Storytelling e Story Telling

Ti è sicuramente capitato durante il tuo lavoro di dover parlare in pubblico per condividere con i tuoi colleghi o collaboratori qualche idea / progetto, o anche per raccontate semplicemente una tua esperienza.

Probabilmente avevi molte cose da dire ma, nel momento in cui ti sei ritrovato davanti alla tua platea di spettatori, hai scoperto che la cosa più difficile era proprio riuscire a strutturare un discorso fluido e in grado da mantenere sempre alta l’attenzione degli ascoltatori.

In situazioni come quella appena descritta ci viene in aiuto lo “storytelling”, che significa letteralmente “arte di narrare”. Parliamo quindi di una serie di metodi per strutturare il racconto di fatti reali o fittizi in modo che sia funzionale alla costruzione di un processo di narrazione consequenziale.

Nelle aziende, queste tecniche vengono da sempre adottate e sono estremamente importanti perché, oltre ad essere utile nella costruzione dell’immagine dell’azienda stessa, possono anche essere utilizzate per motivare la squadra a condividere idee e valori comuni favorendo la produttività.

Oltre allo storytelling aziendale esiste anche lo storytelling marketing, che serve ad enfatizzare alcune caratteristiche razionali o irrazionali di prodotti e servizi in vendita ed è spessissimo utilizzata in ambito pubblicitario (trovi qui altre tecniche di vendita).

Tuttavia, a un livello molto più semplice ed alla portata di chiunque, tutti noi possiamo utilizzare lo story telling sia sul lavoro che nella vita di tutti i giorni: ecco dunque di seguito otto tecniche di narrazione, o storytelling, precostruite che potranno aiutarti in molteplici occasioni a raccontare una storia che tenga sempre alta l’attenzione dei tuoi ascoltatori.

Gli strumenti che puoi utilizzare per mettere in piedi queste storie sono molteplici, soprattutto oggi che puoi avvalerti anche degli strumenti di comunicazione offerti dalle tecnologie digitali e del web (si parla in tal caso di narrazione ipermediale e di digital storytelling).

Prima di cominciare ad illustrate le varie tecniche di story telling ti do una dritta: se devi fare una presentazione, la cosa più sbagliata è iniziare il tuo racconto esponendo dei fatti nudi e crudi! Le persone amano le favole e i racconti. Amano gli eroi, i viaggi, le sorprese e le storie soprattutto se a lieto fine.

Dunque, pertanto, se vuoi catturare la loro attenzione, la cosa migliore è iniziare proprio da una bella storia.

Iniziamo con le nostre 8 tecniche di storytelling!

1. Viaggio dell’eroe

Chissà quante volte sarai rimasto affascinato dal racconto delle peripezie di un eroe in giro per un mondo reale o fantastico. Il “Viaggio dell’eroe”,  chiamato anche “Monomito”, è una tecnica di storytelling che si basa sul racconto inventato di un eroe che è costretto da circostanze che non dipendono dalla sua volontà a compiere un viaggio lungo e difficile. Questa tecnica corrisponde di fatto alla trama non solo di molti poemi epici, miti o racconti di origine popolare, ma anche di libri e film come ad esempio “Star Wars”.  Dopo aver superato una grande prova l’eroe torna a casa con un premio o una saggezza ritrovata con cui aiuterà, oltre che sé stesso, anche i propri cari o la comunità in cui vive.

Utilizzando la tecnica del “Viaggio dell’eroe” di sicuro sarà molto più facile rendere interessante, alle orecchie dei tuoi ascoltatori, la storia del tuo viaggio o percorso personale che ti ha portato a maturare determinate idee e convinzioni, in alcuni casi anche passando attraverso esperienze piuttosto rischiose. Il Monomito si presta molto bene nei seguenti casi:

  • Spiegare come la tua crescita personale o professionale favorirà la crescita collettiva;
  • Mostrare che correndo dei rischi alla fine si ottengono risultati molto vantaggiosi;
  • Raccontare agli altri come si è giunti a maturare una determinata idea o progetto.

