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Nel corso degli anni sono aumentati gli imprenditori e i commercianti che hanno scelto di aprire un’attività all’estero.

Gli italiani si sono contraddistinti per la loro voglia d’imprenditoria e sono tante le storie di successo di coloro che hanno trovato la loro strada fuori dai confini italiani.

Certo ci sono anche alcuni casi in cui non tutto è andato come previsto. Ma questo perché aprire un’attività all’estero non è una cosa semplice, ma bisogna partire con un progetto ben preciso ed effettuare uno studio attento che ti permetta di capire le potenzialità o meno di un posto.

Ci sono diverse opportunità nei mercati emergenti, ma anche nelle località più gettonate al mondo, dove si può diventare imprenditori o proprietari di piccole o grandi imprese è trovare la propria strada nel campo del lavoro.

Conoscere nello specifico le statistiche che possano indicare il tasso di fallimento delle nuove imprese per paese non è semplice, però se prima di partire con questo progetto si seguono una serie di tecniche e suggerimenti sicuramente potranno migliorare le probabilità di successo.

5 consigli ci sui tenere conto prima di aprire un’attività all’estero

Come investire all’estero? Se ti stai ponendo questa domanda, vuol dire che hai intenzione di trovare una nuova strada professionale o lavorativa fuori dai confini italiani. Prima di partire e “prendere il largo” però, è necessario seguire alcuni suggerimenti. Ecco dunque alcuni consigli prima di fare un investimento all’estero.

1. Quantifica e identifica le tue aspettative

Prima di aprire un’attività all’estero sicuramente una cosa utile è cercare di comprendere il tipo di mercato in cui ti vuoi introdurre in un altro paese e fare un parallelismo con le attività e aziende già presenti sul territorio nel quale ti vuoi insediare.

Verificare da subito la concorrenza è importante per capire se il tuo progetto all’estero possa avere una probabilità di successo o meno.

Infatti, se stai “scappando” da un mercato saturo, di certo non ti andrai a insinuare in un paese all’estero dove sono presenti già aziende simili alla tua.

Per questo motivo, devi pianificare in modo diligente la tua prossima attività all’estero e porti delle domande utili alla progettazione:

  1. Perché voglio trasferire o aprire la mia attività all’estero?
  2. Il mercato nel quale ti vuoi inserire è meno competitivo?
  3. Stai espandendo la tua attività grazie all’interesse del mercato estero?
  4. Stai spingendo i tuoi prodotti in un mercato nuovo oppure stai creando un nuovo prodotto pensato per il nuovo paese?

Tutte queste domande sono un punto di partenza per creare il tuo modello di business e cercare di comprendere quali sarà innanzi tutto l’attività che vuoi aprire all’estero.

Una volta che avrai capito il prodotto o il mercato nel quale ti vuoi inserire devi anche pensare alla logistica, a dove sorgerà fisicamente la tua azienda, all’investimento necessario che ti servirà per aprire la sede nel paese in cui hai scelto di emigrare.

Quindi se progetti di andare all’estero devi innanzi tutto capire che cosa devi commercializzare e successivamente dove localizzare la tua azienda.

2. Determina il budget necessario

Una volta che avrai creato il piano di business per l’apertura di un’attività all’estero devi determinare il budget.

Molte aziende, devi sapere, che falliscono a causa di un capitale iniziale insufficiente a coprire tutte le spese, comprese quelle che ancora non sai di dover affrontare.

L’avvio di una nuova attività è molto difficile e nel migliore dei casi, riuscirai a rientrare appieno nel budget previsto in un anno o poco più. Ma se ciò non avviene, devi avere una riserva già pronta a subentrare che ti permetta di superare eventuali difficoltà economiche che si possono presentare all’improvviso.

Per questo motivo, nel momento in cui fai le tue proiezioni, quando inizi a verificare il budget di cui hai bisogno fai molta attenzione. Inoltre, devi calcolare anche in quanto tempo sarai in grado di raggiungere il pareggio nel flusso di cassa.

Quindi devi prevedere quanti mesi o anni ci vorranno per rientrare dell’investimento e al contempo guadagnare.

Devi sempre considerare che un progetto prevede sempre più tempo di quello previsto e che il budget calcolato aumenta sempre almeno del 15%. Se avrai bene a mente questi dettagli sarai in grado di avere una copertura finanziaria migliore al momento dell’avvio della tua attività all’estero.

