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Stai cercando di dare una svolta alla tua vita mettendoti in proprio? La soluzione più immediata e pratica di autoimpiego è oggi, nel nostro Paese, quella della impresa individuale.

Ma andiamo ad analizzare di cosa si tratta più nel dettaglio e cosa comporti all’atto pratico questa particolare forma di imprenditoria.

Impresa individuale: cos’è e quali sono i vantaggi

La definizione di questa particolare forma giuridica ce la dà il sito del Registro delle Imprese che la descrive come un’attività “svolta da un unico soggetto, il titolare dell’impresa, che può avvalersi dell’ausilio di collaboratori, anche familiari, oppure di dipendenti. Il titolare dell’impresa è l’unico responsabile della gestione d’impresa”.

Due i principali vantaggi della ditta individuale:

  1. Il primo è che per la sua apertura, gestione e chiusura non sono necessarie molte formalità tanto che non è neppure previsto il versamento di un capitale sociale iniziale.
  2. Il secondo è che, rispetto ad altri tipi di impresa o società, come ad esempio la Società a Responsabilità Limitata o S.R.L., i costi annui sono molto inferiori.

Questo non significa che per avviare un’impresa individuale non vi siano alcuni adempimenti da rispettare: il primo di questi è l’apertura della partita IVA, condizione minima necessaria per poter iniziare la tua attività di imprenditore.

Forse ora ti starai chiedendo come aprire partita Iva: te lo spiegherò nel paragrafo che segue.

Come aprire una partita Iva

Inizio subito col dire che sono obbligati all’apertura di una partita Iva tutti quei soggetti che svolgono attività imprenditoriale autonoma e hanno un reddito annuale superiore ai 5.000 euro. impresa individuale, partita iva, ditta individuale caratteristiche

Questo comporta anche gli obblighi di emettere fattura (che a partire da luglio 2018 dovrà essere per forza di tipo elettronico) e di pagare regolarmente i contributi fiscali e pensionistici previsti dallo regime vigente.

La prima cosa da fare, per aprire una partita IVA, è la presentazione di una richiesta all’Agenzia delle Entrate (nel caso delle ditte individuali si utilizza il modello AA9/12 scaricabile da questa sezione del sito dell’ente governativo di riscossione), la quale fornirà al richiedente il codice di 11 cifre necessario per la sua identificazione come soggetto fiscale.

Al momento di presentazione della richiesta di partita Iva, dovrai anche indicare nome e codice Ateco della tua attività, vale a dire a quale categoria professionale appartieni secondo la classificazione generale dell’Istat, e avviare la procedura per aprire la tua posizione previdenziale all’Inps.

Fin qui le cose sono abbastanza semplici, non trovi? L’aspetto su cui forse dovrai riflettere di più riguarda il tipo di regime fiscale cui dovrai sottostare dopo l’apertura della tua partita Iva. Esistono, infatti, due tipi di partita Iva caratterizzati da costi di gestione molto diversi: il regime forfettario e quello a contabilità ordinaria.

Tuttavia, la scelta fra questi due regimi non è del tutto libera perché vincolata ad alcuni requisiti minimi stabiliti per legge.

Nello specifico, è possibile aderire al regime forfettario quando il soggetto richiedente:

  • Ha un reddito inferiore a quello stabilito dalla Legge di Stabilità 2016 sulla base del proprio codice Ateco.
  • Non ha avuto nell’anno precedente spese per collaboratori superiori ai 5.000 euro lordi.
  • Non ha sostenuto spese di ammortamento per beni strumentali superiori ai 20.000 euro lordi.

Dal punto di vista dei costi di gestione, il regime forfettario è attualmente quello più vantaggioso perché prevede un’aliquota sostitutiva Irpef e Iva pari al 5% per i primi 5 anni di attività e del 15% oltre il sesto anno.

I contributi Inps vengono invece versati alla gestione separata con un’aliquota del 27% circa; è comunque possibile adottare il regime agevolato che prevede il pagamento di una riduzione del minimale del 35% da pagare in tre rate (la domanda in questo caso deve essere presentata entro il 28 febbraio).

A queste spese sono da aggiungere per una ditta individuale costi annui per l’iscrizione alla Camera di Commercio e, come costi una tantum, il pagamento dei diritti di segreteria e imposte di bollo al momento della presentazione della domanda.

Se vuoi saperne di più leggi la guida completa all’apertura della partita IVA.

Vediamo ora più nel dettaglio quali sono le caratteristiche di una impresa individuale.

Caratteristiche di un’impresa individuale

La ditta individuale si distingue da ogni altro tipo di impresa o società perché non ha soci ma è costitutita da un solo titolare.

