memoria di lavoro memoria a breve termine

Ti è mai capitato di scordare il nome di una persona che hai appena conosciuto?

Si potrebbe dire che hai una scarsa memoria di lavoro.

Anche un’azione molto semplice come ricordare il nome di una persona che hai appena incontrato richiede l’impiego di una determinata capacità.

Più tecnicamente, si tratta della capacità di costruire e trattenere un modello interno di uno stimolo che proviene dall’esterno, al fine di recuperare queste informazioni a tuo piacimento quando ti occorrono.

In altre parole, stiamo parlando di quello che psicologi e neuroscienziati chiamano “memoria di lavoro” o “working memory”.

Questo tipo di memoria fa parte di quello che più generalmente viene definito come “sistema di memoria”. Memorizzare un’informazione, infatti, è un’operazione piuttosto complessa che richiede prima la codifica o registrazione di uno stimolo esterno; dopodiché, l’informazione viene immagazzinata e messa da parte per essere utilizzata in un momento successivo.

Perché questo processo sia completo occorre che lo stimolo immagazzinato sotto forma di idea, concetto od immagine sia rievocato e recuperato, per essere utilizzato al momento opportuno.

In fase di codifica l’informazione può anche essere riorganizzata, ricostruita o reintegrata sulla base di conoscenze pregresse al fine di trattenerla e, successivamente, recuperarla.

Lo schema di memoria umano è composto però da almeno tre diversi tipi di memoria:

  • Memoria sensoriale, ovvero quella più breve e fugace e legata agli stimoli di carattere sensoriale (vista, udito, olfatto, tatto), la cui durata è di appena una manciata di secondi.
  • Memoria a breve termine (MBT) che, invece, permette di trattenere un’informazione per un periodo relativamente breve (non più di 30 secondi), la quale può però essere prolungata tramite la reiterazione, vale a dire la ripetizione della stessa informazione per un periodo più lungo.
  • Memoria a lungo termine (MLT) che corrisponde invece alla parte di memoria più duratura, e si scompone a sua volta in informazioni di tipo procedurale (inerente cioè comportamenti e procedure) e di tipo proposizionale.

Nel caso delle informazioni di tipo proposizionale si parlerà di memoria episodica se i fatti oggetto dell’informazione sono di tipo personale e di memoria semantica qualora invece si tratti di apprendimenti di carattere culturale.

Cos’è la memoria di lavoro

Per comprendere meglio cosa sia la memoria di lavoro, prova ad immaginarla come un vero e proprio spazio mentale che puoi utilizzare per memorizzare importanti informazioni nel corso delle tue attività mentali.

Un buon esempio di un’attività che utilizza la working memory è l’aritmetica: immagina, ad esempio, di moltiplicare 27 per 43 nella tua testa senza ricorrere a carta e penna.

Prima di tutto dovrai immagazzinare i due numeri nella tua mente, successivamente dovrai utilizzare le regole della moltiplicazione a due cifre per calcolare il prodotto, moltiplicando prima le cifre a due a due e sommando successivamente i due prodotti ottenuti.

Altri esempi in cui tutti noi facciamo ricorso alla memoria di lavoro della vita quotidiana sono il ricordare un numero di telefono, il PIN della carta di credito o un indirizzo web, oppure calcolare a mente il conto degli oggetti che abbiamo messo dentro il carrello della spesa.

Ciò che accomuna tutte queste operazioni mentali è il fatto di non avere dei supporti esterni, come una notA scrittA o una calcolatrice.

Forse ora ti starai chiedendo perché, se si possiede questa capacità, talvolta accade di dimenticare alcune informazioni: ciò dipende dal fatto che la working memory non è illimitata, ma in alcuni casi può fallire.

