come diventare startupper
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Vuoi sapere come diventare startupper? Sappi che diventare uno startupper non è una scelta banale. Evidentemente è fondamentale avere un’ottima idea, ma alla base deve esserci una forte motivazione personale.

Spesso capita di avere un’irrefrenabile volontà di mettersi in proprio, ma poi qualcosa frena quell’entusiasmo e quella voglia di rompere gli schemi che sono essenziali per lanciarsi in un’avventura imprenditoriale.

C’è chi nasce imprenditore e sa fin da subito che quella è la propria strada, ma molto spesso devono sussistere le giuste condizioni e l’ambiente ideale.

Come diventare startupper: i 5 motivi per diventarlo

Solitamente si tratta di un mix di motivazioni che creano la scintilla necessaria per prendere la decisione. Ecco quelle più comuni:

1. Essere il capo di te stesso

È una motivazione classica ma per metabolizzarla è necessario ascoltare necessariamente se stessi e riflettere attentamente.

Vuoi davvero rispondere a qualcun altro nella tua vita professionale? Avverti una forte necessità di autonomia? Ti senti di avere le qualità necessarie per prendere le decisioni che contano?

Non si tratta di mancanza di disciplina, questa è una motivazione più legata alla consapevolezza di essere in grado gestire persone, risorse, idee e numeri.

Essere il capo di se stessi implica indipendenza ed è certamente una sfida allettante, ma occorre anche avere le qualità, la preparazione e la voglia di colmare le proprie lacune.

Non far riferimento a nessuno se non a se stessi non significa ignorare le dinamiche che regolano il business e implica necessariamente assumersi le responsabilità delle proprie scelte.  

2. La qualità della vita

Anche questa è una motivazione molto frequente. Preferisci un lavoro che puoi gestirti in modo bilanciato? Odi affrontare il traffico e vuoi gestirti gli orari a piacimento?

Se da una parte la vita imprenditoriale può essere persino più stressante e intensa di un lavoro da dipendente, è anche vero che comporta meno vincoli ed è possibile integrare il lavoro con le attività che più ci piacciono.

Oltre a ciò, la qualità della vita è anche dipendente dall’interesse che si ha verso il lavoro che ci si crea. 

Spesso la scelta imprenditoriale è infatti determinata dall’incontenibile desiderio di lavorare in un campo o in un settore per cui si ha una passione vera, e questo indubbiamente favorisce una vita professionale più equilibrata e stimolante.

3. Il profitto

Con un lavoro da dipendenti si può contare sulla sicurezza di uno stipendio fisso che, per quanto significativo, raramente può permettere di svoltare.

Molti startupper sono consapevoli delle potenzialità di guadagno che possono esserci se si diventa imprenditori e si è alla guida della propria impresa.

Non si tratta solo della possibilità di potersi assegnare un compenso commisurato al proprio successo e ai risultati ottenuti, ma anche l’opportunità di monetizzare attraverso la cessione delle proprie quote.

Un imprenditore sa che l’exit strategy deve poter portare ricompensare i sacrifici e gli sforzi fatti.

Se i soldi non rappresentassero una seria motivazione, sarebbe decisamente un problema!

4. La voglia di ricominciare

Oltre il 30% dei neo-imprenditori decide di lanciare un’impresa dopo una delusione professionale. Un licenziamento inaspettato da un datore di lavoro in crisi, la mancanza di prospettive future o semplicemente la necessità di ripartire dopo un periodo poco fortunato, sono eventi che capitano di frequente e che possono condurre verso l’opzione dell’imprenditoria.

Spesso la voglia di ricominciare rappresenta una motivazione decisiva e un modo per darsi delle prospettive future mettendo a frutto le esperienze maturate precedentemente.

Si tratta di circostanze che riguardano persone più mature che avvertono la necessità di cambiare vita. Tuttavia, per un cinquantenne che di colpo si trova disoccupato, diventare un imprenditore non è però affatto un ripiego, ma una scelta ponderata che spesso si rivela vincente. Una scelta che viene dalla capacità di trovare l’energia interiore che induce quella tenacia e quella determinazione che occorrono per dare l’impulso vitale a un’impresa.

5. L’ambizione

Questa è invece una motivazione che, in molti casi, carica i più giovani. La voglia di emergere e di lasciare il segno è sicuramente uno degli elementi principali che determina la decisione di mettersi in proprio, anche precorrendo i tempi.

L’ambizione può generare una grande risolutezza e il coraggio necessario per buttarsi a capofitto in un’avventura imprenditoriale. Tuttavia occorre prendersi il tempo per maturare la decisione curando i dettagli, impostando gli obiettivi e abbinando all’entusiasmo la giusta dose di razionalità.

È importante prendere coscienza delle emozioni che portano a prendere la decisione di diventare uno startupper per poterle controllare e applicare il corretto metodo di sviluppo della propria attività.

Essere motivati è essenziale quando si ha un’idea di business, ma validare le assunzioni che stanno alla base del proprio progetto e arrivare a creare un modello di business viabile richiede freddezza, equilibrio e un sano spirito di auto-critica.

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Alessandro Cirinei
Alessandro Cirinei fonda la sua prima azienda nel 2007, Xool e contribuisce successivamente al lancio di UrbanPost, Sercanto e Via Calzabigi. Collabora con fondi di venture ed acceleratori in qualità di "mentor" e temporary manager all'interno di numerose start-up.

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