In altre parole, si tratta di una particolare forma giuridica che fa capo ad un’unica persona che svolge direttamente l’attività, avvalendosi in alcuni casi anche di collaboratori, ma che è unicamente e totalmente responsabile, sia a livello economico che giuridico, per il lavoro svolto.

Dal punto di vista legale, si considera persona giuridica ditta individuale nel momento in cui viene costituita, anche se di fatto si identifica con una sola persona, l’imprenditore stesso, che risponde in termini personali anche in caso di debiti o altre necessità.

Uscendo dalle definizioni più strettamente legali, possiamo dire che:

L’impresa individuale è quella particolare forma di impresa in cui l’attività è svolta unicamente dal titolare, che ne cura ogni minimo dettaglio, dagli aspetti operativi a quelli commerciali, amministrativi e contabili.

In particolare, aprendo una ditta individuale dovrai occuparti di:

  • Mettere a punto delle strategie per procacciarti sempre nuovi clienti.
  • Elaborare preventivi per assicurarti nuovi lavori.
  • Curare personalmente il rapporto con i clienti già in essere.
  • Gestire la tua attività quotidianamente e quella di eventuali collaboratori.
  • Provvedere all’emissione delle fatture per ogni lavoro svolto.
  • Svolgere il recupero crediti in caso di pagamenti non evasi.
  • Saldare ogni mese le spese coi tuoi fornitori.

Tieni infatti presente che, nel caso di una ditta individuale, tu e solo tu sei il solo responsabile della tua attività, e che, in caso di problemi, come ad esempio un debito non saldato, ne risponderai anche con il tuo reddito personale (motivo per cui non è richiesto il versamento di un capitale iniziale).

Quando scegliere una ditta individuale

Se hai letto i paragrafi precedenti ora sai che una ditta individuale presenta numerosi vantaggi, fra cui la relativa facilità di apertura e i tempi più snelli.

Tuttavia, oltre ai pro esistono anche dei contro all’apertura di un’impresa di questo tipo, il maggiore dei quali è rappresentato dal rischio patrimoniale. Di cosa si tratta?impresa individuale, vantaggi impresa individuale, conviene impresa individuale, ditta individuale

È molto semplice: aprendo un’impresa individuale, in qualità di unico responsabile della tua attività, qualora tu dovessi contrarre dei debiti coi fornitori o con la banca, ne risponderesti anche col tuo patrimonio personale e se i debiti sono molto ingenti potresti anche finire col perdere tutto.

A conti fatti, però, se nella tua attività non prevedi di chiedere prestiti ingenti a banche o finanziarie, la forma giuridica della ditta individuale rimane sempre quella più semplice ed economica per mettersi in proprio.

Anche perché è consentito lo svolgimento sotto forma di impresa familiare o coniugale che permettono all’imprenditore unico di avvalersi dell’aiuto del coniuge o dei propri parenti fino al terzo grado.

Optando per questa soluzione, il titolare resta sempre e comunque l’unico responsabile dell’impresa, ma i familiari, collaborando con lui, hanno diritto alla ripartizione degli utili.

Vantaggi e svantaggi della impresa individuale

Riassumendo in un pratico schema vantaggi e svantaggi che caratterizzano l’apertura di una ditta individuale abbiamo:

Vantaggi ditta individuale

  • Non comporta il versamento di capitali all’atto della costituzione.
  • Richiede il solo adempimento dell’apertura della partita Iva.
  • La tenuta della contabilità è molto semplice e con pochi oneri.
  • Non sussiste l’obbligo di presentare bilancio a fine anno.
  • Le decisioni vengono prese rapidamente perché la responsabilità ricade su una sola persona.

Svantaggi ditta individuale

  • Rischio patrimoniale del titolare che risponde con il suo patrimonio personale in caso di debiti.
  • Affidabilità creditizia nei confronti di banche e finanziarie molto ridotta.
  • Mancanza di altre figure con cui confrontarsi per prendere decisioni all’interno dell’azienda.

Ecco perché in alcuni casi, gli esperti potrebbero consigliarti di fare la trasformazione da ditta individuale a Srl per tutelare maggiormente il tuo patrimonio personale o per poter avere maggiore affidabilità creditizia nei confronti delle banche.

Tieni presente in tal caso che prima dovrai provvedere alla chiusura ditta individuale che può avvenire in qualunque periodo dell’anno, entro 30 giorni della variazione o cessazione dell’attività e senza costi particolari ad eccezione dei diritti di segreteria e altre imposte di bollo per la cancellazione dal Registro delle Imprese.

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