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Del resto i numeri parlano da soli: gli investimenti in startup innovative effettuati nel 2019 superano i 723 milioni di €, registrando una crescita di circa il 17% rispetto all’anno precedente.

Ma la domanda che si fanno tutti coloro che vogliono fare investimenti in startup è:

esiste un modo per ridurre il rischio di questo tipo di investimento?

Un modo assolutamente sicuro di investire in startup non esiste trattandosi di un investimento ad alto rischio. Tuttavia è possibile adottare alcuni accorgimenti.

Vediamo come fare investimenti in startup nel modo più proficuo.

Come fare investimenti in startup: le basi

Cominciamo dai fondamenti. La prima cosa da sapere per iniziare a investire in start up è che devi avere una mente totalmente aperta.

Una startup infatti è una società che ha sì un alto potenziale ma che ancora non ha potuto esprimersi in tutte le sue effettive potenzialità, quindi nella tua analisi devi saper essere lungimirante.

È inoltre vitale analizzare i registri aziendali e assicurati che sia tutto in ordine. E mi raccomando fai visionare questi dati anche ad un consulente esterno indipendente.

L’altro aspetto cui dovrai porre attenzione riguarda invece non l’oggetto dell’investimento, ma te stesso. Quando si parla di investimenti startup la prima cosa da sapere è che si tratta di operazioni a lungo termine.

Sei sicuro di poter aspettare tutto questo tempo? Hai la pazienza e la possibilità di farlo? Se la risposta è no ad una o più di queste domande, forse l’investimento in startup non fa per te.

Crowdfunding: il modo più semplice e accessibile per fare investimenti in startup

Per il piccolo o medio investitore, il crowdfunding è il modo migliore per iniziare ad investire in startup. Ecco i vari tipi di crowdfunding attualmente disponibili:

  • Equity Crowdfunding: in queste piattaforme è possibile investire finanziando uno o più progetti in cambio di quote della società;
  • Crowdlending: si tratta di piattaforme dove è possibile finanziare determinati progetti tramite la forma di prestito su cui l’investitore maturerà del interessi;
  • Reward Crowdfunding: in questo caso la partecipazione al finanziamento viene ricompensata con la concessione del prodotto stesso.

In tutti casi si consiglia di ridurre il rischio dell’investimento in startup in due modi:

  1. Diversificando il proprio portafoglio, ovvero investendo il proprio capitale non su uno solo ma su più progetti;
  2. Investendo somme che siano per te sostenibili e per le quali non rischi di mettere a repentaglio la tua attività in caso di perdita.

Come scegliere la startup su cui investire

I criteri di scelta sono sempre gli stessi, vale a dire:

  • I founders: se credi nell’affermazione “le imprese sono fatte da persone” sappi che nel caso delle start up questo vale ancora di più. Senza un founder impegnato al 100% nello sviluppo del proprio progetto, le probabilità di successo scendono quasi a zero. Avere quindi un confronto diretto che i fondatori delle Start Up a cui vuoi dare il tuo denaro è quindi sempre un’ottima scelta;
  • Il prodotto: cosa fa la startup su cui intendi puntare? Sia che si tratti di un prodotto o di un servizio, dovrai avere tutte le informazioni necessarie per comprendere quali sono le sue caratteristiche, i suoi competitor e il suo target. Se l’azienda ha già dei numeri importanti da esibire questa è sicuramente una sua nota a favore;
  • Il business plan: si tratta del piano che illustra quali sono le modalità attraverso cui la start up intende finanziarsi e come questa vuole utilizzare le proprie risorse. Se vuoi ridurre il rischio di perdita, controlla che la strategia finanziaria della società su cui vuoi puntare contenga una sezione adeguata dedicata al funding e al cash flow, e che, inoltre, preveda anche dei “piani b” in caso di difficoltà;
  • I valori: un’altra grande verità che riguarda gli investimenti in startup riguarda la necessità che i valori espressi da queste ultime siano in linea con i tuoi. Si tratta ovviamente di un criterio di valutazione che esce fuori dalle più rigide analisi finanziarie, ma che rappresenta un vantaggio anche qualora dovessi perdere i tuoi soldi. Non c’è infatti peggiore sensazione che guardare ad un investimento fallito sapendo che nel farlo sei anche dovuto andare contro ai tuoi principi.