Le cause per cui questo avviene sono molteplici:

  • Distrazioni esterne, un semplice telefono che squilla o una persona che ti interrompe possono essere sufficienti a deviare la tua attenzione dalla memoria di lavoro in modo che i suoi contenuti vengano rapidamente persi.
  • Sovraccarico di informazioni, ad esempio sommare fra loro 1234 e 2733 non è così semplice come nell’operazione precedente perché, anche se il meccanismo è lo stesso, la mole di informazioni da immagazzinare è più elevata.
  • Impegno in un compito difficoltoso, che richiede l’uso di numerose abilità mentali, in quanto ciò comporta una perdita di informazioni già detenute dalla memoria a breve termine.

Ciò nonostante, bisogna anche dire che la capacità di conservare informazioni, ed usare quindi la memoria di lavoro, varia da persona a persona: ciascuno di noi ha, infatti, una capacità di memoria a breve termine maggiore o minore di quella degli altri.

In generale, i bambini molto piccoli hanno una capacità di memorizzazione molto bassa, che tende però ad aumentare con l’età.

Tuttavia, confrontando la memoria di lavoro di una classe di bambini della stessa età, si osserverà che possono essercene alcuni che riescono ad accumulare più informazioni mentre altri meno.

Solitamente queste differenze non cambiano con l’età, ma tendono a conservarsi anche una volta che il bambino diventa adolescente ed adulto.

Per farti capire quanto sia importante la tua working memory, ti basti pensare che essa è cruciale nel processo di apprendimento nei bambini: chi possiede infatti scarsa capacità di memoria spesso non riesce a portare a termine compiti elementari, poiché non in grado di conservare a mente le informazioni necessarie e con il risultato di dover ripartire da zero.

Perché la memoria di lavoro è così importante

Per fugare ulteriori dubbi sappi che la memoria di lavoro è qualcosa che entra in campo ogni volta che devi eseguire attività che richiedono ragionamenti, comprensione e apprendimento (è utile, ad esempio, anche per migliorare il metodo di studio).

È di fatto ciò che ti consente di eseguire ragionamenti in modo molto rapido mentre stai facendo un’altra cosa (a proposito, non perderti assolutamente le 3 infallibili tecniche per far lavorare il cervello più velocemente).

Qualcuno l’ha perfino paragonata ad un serbatoio di pensieri e idee da cui è possibile attingere per risolvere un problema, prendere una decisione, trovare una spiegazione o giungere a una conclusione.

Essa entra in campo quando devi esporre dei dati durante una relazione o quando stai scrivendo un memo ed è ciò che a volte ti consente non solo di memorizzare informazioni rilevanti, ma anche di concentrarti sui concetti più importanti, impedendo alla tua mente di perdersi su informazioni secondarie e/o poco importanti.

Ecco perché rafforzare la working memory consente anche di aumentare la tua capacità di eseguire un determinato compito o lavoro: essa potenzia la concentrazione, facendoti diventare più produttivo e dunque anche molto più felice in quanto riuscirai in modo più rapido a raggiungere i tuoi obiettivi.

Ci sono poi una serie di ricerche che suggeriscono un collegamento molto stretto fra memoria di lavoro e intelligenza fluida complessiva, vale a dire la capacità di risolvere i problemi analizzando i dati e individuando modelli e relazioni tra diversi elementi.

Ma non tutti sono d’accordo su queste affermazioni, in quanto non è scientificamente provato che migliorare questo tipo di memoria ci renda anche “più intelligenti”. E’ innegabile però che abbia senza alcun dubbio un ruolo fondamentale nell’efficacia del nostro funzionamento mentale quotidiano.

Il problema? Nel nostro mondo in rapida evoluzione, così carico di pressioni e distrazioni la nostra working memory risulta tassata.

Tutti soffriamo di un sovraccarico di informazioni, con i social media e le notifiche di newsfeed che sollecitano la nostra attenzione in tutte le ore del giorno e della notte: il cervello deve lavorare con forza per elaborare questo surplus di informazioni riducendo così la sua capacità di immagazzinare dati utili in un secondo momento.

Anche l’ansia e lo stress da cui siamo costantemente avvolti non fanno che ridurre la quantità di memoria a nostra disposizione.