3. Verifica attentamente la logistica

Un punto molto importante da prendere in considerazione è la logistica. Se hai scelto di avviare la tua nuova attività in un paese specifico, devi capire se ci sono le infrastrutture di cui avrai bisogno per la tua impresa.

Ad esempio, in molti paesi poco sviluppati potrebbero esserci problemi con la linea internet veloce oppure avere problematiche legate alla circolazione delle merci. O ancora norme che limitano la circolazione e commercializzazione dei prodotti.

In alcuni paesi, purtroppo, bisogna considerare che persino le “tangenti” possono essere una pratica commerciale necessaria.

Nonostante, nel tuo paese d’origine questa pratica sia punita dalla legge. Quindi nel momento in cui vuoi aprire un’attività all’estero, il consiglio è verificare: dove puoi aprire l’attività senza impedimenti, se c’è tutto il necessario per aprire lo store oppure l’azienda, verificare le leggi in vigore. Solo dopo aver verificato appieno questi aspetti puoi continuare a pensare al tuo progetto da realizzare all’estero.

4. Trova un commercialista che operi a livello locale

Per riuscire a far fronte a tutte le pratiche burocratiche devi trovare un commercialista o un consulente finanziario che sia esperto nel campo del diritto internazionale.

Sicuramente, trovare un esperto che opera già nel paese in cui vuoi avviare la tua attività è la soluzione migliore per riuscire ad avviare il tuo progetto nel rispetto delle regole, dei vincoli e delle autorizzazioni necessarie imposte dal governo locale.

5. Apri un conto bancario internazionale

Se stai per avviare un’attività o un’impresa in un paese differente da quello in cui risiedi, e se stai valutando anche l’esportazione o l’importazione delle merci da o verso un paese, devi prendere delle misure anche a livello finanziario e bancario.

Quindi per le operazioni di trasferimento di liquidi, per effettuare acquisti all’estero destinati all’apertura dell’impresa, e per conservare i tuoi ricavi, ecc…devi avere anche un conto bancario internazionale.

Inoltre, se hai bisogno di fare delle conversioni di denaro, mandando ad esempio i ricavi dall’Italia a un paese estero e viceversa, un conto internazionale ti permette di ottenere una conversione più vantaggiosa e proteggere così i tuoi guadagni.

Come aprire un’attività all’estero: 6 dritte per scegliere il paese giusto

Come abbiamo visto, nel percorso per aprire un’attività all’estero riveste una grandissima importanza il paese dove vuoi avviare la tua azienda, vendere i tuoi prodotti o servizi.

Ma come si può prendere una decisione ponderata? Come trovare il posto migliore per far prosperare il tuo nuovo business?

Alcuni esperti affermano che “l’avvio di un’attività all’estero può essere più facile e meno rischioso economicamente rispetto all’apertura di una nel proprio paese”. Nonostante ciò, risulta necessario scegliere il paese giusto e per farlo devi considerare quattro fattori principali: clima normativo, stabilità politica, potenziale economico, differenze culturali. Ecco spiegati uno per uno:

1. Clima normativo

Come sicuramente già sai, ogni paese ha le sue regole in campo finanziario, sull’ingresso nel paese, l’apertura di una nuova attività, il diritto del lavoro e il fisco. Se la tua azienda richiesta l’esportazione o l’importazione delle merci dovrai tra l’altro fare molta attenzione alle leggi in materia.

Il clima normativo è molto importante per riuscire a verificare se esistono restrizioni o costi da sostenere oltre a quelli che ti aspetti normalmente.

Inoltre, stai attento anche ai diritti di proprietà, non sempre scontati specie in alcuni paesi in via di sviluppo. Insomma, per essere informato al 100% sul clima normativo devi avvalerti di una persona esperta in diritto internazionale per conoscere le varie norme e leggi che vigono in materia.

2. Stabilità politica

Aprire un’attività all’estero in un paese dove sono presenti turbolenze a livello politico, dove si rischia un governo autarchico, oppure c’è un alto tasso di disoccupazione e quindi una crisi economica in corso, non è una scelta tra le migliori.

