negozio bio, negozio di prodotti biologici
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Ti interessa il mondo del biologico e sei alla ricerca di un franchising bio per avviare la tua attività?

Sei nel posto giusto e sicuramente hai anche il tempismo giusto.

Infatti nel 2016, l’Italia ha visto una crescita del 20% delle vendite per questo settore: 1 milione di aziende di refezione scelgono il biologico per mense scolastiche ed aziendali e 15 milioni di famiglie lo preferiscono anche a casa (dato Nomisma).

Se sei intenzionato ad aprire un negozio biologico in franchising, magari con una speciale attenzione ai prodotti per intolleranze alimentari, questa guida ti darà qualche spunto per iniziare.

Franchising bio: cos’è un negozio di alimentari biologici? E soprattutto: cos’è il biologico?

È più semplice partire dall’ultima domanda.

Il prodotto biologico è un cibo creato a partire da ingredienti proveniente da un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, che promuove la biodiversità ed esclude l’uso di prodotti di sintesi, come OGM e pesticidi.Franchising bio, negozio biologico

Il biologico non è più una semplice tendenza di vendita, ma è diventato parte di uno stile di vita: sempre più persone sono attente alla propria salute, che curano attraverso il cibo e l’attività fisica, e all’ambiente. La scelta di alimenti biologici consente di rispondere ad entrambe queste due necessità.

Gli studi hanno sottolineato come il fattore che spinge più famiglie e scegliere il biologico è la presenza di un figlio piccolo: la richiesta è di una totale sicurezza e freschezza dei prodotti acquistati.

Un altro fattore è la presenza in famiglia di acquistare prodotti per intolleranze alimentari, spesso rivenduti anche da negozi biologici.

La grande distribuzione ha sempre più attivamente proposto linee di prodotti biologici, ma i fedelissimi di questo stile di vita preferiscono rivolgersi a venditori specializzati che possono garantire qualità certificate.

I franchising bio non trattano nessuna categoria di cibo se non quello biologico, aumentando la specificità dell’attività, e quindi la fidelizzazione della clientela.

L’importanza di stilare un business plan per un franchising bio

Ogni start-up ha l’esigenza di pianificare le spese, inquadrare gli obiettivi da raggiungere e studiare le strategie da adottare. Senza queste analisi preliminari, è destinata a trovarsi in breve tempo senza timoniere che la guidi in caso di difficoltà.

Un buon business plan può essere così brevemente descritto:

  • Descrizione dell’attività e del contesto in cui intende operare; devi sapere se in zona ci sono famiglie interessate all’acquisto di cibo sano per i figli, sedi di associazioni per la lotta alla celiachia o alle intolleranze e tutte le informazioni utili per inquadrare il target.
  • Strategie e posizionamento nel mercato collettivo; questo aiuta fornitori e dipendenti a valutare le possibilità di crescita e i concorrenti che hanno negozi biologici in franchising in zona.
  • Piano operativo: è la traduzione delle tue idee, una guida per i tuoi collaboratori per raggiungere gli obiettivi che hai scelto.
  • Struttura e management: se intendi avvalerti di collaboratori dipendenti, dovrai assegnare ad ognuno ruoli e compiti.
  • Risorse e finanziamenti: come conti di ottenere il denaro necessario ad avviare l’attività? Quale cifra ipotizzi ti servirà per la copertura finanziaria?
  • Proiezioni di risultato: scegli un obiettivo da raggiungere in un certo periodo di tempo, coerente con la disponibilità dell’azienda e la redditività. Domandati quanto può rendere un franchising alimentare, valuta i rischi e stabilisci un piano d’azione.

Franchising bio: Dove aprire un negozio di alimenti biologici?

Nel concetto di alimentazione biologica è preponderante l’idea di località: il cibo non verrà mai da troppo lontano, per evitare un inquinamento eccessivo dovuto al trasporto, saranno preferiti fornitori locali e alimenti a chilometro zero.

Per entrare in quest’ottica, la maggioranza della tua clientela proverrà dalle vicinanze del tuo negozio.

