franchising sushi
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Sashimi,nighiri, urumaki… naaa non sarò mai pratico con questa terminologia! Se invece volessimo aprire un franchising sushi, dovremmo avere molta dimestichezza con questo vocabolario.

Come? Perché parlo di franchising sushi e non della classica apertura di un ristorante giapponese?

Beh, a meno che tu non abbia un avo proveniente dal Sol Levante, o una passione  smodata per la cucina nipponica che ti abbia spinto ad imparare le preparazione tipiche, difficilmente potrai cimentarti in tale attività.

Più che una questione di competenze, è pero una questione di forniture. I prodotti tipici nipponici non sono così facilmente reperibili sul mercato italiano, e soprattutto non sono così economici. Quindi dovremmo rivolgerci a fornitori specializzati.

I sushi bar franchising possono invece contare su un canale di forniture privilegiato, di cui si occuperà direttamente la casa madre. Il prezzo all’ingrosso sarà anche notevolmente minore.

Aprire un franchising sushi: le caratteristiche

Attualmente aprire un sushi bar si connota come un’ottima scelta di business. Il sushi è una delle tendenze alimentari del momento, e i punti di ristoro dedicati si sono diffusi a macchia di leopardo in quasi tutti i centri urbani del nostro paese.

L’affermarsi del sushi come tendenza culinaria del momento è confermata anche dai dati statici. Una ricerca condotta da “Just Eat”, basandosi sugli ordini di consegna a domicilio raccolti attraverso la famosa app, dimostra una crescita esponenziale del consumo di sushi.

Durante il 2017 si è registrata una crescita del 70%, e nei primi sei mesi del 2018 sono stati ordinati oltre 50.000 chili di urumaki!

Anche l’offerta commerciale dei franchising sushi è ragguardevole, con la classica soluzione dell’ ”all you can eat”. Sono sempre più anche gli impiegati che scelgono il sushi nelle loro pause pranzo approfittando del menù “mangia a più non posso” alla cifra irrisoria di una decina di euro.

Per aprire in franchising sushi è necessario possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

  • 2 anni di esperienza come dipendente nel settore della ristorazione;
  • Aver conseguito un titolo di studio in campo alberghiero;
  • Frequentare con esito positivo il corso SAB che si tiene presso la camera di commercio.

Le caratteristiche che dovremmo assumere in questo genere di attività:

  • Capacità di organizzazione;
  • Ottima gestione della clientela;
  • Cortesia;
  • Ascolto e soddisfacimento delle richieste dei clienti;
  • Puntualità nel servizio. Questo punto è particolarmente importante, in quanto l’afflusso della clientela è notevole, è perciò per soddisfare tutti dovremo far ruotare rapidamente i tavoli.

L’importanza del business plan

Quando ci apprestiamo ad aprire qualunque genere di attività è importante pianificare ogni dettaglio. Lo strumento principale per compiere quest’operazione è il business plan. Questo documento ci permetterà di definire il nostro business tenendo ben presente le risorse necessarie, i rischi e le prospettive di crescita.

Gli elementi principali di cui si comporrà sono:

  • Una descrizione specifica del nostro ristorante nipponico;
  • La strategia e il posizionamento sul mercato: bisogna individuare in primo luogo il target principale, e partendo da questo conquistare la propria nicchia di mercato;
  • Il piano operativo: le azioni che permetteranno di sviluppare la nostra impresa;
  • Struttura e management: organigramma e le posizioni ricoperte da ogni membro del nostro team;
  • Risorse e finanziamenti: dove reperiremo il capitale per avviare la nostra attività;
  • Proiezioni di risultato: le prospettiva di crescita del nostro franchising sushi nel futuro.

Ricordiamoci sempre che il franchisor a cui ci affilieremo nella maggior parte dei casi ci offrirà anche l’assistenza amministrativa. Quindi, anche per la redazione del business plan potremo avvalerci di consulenti specializzati.

La location

Quando parliamo di franchising sushi la scelta della location dipende dalle scelte organizzative del franchisor. Noi metteremo a disposizione un locale di metratura media di nostra proprietà oppure in affitto.

Una volta inviata la richiesta di affiliazione, il franchisor si riserverà di considerare idonea o meno la struttura messa a disposizione.

