come diventare programmatore

Una delle figure professionali più richieste del momento è sicuramente quella del programmatore informatico. Considerando che solo il 5% della popolazione mondiale è oggi in grado di “programmare”, sono davvero tanti i giovani che ambiscono a diventare programmatore, complice anche il successo di programmatori famosi come Mark Zuckerberg.

Ma sarà tutto oro quello che luccica? Scopriamolo insieme in questa guida su come diventare programmatore.

Come diventare programmatore: i corsi utili

Rispetto ad altre figure professionali nel campo dell’Information Technology (IT), quella del programmatore non prevede un unico tipo di percorso scolastico ma molti. È, infatti, possibile acquisire le competenze per diventare programmatore seguendo un corso di laurea in Ingegneria informatica od Informatica.

Oppure, in alternativa, si può diventare programmatore senza la laurea seguendo dei corsi online e offline (meglio se con certificazione finale) che permettono di specializzarsi in uno o più linguaggi di programmazione.

Di cosa si tratta? Un linguaggio di programmazione non è altro che un insieme di regole per scrivere programmi per computer che stabilisce che, dato un determinato input, si produca esattamente un determinato output.

I linguaggi di programmazione più diffusi sono l’HTMLml, lo Java, il Phyton, il PHP e lo Switf, quest’ultimo rivolto solo ed esclusivamente agli Apple Developer, cioè ai programmatori di app e sistemi per Ios.

Ce ne sono però anche molti altri, che si differenziano non solo per il tipo di istruzioni ma anche in base al settore cui si applicano. Ci sono quindi linguaggi di programmazione più adatti per i programmatori di hardware, programmatori di software, app developer, data scientist e così via.

Per iniziare a lavorare come programmatore è in genere sufficiente conoscere un solo linguaggio di programmazione, ma per coloro che ne conoscono due o più di due sarà naturalmente molto più facile trovare offerte di lavoro.

Un programmatore PHP, ad esempio, è adatto soprattutto per lo sviluppo web lato server (back end), dato che il linguaggio che utilizza, il “Personal Home Page”, è uno dei più utilizzati per la programmazione di pagine web di tipo dinamico.

Un programmatore Java, invece, sarà più adatto per la programmazione front-end e per la realizzazione di app e software. Se, invece, stai cercando di capire come diventare un programmatore di videogiochi, non potrai fare a meno di conoscere i linguaggi HTML, Swift e lo stesso Java.

In effetti un programmatore Java cosa fa che non fanno gli altri? Il vantaggio principale di questo linguaggio è la sua portabilità o indipendenza dalla piattaforma, questo vuol dire che un programma che funziona attraverso un codice Java funzionerà allo stesso modo anche in contesti differenti. Pertanto, si tratta di un linguaggio che permette di eseguire il codice da sorgenti remote in modo assolutamente affidabile e sicuro.

Chi è il programmatore

Il programmatore informatico è colui che si occupa di scrivere il codice sorgente di software, app e siti web utilizzando specifici linguaggi di programmazione (php, java, plc e così via). Il suo intervento è necessario sia per realizzare nuovi programmi informatici, sia per apportare migliorie e soluzioni a quelli già esistenti.

A differenza di uno sviluppatore o web developer, il programmatore di programmi informatici interviene in una fase secondaria del processo di sviluppo di un’app o di un software.

In pratica, mentre gli sviluppatori informatici sono la mente che progetta la realizzazione di un nuovo prodotto o progetto informatico, i programmatori sono coloro che si occupano di scrivere e testare i codici che consentono a queste applicazioni e software di funzionare.

Cosa fa un programmatore

Come ho anticipato sopra nel descrivere la differenza sviluppatore e programmatore informatico (anche se i due termini sono usati spesso come sinonimi), il programmatore (computer programmer in inglese) è colui che scrive e testa il codice di un prodotto informatico. Può trattarsi di un app, di un sito web oppure di un programma, come ad esempio un videogames.

Quindi, esattamente cosa fa un programmatore?

  • Scrive il codice sorgente in modo chiaro, pulito e senza errori (coding);
  • Testa l’adeguato funzionamento del programma (testing);
  • Elimina eventuali errori o bug dal sistema (debugging).

A seconda del grado di anzianità e di esperienza ,al programmatore può essere anche richiesto di collaborare insieme all’ingegnere titolare dell’azienda, al project manager e/o allo stesso web developer alla preparazione della documentazione tecnica del programma, alla sua implementazione e al suo aggiornamento una volta effettuata la consegna al cliente.

Difficilmente il programmatore è chiamato, però, ad interagire direttamente col cliente finale del prodotto, compito che spetta in genere ad altre figure dell’azienda. Tuttavia talvolta può accadere che venga coinvolto nella fase iniziale di brainstorming e in quella finale di consegna.

Questo ovviamente alimenta l’immagine che tutti abbiamo del programmatore come di una persona chiusa in una stanza ad elaborare codici con la sola compagnia del suo computer.

Come diventare programmatore: quali tipi di programmatore esistono

Quando si parla di lavorare come programmatore, però, è bene sottolineare che non tutti fanno lo stesso lavoro in quanto esistono diversi tipi di programmatore a seconda della specializzazione.

La prima distinzione principale è fra software developer e web developer (programmatori di software e programmatori web). I primi si occupano infatti di sviluppare software, mentre i secondi si dedicano a progettare app e siti web.

