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Come diventare un veterinario? È obbligatoria la laurea? La risposta è si: per diventare veterinario è necessario essere laureati in Medicina Veterinaria, aver acquisito l’abilitazione ed essere iscritti all’Ordine dei Medici Veterinari per svolgere la professione.

A questo punto la domanda successiva potrebbe essere:

Conviene diventare un veterinario?

Secondo uno studio dell’Associazione Veterinari, l’Italia è il secondo paese in Europa per animali domestici, con una presenza di questi ultimi nelle abitazioni pari al 52% e un totale di oltre 32 milioni esemplari fra gatti, cani, criceti, conigli, uccelli, pesci e perfino rettili.

La spesa complessiva per loro si aggira intorno ai 5 miliardi di €, con un aumento del 10% negli ultimi tre anni. Di questi buona parte è spesa in cibo, accessori e, soprattutto, cure veterinarie.

Se pertanto stai pensando di fare il veterinario sei di sicuro sulla strada giusta per intraprendere una carriera davvero soddisfacente e redditizia. Scopri dunque come diventare veterinario in questa guida passo passo.

Come si diventa veterinario

Per diventare veterinario è necessario prima di tutto conseguire una laurea in Medicina Veterinaria. Tali studi prevedono sia lezioni teoriche con valutazione finale (esame), sia lo svolgimento di un tirocinio pratico presso cliniche, studi veterinari e/o centri zootecnici solitamente alla fine del percorso di formazione.

Dopo il conseguimento del diploma di laurea, è possibile seguire ulteriori corsi di specializzazione in Italia o all’estero proprio come avviene nel caso del percorso di studi in medicina. Si tratta di solito di master della durata di 3 anni con obbligo di frequenza e prove di esame finali.

Gli studi per diventare veterinario sono però insufficienti per esercitare la professione se il neolaureato non sostiene l’esame di abilitazione necessaria per l’iscrizione all’ordine dei medici veterinari.

Quali sono i corsi necessari per diventare veterinario

Studiare veterinaria non è semplice e richiede prima di tutto grande passione.

Si tratta infatti di un percorso di studi piuttosto lungo (circa 5 anni più l’eventuale specializzazione), che serve a dotare l’allievo delle conoscenze tecniche necessarie allo svolgimento della professione.

Attualmente le migliori università italiane per diventare veterinario sono le quelle di Parma, Sassari, Teramo, Torino, Bologna, Perugia, Camerino, Pisa, Messina, Bari e Napoli. I corsi sono tutti a numero chiuso quindi chi vuole entrare deve sostenere un test di ingresso.

Per quanto riguarda la formazione dopo la laurea, sono attivate varie Scuole di Specializzazione più o meno in tutti gli atenei di Italia dove è presente la Facoltà di Veterinaria. Eccone di seguito alcune:

  • Alimentazione animale della durata di due anni presso le Facoltà di Napoli, Milano e Bologna;
  • Fisiopatologia della riproduzione degli animali domestici (3 anni) a Messina, Napoli e Bari;
  • Ispezione degli alimenti di origine animale (3 anni) a Torino, Napoli, Teramo, Bari, Sassari, Perugia, Bologna;
  • Malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria ( 2 anni) a Napoli e Bologna;
  • Tecnologia avicola e patologia aviarie (2 anni) a Napoli;
  • Miglioramento genetico degli animali domestici (2 anni) a Milano e Napoli;
  • Patologia e clinica degli animali d’affezione (3 anni) a Milano, Messina e Bologna;
  • Igiene e tecnologia delle carni (3 anni) a Milano;
  • Sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche (3 anni) a Torino, Milano, Bologna, Teramo e Perugia;
  • Sanità pubblica veterinaria (2 anni) a Milano e Parma;
  • Scienza degli animali da laboratorio (3 anni) a Milano;
  • Tecnologia e patologia avi-cunicole (3 anni) a Milano;
  • Radiologia veterinaria (2 anni) a Torino;
  • Allevamento, igiene, patologia delle specie acquatiche e controllo dei prodotti derivati (3 anni) a Udine, Messina e Bari;
  • Biochimica marina e biotecnologie applicate alla pesca e all’acquacoltura (3 anni) a Bari e Bologna;
  • Clinica bovina (3 anni) a Parma e Bologna;
  • Diritto e legislazione veterinaria (2 anni) a Parma;
  • Farmacologia e tossicologia veterinaria (3 anni) a Sassari;
  • Malattie infettive, profilassi e medicina veterinaria (3 anni) a Bari.

Se poi tu volessi andare a specializzarti all’estero, anche qui non hai che l’imbarazzo della scelta.

Cosa serve per diventare veterinario

Oltre alle competenze pratiche e teoriche in medicina veterinaria, un veterinario deve avere possedere altri requisiti.

