Come Aprire un bar quanto costa

Se ti stai chiedendo come aprire un bar sei capitato proprio nel posto giusto!

Ecco, infatti, un’utilissima guida che ti aiuterà a comprendere quali sono le prime cose da fare per aprire il tuo locale, dall’analisi di mercato, alla definizione del tuo business plan fino all’ottenimento della licenza bar e di tutti gli altri documenti necessari per l’avvio della tua nuova attività.

Aprire un bar rappresenta, oggi, una forma di investimento molto redditizia, a patto però di riuscire a ritagliarsi un proprio spazio all’interno di un mercato altamente competitivo.

Sono, infatti, circa 140.000 i bar italiani, la maggior parte dei quali ubicati nei centri urbani: è dunque molto importante individuare un proprio target specifico e costruire un’offerta che sia diversa da quella dei competitors.

Un altro elemento che può contribuire al successo di un’iniziativa imprenditoriale di questo tipo è, senza dubbio, una forte predisposizione ai rapporti interpersonali, dato che il più delle volte dovrai gestire tu stesso il rapporto coi clienti.

Ciò detto, vediamo, dal punto di vista pratico, cosa serve per aprire un bar e quali sono i relativi costi e le azioni da fare perché la tua nuova attività abbia successo.

Fai un’indagine di mercato

Se non hai mai lavorato in un bar e non conosci il funzionamento di questo tipo di business, ti consigliamo di apprendere i primi rudimenti prendendo un bar in gestione o facendoti assumere come barista presso un locale.

Questo ti permetterà di capire come si svolge l’attività quotidiana di un bar e se essa possa fare al caso tuo: potresti, ad esempio, scoprire che l’orario prolungato, lo stare a lungo in piedi e sempre a stretto contatto coi clienti non sono cose compatibili col tuo carattere oppure con le esigenze particolari della tua famiglia.

Una volta chiarito questo punto dovrai condurre della analisi di mercato per comprendere se il tipo di bar che desideri aprire corrisponde ai desideri e bisogni di coloro che hai individuato come tuo target.

Per fare questo dovrai porti domande che ti aiutino a definire il più possibile le caratteristiche dei tuoi potenziali clienti: questi quesiti riguarderanno un po’ tutto, dalle caratteristiche demografiche (età, appartenenza di genere, stato civile) alla loro condizione socio-professionale (che lavoro fanno, quanto guadagnano, qual è il loro stile di vita e cosa adorano fare nel tempo libero).

Oltre all’analisi del target, dovrai anche occuparti di studiare a fondo la tua concorrenza, vale a dire gli altri bar presenti nella tua zona, soprattutto quelli che si rivolgono ad un pubblico simile al tuo.

Il modo migliore per farlo è quello di andarci di persona per prendere un caffè e un aperitivo, cercando di carpire il maggior numero di informazioni possibili.

Ti consigliamo anche di dare un’occhiata al loro sito e ai profili social, per capire se e come utilizzano questi strumenti di marketing per promuoversi e quale tipologia di clienti sembra più attiva su questi canali.

Individua le caratteristiche specifiche del tuo locale

Una volta identificato il tuo target e analizzati i vari competitors, il passaggio successivo è quello di trovare elementi che possano differenziarti il più possibile dalla concorrenza.

I modi per farlo sono molteplici: potresti puntare su una selezione di prodotti e servizi davvero unica, oppure su un design e un’estetica particolari.

Per aiutarti ecco una lista di possibili tipologie di bar che potresti realizzare:

  • Bar di quartiere: è la tipologia di bar più diffusa, caratterizzata da un ambiente caldo ed accogliente,  quasi come una seconda casa. L’offerta di servizi passa dalle colazioni al pranzo informale e, di solito, vi si trovano anche opzioni di intrattenimento su piccola scala, come freccette, tavoli da biliardo, videogiochi e juke-box.
  • Bar sportivi: oltre ai servizi tipici dei bar di quartiere questa tipologia di bar offre anche la possibilità di fruire di eventi sportivi, attraverso una tecnologia audio/ video adeguata.
  • Birreria o pub: questo tipo di bar è molto diffuso in città e presenta un menù molto più ricco sia per quanto riguarda la gastronomia (hot dog, hamburger e patatine fritte sono di solito i piatti di punta) che per quello che concerne le bevande (birra in primis).
  • Bar “speciali”: in questa categoria rientrano tutti i locali che non si limitano a fornire servizi di ristorazione e intrattenimento generici, ma hanno un’offerta molto più ampia e soprattutto diversa da quella comune, caratterizzata quasi sempre da un’elevata qualità. Sono bar di questo tipo le enoteche che offrono degustazioni e i sushi bar, dove invece è possibile gustare piatti di cucina giapponese.
  • Piano bar o disco bar: si tratta di bar dove oltre a piatti e bevande vengono offerti anche forme di intrattenimento più complete, come ad esempio spettacoli e musica da vivo e discoteca. Quest’ultima è la tipologia di bar più redditizia ma anche quella che richiede l’investimento iniziale più alto oltre a maggiori energie da spendere per la promozione.

Dai un nome al tuo bar

Sembrerà banale, ma la scelta del nome della propria attività, anche quando si tratta di un negozio o un locale, rappresenta una delle chiavi fondamentali per il suo successo.

Il nome che sceglierai non dovrà solo evocare le caratteristiche specifiche del tuo locale, ma anche essere memorabile, cioè facilmente ricordabile da parte dei clienti.

È anche importante che dica qualcosa di te: in altre parole, dovrà contenere una storia che possa, un giorno, essere raccontata, ad esempio sul sito del locale.

Sappi che non sempre la scelta del nome è immediata, il più delle volte sono necessarie più sessioni di brainstorming (scopri cos’è il brainstorming) per trovare quello giusto. Ti serve un aiuto? Prova a farti queste 3 domande:

  • Il nome che ho pensato si adatta alla tipologia di bar che voglio realizzare?
  • Significa qualcosa per le persone che voglio attrarre?
  • Ha un significato per me, per la mia storia personale?

Se la risposta è affermativa in almeno due casi continua così, sei sulla buona strada!

Scrivi il business plan

Adesso è venuto il momento di mettere il tuo progetto nero su bianco: scrivere il business plan del tuo locale ti aiuterà non solo a raccogliere tutte le idee che hai maturato fino a qua, ma ti permetterà anche di realizzarle.

Oltre alla descrizione del progetto e di tutti gli aspetti di cui abbiamo parlato sopra, un business plan deve infatti contenere anche una proiezione dei costi e delle entrate che ti aspetti di ottenere nel primo anno di attività e successivi.

Prima di passare alla stesura del tuo business plan avrai però bisogno di definire un’altra cosa molto importante per la buona riuscita della tua attività: l’ubicazione, o posizione, del locale.

La scelta del luogo dove aprire un bar dipende chiaramente dal tipo di clientela che vuoi raggiungere: ad esempio, se tu volessi aprire un locale per giovani, potresti scegliere una zona vicina all’università.

Al contrario se pensassi ad un locale destinato soprattutto alla pausa pranzo di persone che lavorano, dovrai orientarti verso una zona della città dove ci sono molti uffici e banche.

Tuttavia ci sono anche altri aspetti da considerare, come la vicinanza di un parcheggio e la presenza di collegamenti stradali che ne facilitino la fuga per ragioni di sicurezza e ovviamente l’accesso.

Inoltre, se tu avessi intenzione di acquistare l’immobile in cui collocare il tuo esercizio commerciale, dovrai valutare anche in quali zone della città ci sono offerte migliori, oppure dove un investimento del genere potrebbe risultare economicamente più vantaggioso.

Prima di Aprire un bar Valuta tutti i costi

Di sicuro a questo punto ti starai chiedendo quanto costa aprire un bar: eccoti allora una risposta, anche se ovviamente una stima reale la potrai fare solo dopo aver vagliato alcuni aspetti, come il tipo di arredo del tuo locale e la gamma dei servizi che vuoi offrire.

In via del tutto generale, il budget di partenza per aprire un bar si aggira intorno ai 24/ 25 mila €, oltre ai costi di affitto del locale o mutuo e le varie spese di tipo burocratico per l’ottenimento della licenza.

In alcuni casi, è consigliabile anche stipulare delle coperture assicurative che ti tutelino in caso di scoppio, incendio e danno verso terzi.

