Se ti parlassi di retail sapresti spiegare a cosa mi riferisco?

La società attuale assume sempre più la forma di un melting pot, dove culture diverse si intersecano e mescolano tra loro. Spesso da questa pentolone culturale evapora e si diffonde nell’aria un linguaggio comune, che assimiliamo e facciamo nostro senza neanche troppo accorgercene.

È un veicolo comunicativo che si basa su quella che potremmo definire la lingua globale, ovvero l’inglese. Anche in ambito commerciale gran parte della terminologia usata è di derivazione anglosassone.

Ma scopriamo insieme il significato di questo termine.

Cosa significa retail?

La traduzione di retail è molto semplicemente “vendita al dettaglio”. In sostanza con questo termine ci si riferisce ad un negozio specializzato in questa tipologia di vendita.

Effettivamente potresti chiedermi se esistono altri metodi di vendita. La risposta è “certamente sì”, e faccio riferimento ad esempio alla vendita all’ingrosso. Tienila a mente perché tra poco la incontreremo nuovamente.

Il significato di retail, esprimendoci in gergo tecnico, indica una fase della catena commerciale di distribuzione.

Come da bambino sui banchi di scuola avrai appreso dell’esistenza di una catena alimentare che regola gli equilibri dell’ecosistema, anche nel commercio esiste una catena che permette a qualunque bene di passare dal produttore al consumatore finale attraverso delle fasi specifiche.

Gli attori della catena commerciale

Per schematizzare e rendere tutto più comprensibile, ti mostrerò i principali attori presenti all’interno della catena distributiva:

  • Produttore: è colui che si occupa della produzione materiale dei beni destinati alla messa in commercio.
  • Grossista: è colui che acquista dal produttore beni in grandi quantità, i cosiddetti stock per poi rivenderli al commerciante al dettaglio. Il grossista vende all’ingrosso.
  • Commerciante al dettaglio o retailer: è colui che acquista un quantitativo di merce dal grossista per poi rivenderlo al dettaglio all’interno del suo negozio.
  • Consumatore: è l’utente finale. Detto brutalmente, colui che acquista un bene per il consumo personale.

La vendita all’ingrosso

Come? Non ti ho ancora spiegato cosa sia la vendita all’ingrosso? Hai ragione!

La differenza sostanziale tra vendita all’ingrosso e al dettaglio risiede nel target a cui si rivolge.

Nel primo caso, coloro che acquisteranno all’ingrosso saranno esclusivamente liberi professionisti. Ti è mai capitato sottomano un volantino del Cash and Carry o della Metro? Hai notato quanto siano convenienti i prezzi?

Bene, ma quando arriverai in cassa per saldare il conto della tua spesa ti sarà richiesto di mostrare la partita iva. I prezzi all’ingrosso sono inferiori perché provengono direttamente dalla filiera produttiva, e sono acquistati in quegli stock di cui ti narravo poche righe sopra.

Il commercio al dettaglio

E invece il commercio al dettaglio a chi si rivolge? Bene, prendi carta e penna e segna così: “Retail significato: vendita al dettaglio rivolta a qualunque soggetto, sia esso un privato cittadino, un imprenditore o un professionista.”

I prezzi del retail saranno più alti rispetto a quelli all’ingrosso perché vi saranno caricati i costi di gestione, come, ad esempio, le spese per la promozione pubblicitaria del prodotto.

Se volessimo mettere i puntini sulle “i”, quello mostrato ad inizio paragrafo è un canale distributivo “corto” in cui le merci seguono l’iter composto dalle quattro fasi classiche (produttore, grossista, commerciante, consumatore).

È possibile che si presenti però anche un canale distributivo lungo, con la possibile presenza di intermediari tra il produttore e il grossista, e tra il grossista e il retailer.

La catena di distribuzione commerciale è spesso anche stravolta da quelli che potremmo definire attori a 360°. Infatti esistono produttori, i quali non producono solo materialmente i beni, ma si occupano anche della vendita diretta al pubblico.

In sostanza viene attuata in un unico soggetto una sorta di sintesi delle quattro fasi del processo distributivo.

Di cosa si occupa il retailer?

Se in questo momento stai navigando su Intraprendere.net, molto probabilmente sarai interessato a sviluppare un tuo business retail. A maggior ragione è opportuno dare una breve occhiata alle azioni tipiche di un retailer.

Il ruolo principale del dettagliante è sapere organizzare al meglio la vendita di ciò che il proprio retail propone.

Si occuperà delle forniture, cercando di acquistare beni nella quantità tale che non si creino vendite insolute.

Per evitare tale inconveniente, è bene effettuare uno studio di mercato attraverso il quale si analizzerà la composizione demografica della zona in cui sorgerà il tuo retail, e le tendenze di acquisto locali.

Una volta portata a termine l’analisi, il retailer deciderà quale politica di marketing adottare per raggiungere il suo target e conquistare una nicchia di mercato. Se volessimo usare uno dei termini anglosassoni a noi tanto cari, potremmo dire che l’obiettivo del retailer è aumentare il sell out del suo negozio, ovvero l’uscita della merce dal punto vendita.

Le tipologie di retail

La storica americana Victoria De Grazia in un affascinante libro dal titolo “L’impero irresistibile” racconta come l’american way of life si sia potuto diffondere nel continente europeo.

Tra i vari capitoli, c’è una consistente parte dedicata al commercio al dettaglio, e a come l’influsso americano abbia cambiato il modo di concepire le vendite al dettaglio  in Europa.

È una lunga storia che parte delle antiche botteghe, per passare alle catene dei negozi a prezzi fissi, fino a giungere all’era dei supermercati.

Vediamo però ora nel dettaglio quali sono le tipologie di retail attualmente presenti:

  • Retail “in sede fissa”: è il classico negozio al cui interno presenta l’assortimento di merci. A seconda della tipologie di vendita utilizza apposite strutture per l’esposizione, come ad esempio le scaffalature o altri genere di espositori. Possono essere situati sulle vie stradali oppure all’interno di centro commerciali.
  • Supermercato: specializzato originariamente nella vendita di alimentari con gli anni ha allargato la sua offerta, ampliandosi anche all’oggettistica per la casa e al settore tecnologico.
  • Discount: anche in questa tipologia di retail è il genere alimentare a fare da padrone. Si distingue dal supermercato per l’offerta dei cosiddetti beni “non di marca”, i quali sono venduti al dettaglio a prezzi contenuti.
  • Temporary shop: sono negozi creati direttamente dai produttori per lanciare un nuovo prodotto sul mercato oppure per consolidare il proprio brand.
  • Vending machines: forse il nome non ti dirà molto, ma probabilmente avrai notato negli ultimi anni il diffondersi nelle città italiane di punti vendita completamente automatizzati e aperti 24 ore su 24. Se non hai ancora capito di cosa stia parlando, mi riferisco a quelle postazioni composte da una serie distributori automatici dove potrai comprare generi alimentari ed altri prodotti. Ecco quelle sono le vending machines!
  • Mobile retail: è un esercizio commerciale basato solamente su un app per smartphone attraverso la quale potrai acquistare le merci offerte.
  • Internet retail: è il classico sito di e-commerce tramite il quale ordinerai il prodotto desiderato, e lo riceverai direttamente a casa tramite un corriere espresso.

Bene, adesso che sai davvero tutto sul retail è giunto il momento di scoprire quale possa essere il tipo di business davvero adatto a te: scoprilo con il quiz di Intraprendere:





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