canali di comunicazione
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“Il medium è il messaggio”. (Marshall McLuhan)

Chi ha studiato comunicazione ricorderà questo celebre aforisma da banchi di scuola, oggi più attuale che mai.

Il canale di comunicazione è il messaggio”: possiamo così, come premessa a questo articolo, reinterpretare il pensiero del buon Marshall per esprimere con estrema sintesi quanto oggi il canale di comunicazione possa influenzare il messaggio stesso. Che differenza c’è tra divulgare un contenuto su Linkedin, su YouTube, su un blog, in tv o su una lettera? 

Infinita. Un differenza infinita, ma procediamo per gradi.

Cosa sono i canali di comunicazione?

Intanto, per circoscrivere l’area di intervento, precisiamo che stiamo parlando di marketing e quindi non facciamo qui riferimento al mondo (interessantissimo!) legato all’utilizzo dei canali verbali umani (linguaggio del corpo, voce, parole…). 

Per canali di comunicazione intendiamo tutti gli strumenti che un’azienda ha a sua disposizione per entrare in contatto con il focus target.

Focus target? Esattamente, questo un primo preziosissimo consiglio: prima azione da fare, preliminare al lavoro sui canali di comunicazione che dovrai utilizzare per la tua attività, è proprio l’individuazione di un preciso target di riferimento.

Se non hai ben chiaro “a chi vuoi comunicare” sarà pressoché impossibile definire con precisione chirurgica “quale canale utilizzare”.

Quali sono i canali di comunicazione

Entriamo nel vivo: quali sono i canali di comunicazione? Possiamo dividere i canali in tre macro categorie.

Canali di proprietà:

  • Sito web
  • Funnel
  • Blog
  • E-commerce
  • Pdv/office

Come avrai capito si parla di “casa tua”. Questi spazi, di tua proprietà, sono la base operativa e la “sede legale” del marketing e della comunicazione della tua attività. 

Se hai dei punti vendita fisici è ovviamente corretto inserire la comunicazione instore in questa categoria.

Canali esterni:

Mi rendo conto che generalizzare e semplificare utilizzando il termine Social può sembrare quasi blasfemo: la parola Social oggi racchiude mondi antitetici e articolati che necessiterebbero di un’analisi a parte (è chiaro a tutti quanto possa essere differente un canale come LinkedIn rispetto a Instagram).

Fatta questa premessa, i canali esterni sono tutti quei canali di proprietà non tua ma fondamentali per creare engagement e contatto con il tuo target.

Canali a pagamento:

  • Social ads (google, facebook, instagram…)
  • Tv Commercial
  • Radio
  • Affissioni
  • Stampa
  • Press office

Qua siamo nel mondo dell’advertising, della pubblicità. Rientrano in questa categoria i canali di comunicazione a pagamento, on line/offline. Armi potentissime, da maneggiare con cura.

Come scegliere il canale di comunicazione adatto?

Arrivato a questo punto, ti starai ponendo 3 domande da 1.000 punti:

  1. Esiste uno strumento migliore di un altro?
  2. Come scegliere i canali di comunicazione adatti alla mia attività? 
  3. Quando scegliere i canali di comunicazione online e quando scegliere i canali offline?

Chiaramente c’è solo un’entità super partes che può dare una risposta precisa a tutte le tue domande: sua maestà la strategia di marketing.

È lei il perfetto direttore d’orchestra in grado di coordinare con precisione tutti i canali di comunicazione a secondo degli obiettivi prefissati.

Non esiste un canale di comunicazione migliore o peggiore, esistono strategie definite finalizzate all’ottenimento di un preciso risultato nel percorso di marketing che porta alla vendita. La strategia che porta alla vendita è un percorso lungo e articolato e, lungo questo percorso, ogni canale di comunicazione deve fare la sua parte.

C’è un momento in cui devi farti conoscere, un momento in cui devi posizionarti sul mercato, un momento in cui devi creare engagement, un momento in cui devi offrire valore e, infine, un momento in cui devi vendere, prima del follow up. Sarà la strategia di marketing a definire quali possano essere i migliori canali da utilizzare a secondo del momento.

Riguardo all’eterna battaglia tra online e offline, vale un ragionamento a parte.

L’online è una opportunità?

Più di 4,5 miliardi di persone usano Internet, mentre gli utenti dei social media hanno superato i 3,8 miliardi (+ 9%, 321 milioni di nuovi utenti nell’ultimo anno). Quasi il 60 percento della popolazione mondiale è già online e le ultime tendenze suggeriscono che oltre la metà della popolazione totale del mondo utilizzerà i social media entro la metà del 2020. Parlano i numeri.

Questo vuol dire che chiunque debba da subito utilizzare per forza i canali di comunicazione online? No. Assolutamente no.

La fretta di andare online può creare molti danni: serve una strategia precisa per poter sfruttare al meglio le singole peculiarità di ogni strumento che oggi un’attività ha a sua disposizione. 

Il web è in grado di amplificare con grande potenza un messaggio ma se il messaggio non è corretto il rischio di fare danni è davvero molto alto.

Il messaggio? No, non me ne sono dimenticato. 

Abbiamo discusso nel dettaglio di canali di comunicazione fino ad arrivare a ”sua maestà” la strategia di marketing. Sì, ok la citazione di partenza di McLuhan, ok l’importanza dei canali di comunicazione, ma troppo spesso ci si dimentica del contenuto. 

Ci si dimentica della vera mission di un brand di successo: portare valore sul mercato. 

Sempre.

Un consiglio per identificare il contenuto da comunicare? Parti da una storia, magari dalla tua storia. Non sbaglierai mai.

“Non sei fregato veramente finché hai una buona storia da raccontare e qualcuno a cui raccontarla”. (A. Baricco)


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Paolo Tondat
Copywriter, imprenditore, consulente ma prima di tutto appassionato e studioso di marketing e brand strategy. Ossessionato dalla creazione di processi di crescita e automazione affianca gli Imprenditori Italiani nel creare strategie di sviluppo scalabili.

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