Bilancio consolidato patrimonio netto

Il bilancio consolidato è uno dei documenti che un’azienda deve necessariamente produrre, è il documento che rappresenta la situazione economica, nonché quella fiscale e anche quella finanziaria, che riguarda il gruppo di imprese controllate tipicamente da un’azienda che è posta al vertice, ovvero la cosiddetta capogruppo.

Non è tipicamente un documento che interessa chi gestisce imprese individuali, piccole società di persone oppure piccole società di di capitali.

Come avremo modo di vedere più avanti questo tipo di documento interessa infatti soltanto le società di capitali che possiedono altre imprese.

Chi è tenuto alla redazione del bilancio consolidato?

Il bilancio consolidato è obbligatorio, così come indicato dall’art. 25 del D.Lgs. 9/04/1991, per le società di capitali (S.R.L., S.P.A, per le prime anche nelle forme semplificate) e per le società cooperative, nonché le mutue assicuratrici, e anche gli enti pubblici commerciali che controllino almeno un’altra società di capitali.

L’esempio classico è quello di una SRL che finisce per controllare, per quote maggioritarie oppure per proprietà assoluta e completa, altre società di capitali, in schemi che possono essere anche molto complessi e che permettono a realtà anche dominanti sul mercato di dividersi settorialmente e legalmente.

Le società di persone che controllano dunque altre società non devono ricorrere al bilancio consolidato, così come non devono affatto ricorrervi le società di capitali che non ne controllino altre.

Gli esoneri per legge

La legge inoltre prevede degli esoneri all’interno delle categorie sopra descritte, che possono essere generalizzati in due casi:

  • I gruppi di modeste dimensioni, che non abbiano ancora superato 2 esercizi come gruppo, oppure che non abbiano un attivo patrimoniale superiore ai 17.500.000 di euro, e che non abbiano ricavi superiori ai 35.000.000 di euro o un numero di dipendenti superiore alle 250 unità.
  • I gruppi che sono delle sub-holding, ovvero delle società controllanti che sono a loro volta controllate da un’altra società, a patto che queste siano controllate per almeno il 95% da un singolo gruppo altro. Nel caso in cui invece la detenzione di quote sia inferiore al 95%

Ricapitolando quindi, il bilancio consolidato è documento che riguarda solo realtà aziendali di grandi dimensioni, strutturate in società di capitali e che abbiano già un giro di business molto importante (parliamo di 35.000.000 euro di ricavi minimi).

Se hai appena aperto una SRL, potrai evitare di preoccuparti di questo documento, che non è né necessario per legge (ne mancherebbe addirittura l’oggetto) né tantomeno richiedibile dai soci.

Quali sono le aree di consolidamento?

Ricorrendo alla lettera dell’art. 26 del D.Lgs. 09/04/1991 possiamo anche individuare quali delle società controllate dovranno essere oggetto del bilancio di consolidamento.

Non si tratta soltanto delle società delle quali si possiede la maggioranza assoluta dei diritti, ma anche di:

  • Società dove si può svolgere un’influenza dominante di indirizzo e di gestione.
  • Società dove si esercita la maggioranza dei diritti di voto nel caso in cui siano presenti accordi parasociali, ovvero accordi tra i soci che attribuiscano diritti di voto ulteriori alle quote possedute alla società capogruppo

Scorrendo fino all’articolo 28 dello stesso decreto legislativo, si possono anche individuare quelle che sono le società che invece possono essere escluse dal bilancio di consolidamento:

  • Le società che sono assolutamente irrilevanti.
  • Le società nelle quali il capogruppo ha delle restrizioni nell’esercizio di voto che limitano il controllo.
  • Le società che presentano difficoltà gravi nella comunicazione.
  • Le società delle quali si detengono quote soltanto a fini speculativi e dunque non di gestione.

Come si fa e come si compone il bilancio consolidato?

Secondo la normativa attualmente vigente in Italia, all’interno del bilancio consolidato devono essere inclusi gli stessi documenti che sono previsti per il bilancio di esercizio, e nella fattispecie il conto economico, lo stato patrimoniale, le note integrative, e anche la relazione sulla gestione e sugli organi di controllo.

