startup innovative
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Oggi si parla sempre più non solo del modello tradizionale di start Up, ma anche di startup innovative, che per fregiarsi di questo titolo devono rispettare dei precisi canoni imposti dalla legge.

Infatti, con il Decreto Crescita 2.0 e l’approvazione della legge 221/2012, è stato varato un regolamento che definisce al meglio cosa sono le startup innovative e quali requisiti devono possedere.

In questa guida dunque andremo a vedere insieme cosa s’intende con il termine start up innovativa, cosa cambia da una start up tradizionale e quali sono per le startup innovative requisiti e vantaggi.

Pronti? Allora non attendiamo oltre e vediamo cosa sono le start up innovative, come funzionano, quali sono i loro principali requisiti.

Cosa sono le startup innovative e come sono regolamentate?

La regolamentazione sulle startup innovative è entrata in vigore il 19 dicembre del 2012 in occasione della conversione del Decreto Crescita 2.0 nella legge 221/2012. Con questa norma il Governo Italiano ha stabilito quali sono i requisiti e le regole vigenti per lo sviluppo di aziende innovative 2.0 destinate a migliorare il tessuto produttivo del paese.

La Sezione IX della suddetta legge determina questa nuova tipologia d’impresa con il termine: startup innovativa.

In quest’ambito con il termine innovativo si vuole denotare il carattere nuovo, originale e tecnologico del servizio o del prodotto che andrà a caratterizzare lo studio del business plan e successivamente lo sviluppo dell’idea dell’impresa.

Ma come si fa a capire se una startup è realmente innovativa e se si rientra in questa specifica legge che permette di ottenere dei benefici e vantaggi anche a livello fiscale?

Le risposte si trovano proprio nella legge che configura nel dettaglio per la startup innovativa.

Secondo questa infatti:

  1. Le startup innovative sono delle società di capitali costituite, anche in forma di cooperativa, in Italia o in un altro Paese dell’Europa, che abbiano una sede produttiva o una filiale presente anche in Italia.
  2. Le startup devono avere come oggetto prevalente o sociale: la produzione, lo sviluppo, la commercializzazione di prodotti e servizi innovativi che abbiano un alto valore a livello tecnologico.

Ma vediamo insieme quali sono per una startup innovativa requisiti da rispettare.

Quali sono i requisiti per le startup innovative?

I principali requisiti richiesti per definire una startup come innovativa sono tre:

  • La società non dev’essere costituita da più di cinque anni nel momento in cui si fa la domanda. Scaduto il termine di 60 mesi non si può più richiedere la denominazione di startup innovativa;
  • Dal secondo anno d’attività in qualità di startup di tipo innovativo, la produzione annua non può superare i 5 milioni d’euro, e questo deve risultare dall’approvazione dell’ultimo bilancio, sei mesi prima della chiusura d’esercizio;
  • Il contenuto della startup dev’essere considerato innovativo in quanto si identifica in tre differenti elementi, quali:
    • Spese di ricerca e sviluppo pari o superiori al 15% del valore totale di produzione;
    • Un team per un terzo formato da dottorandi in università straniere o italiane, laureati da almeno 3 anni, impegnati in attività di ricerca o dottorati di ricerca;
    • Dev’essere titolare o depositaria, o licenziataria dei diritti relativi al programma per software originale (registrato alla SIAE) o titolare di un brevetto registrato.

Se si è in possesso di tutti questi requisiti sarà possibile procedere all’iscrizione della startup innovativa nel Registro delle Imprese riservato a queste attività.

Una volta che ci si è iscritti all’interno della sezione speciale del Registro delle Imprese, per 5 anni dalla costituzione della società è possibile ottenere per le startup innovative agevolazioni fiscali e anche varie semplificazioni burocratiche.

Quali sono le agevolazioni per le startup innovative

Una volta iscritti al Registro delle Imprese per le Startup innovative sarà possibile accedere a diverse agevolazioni.

