere errori irrimediabili o a credere che la tua idea non era poi così brillante.

5 sono i punti che dovrebbero essere verificati prima di decidere se la propria idea è viabile o meno:

1. Chiarisci qual è la tua Vision

La vision è molto più di una frase a effetto pensata per convincere se stessi e gli altri. Si tratta altresì di un’analisi introspettiva e profonda che ha l’obiettivo di dettagliare come si immagina il futuro all’interno di un contesto che deve essere altrettanto chiaro.

Non a caso i grandi imprenditori si definiscono anche grandi “visionari”.

Avere una “vision” significa essere consapevoli dell’essenza stessa della propria idea per poterla implementare senza esitazioni, per essere in grado di venderla a potenziali finanziatori e per trasmetterla ai propri collaboratori. 

2. Definisci il mercato di riferimento

La maggior parte delle idee sono basate sulle caratteristiche di un prodotto. Purtroppo le caratteristiche sono inutili se non danno luogo a dei benefici, e se questi non sono allineati ai bisogni del proprio potenziale cliente.

Il mercato di riferimento è rappresentato proprio dai “customer needs” e per definirlo è necessario immedesimarsi nel cliente, dialogarci e vivere i suoi problemi.

Estremizzando, un prodotto o un servizio innovativo dotato di caratteristiche eccezionali che generano benefici diversi da quelli richiesti dal mercato, è giustappunto un prodotto che non ha mercato.

3. Non sottovalutare il Benchmarking

Chi altri soddisfa questi stessi bisogni che hai identificato e come lo fa? Che genere di vantaggi competitivi hai sviluppato rispetto ai tuoi concorrenti? Quali sono gli elementi che ti rendono unico e perché mai il tuo cliente non potrebbe mai fare a meno del tuo prodotto?

Analizzare la concorrenza è ciò che permette di comprendere quali sono i tuoi USP (unique selling points), se esistono, e quindi gettare le basi per dettagliare il posizionamento e la strategia di prezzo.

4. Illustra critica il tuo modello di business 

Spesso si confonde il modello di business con il business plan. In realtà è impossibile creare un business plan se prima non si ha chiaro il modello di business.

Si tratta di definire un sistema di relazioni sia matematiche che logiche dalle cui relazione scaturisce un business profittevole.

In altre parole, l’obiettivo del modello di business è illustrare le relazioni tra la produzione, la distribuzione e la monetizzazione del proprio prodotto o servizio. È l’analisi della catena del valore. 

Un modello di business viabile presuppone la presenza di una strategia commerciale e operativa efficace e di un’organizzazione delle proprie risorse tale da garantire la creazione di un valore soddisfacente per la propria impresa.

Dal modello di business si evincono molti elementi che saranno parte del business plan: dalle risorse umane alla competenza tecnologica, dagli acquisti al marketing.

Progettare un modello di business richiede un grande spirito di auto-critica, una mentalità fortemente strategica e la capacità di confrontare il proprio modello con altri già presenti nello stesso segmento di mercato. 

5. Confronta più scenari

 Il cambiamento può essere una minaccia o un’opportunità e ciò va preso in considerazione quando si formula il proprio business plan. Che cosa potrebbe succedere in ambito politico, tecnologico o legislativo? Quale potrebbe essere l’impatto dell’entrata di un nuovo player nel proprio mercato di riferimento?

La predizione dei possibili mutamenti nel proprio contesto operativo è essenziale per definire degli obiettivi e per mettere in atto delle contromisure in caso di un peggioramento dello scenario.

Ipotizzare più scenari, realistici ma più o meno ottimistici, in base all’influenza di potenziali cambiamenti è decisamente importante per comprendere la sostenibilità del proprio modello di business.

Smarcare questi 5 punti richiede calma e sangue freddo, ma è un esercizio da cui non si può prescindere per ottenere i dati che servono a generare un piano d’azione credibile.





Alessandro Cirinei
Alessandro Cirinei fonda la sua prima azienda nel 2007, Xool e contribuisce successivamente al lancio di UrbanPost, Sercanto e Via Calzabigi. Collabora con fondi di venture ed acceleratori in qualità di "mentor" e temporary manager all'interno di numerose start-up.

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