Documentati sulla popolazione: nei paraggi ci sono impianti sportivi, che invogliano gli utenti ad acquistare cibo più sano appena finita l’attività fisica? O sedi di associazioni che aiutano persone con intolleranze alimentari?

Ricorda che tantissimi fedeli del biologico hanno figli in età scolare: perché non fare appeal sui genitori?

Apri la tua nuova attività in un luogo dove puoi massimizzare il passaggio, per esempio in un’area pedonale o con un ampio parcheggio. Per non puntare solo sugli acquirenti impulsivi, pensa a strategie di fidelizzazione (newsletter, carte fedeltà, eventi) che riporteranno i clienti da te.

Costi e spese dall’apertura alla gestione

Il cibo biologico costa di più di quello prodotto industrialmente. La manodopera necessaria è maggiore e più specializzata, la produzione più piccola, dovuta all’assenza di strategie chimiche come pesticidi e fertilizzanti.

Dovrai tenere conto anche della stagionalità dei prodotti freschi.

Infatti il tuo negozio biologico dovrà ruotare le scorte di magazzino più frequentemente di quello di un grande supermercato, circa otto o nove volte l’anno.

Questo inevitabilmente farà aumentare le spese per l’acquisto dei prodotti in vendita.

Però, di contro, chi è già interessato al mondo dell’organico e del biologico è a conoscenza dei prezzi mediamente più elevati, e non si farà scrupoli ad acquistare cibo sano e di qualità, anche a costo di spendere più che in un ipermercato.

Come ti accennavo prima, 15 milioni di famiglie hanno già scelto questo stile di acquisto. Un parco clientela impressionante, che sarà inevitabilmente attratto dalle nuove proposte che gli presenterai.

E più tali proposte punteranno sulla qualità, più i neofiti del settore saranno invogliati a sperimentare prima qualche acquisto sporadico per poi fidelizzarsi alla tua attività.

Finanziamento e franchising bio: la soluzione più veloce ed economica

Aprire da zero un’attività implica, si sa, un grande dispendio di energie, risorse e denaro. Oltre alla complessa burocrazia che sta dietro le nuove start-up, dovrai prevedere un budget di spese molto più elevato, lontano dal semplice affitto e gestione.

Il franchising, nonostante la crisi economica degli ultimi anni, continua a crescere: attualmente fattura ogni anni circa 24 miliardi di euro.

Circa il 50% delle attività appena inaugurate fallisce entro due anni: quelle aperte attraverso l’affiliazione ad una società madre raggiungono risultati molto migliori in tutti i settori.

Quando sottoscriverai un contratto con una società di franchising alimentare già avviata, potrai beneficiare non solo di spese inferiori, ma di una parte di lavoro che è già stata svolta in precedenza:

  • Avrai una clientela già fidelizzata.
  • Avrai la garanzia di essere l’unico (in molti casi) imprenditore presente sul territorio.
  • Non dovrai districarti tra i fornitori ma ti verranno presentati dall’azienda.

Le spese di avvio dell’attività saranno per te più basse proprio per questi motivi: l’azienda già conosce i punti forti e deboli del proprio marchio e del luogo in cui opera e ti potrà indirizzare verso scelte più proficue.

Inoltre sarai assistito prima, durante e dopo la vendita e non avrai spese aggiuntive oltre all’affitto dei locali, alla gestione e alle percentuali pattuite con l’affiliazione.

Insomma, abbatterai gran parte dei rischi connessi all’apertura di un’azienda da zero.

Ti ho convinto ad aprire un franchising bio? Qualunque sia la tua risposta non perdere altro tempo e fai subito il quiz di Intraprendere per trovare il business giusto per te!


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Anna Porello
Imprenditrice digital e cuore pulsante di Intraprendere. Fonda la sua prima startup di entertainment geolocal nel 2006 venduta a una nota azienda italiana. Dopo anni come consulente nei processi di digitalizzazione di grandi imprese, decide di dedicarsi a Intraprendere.net, che co-fonda nel 2016.

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