Come diventare psicologo

La professione dello psicologo è sicuramente molto accattivante, perché permette di aumentare la propria empatia e comprendere le difficoltà che vivono le persone nel corso della loro vita.

Ma come riuscire a intraprendere questa strada professionale? Come si diventa psicologo e cosa fa esattamente? Scopriamolo insieme in questa guida!

Lo psicologo è un professionista che si occupa del benessere mentale ed emotivo di una persona. Questo professionista con il suo percorso di formazione entra in possesso di tutti gli strumenti necessari al fine di comprendere, prevenire e intervenire nel sostegno o recupero di un individuo.

Lo psicologo con le sue competenze può sostenere le persone, i gruppi, le comunità e gli organismi sociali in ambito psicologico con attività di riabilitazione o abilitazione.

Un dottore in psicologia può intervenire nel migliorare le relazioni familiari, sostenere gli operatori scolastici nel come approcciarsi agli studenti e ai loro problemi, aiuta le aziende in caso di problematiche organizzative, può aiutare gli sportivi, o le persone che hanno subito dei traumi durante l’infanzia o l’età adulta, o i tossicodipendenti e gli alcolisti cronici.

Lo psicologo può intervenire in varie occasioni a seconda anche della sua specializzazione. Infatti, esistono figure come:

  • Lo psicologo clinico: che aiuta le persone che soffrono di patologie quali la depressione, l’alcolismo, difficoltà di relazionarsi con il mondo, sociopatie, parafilie, ecc…
  • Lo psicologo criminologo: che interviene come sostegno alle forze dell’ordine per la cattura di un criminali, o per una diagnosi del suo stato mentale.
  • Psicologo di coppia e sessuologo: specializzato nel ridonare armonia a una coppia in crisi o aiutarli nell’esprimere meglio sé stessi e i propri desideri sessuali, oppure per aiutare le persone a superare una parafilia.
  • Psicologo sportivo: che si dedica principalmente alle persone che fanno sport a livello agonistico
  • Psicologo dell’infanzia: aiuta i bambini che hanno sofferto dei traumi o che soffrono di malattie quali la depressione infantile, o che hanno disturbi alimentari ecc…
  • Psicologo del lavoro: che interviene nel migliorare i rapporti aziendali, sostiene il settore delle risorse umane, aiuta i lavoratori e i dirigenti a superare momenti di stress e difficoltà

Questi sono solo alcune delle figure più importanti che può ricoprire uno psicologo con una determinata specializzazione post-laurea. Ma vediamo insieme come diventare psicologo e cosa serve per iscriversi all’albo.

Per diventare psicologo è necessario secondo la legge italiana n.56/89 iscriversi all’Albo degli Psicologi. Questo albo comprende due professioni:

  1. La Sezione A: dedicata agli psicologi con laurea magistrale e un anno di tirocinio
  2. La Sezione B: dedicata ai dottori in tecniche organizzative, sociali e del lavoro, e nelle comunità di riabilitazione

Per esercitare la professione di psicologo a tutti gli effetti è necessario essere iscritti alla sezione A, ed avere il pieno godimento dei diritti civili e politici, e non essere stati condannati per reati penali.

Inoltre è necessario aver conseguito una laurea magistrale e/o specialistica, ed aver fatto almeno un anno di tirocinio presso uno psicologo abilitato alla professione.

Per l’iscrizione all’albo è necessario superare gli esami di Stato e successivamente si verrà iscritti nell’Albo Unico dell’Ordine Nazionale degli Psicologi.

Infine, ci si dovrà iscrivere all’Ordine regionale al quale si fa riferimento, e nelle province di Bolzano e Trento anche in quello provinciale.

Solo dopo aver ottenuto l’iscrizione all’albo si potrà iniziare ad esercitare la professione.

Per diventare psicologo sarebbe indicato iniziare il proprio percorso formativo già dalle scuole superiori con un diploma in: Scienze della Formazione, Scienze Sociali, oppure con il conseguimento di un diploma al Liceo Classico o Scientifico.

In ogni caso, anche per chi si diploma in altri corsi al liceo, ci sarà la possibilità di iniziare la propria strada per diventare psicologi attraverso la laurea.

Infatti, è necessario per esercitare la professione il conseguimento di una laurea magistrale in Psicologia LM 51 o di una laurea specialistica in Psicologia nella classe 58/S.

Chi alla triennale ha scelto il corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche, potrà successivamente diventare psicologo seguendo i due anni di laurea specialistica in Psicologia nella classe 58/S.

Solo con la laurea triennale invece si potrà diventare specialisti in tecniche psicologiche iscrivendosi alla sezione B dell’Albo Nazionale. Come già visto invece, per essere a tutti gli effetti degli psicologi abilitati è necessario iscriversi alla sezione A dell’Albo degli psicologi.

Dopo la laurea e l’iscrizione all’albo sarà possibile anche specializzarsi attraverso un master o un corso di specializzazione post-laurea in un determinato campo della psicologia, al fine di ampliare le proprie conoscenze e competenze.

Cosa fa lo psicologo? Le attività dello psicologo sono destinate a potenziare, migliorare e sostenere le risorse e le funzioni cognitive e psicologiche di un individuo o di un gruppo sociale.

Lo psicologo si occupa del benessere delle persone e dei gruppi sociali e lavora con strumenti ai fini valutativi e diagnostici per strutturare successivamente un approccio o un piano d’azione finalizzato al cambiamento di comportamenti che possono essere disfunzionali per una sola persona o per un gruppo ben definito.

Spesso lo psicologo lavora a contatto con altri professionisti come: gli psicoterapeuti, gli psichiatri, i medici di base, i dottori specialistici, i dietisti e nutrizionisti, le forze dell’ordine, gli insegnanti, allenatori, professionisti delle risorse umane, operatori sociali.

Le collaborazioni con diverse figure professionali dipendono dal tipo di lavoro che svolge lo psicologo, e dalla struttura nella quale è impiegato.

Una delle aree professionali più ampie è data dalla psicologia clinica. Ossia da quella branca della psicologia che vede l’impegno del professionista, in uno studio privato o all’interno di centri ospedalieri o cliniche, nell’aiutare pazienti che soffrono di disturbi della personalità, problemi personali, malattie come la depressione, malattie alimentari, dipendenze ecc…

Lo psicologo può operare sia nel settore privato sia in quello pubblico o statale.

Per precisione lo psicologo nel privato può:

  • Operare in studio come libero professionista
  • Lavorare in un’azienda privata o nelle società di consulenza
  • In cooperative sociali
  • In strutture cliniche privati
  • In associazioni, fondazioni e ONG
  • Lavorare in strutture sanitarie convenzionate

Nel settore pubblico invece, superando un concorso, è possibile lavorare in:

  • Ospedali
  • ASL
  • Comuni, Province e Regioni
  • Enti locali
  • Forze dell’ordine (se si è specializzati in criminologia)

Ora che abbiamo visto uno psicologo cosa fa e dove può operare, è normale chiedersi anche: quanto guadagna?

Lo stipendio di uno psicologo impiegato nel settore pubblico è di circa 1650 euro al mese. Nel privato lo stipendio oscilla tra i 1500 euro e i 5 mila euro al mese.

Un professionista che opera nel privato può guadagnare dai 30 ai 70 mila euro annui in media. Infine, per chi s’interfaccia in questa professione e deve ancora assumere delle specifiche competenze lo stipendio base va dai 1000 ai 1500 euro circa.

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