Quali canali adottare per investire in Startup

Come investire in una Start up oltre al già citato crowdfunding?

Il fundraising di una start up è di solito multicanale e comprende un mix di capitali provenienti da fondi propri, prestiti di istituti di credito e altre forme di finanziamento come il prestito infruttuoso da amici e familiari, e, infine, investitori privati.

Già, ma come fa una startup a individuare i propri angel investor? In genere, questo avviene direttamente, tramite delle conoscenze dirette oppure, ad esempio, aderendo ad incubatori e acceleratori, il cui ruolo è quello di mettere a disposizione delle giovani imprese dei finanziamenti/servizi in cambio di quote di azioni societarie.

Ad oggi, nel nostro paese, si calcolano circa 160 fra incubatori e acceleratori, di cui circa i due terzi privati e i restanti pubblico/privati o interamente pubblici. Gli incubatori certificati sono circa una trentina, di cui 3 quotati in borsa: LVenture, Digital Magics e H-Farm.

Quali sono le agevolazioni previste

A partire dal 2019, alle persone fisiche che investono in startup innovative è riconosciuta una detrazione a fini IRPEF pari al 30% della somma investita per un valore massimo di investimento pari a 1.000.000 di euro annui.

Se invece è una società (persona giuridica) ad investire in una startup innovativa, anche questa gode di una deduzione dall’imponibile IRES pari al 30% per un importo di investimento massimo pari a 1.800.000 di euro.

Tali agevolazioni si applicano a tutti gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2017 diretti verso Startup regolarmente iscritte nella relativa sezione speciale del Registro delle imprese. Sia nel caso delle persone fisiche sia di quelle giuridiche, sussiste inoltre l’obbligo di mantenimento dell’investimento per un minimo di 3 anni.

La Legge di bilancio 2019 ha inoltre disposto l’aumento dal 30% al 40% della detrazione Irpef e della deduzione Ires per gli investimenti effettuati in Start up innovative nel 2019 e l’aumento della deduzione Ires fino al 50% per i soggetti che, nell’anno 2019, acquisiscono l’intero capitale sociale della Start up innovativa, mantenendolo per almeno 3 anni.

Al momento, però, queste nuove disposizioni relative agli investimenti in Startup non sono state ancora applicate poiché non ancora approvate dalla Commissione europea.

Quali sono i rischi degli investimenti in startup?

Nonostante tutti gli accorgimenti e gli incentivi elencati, investire in startup rappresenta ancora oggi una forma di investimento ad alto rischio.

Tenendo conto del fatto che si tratta di progetti appena nati e altamente innovativi, le possibilità che l’impresa fallisca sono alte, quindi esiste la possibilità concreta che tu perda il tuo investimento.

Oltre al rischio di perdita, c’è poi anche un altro rischio che è quello dell’illiquidità. Alcuni dei progetti portati avanti dalle startup crescono, ma crescono così lentamente che potresti davvero trascorrere molti anni senza vederne un ritorno concreto. Questo anche perché nel nostro Paese non è concesso negoziare le quote emesse da Start Up innovative così come distribuire dividendi ai soci prima dei 5 anni.

Se dunque come ho detto sei una persona che non ha pazienza o non può permettersi di investire in progetti che non prevedono un guadagno immediato, forse dovresti rivolgere altrove la tua attenzione.

Investire in startup conviene?

Per concludere, posso dire che sì, gli investimenti in Startup possono essere una buona scelta per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, ma non tutti possono farli.

È necessario essere ben al corrente dei rischi che si corrono e avere dei fondi tali da poter decidere in totale serenità di destinarne una parte ad investimenti ad alto rischio.

Vuoi scoprire come riuscire a giudicare la validità o meno di una idea? Clicca qui e scopri i i 6 consigli per investire nelle startup innovative in modo consapevole.


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Anna Porello
Imprenditrice digital e cuore pulsante di Intraprendere. Fonda la sua prima startup di entertainment geolocal nel 2006 venduta a una nota azienda italiana. Dopo anni come consulente nei processi di digitalizzazione di grandi imprese, decide di dedicarsi a Intraprendere.net, che co-fonda nel 2016.

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