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Hai già esperienza nel campo dell’edilizia e ti piacerebbe fare il grande salto ed aprire un’impresa edile?

Niente paura, non è un’impresa impossibile e io ti spiegherò per filo e per segno come fare. Quindi vai avanti e continua a leggere con attenzione come riuscire ad avviare la tua impresa edilizia.

Aprire un’impresa edile: quali caratteristiche possiede

Esistono moltissimi tipi di imprese edili, ognuna con un target specifico, che richiede differenti mezzi e capacità.

Principalmente, possono essere divise in tre grandi categorie:

Piccoli appaltatori per ristrutturazioni

Sono le imprese edili più comuni, rientrano nel settore delle PMI, hanno pochi impiegati e affondano le proprie radici nel lavoro artigiano.

Generalmente non hanno bisogno di una sede o un ufficio con grandi numeri di impiegati amministrativi, perché gli incarichi sono concordati con singoli clienti e possono essere gestiti da uno staff minimo.

Il guadagno di queste aziende è più piccolo dei colossi delle costruzioni.

Però, ramificandosi sul territorio e intrattenendo rapporti positivi con i cittadini, possono contare sul lungo periodo di una grande fiducia e di piccole attività ma regolari e costanti, che nel loro totale costituiscono comunque una buona fonte di guadagno.

Appaltatori generali

Non offrono un solo servizio (murature, idraulica, termoelettrica), ma più servizi per accontentare un parco clienti più vasto e richieste più mirate. Possono gestire da sole un incarico più vasto, magari per un’altra azienda.

Proprietario-costruttore

Ecco, è lui il self made man di americana reminescenza. Non solo ha uno staff numeroso e variegato che può portare a termine mansioni di ampia portata, ma necessita di uffici amministrativi e gestionali, una vera e propria industria delle costruzioni.

Generalmente non ristruttura edifici già esistenti, ma li costruisce per rivenderli, affittarli o possederli direttamente per la propria società.

Come stilare un business plan per aprire un’impresa edile

Nessuna impresa può tenersi in piedi senza un business plan, cioè una redazione dei progetti dell’azienda.

Un business plan che funziona ha bisogno di sei punti:

  1. Descrizione del business e dell’ambiente: prima di aprire devi sapere cosa vuoi fare della tua azienda, in quanto tempo e per quali servizi. Vuoi occuparti di vera e propria costruzione o di ristrutturazioni? Hai capitale disponibile per un solo settore o anche per offrire un certo pacchetto di servizi più vario (muratura, idraulica, elettrica, eccetera)? In zona ci sono concorrenti che lavorano nello stesso settore? Come sono i loro guadagni? La città è ancora in evoluzione e si costruisce tanto, o ormai gli edifici ci sono ma devono essere spesso rimodernati o aggiustati? È un luogo storico, dove forse potrebbe convenire specializzarsi in restauri? Tutte queste domande ti aiuteranno a capire come muoverti.
  2. Strategie e posizionamento: confronta la tua società con quelle concorrenti in zona. Scopri se qualche settore specifico è rimasto scoperto e accaparrartelo potrebbe rivelarsi una strategia vincente.
  3. Piano operativo: scrivi la strategia operativa nei dettagli. I fornitori devono poter verificare che le tue idee siano solide e capaci di portare ad un risultato per affidarti i loro materiali e attendere i pagamenti.
  4. Struttura e management: soprattutto se intendi aprire una PMI, è possibile che il numero dei tuoi dipendenti sia minimo. In ogni caso, dovrai impartire mansioni specifiche con compensi adeguati ad ognuno, tenendo conto delle possibilità di crescita e dei rischi imprenditoriali.
  5. Risorse di finanziamento: come pensi di trovare il denaro per aprire? Con un finanziamento o con i tuoi risparmi? Esistono bandi locali per l’apertura di nuove imprese? Hai valutato l’ipotesi di un franchising?
  6. Proiezioni e produttività: basandoti sui dati in tuo possesso, devi scegliere quali obiettivi inseguire e quanto tempo ti dai per ottenerli. È meglio iniziare da piccoli obiettivi a breve termine piuttosto che da ipotesi strabilianti ma irraggiungibili: è più motivante vedere i risultati sin da subito sia per te che per i dipendenti.

