storytelling aziendale
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Qualunque sia il settore in cui operi, non importa se ti rivolgi ad imprese o a consumatori, l’esercizio di costruire uno storytelling aziendale per il tuo business è un operazione importante che può aiutarti a definire la tua identità e comunicarla efficacemente all’esterno.

La narrazione del tuo business è qualcosa che va ben oltre una campagna pubblicitaria.

Significa instaurare un dialogo costruttivo con chiunque viene in contatto con la tua impresa per raccontare chi sei, quello che fai, come lo fai e, soprattutto, quali sono i tuoi valori e i problemi che ti proponi di risolvere.

Per conversare è importante riuscire a convogliare messaggi efficaci e generare emozioni utilizzando il giusto “tone of voice”. Una conversazione efficace quando arriva attraverso l’uso di tutti i cinque sensi coinvolgendo l’interlocutore per sollecitare domande e interazioni.

Elaborare uno storytelling aziendale in grado di durare nel tempo non è solo un valido modo di migliorare la percezione che gli altri hanno della tua impresa, ma è anche un’azione introspettiva che contribuisce a dare forma alla tua strategia operativa e a identificare meglio la tua missione come imprenditore.

Come fare storytelling aziendale in 5 mosse

Esistono molti canali mediatici a disposizione per comunicare il tuo business aziendale e indubbiamente è importante identificare quelli più adatti, tuttavia, ciò che veramente fa la differenza è la qualità del contenuto e la capacità di entrare in sintonia con l’interlocutore.

Vediamo alcuni esempi di storytelling aziendale.  

1. Narra il tuo brand

Quali sensazioni deve evocare il tuo brand? Quali aspettative hai in merito alle percezioni che chi entra in contatto con il tuo marchio può avere?

Per narrare correttamente il tuo brand è fondamentale conoscere profondamente bene la persona a cui vuoi rivolgere il messaggio.

Il brand è lo specchio della tua impresa ed è una rappresentazione della tua “value proposition”, ne consegue che, dal punto di vista figurativo, una buona narrazione deve avere lo scopo di andare dritto al cuore della persona a cui ti rivolgi per fare in modo che si identifichi nei tuoi valori, che si fidelizzi e provi orgoglio se è già cliente, che susciti curiosità nei confronti di un prospect e affidabilità e determinazione nei confronti di un potenziale investitore.

Come esempio prendiamo un’operazione effettuata due anni fa da Spotify, il celebre broadcaster di musica.

Quella che potremmo definire un’operazione di mirroring è stata svolta attraverso un sito web interattivo il cui obiettivo era quello di mostrare i comportamenti di ascolto della musica all’interno dei college americani, dove sono presenti i suoi consumatori più famelici.

Sulle pagine web è possibile consultare informazioni sulle playlist più popolari e sulle abitudini più frequenti associate alla musica. Si è trattato di un modo per mostrare una panoramica dei gusti, degli interessi e dei momenti associati alla musica per rappresentare alla perfezione l’universo dei clienti più fedeli.

Naturalmente lo scopo, perfettamente raggiunto, era quello di offrire un luogo in cui i propri utilizzatori potessero identificarsi e trovarsi a loro agio.

2. Storytelling fotografico

Il business storytelling è una rappresentazione emozionale e come tale, la fotografia è un tipo di contenuto che può davvero permetterti di centrare l’obiettivo.

Può trattarsi di una foto unica, in grado di sprigionare talmente tante sensazioni da risultare decisiva per conquistare chi la guarda. Ma più spesso sono le “storie” fotografiche a costruire un dialogo visuale efficace.

Come esempio prendiamo “Areas of Focus” sponsorizzato dalla Nikon, in collaborazione “the Atlantic Re:Think”.

La narrazione, effettuata su un minisito “one page” riguarda la storia di un fotografo che, con una Nikon Z 7, esplora il mondo di un musicista da strada e di un club underground di New York. Foto intense e struggenti che sembrano emettere suoni e odori.

Un’operazione che si rivolge a fotografi esperti evidenziate dagli sfondi azzeccatissimi del sito e da un racconto composto che da una logica senza invadere la bellezza delle fotografie.