Le principali sono:

  1. La possibilità di redigere l’atto costitutivo online e autenticarlo con firma digitale;
  2. L’esonero dal pagamento dei diritti di segreteria e dall’imposta di bollo;
  3. Contratti d’assunzione con una disciplina del lavoro ad hoc, per una durata che vanno dai 6 ai 36 mesi. Solo dopo i 48 mesi di attività si potranno assumere risorse a tempo indeterminato;
  4. Remunerazione di dipendenti e collaboratori mediante piani d’incentivi nel campo dell’equity;
  5. Introduzione al crowfunding in accesso semplificato;
  6. Accesso al Fondo Centrale di Garanzia, che permette di coprire sino all’80% del credito che viene erogato dalle banche a un incubatore certificato e alle start up innovative, sino a un massimo di 2,5 milioni di euro;
  7. Sostegno per l’internazionalizzazione della società: è possibile attraverso l’ICE riuscire a portare più facilmente la propria attività non solo sul mercato italiano ma anche su quello europeo e internazionale;
  8. Gestione dei problemi e della crisi: in questo caso le startup non sono soggette a procedure concorsuali previste per le aziende normali (come il fallimento, la liquidazione coatta e il concordato preventivo, ma si procede a un procedimento di composizione per crisi da sovra-indebitamento che risulta essere più semplice da gestire e meno gravoso.

La legge di bilancio 2017 prevede anche degli incentivi fiscali sui finanziamenti Startup innovative. Infatti, chi investe in questo settore può ottenere una detrazione Irpef del 30% in caso di persone fisiche. Per le persone giuridiche la deduzione ai fini dell’IRES è del 30%.

Inoltre, trascorsi 5 anni dalla creazione della startup innovativa, grazie alla legge 24/2015 n° 33 è possibile ottenere anche gli incentivi previsti per le PMI innovative.

Come finanziare le start up innovative

Infine, i vantaggi delle Start up come abbiamo visto si possono ottenere anche dal punto di vista dei finanziamenti e grazie anche al Fondo di Garanzia messo a disposizione proprio per la crescita di questa tipologia d’impresa.

Il Fondo di Garanzia copre sino all’80% del prestito che la Start up richiede alla banca, quindi al momento della restituzione la società o cooperativa dovrà restituire solo il restante 20%.

Oltre a poter richiedere un finanziamento in banca però, le startup innovative tra i loro vantaggi hanno la possibilità di accedere a forme di crowfunding e finanziamenti da Business Angel o Venture Capitalist, a patto che questo non superi i 15 milioni di euro, considerate le varie fonti di finanziamento ottenute.

Ecco come una startup innovativa può trovare dei finanziamenti:

  • Business Angels: imprenditori o manager che vogliono contribuire alla nascita di nuovi business in campi innovativi;
  • Venture Capitalist: il loro lavoro è proprio cercare investimenti interessanti, aiutare nuove start up nella produzione o nel portare a compimento la propria idea, ottenendo infine un ritorno sull’idea che scelgono di sostenere;
  • Crowfunding: una delle fonti di finanziamento più utilizzate nell’ultimo periodo, soprattutto per i progetti nel campo del B2C;
  • Finanziamenti pubblici, grant e premi: in Italia è possibile trovare diverse forme di finanziamento per le startup innovative accessibili mediante la vittoria di un concorso pubblico, oppure vincendo dei premi che portino non solo un’entrata di denaro ma anche maggior visibilità a livello mediatico;
  • Incubatori: infine le startup possono trovare un sostegno all’interno di programmi d’accelerazione e incubatori che aiutano e supportano i giovani che vogliono sviluppare un’idea innovativa e creare un modello di business profittevole.

Come abbiamo visto aprire una start up innovativa richiede alcuni specifici requisiti, e un’iscrizione ad hoc nel registro delle Imprese. Se si hanno queste caratteristiche però sarà possibile ottenere anche diversi vantaggi sia dal punto di vista burocratico sia finanziario, e in termini di investimenti.

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