Dove aprire un’impresa edile

Come ti ho fatto notare poco fa, l’apertura di una piccola impresa edile non richiede generalmente l’estensione ad un ufficio.

Potresti però curare una piattaforma digitale, dove i dati della tua azienda, la storia, i contatti e i servizi offerti siano a disposizione dei clienti per conoscerti.

Cerca di prevedere un servizio di redazione preventivi online: le persone potrebbero non aver voglia o tempo di chiamarti per spiegarti nel dettaglio le loro richieste.

La pubblicità è un fattore molto importante: metti in giro la voce di una nuova apertura nel settore edile, parti da qualche familiare o amico che ha bisogno di qualche lavoretto e pubblica le foto dei risultati finali sul tuo sito per mostrare le tue capacità.

Come vedremo più avanti, qualora decidessi di affidarti ad un franchising la pubblicità sarà curata dalla casa madre, sollevandoti del costo e dell’impegno.

Le spese: dal finanziamento, all’avvio, alla gestione

Aprire un’impresa edile: cosa bisogna fare, all’atto pratico?

Anzitutto, c’è da dire che non avrai bisogno di un capitale enorme. Potrebbero bastarti i fondi recuperati con i tuoi risparmi, o l’apertura di un piccolo leasing.

Informati sempre sulla presenza di bandi e agevolazioni per l’apertura di nuove imprese: spesso riguardano i giovani, e se rientri nella fascia d’età richiesta sarebbero davvero un ottimo aiuto.

Un prospetto generico delle spese di apertura potrebbe essere:

  • Apertura della partita IVA.
  • Iscrizione ad INPS, INAIL e Registro delle imprese in Camera di commercio.
  • Richiesta e ottenimento dei certificati di costruzione (BDNA, certificazione di “pulizia” dell’azienda da attività illecite, permessi di costruzione, certificati di partecipazione ai corsi sulla sicurezza, etc).
  • Acquisto della prima partita di materiali e strumenti per i primi lavori; investi su nuovi strumenti perché, per quanto costosi, potrebbero durarti anni e non ti richiederanno spese per riparazioni e sostituzioni nell’immedito futuro.

A meno che tu non abbia un ufficio da gestire (per cui sarà richiesto il solito ambo di spese affitto+utenze), le due sole spese da affrontare per la gestione saranno l’acquisto dei materiali dai fornitori e il pagamento degli stipendi dei collaboratori e dei dipendenti.

Tempi e modi di guadagno con un’impresa edile

Per i primi cinque anni di attività, i report segnalano circa l’8% di guadagno sul costo di un intero lavoro.aprire un'impresa edile, guadagno impresa edile, franchising edile, aprire unimpresa edile, aprire un impresa edile

Ovviamente, più la tua azienda rimarrà sulla cresta dell’onda, più questa percentuale di guadagno si alzerà.

Aprire un’impresa edile in franchising: ne vale la pena?

Il franchising è il modo in cui un’azienda già nota e affermata “delega” il proprio nome ad altri imprenditori, che pagano un contributo di affiliazione ma che ottengono in cambio diversi vantaggi, tra cui:

  • Parco clienti già fidelizzato.
  • Promozione a carico dell’azienda madre.
  • Spese più basse e gestione meno rischiosa.
  • Assistenza e formazione per l’imprenditore e per lo staff.
  • Forniture garantite presso rivenditori già noti e affidabili.

Inoltre, il mondo dell’edilizia in franchising ha attraversato con meno fatica il percorso della crisi economica, così come in generale tutto il mondo del franchising. Mica male, no?

Adesso però tocca a te, comincia a progettare la tua impresa edile, ma prima fai il quiz di Intraprendere per trovare il business su misura per te





Anna Porello
Imprenditrice digital e cuore pulsante di Intraprendere. Fonda la sua prima startup di entertainment geolocal nel 2006 venduta a una nota azienda italiana. Dopo anni come consulente nei processi di digitalizzazione di grandi imprese, decide di dedicarsi a Intraprendere.net, che co-fonda nel 2016.

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