come creare un team di lavoro
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L’idea può anche essere meravigliosa e convincente, il modello di business sembra avere solide basi e i test confermano che il mercato a cui si rivolge la tua start-up sembra ricettivo.

Sei riuscito a finanziare la tua impresa e l’entusiasmo non manca, c’è solo un piccolo problema: sei solo e devi mettere in pratica la tua idea.

Evidentemente, specie per start-up che si basano su innovazioni, la crescita è fortemente dipendente dal team e un uomo solo non può coprire tutti gli aspetti operativi.

Non puoi correre il rischio di ritardare il “go to market”, non puoi permetterti di realizzare un prodotto o un servizio non all’altezza e soprattutto devi accertarti di avere le risorse per andare sul mercato in modo adeguato. Tutt’altro! Il tuo obiettivo è andare oltre le aspettative e rispettare gli impegni presi con i tuoi investitori.

Spesso però una start-up parte in modo umile, in un ufficio collocato in una zona poco glamour e con molti disagi. Hai bisogno di un team di valore ma ti trovi in un ecosistema molto dinamico dove le persone di talento talvolta mancano di affidabilità, sono volubili e in cerca di un loro personalissimo percorso di carriera.

Competi con multinazionali che propongono certezze e crescita professionale, o con altre start-up che magari propongono condizioni migliori con promesse un po’ avveniristiche.

Come creare un team di lavoro: 5 dritte per attirare i migliori

E allora qual è la strategia per attrarre professionisti di talento e costruire il team perfetto per la tua start-up? Come creare un team di lavoro che faccia la differenza?

1. Assicurati le soft skills  

Non guardare a un curriculum come a un menu di competenze. Le hard skills sono certamente importanti ma in una start-up conta molto anche l’attitudine, la voglia di fare e di collaborare. È necessario avere persone entusiaste che siano allineate con gli obiettivi, che siano culturalmente vicine alla tua impresa e che abbiano una mentalità aperta.

È importante soprattutto che si tratti di persone che sappiano lavorare sotto pressione, che siano dei team player in grado di far crescere gli altri e sappiano metabolizzare gli obiettivi.

Deve trattarsi di combattenti, nel senso buono del termine. Persone che possano rappresentarti e sostituirti quando è necessario. Devono saper reagire alle critiche e sapersi destreggiare con clienti difficili ed esigenti. In conclusione, al di là delle skill, le soft skill più rilevanti sono l’onestà e la dedizione.

Reclutare persone basandosi solo sulla storia lavorativa e sulle competenze, nel lungo periodo, può non risultare la migliore scelta per la tua azienda.

2. Valuta attentamente ciò che puoi offrire

Oggi molti professionisti sono maggiormente attratti dai valori e dalle idee piuttosto che dai contenuti di una mansione lavorativa.

Più che il ruolo interessa il codice morale e la capacità dell’azienda di stimolare e procurare emozioni positive. Per questo motivo durante un colloquio è importante comprendere il coinvolgimento proponendo esperienze e, successivamente, è fondamentale fidelizzare e fornire conferme generando un ambiente positivo in cui i tuoi collaboratori si sentano realizzati e rispettati.

3. Pensa a forme retributive alternative

Lo stipendio è importante, su questo non ci piove. È necessario essere competitivi per attrarre i migliori talenti ma, talvolta, la formula pecuniaria non è sempre vincente.

Coinvolgere significa anche compensare un collaboratore in modo coerente con le sue idee o aspirazioni. Offrire delle stock options o dei bonus convertibili in azioni può essere un valido modo per far sentire una persona parte del progetto.

Oppure offrire benefici come un abbonamento ad una palestra, a un corso di ginnastica funzionale, a teatro, o anche una bici elettrica per muoversi in città. Personalizzare la forma di ricompensa è sinonimo di armonia tra l’impresa e il suo collaboratore.

4. Mantieni una mentalità aperta

Quando recluti un collaboratore cerca di pensare diversamente perché il tuo scopo è assicurarti una squadra davvero unica e in grado di portarti al successo.

Nel business a volte condurre esperimenti fantasiosi può essere dispendioso e inutile, ed è molto più conveniente spendere tempo per identificare una strategia precisa da perseguire. Perché non identificare i candidati ideali attraverso l’engagement sui social network? Perché non valutare anche i loro interessi e le loro passioni?

Ciò non significa affidarsi a dei professionisti del recruitment per generare una rosa di potenziali candidati ma vuol dire semplicemente andare oltre la semplice offerta di lavoro.

Pensare diversamente significa anche progettare una proposta professionale che miri soprattutto a un obiettivo, a prescindere dalla presenza in ufficio.

Ad esempio considerare lo “smart working” come opzione per permettere al tuo candidato ideale di bilanciare i suoi impegni lavorativi con la qualità della vita privata. Oppure forme di lavoro flessibili e orientate esclusivamente al raggiungimento di un target.

Avere una mentalità aperta non significa “accontentare” il proprio candidato, ma semplicemente garantirsi la sua appartenenza al tuo progetto e la comprensione della missione da portare avanti.

5. Accertati di essere trasparente

Il modo in cui interagisci durante tutto il ciclo di reclutamento, le parole che utilizzi, il tuo linguaggio non verbale e più in generale i messaggi che fornisci sono elementi che contribuiscono a generare un’immagine della tua azienda.

Un’azienda dinamica che fa sentire protagonista il proprio collaboratore deve saper instillare la consapevolezza che, accettando la posizione lavorativa, egli avrà un impatto importante e non sarà mai un numero. 

La trasparenza è essenziale in una start-up che ha bisogno di un team per crescere.

Occorre che il candidato ideale percepisca che la sua opinione sarà sempre importante e che le sue azioni non saranno mai date per scontate perché potranno risultare determinanti per il successo dell’azienda. Comunicazioni che saranno percepite solo se autorevoli e provenienti da un imprenditore che ha le idee chiare e che ha elaborato una strategia articolata di cui il candidato è parte integrante. 

La persuasione non passa attraverso le promesse, ma attraverso una comunicazione coerente, trasparente e positiva.

Adesso sai come creare un team di lavoro in grado di aiutarti a dare il boost alla tua startup, ma se vuoi sapere anche come diventare un vero lead in grado di seguire la sua squadra al successo clicca qui e scopri come sviluppare uno stile di leadership davvero efficace.


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Alessandro Cirinei
Alessandro Cirinei Commercial Solutions Manager Italy, Balkans, CEE, Turkey & Middle East di Experian. Fonda la sua prima azienda nel 2007, Xool e contribuisce successivamente al lancio di UrbanPost, Sercanto e Via Calzabigi. Collabora con fondi di venture ed acceleratori in qualità di "mentor" e temporary manager all'interno di numerose start-up, oggi è Commercial Solutions Manager Italy, Balkans, CEE, Turkey & Middle East di Experian

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