I dettagli della Nikon compaiono solo con un “mouse over” quasi come reminder, perché l’enfasi è tutta sulla bravura di Jum McNeill, il fotografo che, come i visitatori del sito, non può che essere un cliente fidelizzato della Nikon.

3. Storytelling video

Una narrazione fatta tramite un video può sembrare più facile, tuttavia, è importante sviluppare argomenti davvero pensati per regalare emozioni e gestire la produzione con una regia all’altezza. Si corre il rischio di realizzare uno spot pubblicitario che raramente riesce a trasmettere contenuti di pregio e tali da suscitare curiosità e voglia di interagire.

L’obiettivo non è la promozione diretta di un prodotto e di un marchio, ma suggestionare, impressionare o addirittura commuovere attraverso racconti che creano armonia con chi li guarda.

Un buon esempio di storytelling aziendale creato attraverso un video riguarda la celebrazione del settantesimo anniversario della Land Rover. La casa automobilistica ha infatto pensato di riportare in vita la vera storia della “terra dei Land Rovers”, un’area situata nella parte Indiana in prossimità dell’Himalaya.

Il racconto riguarda la storia degli autisti locali, che utilizzando una flotta di quasi 2.000 Land Rover, attraversano gli impervi viottoli di montagna, per trasportare persone e provviste tra i villaggi della zona.

Per narrare la storia, la troupe della Land Rover, è rimasta nel villaggio di Maneybhanjang per conoscere i coraggiosi autisti. 

La parte puramente cinematografica è impressionante, ma ascoltare le esperienze di questi arditi guidatori è più che coinvolgente e, indirettamente, arriva chiaro il messaggio di conferma delle straordinarie qualità off-road delle Land Rover.

4. L’employer brand

Quando Starbucks ha aperto la propria Roastery nel centro di Milano, sapeva bene che puntare sulla qualità del caffè in un paese come l’Italia poteva essere rischioso.

E allora perché non puntare sull’employer brand? Starbucks ha pensato bene di stabilire un rapporto positivo lasciando parlare i suoi dipendenti.

Il mezzo principale per divulgare il contenuto è stato Instagram, che notoriamente riesce a generare un ottimo “engagement” specie se le foto sono all’altezza.

Così, anziché parlare del prodotto, Starbuck ha genuinamente comunicato le storie dei propri lavoratori, entusiasti del progetto, realmente fidelizzati alla società e evidentemente focalizzati sul far vivere ai clienti un’esperienza unica.

Ed è proprio l’esperienza e l’accoglienza che Starbucks offre ai consumatori l’elemento centrale della narrazione, comunicata con messaggi autentici e diretti dai giovani impiegati, ritratti sorridenti nel loro abito da lavoro. 

5. Social storytelling

Il beneficio di usare un rasoio Gillette lasciamolo allo spot pubblicitario. La qualità della rasatura è un argomento fin troppo comunicato dalla nota azienda leader del settore.

Ma quali sono i valori morali su cui punta l’azienda?

Per farlo la Gillette ha lasciato che ci pensasse un influencer d’eccezione che si chiama Shaquem Griffin, un noto giocatore dei Seattle Seahawks che ha perso la mano sinistra a causa di una brutta sindrome.

I rasoi non c’entrano niente, l’obiettivo era piuttosto far leva sulla sua storia per inviare un messaggio forte riguardante l’importanza della forza di volontà per superare gli ostacoli e diventare una versione migliore di te stesso.

Se da una parte Gillette è consapevole che i propri prodotti sono interpretati come strumenti per migliorare la propria apparenza, dall’altra non vuole dare l’impressione di limitarsi all’apparenza.

Il messaggio è positivo e pensato per raccogliere consensi e instaurare una conversazione che vada al di là dei prodotti.


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Alessandro Cirinei
Alessandro Cirinei Commercial Solutions Manager Italy, Balkans, CEE, Turkey & Middle East di Experian. Fonda la sua prima azienda nel 2007, Xool e contribuisce successivamente al lancio di UrbanPost, Sercanto e Via Calzabigi. Collabora con fondi di venture ed acceleratori in qualità di "mentor" e temporary manager all'interno di numerose start-up, oggi è Commercial Solutions Manager Italy, Balkans, CEE, Turkey & Middle East di Experian

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