In particolare, deve avere amore e passione per gli animali, sviluppando doti di empatia sia con loro che soprattutto con i loro padroni.

Deve essere a conoscenza delle principali norme igienico sanitarie e avere ottime capacità organizzative e decisionali, soprattutto se decide di aprire un proprio studio veterinario.

In questo caso, per riuscire ad avere più clienti, proprio come una qualunque altra attività commerciale dovrà anche ampliare la gamma dei servizi offerti allo scopo di farsi conoscere e apprezzare da un numero di utenti sempre più vasto.

Infine, dato che anche nel campo veterinario come in quello medico le novità sono all’ordine del giorno, dovrà dedicare parte del suo tempo alla formazione e all’aggiornamento continuo.

Dove lavora il veterinario

I veterinari hanno sbocchi occupazionali sia nella sanità pubblica che nel privato. Lavorano quindi sia presso ambulatori e centri di pronto soccorso veterinario, ASL, cliniche veterinarie, sia come liberi professionisti in studi privati.

Un veterinario, però, può anche trovare lavoro presso giardini zoologici, parchi naturali, aziende agricole ed industrie che producono alimenti di origine animale e/o pet food.

Anche le aziende farmaceutiche possono offrire opportunità di lavoro per veterinari, ad esempio come informatore scientifico o product specialist per linee di prodotti destinati ad animali. Una parte minoritaria è destinata infine ad occuparsi di ricerca in ambito zoologico all’interno di università e istituti zooprofilattici.

Tra le principali mansioni del veterinario nel settore privato ci sono:

  • Effettuare visite veterinarie;
  • Fare prelievi, vaccinazioni, sterilizzazioni;
  • Prescrivere terapie farmacologiche, esami e analisi veterinarie
  • Diagnosticare patologie;
  • Effettuare interventi chirurgici veterinari;
  • Offrire consulenza benessere e nutrizione dei nostri amici a 4 zampe.

Un veterinario del settore pubblico si occuperà invece di:

  • Rilasciare certificati;
  • Effettuare ispezioni negli allevamenti;
  • Eseguire controlli igienico-sanitari nella produzione di alimenti di origine animale;
  • Svolgere attività di prevenzione della sanità animale.

Come puoi vedere quindi il veterinario non è solo il medico specialista deputato alla cura degli animali, ma svolge anche un ruolo essenziale per quanto riguarda la salute dell’uomo.

Ci sono infatti molte malattie che possono essere trasmesse all’uomo dagli animali, per questo il controllo sulla loro salute, sui luoghi in cui vivono e sui prodotti da loro derivati (uova, carne, latte, formaggi) è così fondamentale.

Come aprire uno studio veterinario

Per aprire uno studio veterinario, oltre al titolo di studio e all’abilitazione con relativa iscrizione all’ordine se vorrai anche mettere in pratica la tua professione, dovrai anche possedere i permessi necessari e la partita iva per lo svolgimento di attività commerciale.come diventare veterinario

In genere la prima cosa da fare è quella di ottenere il consenso all’apertura da parte del Settore di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Azienda Sanitaria di riferimento, dopodiché occorrerà farsi rilasciare regolare permesso all’esercizio dell’attività da parte degli uffici comunali.

Per l’allestimento degli impianti, delle attrezzature e dei locali, occorre di solito farsi aiutare da un ingegnere o architetto esperto in planimetria dei locali veterinari, il quale dovrà ovviamente attenersi ai limiti e criteri di legge vigenti.

A seconda del tipo di studio veterinario che intendi aprire (ambulatorio, clinica, ospedale o laboratorio di analisi) sarà infatti necessario rispettare la normativa vigente relativa all’adeguamento degli spazi e delle strutture sanitarie.

Infine, sarà anche opportuno assumere del personale adeguatamente formato per assisterti sia nella parte amministrativa che in quella pratica del tuo studio di veterinaria.

Quanto guadagna un veterinario

Lo stipendio medio di un veterinario in Italia è di 38.000 € lordi all’anno (circa 1.950 € netti al mese) con oscillazioni fra 15.000 e 200.000 € lordi all’anno a seconda del tipo di impiego (pubblico o privato) e il livello di esperienza.

Un veterinario ASL, ad esempio, può arrivare a percepire uno stipendio medio lordo annuale di 32.000 € fin dai primi anni di attività, mentre un veterinario alle prime armi che opera in uno studio privato raramente arriva a guadagnare 24.000 € all’anno di stipendio.

All’apice della sua carriera, cioè dopo 20 anni di svolgimento della professione, un veterinario privato può raggiungere anche una retribuzione media complessiva di 69.600 €.

Spero che questa breve guida ti sia stata di aiuto nella scelta della tua carriera. Se invece sei alla ricerca di un business davvero adatto a te fai subito questo Quiz


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