Ci sono poi altri costi che riguardano l’acquisto dei cibi e delle bevande dai fornitori e naturalmente i dipendenti, le cui competenze dovranno essere adeguate al ruolo: se l’idea di dover affrontare tutte queste spese ti scoraggia, sappi che di norma la maggior parte dei bar di nuova apertura riesce a recuperare l’investimento iniziale entro i primi tre anni di attività.

È evidente però che per farlo dovrai avere un adeguato livello di conoscenze su questo settore, oppure, almeno nella fase iniziale, farti supportare da una persona esperta del settore da prendere come socio o manager del tuo locale.

Ma quali sono di fatto i costi più ingenti per aprire un bar? Anche questo dipende molto dal tipo di locale che intendi realizzare: nel caso ad esempio di un bar sportivo probabilmente dovrai sborsare qualche migliaio di euro solo per l’acquisto o il noleggio degli impianti audiovisivi per vedere le partite.

Un bar di quartiere sarà sicuramente molto più economico di uno in cui prevedi la preparazione di pranzi o cene perché in tal caso avrai bisogno di uno spazio adibito a cucina  oltre che di un cuoco.

Per tutte le tipologie di bar, considera comunque che le spese più onerose (circa il 50%) riguardano solitamente l’adeguamento e messa a norma dei locali e degli impianti, aspetto essenziale anche per il conseguimento della licenza.

Nel caso ad esempio tu debba installare un forno, sarà necessario realizzare una cappa dotata di canna fumaria sull’esterno dell’edificio e, qualora il tuo locale si trovasse al piano terra di un condominio, dovrai ottenere il permesso di tutti i co-proprietari dell’immobile.

Per quello che concerne la licenza bar,  sappi che ad oggi, in virtù della legge sulle liberalizzazioni, non esistono più limitazioni come era previsto una volta, ma per ottenerla dovrai seguire dei corsi ad hoc presso la Camera di Commercio oppure presso enti privati abilitati, spendendo una somma che si aggira intorno ai 1500 €.

I corsi riguardano sia le norme per la sicurezza antincendio che l’abilitazione alla somministrazione di cibi e bevande alcoliche. Se invece tu volessi saltare questo passaggio, acquistando la licenza da un altro esercente, sappi che in questo caso i costi, soprattutto nei centri urbani dove c’è maggiore affluenza, sono di gran lunga superiori.

Promuovi la tua attività

Ora che hai aperto il tuo bar il tuo pensiero fisso sarà come fare a portare dentro più clienti: giustissimo, dato che la promozione è un elemento indispensabile per la buona riuscita di ogni tipo di business.

Fra le prime cose che puoi fare, ci sono ovviamente quelle a costo zero, come il passaparola o l’invio a parenti ed amici di una mail d’invito in cui annunci l’apertura del tuo locale.

Potresti, ad esempio, organizzare un evento per l’inaugurazione, offrendo qualche cocktail o un assaggio delle specialità che preparerai nel tuo esercizio.

In seguito dovrai stabilire annualmente o semestralmente un budget per le attività di marketing, delegando ad una società specializzata o occupandoti tu stesso delle varie strategie.

Fare pubblicità sui media tradizionali è di sicuro un’opzione ancora molto utile, soprattutto se intendo comunicare offerte ed eventi particolari.

In alternativa potreste affidarvi al marketing online, o webmarketing, realizzando un sito web che aumenti la tua visibilità. Anche i profili social, se usati bene e con un minimo di professionalità, possono accrescere il numero di persone interessate a venire a bere qualcosa nel tuo locale.

Un ottimo modo per promuovere la tua attività è quello di creare degli eventi con delle promozioni speciali legate ad essi: ad esempio, se il tuo bar ha dei biliardi, potresti pensare ad organizzare dei tornei, offrendo un menù a prezzo speciale a tutti i partecipanti.

Un’ultima dritta? La maggior parte dei bar sono pieni il ​​venerdì, il sabato e la domenica: pianifica dunque i tuoi eventi di lunedì, martedì e mercoledì in modo da ottenere un flusso di clienti anche nei giorni morti.

Pubblicizza poi il tuo calendario di eventi sul sito e sugli altri media che hai a disposizione: se hai ben individuato cosa piace al tuo target, i clienti non tarderanno a venire!

Ora che hai analizzato il tuo settore, redatto il tuo business plan, scopri i prossimi passi da fare!

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