Se il locale proposto è situato in una zona trafficata dove il passaggio elevato, avremo molte più possibilità di sottoscrivere un contratto di affiliazione. Oltre alla valutazione del posizionamento, la casa madre valuterà anche la presenza della concorrenza in zona.

Le spese iniziali per partire

Come aprire un ristorante giapponese? Le prime spese che devono essere in considerazione sono quelle riguardanti l’ottemperanza delle procedure burocratiche previste dal nostro ordinamento. I principali passaggi sono:

  • Apertura della partita iva;
  • Iscrizione al Registro delle Imprese;
  • Segnalazione certificata di Inizio Attività (SCIA) presso il comune di competenza;
  • Iscrizione alla previdenza sociale Inps e all’Inail, sia per il titolare, che per i soggetti alle sue dipendenze;
  • Richiedere il nulla oste da parte dell’Asl;
  • Richiedere i permessi sanitari necessari.

Una volta sbrigate le scartoffie della burocrazia italiana, dovremmo concentrarci sull’individuazione di un locale idoneo, il quale acquisteremo se le nostre risorse ce lo permetteranno, oppure prenderemo in affitto sobbarcandoci un canone mensile.

Per quanto riguarda l’allestimento del locale, a partire dalla strumentazione della cucina all’arredamento della sala, se ne occuperà direttamente il franchisor. In base al contratto stipulato le spese per l’allestimento potranno essere condivise, oppure se ne farà carico completamente la casa madre, mantenendone la proprietà.

Le spese di gestione

In un franchising sushi come in qualunque altra attività nella ristorazione, dovremmo tenere a mente le spese dedicate al canone d’affitto e alle classiche utenze.

A queste andranno sommate, le uscite relative alle forniture, che come già ricordavo in apertura dell’articolo, verranno effettuate attraverso i canali del franchisor.

Infine ci sarà da considerare tutti gli stipendi dei dipendenti a nostra disposizione, a partire dai camerieri, passando per gli addetti griglia, fino ai cuochi. Gli addetti alla cucina dovranno anche seguire il famoso corso haccp (igiene alimentare), il quale sarà ovviamente a nostro carico.

Le modalità di finanziamento

Quanto costa aprire un sushi bar? Dipende a quale franchising sushi abbiamo intenzione di affiliarci. Il fee d’ingresso è compreso in un range che va dai 15.000 ai 50.000 euro. Non sono cifre irraggiungibili e la soluzione consigliabile per reperire i fondi è quella di rivolgersi ad un istituto di credito.

Una volta mostrate le dovute garanzie, l’ente bancario concederà il finanziamento, il quale sarà sottoposto ad un tasso d’interesse variabile a seconda della finanziaria.

Perché aprire un franchising sushi?

All’inizio di questa breve guida abbiamo visto alcuni dei motivi che rendono preferibile la scelta di un franchising sushi. Ripassiamoli insieme, punto per punto:

  • Trasmissione del know how. Il franchisor metterà a disposizione dei consulenti che ci aiuteranno sia per la parte tecnica che amministrativa. Particolare attenzione verrà dato anche alla formazione, con corsi appositi per i dipendenti.
  • Il marchio. Potremmo utilizzare un marchio già conosciuto sul mercato. Questo ci permetterà di attingere già ad un potenziale bacino di utenza, e ci salvaguarderà da una concorrenza aggressiva.
  • L’allestimento del locale. Il franchisor si potrà far carico completamente o in parte dell’equipaggiamento dei locali cucina e dell’arredamento del ristorante, il quale appunto sarà imposto dalla casa madre. Si occuperà ovviamente anche delle insegne luminose.
  • L’esclusività di zona. Il franchisor eviterà che altri franchising sushi della medesima catena vengano aperti nella zona di nostra competenza.
  • La pubblicità. Il franchisor si occuperà della sponsorizzazione attraverso il proprio sito, e anche attraverso cartellonistica e inserzioni sulle riviste scelte dalla direzione pubblicitaria.

Nel paragrafo precedente abbiamo osservato che l’apertura di un franchising sushi è legata al versamento di una fee d’ingresso. Oltre a questa quota iniziale, molti franchisor richiedono un altro contributo, le cosiddette royalties. Esse potranno essere fisse, oppure calcolate in base al fatturato.

Bene, adesso sai come aprire un sushi bar in franchising. Ma sei vuoi avere la sicurezza di scegliere il business davvero adatto a te fai subito il Quiz di Intraprendere


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