come affrontare un colloquio di lavoro




Scegliere bene i propri dipendenti è cruciale ma colloquiare candidati è un compito difficile, specialmente perché alcune persone appaiono molto più in gamba in fase di intervista rispetto a quanto poi non lo siano lavorando una volta assunti.

Per ottenere le informazioni fondamentali di cui hai bisogno da un colloquio, qui c’è una semplice ma incredibilmente efficace tecnica di intervista condivisa da Jhon Younger, amministratore delegato di Accolo, società statunitense che si occupa di selezione del personale in outsourcing.

Ecco dunque come affrontare un colloquio di lavoro.

Inizia dalla prima esperienza lavorativa del candidato e va avanti attraverso tutte le posizioni che ha via via ricoperto. Vai avanti rapidamente, e non chiedere i dettagli, o quantomeno non ancora.

Per ogni esperienza lavorativa, poni le stesse tre domande:

1. Come hai trovato quel lavoro?

2. Cosa ti piaceva di quel lavoro prima che lo iniziassi?

3. Perché lo hai lasciato?

La cosa incredibile è che dopo un paio di minuti, avrai sicuramente imparato qualcosa sul candidato – sia essa positiva o negativa – che mai avresti imparato altrimenti.

Ecco perché.

1. Come hai trovato quel lavoro?

Bacheca universitaria, sito di annunci, giornali con annunci di lavoro. La maggior parte delle persone trova in questo modo i suoi primi impieghi, quindi questa non è di certo una nota negativa. Ma un candidato che continui a trovare ogni successivo impiego tramite una bacheca di annunci generalisti probabilmente non sa bene cosa voglia fare, ne dove voglia farlo.

Sta semplicemente cercando un lavoro; sovente, qualsiasi lavoro.

Questo probabilmente significa anche che il candidato non è particolarmente desideroso di venire a lavorare da te. Semplicemente vuole un lavoro. Il tuo potrebbe andare bene, fino a quando non troverà qualcos’altro.

Inoltre, se ha cambiato lavoro tre, quattro o cinque volte durante la sua carriera, e non è mai stato assunto da qualcuno con cui era entrato in contatto lavorando (cliente o fornitore che sia), questa rappresenta una nota negativa. Significa che non costruisce relazioni e non instaura rapporti di reciproca fiducia.

Essere assunto da qualcuno con cui si abbia avuto a che fare in ambito lavorativo, rappresenta una enorme referenza.

2. Cosa ti piaceva di quel lavoro prima che lo iniziassi?

Andando avanti, i candidati dovrebbero descrivere la ragione per la quale hanno scelto un particolare lavoro con una spiegazione un po’ più specifica di “era una grande opportunità” o “avevo la possibilità di imparare molto”.

I dipendenti migliori non lavorano duramente per il working title o per lo stipendio alla fine del mese. Lavorano duramente perché apprezzano l’ambiente di lavoro e si divertono con ciò che fanno. Titolo e stipendio sono solo la – meritata – ciliegina sulla torta.

Questo significa che riconoscono il tipo di ambiente in cui riusciranno a crescere, e conoscono anche la tipologia di lavoro che li possa far sentire motivati e “sfidati”. Non soltanto possono descriverlo ma ne sono attivamente alla ricerca.

3. Perché lo hai lasciato?

Qualche volta le persone lasciano il proprio impiego per un’opportunità migliore. Qualche volta lo lasciano per guadagnare più soldi.

Spesso, però, lasciano perché il datore di lavoro è troppo esigente. O perché non vanno d’accordo con il loro capo diretto o con i colleghi.

Se questi sono i motivi, non esprimere giudizi e resisti alla tentazione di chiedere dettagli. Aspetta ad approfondire attenendoti al ritmo delle tre domande. Permetterà ai candidati di essere più aperti e sinceri.

Durante il colloquio, molti di loro descriveranno problemi con il management, o disaccordi con i colleghi: problemi che altrimenti non avrebbero condiviso.

Quindi segui il tuo schema.

Questo è un modo rapido per sondare la propensione al lavoro di squadra ed il senso di responsabilità. Molte persone non prendono mai decisioni ma allo stesso tempo vedono sempre i problemi come problemi di qualcun altro. Alcuni candidati in particolare hanno costantemente problemi con i propri capi, il che significa che avranno problemi anche con te.

Una domanda bonus:

Quante persone hai assunto, e come le hai selezionate?

Dì che stai svolgendo i colloqui per una posizione di leadership, ti aiuterà ad individuare non solo le risorse che qualcun altro ha già selezionato prima di te ma anche candidati che hanno già portato altre persone nella loro struttura organizzativa.





Redazione di Intraprendere.net
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2 Commenti

  1. Ottima risorsa, il primo punto è verissimo. Se penso ai miei colleghi più in gamba, nella loro storia lavorativa c’è almeno un “cambio” di lavoro in cui sono stati acquisiti da una realtà con la quale già collaboravano. E’ altresì vero che in un momento di crisi come questo anche chi cerca un lavoro “solo” per avere uno stipendio alla fine del mese non può che essere giustificato.

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