A questi documenti si devono anche accompagnare anche un rendiconto finanziario, un prospetto dettagliato sia delle variazioni sia dei movimenti delle voci di patrimonio netto, sia il prospetto di raccordo tra patrimonio netto e risultati di esercizio dell’azienda capogruppo e delle aziende coinvolte nel gruppo.

Le operazioni “intercompany” vanno escluse dal bilancio consolidato

Il bilancio consolidato si differenzia però da una mera somma delle attività delle società controllate in quanto vanno escluse le operazioni intercompany, ovvero tutti gli acquisti e le vendite che avvengono tra le diverse compagnie che fanno capo allo stesso gruppo.

Il bilancio consolidato è dunque una tipologia di documento contabile che ha come obiettivo quello di individuare effettivamente le operazioni dell’intero gruppo di controllate verso e dall’esterno e non nelle operazioni interne che potrebbero alterare la qualità delle informazioni contenute.

Diverso il discorso, ma non è sicuramente questa la sede più appropriata per discuterne, per le capogruppo che controllano società e gruppi bancari.

I diversi approcci al bilancio consolidato

I bilanci consolidati spesso operano tra diversi stati e includono persone giuridiche che operano in diverse legislazioni.

La prassi internazionale ha sempre cercato di uniformare questi documenti, cercando di imprimere degli indirizzi e delle linee guida per la redazione degli stessi.

Ad oggi vengono utilizzati tre diversi tipi di indirizzi, che affronteremo uno per uno allo scopo di individuare quello che più potrebbe fare il caso tuo.

1. Il metodo di consolidamento proporzionale

Nel metodo di consolidamento proporzionale ad essere rilevanti sono soltanto le attività, le passività, nonché il prospetto dei costi e dei ricavi che possono essere attribuiti alle società controllate, da stornare in relazione alle quote di cui si detiene la proprietà nella holding. È forse il più semplice dei bilanci consolidati ed è più indicato per uso interno, in quanto capace di dare una fotografia di flusso che interessa più la proprietà che eventuali soggetti che potrebbero avere interesse ad interagire con l’azienda madre.

2. Il metodo del consolidamento integrale

È il metodo di gran lunga più utilizzato. Le società controllate vengono inserite nel prospetto come se si trattasse di filiali della holding capogruppo. Gli utili intersocietari sono sempre eliminati integralmente quando si ricorre a questo metodo.

3. Il metodo del patrimonio netto

Il patrimonio netto è il terzo dei metodi al quale si può ricorrere per la redazione del bilancio consolidato. In questo caso vengono considerati gli elementi tipici del consolidamento integrale, aggiungendo un consolidamento di tipo sintetico. Questo tipo di bilancio consolidato è però non utilizzabile in Italia, a meno che le società controllate non operino i settori diversi.

Il bilancio consolidato è un documento di estremo interesse anche nel caso in cui tu stia per diventare fornitore, soprattutto se per contratti importanti, di un gruppo controllato da una holding.

Aziende che sono infatti in perfetta salute potrebbero subire l’effetto a cascata innescato da problemi nell’azienda controllante o in altre aziende appartenenti al gruppo, effetti a cascata che potrebbero riflettersi anche sull’azienda in perfetta salute con la quale ci stiamo confrontando.

Più il documento sarà dettagliato, più informazioni avremo sulla società con la quale siamo intenzionati a fare affari.

Come preparare un bilancio consolidato? Si può fare da soli?

Il bilancio consolidato è un documento molto complesso, che analizza aspetti specialistici della gestione aziendale e che richiede, senza alcun tipo di dubbio, il ricorso a professionisti della contabilità e della revisione aziendale.

Non è assolutamente possibile, a meno che non si sia esperti di contabilità, redigere un documento di tale complessità, un documento che spesso viene affidato non ad un commercialista, ma addirittura a studi specializzati e di grandi dimensioni per la revisione contabile.

Contando che si tratta inoltre di un documento previsto in diversi casi dalla legge e che dunque è sottoposto a scrutinio da parte delle autorità fiscali, è necessario porre la massima attenzione nella redazione dello stesso.

Se quindi dovrai collaborare con una grande azienda, o con una realtà che fa capo ad una holding, richiedi il bilancio consolidato per capire se sia affidabile.

Se invece stai cercando informazioni per la gestione delle finanze della tua azienda ti consigliamo di leggere gli altri articoli della sezione cliccando qui.

LEGGI ANCHE

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here