2. La montagna

Una delle tecniche narrative più usate dagli storyteller è quella della “Montagna”: essa presenta una struttura molto simile a quella del Monomito perché permette di includere determinati eventi in una storia credibile, tuttavia si differenzia dal precedente perché non ha necessariamente un lieto fine. La prima parte della storia è occupata dall’impostazione della scena, mentre la parte centrale vede il concatenarsi di una serie di piccole sfide con un escalation costante di suspence e di tensione.  Fra gli esempi di storytelling basati su questa tecnica ci sono molte serie tv in cui ogni episodio ha i suoi alti e bassi, fino a costruire un gran finale al termine della stagione. Ricorri alla tecnica della Montagna per:

  • Mostrare come hai superato una serie di sfide;
  • Costruire una storia in cui la tensione cresce lentamente;
  • Fornire una conclusione soddisfacente anche se non necessariamente positiva.

3. Cicli annidati

Hai in mente una spirale concentrica di fili in cui al centro si colloca il filo più importante, il così detto bandolo della matassa? Quella dei “Cicli annidati” è una tecnica di narrazione che si sviluppa su più strati concentrici: il nucleo del messaggio si posiziona solitamente al centro, nel ciclo o strato più importante della storia, mentre intorno ad esso si posizionano delle storie che servono ad arricchire e spiegare il principio centrale. La prima storia ad iniziare sarà quella che termina per ultima, la seconda quella che finisce per penultima e così via, secondo un equilibrio concentrico.  Al centro si posizione sempre la lezione o il messaggio più importante. Questa tecnica di storytelling è ottima per:

  • Spiegare il processo con cui ti sei ispirato e sei giunto ad una conclusione;
  • Utilizzare analogie per spiegare un concetto centrale;
  • Mostrare come ti è stato trasmesso un pezzo di saggezza.

4. Sparklines

Un confronto continuo fra ciò che è e ciò che dovrebbe essere. E’ questo il principio di fondo su cui si basa lo “Sparkline”, tecnica di storytelling piuttosto complessa, il più delle volte basata su contenuti fortemente emotivi, in cui la narrazione procede su due piani contrapposti che si intrecciano lungo tutto il percorso. Il primo piano rappresenta solitamente il mondo ordinario, il secondo invece come si vorrebbe che il mondo fosse. Questo consente allo storyteller di mostrare all’ascoltatore  come confrontare ciò che è con quello che potrebbe essere, richiamando l’attenzione sui problemi e alimentando il desiderio di cambiamento. Un esempio su tutti è il discorso di Martin Luther King (I have a dream) in cui si mette a confronto la società attuale intollerante e razzista della giornata con una società ideale del futuro in cui tutte le razze sono trattate allo stesso modo. Lo Spakline si rivela utile per:

  • Motivare un gruppo all’azione;
  • Creare entusiasmo per un progetto o una vision aziendale innovativa;
  • Formare dei seguaci per un’idea o un progetto.

5. In medias res

L’espressione “In medias res” oltre ad una figura retorica molto usata in campo letterario indica anche una tecnica di story telling che si basa sul cominciare a narrare una storia dal vivo dei fatti, per poi iniziare ad illustrare come ci si è arrivati. Essa funziona soprattutto per le presentazioni brevi perché per quelle lunghe rischia di far perdere l’interesse. Il meccanismo è molto semplice: facendo partire il racconto dalla parte più avvincente, il pubblico sarà catturato fin dall’inizio e sarà motivato a rimanere attento per scoprire cosa succede. Attenzione però a non andare troppo avanti nel racconto per non togliere suspence: prova ad accennare solo a qualcosa di strano o inaspettato, qualcosa che ha bisogno di ulteriori spiegazioni, fornendo al tuo pubblico solo informazioni sufficienti per tenerlo agganciato. Poi, torna indietro e imposta dall’inizio la scena della tua storia. Usa questa tecnica per:

  • Catturare l’attenzione fin dall’inizio;
  • Mantenere elevato l’interesse per tutto il racconto;
  • Focalizzare l’attenzione su un momento cruciale della storia.