Come migliorare la tua working memory

Anche se avere più o meno capacità di accumulare informazioni utili per un secondo momento è una caratteristica con cui probabilmente ciascuno di noi nasce, è pur vero che esiste la possibilità di aumentare la nostra capacità di memoria.

Se anche tu sei curioso di sapere come allenare la memoria, probabilmente è perché ti sarà capitato in alcuni casi di trovarti in difficoltà ad elaborare idee e pensieri in quanto avevi dimenticato fatti e concetti precedenti.

Ti diamo allora una buona notizia: esistono degli esercizi per la memoria (e noi te ne offriamo treche puoi fare allo scopo di potenziare quest’ultima migliorando così anche l’attenzione.

Il primo passo però per migliorare la propria memoria consiste prima di tutto nel ridurre l’ansia, lo stress, le interruzioni e il sovraccarico di informazioni.

Certo, non sempre si possono demandare incarichi arrivati all’ultimo minuto (anche se qui puoi trovare qualche consiglio utile), tuttavia un modo per iniziare ad eliminare il surplus di informazioni potrebbe essere quello di spegnere il pc o lo smartphone, concentrandosi sull’attività che si sta facendo in quel momento.

Ciò detto, esistono comunque dei metodi che puoi usare per aumentare e rafforzare la tua memoria di lavoro, il cui obiettivo principale è quello di fare in modo che nella tua mente ci sia sempre abbastanza spazio per memorizzare le informazioni che ti serviranno ad elaborare compiti in un secondo momento.

Uno di questi è quello del doppio n-back in cui una persona deve riuscire ad immagazzinare una serie di informazioni in sequenza.

La versione più semplice dell’attività, 1-back, richiede che la persona risponda in un determinato modo ogni volta che viene sottoposta ad un determinato stimolo di tipo visivo od uditivo. Gli step successivi sono ovviamente molto più complessi.

Il gioco funziona così: ti viene chiesto di ascoltare una stringa di lettere pronunciate ad alta voce e ogni volta che sentirai pronunciare una lettera ripetuta due volte dovrai premere un pulsante.

Ciò che rende questo compito così difficile è che l’elenco (dunque il numero di informazioni trasmesse) è di solito molto lungo, tanto da richiedere una concentrazione molto elevata. Per rendere ancora più difficile il compito, è possibile inserire un altro input visivo od uditivo di cui tenere traccia (ad esempio, oltre alle lettere, anche a dei punti che si muovono sullo schermo del tuo computer).

Scopo di questo esercizio di memoria, è quello di abituarti a tenere traccia di più pezzi di informazioni mentre si sta svolgendo un compito sempre più complesso.

Tuttavia per avere dei risultati concreti con questo tipo di attività occorre lavorare sodo e per un periodo di tempo abbastanza lungo. Inoltre, quando si ha a che fare con la memoria, l’esercizio deve essere quotidiano altrimenti, proprio come nel caso dei muscoli, meno la usi e più la perdi.

Un’altra pratica che secondo molti può aiutare ad aumentare concentrazione e memoria è la meditazione. Uno studio ha scoperto che dopo soli 8 giorni di meditazione, la memoria di lavoro di un gruppo di studenti è migliorata in modo significativo rispetto agli studenti che non hanno partecipato a programma.

Questa è davvero una notizia confortante dato che, stando ai risultati di queste ricerche, 8 minuti di meditazione al giorno posso davvero aiutare a migliorare la tua working memory!

Altri rimedi utili per migliorare la tua memoria sono:

  • Svolgere un’attività fisica, soprattutto se di tipo anaerobico, come ad esempio il sollevamento pesi od il nuoto, che migliorano la potenza muscolare.
  • Dormire adeguatamente, in quanto dormire almeno 8 ore al giorno permette di eseguire il 58% in più sui compiti di memoria.

A questo punto se hai bisogno di una ulteriore marcia di produttività mnemonica allora non dimenticarti di leggere anche la nostra fantastica guida per potenziare la tua capacità di concentrazione.

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