Se prevedi l’avvio di una nuova attività all’estero accertati prima che ci sia abbastanza stabilità politica, che non ci sia il rischio di perdite finanziarie o blocchi dei fondi e che la tua attività possa fiorire in un clima prepositivo e volto al cambiamento.

3. Potenziale economico

A seguito della recessione a livello mondiale ci sono alcuni paesi in decrescita, con problemi economici che portano ad attacchi e disordini sociali. Allo stesso tempo, ci sono paesi che invece favoriscono l’arrivo di finanziatori, imprenditori e commercianti dall’estero per l’avvio di una nuova attività.

In questi paesi, un nuovo imprenditore può trovare un ambiente economico e fiscale vantaggioso. Alcuni paesi danno incentivi fiscali alle nuove attività hanno una tassazione relativamente bassa rispetto all’Italia, nel frattempo è possibile vendere i propri servizi o prodotti all’interno del paese guadagnando maggiormente.

Naturalmente non soffermarti al potenziale economico, ma poni molta attenzione anche all’impatto che il tuo prodotto può avere in quel contesto. Ossia studia le abitudini di spesa della popolazione e il contesto economico competitivo presente. Solo così puoi essere certo di aver scelto il giusto paese.

4. Differenze culturali

Una cosa molto importante, a cui invece spesso non ci si fa caso, sono le differenze culturali. Devi prendere in considerazione queste differenze perché potrebbero incidere o influenzare la tua attività.

Oltre alla barriera linguistica, devi pensare anche a una serie di atteggiamenti, comportamenti, sensibilità culturali.

Devi prendere in considerazione l’assunzione di un consulente commerciale interculturale con esperienza nel settore e all’interno del paese per riuscire a comprendere al meglio le usanze e le sfumature.

Ricorda anche come qualcosa di semplice possa in realtà influenzare i tuoi affari futuri e l’interfacciarti con i clienti, ma anche con nuovi soci e collaboratori.

Non conoscere le usanze del luogo potrebbe portare il tuo nuovo business a fare un tonfo improvviso. Quindi informati bene anche sulla cultura del posto prima di partire.

5. Fai delle ricerche di mercato

Se sei indeciso tra diversi posti potenziali in cui avviare la tua attività all’estero, il modo migliore per riuscire a comprendere qual è il migliore per la tua impresa è analizzare il mercato. Una ricerca di mercato ti aiuta ad analizzare: la concorrenza, le potenzialità del prodotto sul mercato, la possibilità di commercializzazione, le abitudini di spesa locale.

Questi sondaggi sono molto importanti, per riuscire ad evitare di investire un grande capitale in una zona nel quale il tuo prodotto o servizio potrebbe non attecchire. Non trascurare anche nelle tue ricerche di mercato le abitudini di lavoro nel paese e il costo dei dipendenti sia dal punto di vista salariale, sia da quello assicurativo e contributivo.

6. Verifica i tempi del processo d’incorporazione

La Banca Mondiale e l’International Finance Corporation possono aiutarti a prendere una decisione specifica nel campo del confronto dei costi e del tempo necessario alla costituzione di un’azienda in un determinato paese.

La pagina è specifica per le aziende che prevedono un numero di dipendenti tra i 10 e i 50 circa e ti fornisce dati sulle tempistiche e sui costi per la costituzione di un’azienda in 183 paesi nel mondo. Questo può essere uno strumento molto utile sia per chi deve avviare una piccola attività sia per le più grandi.

Ecco alcuni esempi:

  • In Nuova Zelanda si può aprire un’attività in sole 24 ore, senza eccessiva burocrazia. Mentre sono necessarie 48 ore per l’avvio di un’impresa in Australia.
  • In Cile e a Panama: la creazione di un’impresa prevede che si proceda con sei pratiche differenti, per richiedere tutti i permessi e aprire la partita IVA ci vogliono due settimane.
  • A Singapore oppure ad Hong Kong per la creazione di un’impresa ci vogliono tre differenti procedure che si possono completare in sole 72 ore.
  • In Portogallo: il processo d’apertura dell’azienda prevede fino a 5 giorni lavorativi.

Come abbiamo visto in questa guida aprire un’attività all’estero prevede che si considerino un elevato numero di fattori. Se seguirai questi consigli però, avrai maggiori possibilità di fare questo salto verso una nuova avventura con maggior criterio e una percentuale di rischio minore.

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