6. Idee convergenti

Quella delle “Idee convergenti” è struttura del racconto che mostra al pubblico come diversi filoni di pensiero si sono riuniti per formare un prodotto o un’idea. Può essere usato per mostrare la nascita di un movimento, oppure per spiegare come una grande idea innovativa è stata partorita da molte grandi menti che lavorano verso un unico obiettivo. Questa tecnica somiglia per certi aspetti a quella dei “Cicli nidificati”, ma invece di inquadrare una storia con delle storie complementari mostra come diverse storie, altrettanto importanti, sono pervenute ad una comune conclusione. Essa è usata spesso per raccontare le storie di alcune delle più grandi collaborazioni di tutto il mondo, come ad esempio quella fra gli sviluppatori web Larry Page e Sergey Brin: essi si sono conosciuti al tempo del loro dottorato a Stanford nel 1995, entrambi avevano grandi idee ma non si piacevano al punto tale da non riuscire a lavorare insieme. Alla fine trovarono però il modo di lavorare con successo ad un progetto di ricerca comune: curioso di sapere il nome di questo progetto? Te lo dico subito: il motore di ricerca più usato al mondo, Google naturalmente. Utilizza la tecnica delle Idee convergenti se vuoi:

  • Raccontare come è nata la collaborazione fra delle grandi menti;
  • Illustrare come un’idea innovativa si è affermata ad un certo punto della storia;
  • Mostrare come si sono formate delle relazioni durature e simbiotiche.

7. Falsa partenza

Hai mai pensato che per raccontare una storia di successo efficace potresti anche cominciare ad illustrare gli insuccessi e gli ostacoli che spesso si verificano all’inizio del percorso?  E’ questo il meccanismo su cui si basa la “Falsa partenza” tecnica in cui si inizia a raccontare una storia apparentemente prevedibile e scontata, il più delle volte caratterizzata da insuccessi, per poi cambiare direzione. L’obiettivo è quello di adescare il pubblico in un falso senso di sicurezza, per poi sorprenderlo con un’impennata improvvisa. Il cambio di rotta catturerà in modo più stringente il tuo pubblico, che sarà ancora più interessato al tuo messaggio. Questa tecnica si rivela utile per raccontare quella volta in cui non sei riuscito a fare qualcosa e sei stato costretto a tornare al punto di partenza; è ideale per parlare delle cose che hai imparato da quella esperienza o per mostrare agli altri il modo innovativo in cui hai risolto il problema. Esempi di storytelling di questo tipo è il discorso della scrittrice JK Rowling ad Harvard: parlando dei tempi dell’università, tutti si sarebbero aspettati di sentire una storia di successo crescente, invece essa si concentra su un periodo di vent’anni in cui sentiva di aver fallito. Ricorri a questa tecnica per:

  • Interrompere le aspettative del pubblico per rinsaldare l’interesse;
  • Mostrare i vantaggi di un approccio flessibile;
  • Tenere costantemente occupato il pubblico.

8. Struttura a petalo

La Struttura a petalo è un modo di organizzare la narrazione attraverso un nucleo centrale  in cui è collocato il concetto di base e delle storie che ruotano intorno, il più delle volte non collegate fra loro, che amplificano il messaggio.  Questa tecnica è utile allo storyteller quando dispone di diverse storie non collegate fra loro ma che si riferiscono tutte ad un unico messaggio: in questo modo egli riesce a tessere un ricco arazzo intorno ad una storia centrale, creando forti impressioni emotive negli ascoltatori. Mostrando infatti ai tuoi spettatori come tutte queste storie chiave sono legate l’una all’altra, potrai trasmettere loro la vera importanza e il peso del messaggio. La Struttura a petalo si presta a:

  • Mostrare come i fili di una storia o di un processo sono interconnessi;
  • Illustrare diversi scenari possibili di una stessa idea o progetto;
  • Amplificare il messaggio centrale di un racconto.

La nostra narrazione circa le tecniche di storytelling è finita ma la tua storia personale come storyteller è appena agli inizi: credi di essere in grado ora di creare il tuo racconto? Noi crediamo di sì, e allora non ti resta che iniziare a raccontare la tua storia davanti una folta platea di spettatori che stavolta sarà sicuramente tutta orecchi!

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