Fra i software developer, troviamo poi i data scientist, che usano prevalentemente il linguaggio di programmazione Python, la cui occupazione principale è quella di raccogliere ed eleborare dati provenienti da ricerche e indagini scientifiche. Uno dei loro compiti principali è quello di proteggere quest’enorme mole di dati da possibili intrusioni esterne.

I web developer, o sviluppatori web, invece, si differenziano a loro volta in front-end developer e back-end developer, a seconda se operano lato client (contenuto interno al sito) o lato server (l’impalcatura esterna). Un programmatore in grado di operare su entrambi i fronti è chiamato full-stack developer ed è chiaramente uno dei più richiesti.

Ci sono poi programmatori web che si specializzano nella creazione di particolari prodotti come ad esempio i videogiochi (game programmer) o le applicazioni per dispositivi mobili (mobile app developer).

Esistono poi delle figure molto specializzate come il programmatore CNC (Computer Numerical Control) che si occupa di programmare macchine a controllo numerico computerizzato, vale a dire macchine utensili controllate da computer di bordo, e il programmatore PLC (Programmable Logic Controller) che invece progetta, sviluppa e implementa software per macchine ed impianti industriali regolati da controllori logici programmabili.

Quindi un programmatore PLC cosa fa? Il suo compito principale è quello di elaborare gli schemi elettrici della macchina, disegnando ingressi e uscite di tutte le componenti elettriche e elettromeccaniche utilizzando dei diagrammi di flusso. Dopodiché passa alla scrittura del programma, utilizzando il linguaggio di programmazione specifico. A questo segue naturalmente una fase di testing e implementazione del software.

Quanto guadagna un programmatore

Lo stipendio mensile di un programmatore informatico oscilla, in genere, da un minimo di 1.000 € netti al mese ad un massimo di 3.500 € netti al mese. La sua retribuzione dipende, infatti, dal grado di esperienza, dalla regione/ città in cui lavora, dal tipo di azienda in cui è impiegato (piccola, media o di grandi dimensioni) e dalla sua specializzazione (programmatore java, programmatore PLC, programmatore CNC e così via).

Ma vediamo meglio quanto guadagna un programmatore a seconda degli anni di esperienza. Un programmatore informatico junior, cioè con meno di 5 anni di esperienza, può aspettarsi uno stipendio medio complessivo mensile di circa 1.000-1.200 € al mese a seconda della regione, dell’azienda e del linguaggio di programmazione (codice) utilizzato.

Un programmatore a metà carriera, con almeno 5 anni di esperienza, arriva facilmente a guadagnare fra i 1.500 e i 2.000 € netti al mese, mentre un programmatore informatico senior con più di 10 anni di esperienza guadagna mediamente fra i 2.500 e i 3.500 €.

Per quanto riguarda la specializzazione, quello che guadagna di più è il programmatore CNC che può aspettarsi una retribuzione media di 1.800 € netti al mese, mentre il programmatore Java e il programmatore PLC guadagnano in media 1.700 € netti al mese.

Anche lo sviluppatore di videogames, una figura oggi sempre più richiesta dalle aziende che sviluppano software, può arrivare tranquillamente a questi importi mensili, ovviamente lavorando come dipendente di una società di medie o grandi dimensioni. Quello che invece guadagna di meno è probabilmente il programmatore PHP con meno di 1.500 € netti al mese.

In tutti i casi, i programmatori che lavorano come freelance collegandosi da remoto oppure presso aziende di piccole dimensioni tendono ad avere stipendi più bassi.

È interessante notare che questi importi tendono decisamente a salire qualora lo sviluppatore decidesse di andare a lavorare all’estero. Lavorando presso una società straniera, un programmatore davvero bravo può riuscire a guadagnare anche più di 4.000 € al mese.

Dove lavorare come programmatore

Nel paragrafo precedente ho accennato già al fatto che è possibile sia lavorare come programmatore freelance oppure come dipendente di un’azienda che si occupa dello sviluppo di software per altre aziende sia pubbliche che private.

Tuttavia, le opportunità di lavoro per un programmatore di app e software non finiscono qui.

È, infatti, possibile trovare un impiego anche presso agenzie di comunicazione e marketing che si occupano dello sviluppo di siti internet e applicazioni mobile per conto dei loro clienti, oppure entrare a far parte del team informatico di un’industria, di un’azienda che si occupa di servizi (ad esempio una banca o un’assicurazione) oppure di un sito e-commerce.

Ultimamente, poi, la figura del programmatore è richiesta anche dalle Università e dal settore pubblico, visto che molte aziende pubbliche come ad esempio INPS hanno indetto concorsi per reclutare personale proprio per coprire posti di questo tipo presso il proprio settore informatico.

Infine, chi ha forti competente ed esperienza nel campo della programmazione informatica può anche ambire ad avviare una propria attività indipendente come start up innovativa realizzando un’applicazione o software che semplifichi la vita alle persone.

Come abbiamo visto, un programmatore informatico, pur dovendo studiare molto per intraprendere questo tipo di carriera, ha davvero molte strade da percorrere. Se hai quindi passione per l’informatica e non ti dispiace dover passare molte ore davanti ad un pc, questa può essere davvero un’ottima professione per te.

Una volta acquisite le competenze necessarie, non dovrai far altro che guardarti attorno e scegliere il tuo percorso: anche se non tutti sono destinati diventare il James Gosling del futuro (sai chi è, vero?) è molto facile che tu riesca subito a trovare un’occupazione stabile e ben retribuita.

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Redazione di Intraprendere
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